Proposta shock del FMI, patrimoniale del 10% sui conti correnti?

Scritto il alle 09:00 da Danilo DT

Ha sicuramente fatto clamore la proposta del Fondo Monetario Internazionale, che nel suo recente Fiscal Monitor (scaricabile  cliccando QUI )  consiglia di prelevare il 10% dalla ricchezza privata, al fine di rimettere in sesto i conti dei paesi in difficoltàtramite una manovra sui conti correnti. 
Una super patrimoniale “una tantum” che tartasserebbe i risparmiatori ben oltre quanto già si era visto ai tempi del Governo Amato, quando il prelievo forzoso sui conti correnti fu del 0.6%. E ancora questa operazione è ricordata con scandalo. Immaginatevi un prelievo del 10%!
In passato operazioni così invasive si sono già viste in paesi di prim’ordine. Parliamo di Germania e Giappone. Peccato che stiamo parlando però proprio per periodo post bellico e quindi dei due paesi che persero la guerra.
E noi che guerra abbiamo perso?
La guerra della competitività, la guerra della gestione finanziaria, della serietà, delle lobby che comandano il sistema, la guerra del debito e la guerra nei confronti dei paesi del Nord Europa, la guerra del fiscal compact.

Ovviamente il Fondo Monetario Internazionale può (al momento) dire ciò che vuole, poi tanto noi, in Italia, facciamo ciò che ci ispira. E sopratutto, ci tengo a sottolinearlo, il FMI resta molto “sui generis” come deve fare (e ci mancherebbe!) senza fare riferimenti specifici. Però è chiaramente visibile il loro punto di vista sull’argomento.
Però questa lettura così critica deve farci pensare e, il sottoscritto, si permette due considerazioni.

1 – E se arriva la Troika?

Le idee del FMI, come detto, sono pura teoria. Ma il FMI fa parte della Troika, come ben sapete (assieme ad Unione Europea e BCE). E la Troika è proprio quel “triumvirato” che rischia di venire un giorno a bussare alle porte del Governo Italiano.
E quando c’è stato odore di “Crisi di Governo”, in molti hanno inneggiato all’arrivo della Troika, come strumento alternativo per poter mettere un po’ di ordine.
Questo scenario forse è meglio rimandarlo il più possibile, in quanto si è capito, con questo Fiscal Monitor, che se arriva la Troika, sarà MOLTO MOLTO MOLTO invasiva nei confronti dei cittadini. Tanto si sa chi paga sempre, alla fino, no? Anche perché nello stesso comunicato l’FMI è stato molto chiaro. Ci sono anche altre forme per poter mettere ordine nei conti dello stato, ma rischiano di essere troppo invasive nei confronti delle banche e quindi, onde evitare problemi anche ad istituti NON italiani (avete capito bene, sono cavoli nostri in buona sostanza) si consiglia la botta da 10% sui c/c delle banche italiane.

2 – E se il modello Cipro diventa “standard” per le banche in difficoltà?

La grande paura che a questo punto ci deve assalire è che la famosa Troika abbia deciso di utilizzare il “modello Cipro” anche per altre situazioni difficili nel mondo bancario.
Ricordate cosa è successo a Cipro? Per “salvare le banche” è stato chiesto ai risparmiatori ciprioti (occhio, c’era anche evidente riciclaggio di matrice russa) di subire prelievi in alcuni casi anche superiori al 50% sui depositi presso le banche, quando gli importi erano superiori a 100.000 €. Insomma, ognuno deve aggiustarsi e SOLO quando la situazione diventa difficile anche per altre controparti, mettendo a rischio l’incolumià finanziaria di altri stati o banche internazionali, allora in quel caso ecco intervenire gli “strumenti magici”: FMI, OMT, ESM e chi più ne ha, più ne metta.
Di sicuro, gli italiani metteranno poco. Anzi a loro, tendenzialmente, toglieranno sempre solo.
Rinfrescatevi la memoria di quanto è successo a Cipro.

L’intesa poggia su due pilastri: prestiti internazionali per 10 miliardi, e una ristrutturazione di due istituti di credito. La Laiki Bank (nota anche con il nome di Popular Bank of Cyprus) sarà trasformata in una bad bank trasferendo i depositi fino a 100mila euro alla Bank of Cyprus. La Laiki sarà quindi chiusa: gli obbligazionisti privilegiati e gli azionisti assumeranno le perdite dell’azienda di credito così trasformata, insieme ai depositanti con conti superiori ai 100mila euro che contribuiranno con 4,2 miliardi di euro.
Bank of Cyprus, arricchita di alcuni asset, abbatterà le perdite – operazione che coinvolgerà almeno in parte anche gli obbligazionisti – e sarà poi ricapitalizzata utilizzando i depositi superiori al 100mila euro, che saranno trasformati, con uno swap, in azioni, in modo da riportare a regime il capitale al 9% degli attivi come richiedono le regole di Basilea. In questo modo l’azienda di credito manterrà l’accesso all’Emergency liquidity assistance della Bce che garantisce liquidità nelle situazioni di difficoltà (purché ci sia solvibilità). La ristrutturazione sarà quindi finanziata anche dai grandi correntisti, la cui perdita secondo la Ue non supererà il 40%. Al governo resterà il compito di ricapitalizzare, con le risorse dei prestiti internazionali, alcune banche più piccole. (Source) 

Un caso che doveva essere ISOLATO ma che potrebbe non esserlo nella forma. Ed il rischio di vedere in futuro altre “Cipro” in giro per l’Unione Europea” non è da escludere.

Notare al dinamica, prego.

Lo Stato va male? Ecco, intervenire la Troika, oppure il commissariamento con OMT. Le banche vanno male? Deve essere lo stato a risolversi i problemi. E se non ha le finanze per farlo, allora qualcuno dovrà rimetterci. Nella fattispecie chi? Chissà chi, visto che si colpiscono i depositi ed i risparmi dei clienti.

CONCLUSIONI

Lungi da me nel dire che dovete accorrere presso la Vostra Banca e prelevare SUBITO i soldi dal Conto Corrente. Niente allarmismi, visto che questa è una “boutade” del FMI. Però è giusto sapere cosa potrebbe capitare se lo stato non uscirà dallo “stato cronico di crisi” e se sopratutto non riuscisse a soddisfare nei prossimi anni le richieste dell’Unione Europea.

In fondo è come una guerra, se si conosce il nemico uno…

Stay Tuned!

Danilo DT

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13 commenti Commenta
kry
Scritto il 16 ottobre 2013 at 09:18

Altro che “Lungi da me nel dire che dovete accorrere presso la Vostra Banca e prelevare SUBITO i soldi dal Conto Corrente.” sarebbe quello che si dovrebbe fare subito perché chi arriva primo trova qualcosa e l’ultimo , come si dice , male alloggia. Almeno così siam certi che paghiamo tutti, e non dobbiamo aspettare anni di declino e lenta agonia e illusioni su illusioni.

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PORTELLO
Scritto il 16 ottobre 2013 at 09:20

Scusate ma nn capisco cosa sta accadendo in america
Il rischio default e’ anche per le obbligazioni t bills e treasuries?
O rischia di non pagare piu’ dei servizi e basta?

Comunque la soluzione secondo me e’ convertire i titoli di stato di ogni nazione europea in eurobond
Per ex per un bund di danno .95 eurobond per un oat .90 per un btp 0.85 e cosi via

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lacan2
Scritto il 16 ottobre 2013 at 09:22

nel consigliare queste cose non si pensa mai alle conseguenze sociali e alle tensioni che creerebbero questi interventi sulla fiducia nelle istituzioni che è un valore competitivo spesso sottovalutato dagli economisti.

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atomictonto
Scritto il 16 ottobre 2013 at 09:30

Strano Paese in difficoltà il nostro…è talmente in difficoltà che ha appena pagato ieri un’altra tranche di 2,4 miliardi di Euro della nostra quota contributiva all’ESM.
Con questi fanno 51,3 miliardi versati dall’Italia “in difficoltà” a sostegno degli altri Paesi Europei (ne stanno beneficiando Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro e Slovenia).
E oltre a questi soldi, pagati con tasse-spremilimoni, gli Italiani dovrebbero vedersi prelevato forzosamente il 10% (!!!!) dei propri depositi bancari?
E chi siamo noi, quelli con scritto in fronte “Sali&Tabacchi”?
Approfondendo credo si scopra che il paragrafetto dell’FMI l’ha aggiunto qualche Finlandese ubriaco o il calssico “genio della lampada”.

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idleproc
Scritto il 16 ottobre 2013 at 09:52

E’ dall’epoca di Cipro che ne avevano parlato…

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7voice
Scritto il 16 ottobre 2013 at 12:44

invece io propongo di prendere le testate atomiche che stanno a ghedi è di sganciarle sopra la germania è andassero affankulo questi levatelame ! OPPURE IN ALTERNATIVA SAREBBE + APPROPRIATO MITRAGLIARE CHI SOSTIENE CERTEI FURTI NEI PALAZZI ROMANI ! E’ ORA CHE LA SI FACCIA FINITA CON QUESTI SCARTI DI PRUASA !

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lorenzo_1
Scritto il 16 ottobre 2013 at 13:43

Scusate ma sarebbero toccati anche i titoli di Stato eventualmente in portafoglio?
Azioni , fondi d’investimento?
Si accettano consigli su come tutelarsi oltre al semplice prelievo, e dopo dove li metto?
Oggi non si è sicuri nemmeno in casa propria.

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gainhunter
Scritto il 16 ottobre 2013 at 13:51

atomictonto@finanza,

Per quanto riguarda l’Italia, questi dicono che ci guadagna un 10%…
http://www.tfmarketadvisors.com/2012/06/14/efsf-and-esm-funding-explained-in-detail-why-italy-is-ok-with-it/

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Scritto il 16 ottobre 2013 at 16:41

Mah, comunque spero che il messaggio sia chiaro. Anche l’asset class teoricamente più priva di rischio, potrebbe nn esserlo per nulla!

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PORTELLO
Scritto il 16 ottobre 2013 at 17:08

e diciamocelo…
siamo nella MELMA

forse anche qui John ha ragione..meglio spenderli…e goderseli…

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noise
Scritto il 16 ottobre 2013 at 18:37

Fottersene dei grafici e mettersi un sacchetto di sovrane a zero iva (comprato con cash senza lasciare troppe traccie con un prezzo spot intorno ai costi di estrazione) nel materasso, no?
Certo, certo, i metalli non rendono niente, sono poco liquidi e sono una reliquia barbarica. Salvo poi mangiarsi le mani quando ti bloccano i conti e i bancomat….
No, no, tranquilli, a noi non può succedere…..

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noise
Scritto il 16 ottobre 2013 at 18:38

Si, ovvio, quando hai sistemato il necessario è meglio goderseli.

PORTELLO:
e diciamocelo…
siamo nella MELMA

forse anche qui John ha ragione..meglio spenderli…e goderseli…

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idleproc
Scritto il 16 ottobre 2013 at 18:59

Al di là del “problema” non tollero più di vivere in uno stato coloniale conclamato e con un “governo” coloniale.
Mi è insopportabile. E’ umiliante.
Si possono sopportare sacrifici, problemi, cercare di risolverli come cittadino e dare il proprio contributo ma stare in un paese che si son venduti sottobanco non lo sopporto più. Non li sopporto più.
Aspetto, vedrò cosa faranno gli altri Italiani ma se non se ne viene fuori, meglio un’altra cittadinanza, non sarà casa mia da generazioni ma, almeno, se fai qualcosa lo fai per una collettività nella quale ti puoi riconoscere.
Scusate lo sfogo.

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