Quella sporca mezza dozzina (di banche)

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

E’ un po’ che non si torna a tuonare contro le banche USA. Le nostre tanto care e amate banche USA, salvate con il denaro pubblico, le banche se si sono scrollate di dosso una valangata di titoli tossici, gentilmente offerti al governo in cambio di denaro, per il bene dell’umanità e dell’economia.
Le banche che, incuranti della crisi, sono tornate a fare una marea di utili, quasi magicamente e con una certa illogicità economica. Anche se noi tutti sappiamo che non è assolutamente così. Altro che illogicità. Tutto molto logico!
I utili non li creano con l’operatività ordinaria, che consiste nel raccogliere denaro e poi prestarlo al sistema, ma li fanno coi soldi che hanno avuto dalle banche centrali che poi hanno investito e che ha generato altro denaro, e soprattutto con il trading, alias Dark Pool e High Frequency Trading.

Quindi la morale di questa storiella è molto semplice. La banca prima esagera, con operazioni spericolate. Poi, quando sta per saltare, arriva la massima del giorno : “to big to fail”.

Ma siamo matti? Far saltare le banche? Salta tutto il sistema finanziario! Bene, cari lettori, ci può stare. Mi può star bene l’aver salvato le banche per un fine comune. Se così non fosse stato, probabilmente oggi ci troveremmo in una situazione molto molto più complessa. Ma dove sta quindi l’errore?
Secondo me l’errore più grande è stato non fare quello che almeno in Gran Bretagna hanno tentato.

Bail out si, ma poi ti comando…

 

In Gran Bretagna le grandi banche sono state si, salvate, ma ad una condizione: la nazionalizzazione. Visto che comunque bisognava salvare, almeno fare un’operazione che avesse un senso! La banca diventava con un nuovo azionista di maggioranza. Lo Stato. Il che mi sembra il minimo, visto che già lo Stato salva le banche, almeno poterle comandare!
Invece negli USA non è andata così. Le banche sono state salvate e poi sono tornate più libere e spericolate di prima. Lo Stato è ancora in certi casi azionista, ma di certo non mette il becco nella gestione…

Leva finanziaria a manetta e tutto il resto. La crisi non solo non ha insegnato nulla ma, anzi, ha fatto aumentare l’esposizione al rischio del sistema bancario.
Ma fate ben attenzione, non di tutto il sistema bancario.
Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Solo alcune banche hanno veramente generato un’esplosione di utili. Le altre? Al palo.

Quali sono questi 6 fenomeni bancari?

1. Goldman Sachs
2. Bank of America
3. Morgan Stanley
4. Wells Fargo
5. Jp Morgan Chase
6. Citigroup

Punto.

Di queste sei, come potete vedere dallo schema qui sotto, tutte hanno generato utili clamorosi grazie al trading. Solo Citigroup resta ancora al palo come utili, ma guardate l’importanza del trading… Se non ci fosse stato, Citigroup avrebbe fatto acqua da tutte le parti.

Quindi, da questo schema (thanks to Forbes ) si capisce perfettamente che il sistema economico è disastrato e el banche fanno utili, ma non legati al “fare la banca”.

E il risultato delle altre banche USA, li potete vedere di seguito alle 6 big banks.

 

E lo Stato ringrazia

 

Come dicevamo prima, lo Stato USA è rimasto ancora dentro al capitale dlele banche. E alla fine della fiera, non può che accettare con entusiasmo tutto questo scenario, visto che alla fine, gil ha portato nelle casse dello Stato la bellezza di circa 26 miliardi di dollaroni, tra dividendi e utili derivasnti da plusvalenze.

Trovo personalmente scandaloso il fatto che lo Stato sia coscente della situazione, sappia benissimo dell’ assurdità di quanto sta accadendo ma non faccia nulla proprio perchè,alla fine, ci guadagna pure lui. PEccato che stiamo arrivando alla saturazione e quando il giochino non reggerà più, dovremo confrontarci col realistico “rischio effetto domino” le cui conseguneze…non sarebbero certe allegre…

Vi allego qui sotto il grafico tratto dal report di R&S-IlSole24Ore.

E in Europa?

 

Non illudiamoci più di tanto. In Europa la situazione non è poi così diversa.
Basta guardare alcuni grandi nomi per renderci conto che anche per questi istituti di credito i ricavi sono stati condizionati in modo chiarissimo dal trading e da operazioni di finanza straordinaria.
Nel primo trimestre del 2010 i ricavi dl settore bancario europeo sono saliti ancora, del 18.6% e gli utili netti… udite udite… hanno fatto un balzo del 170% (fonte: R&S Mediobanca). Qualche nome? I soliti. UBS, Deutsche Bank, Commerzbank, Ing
E in Italia? Lo ribadisco. Il nostro sistema bancario, per fortuna, ha una struttura più solida. Meno derivati, meno subprime, meno leva finanziaria.
Per una volta possiamo essere fieri di avere un settore bancario che, con tutti i limiti ed i difetti del caso, il mondo della finanza ha sempre definito obsoleto.
Ma le cose vecchie, ogni tanto, possono tornare di moda.

DT

 

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