Pressione fiscale e le realtà distorte

Scritto il alle 20:28 da Danilo DT

Il post pubblicato su I&M con oggetto lo spread BTP Bund ha sicuramente “mosso le acque”. Tanti i commenti ricevuti anche via email, con molti lettori che ringraziavano per l’articolo un po’ crudo ma sicuramente concreto. Ma altri che ci hanno anche accusato di essere “troppo critici” nei confronti dell’operato del Governo Letta.

Premessa: il sottoscritto (e nememno Gremlin) ce l’ha con il buon Enrico Letta, ci mancherebbe: Ce l’ho piuttosto con alcune situazioni che si sono create dove, ovviamente, viene glorificato e lodato il Governo, mentre invece la realtà, quella vera e non quella che vogliono farci credere, viene colpevolmente ignorata.
E non mi riferisco solo allo spread. Ci sono tante altre situazioni che potrei portare ad esempio.
Tipo quale? Beh, tipo la barzelletta sulla “pressione fiscale”.

La barzelletta sulla pressione fiscale

Ormai ce lo hanno detto in tutte le salse. Ecco cosa ci dice l’illuminante ministro Saccomanni:

(…) Ma io sono fiducioso: in questo 2014 gli italiani cominceranno a sentire concretamente che l’economia si e’ rimessa in moto”. E affrontando il tema della pressione fiscale, Saccomanni sottolinea ancora: “Lo dico senza alcuna esitazione: le famiglie, i lavoratori e le imprese pagheranno meno tasse. Capisco che la gente si aspettava di piu’. Ma quest’anno la riduzione dell’Irpef non sara’ insignificante. E nel prossimo triennio le tasse si ridurranno di ben 9 miliardi, con un calo graduale anno per anno. E’ un impegno che ho preso, con l’Europa e con gli italiani, e oggi lo rilancio”. I soldi verranno “dalla spending review e dal provvedimento sul rientro dei capitali, che vareremo all’inizio di febbraio. (Source

Bene, quindi caleranno le tasse, evviva evviva! Lo dice lo stesso Saccomanni: calerà la pressione fiscale. Ma cosa significa esattamente una diminuzione della pressione fiscale? Significa che si pagano meno tasse, è ovvio!
E ovvio un corno.
Infatti, come ci ricorda Mario Seminerio nel suo blog:

[…] contrariamente al senso comune, “riduzione della pressione fiscale” non vuol dire pagare meno imposte, né che le aliquote applicate alle imposte dirette, indirette o contributi sociali siano destinate a calare. Riduzione della pressione fiscale significa, nel nostro caso, che il Pil cresce più dell’aumento delle entrate. […] (Source) 

Avete capito? Quindi a fare la differenza non è l’iporto delle imposte ma il rapporto con il PIL. Esempio: se sale il PIL con imposte stabili, magicamente possiamo dire che c’è una diminuzione della pressione fiscale. A conferma della simpatica anomalia leggiamo proprio dal DEF (sul sito istituzionale) che l’imposizione fiscale SALIRA’ e non di poco. Vi consiglio di buttarci un occhio e scoprirete una NUOVA realtà.

Ma non temete, il PIL salirà e compenserà tutto!

Intanto per non sbagliarci, ecco cosa ci è riservato come IMPOSTE, un bell’aumento dell’IMU:

[…] A Milano su una casa media la nuova tassa, istituita formalmente per coprire i costi sopportati dai Comuni per la fornitura dei servizi indivisibili ma di fatto nata per riproporre il vecchio tributo sotto altro nome, rischia di costare addirittura più dell’Imu, con un aumento che può arrivare anche a 150 euro per un contribuente senza figli a carico, cifra che potrebbe addirittura salire quando c’è anche la prole. […] (Source) 

Ecco quindi la barzelletta: cala la pressione fiscale SE torna la crescita economica, in modo tale da compensare in modo PIU’ che proporzionale l’aumento delle imposte. Come la vogliamo chiamare? Barzelletta? Burla? Oppure “presa per i fondelli”?
Secondo me illustra in modo ideale la volotà di far vedere ai contribuenti una realtà distorta.
Ma non facciamone una colpa diq uesto governo. E’ sempre stato così negli ultimi anni. Nessun premier escluso.
Forse ci prendono proprio per fessi. E noi, che li continuiamo a votare, forse lo siamo proprio.

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
overshooting
Scritto il 6 gennaio 2014 at 22:12

credo sia ovvio che la ‘pressione fiscale’ intesa come tasse da pagare in percentuale del reddito non diminuiranno, questo perche’ strutturalmente non si sta facendo nulla perche’ cio’ sia sostenibile, e qui si potrebbe aprire tutto un capitolo sulla mancanza di volonta’ politica nell’attuare tale cosa, ma mi viene la nausea al solo pensarci…la stessa nausea che provo quando (raramente) ascolto qualche telegiornale e osservo la bieca strumentalizzazione di termini come ‘spread’ , ‘lo chiede l’europa’, ‘sacrificio necessario’ etc etc…il tutto legato alla disarmante ignoranza in materia che dilaga intorno a noi…solo una profonda e corretta informazione potrebbe creare l’ambiente ideale per progredire, o piu’ semplicemente per investire al meglio i propri risparmi…non esistono prodotti buoni o cattivi, ma se ancora oggi esiste tanta gente che va in banca a chiedere un BTP Ventennale perche’ e’ sicuro e da’ una buona cedola (non ce l ho con i BTP sia chiaro) con le attuali condizioni di mercato tassi ai minimi, emittente che difficilmente migliorera’ il suo rating a breve/medio, CAC, etc) vuol dire che c’e’ molto lavoro da fare, in primis da chi (come me) svolge un’attivita’ a stretto contatto con le persone ed i loro risparmi…troppo spesso vedo colleghi ignorare le piu’ elementari logiche di investimento ed essere i primi ad essere a non essere adeguatamente preparati, inevitabilmente la maggior parte della gente e’ portata a pensare che il ‘fai da te’ sia la strada preferibile…ben vengano questi blog quantomeno come ambiente di confronto ed informazione…e cmq il post sullo spread mi sembrava chiarssimo, come mi sembra chiaro che il governo a tal proposito non abbia fatto assolutamente NULLA…

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Scritto il 6 gennaio 2014 at 22:48

…e come mai non abbiamo fatto nulla?
Solita minestra. Vogliono farci appunto credere che invece hanno fatto. Invece…
Solo che ormai con le parole si amplificano i danni, si allungano i ritardi e le distanze, e l’impossibilità a venire fuori da una situazione sempre più complessa.

ho inserito alcune interessanti appendici al post. Leggetevi il DEF e capirete meglio…

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perplessa
Scritto il 6 gennaio 2014 at 23:46

intanto ci mettiamo il 2 per mille sul conto. il conto sull’irpef lo faccio quando farò la dichiarazione dei redditi. dal 94 ad ora la mia aliquota nmarginale è cresciuta dal 27 al 38%, senza che il mio reddito sia cresciuto come potere d’acquisto, mentre quella degli amici di merende è calata da 51 al 43. evidentemente quando parlano di non mettere le mani in tasca nelle mani degli italiani, parlano di loro. noi non siamo italiani, siamo sudditi.

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draziz
Scritto il 7 gennaio 2014 at 08:07

E’ la prova lampante di cosa sia la politica, di cosa sia diventata nonostante i proclami di fede e di ideali: un esercizio di potere e di dissimulazione in onore a tal Machiavelli, che forse poteva avere una qualche giustificazione ai suoi tempi grazie all’analfabetismo pressoché totale e ad una sperequazione nella distribuzione dei redditi.
La gestione della “Res Publica” ha origini antiche, la si studia sui libri di storia e qualcuno si è forse esaltato per le gesta di qualche assassino diventato “condottiero” in nome del progresso (soprattutto della quantità dei suoi beni personali: terreni, gioielli e sesterzi…).
Ai giorni nostri la realtà parla di furti e ruberìe cui nessuno può porre rimedio se non dopo che sono stati commessi, uno scempio cui si pone rimedio solo con il prelievo forzoso e continuo dalle tasche dei cittadini che oramai ne hanno giustamente le b…le piene di tutti i partiti.
Lasciamo parlare i fatti?
Cosa hanno costruito, dal punto di vista di un miglioramento economico, della crescita del benessere individuale, della solidità delle imprese di questo “Grande Paese” i Governi degli ultimi 15-20 anni?
Elezioni, elezioni, elezioni !!
Sì certo, ma ogni partito proporrà un programma economico, ogni candidato avrà l’obbligo di parlare di fatti concreti da realizzare, non fantasie (le solite sparate da campagna elettorale per cattuare gli allocchi), non “provocazioni”, ma proposte concrete da attuare.
In caso contrario si darà corso a processi per millantato credito nei confronti dell’elettorato e conseguenti pene da scontare, senza sospensione.
Fantascienza?
Perchè quella che viene propinata oggi che cos’è?
C’era una bella canzone cantata dal Venditti qualche anno fa… (In questo mondo di…)
I signori politici a quale gruppo aspirano ad appartenere?
Fino ad ora hanno dato prova di voler tendere ad uno solo in particolare…

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perplessa
Scritto il 8 gennaio 2014 at 00:28

draziz@finanza,

non è solo questione di furti e ruberie, la questione del fisco è la conseguenza di scelte politiche precise di porre il carico fiscale su determinate classi sociali. il che va di pari passo con la tendenza all’ampliamento della forbice retributiva. tutti i soldi vanno in cima alla piramide e si distribuisce ai vassalli internmedi.in quanto alle ruberie, c’è poi la manipolazione finalizata alla distrazione dai problemi. privato è bello, pubblico è brutto e ladro. ma se parliamo della sanità, chi è il ladro?non sono mai stata favorevole a questo sistema del convenzionato e del privato erogati dalle stesse strutture che non poteva che portare alla situazione attuale. visita in convenzione: fra 6 mesi, 8, 12, a pagamento: domani.chi è che ruba? dove vanno a finire i quattrini? io credo che i meandri nei quali vanno a finire i soldi pubblici siano tanti che non è possibile nemmeno individuarli.e il tangentificio sia talmente capillare e radicato, che non so come si potrebbe venirne fuori. le soluzioni agli sprechi che ci vengono proposte rasentano il paradossale. ho letto di un’ordinanza del Comune di Bologna che ordina ai dipendenti di non usare il grassetto per risparmiare l’inchiostro. ma ogni posto di lavoro ha il suo ordine di servizio che non si discosta di molto da quel genere lì. mi astengo dal divulgare quello che hanno inventato dove lavoro io. vorrei sapere se in ogni settore c’è un mago in cima che tira fuori dal cappello quelle robe lì, pagato profumatamente.

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