REFERENDUM

Scritto il alle 15:52 da gremlin

Nessuna partigianeria politica e nemmeno bizantinismi sui diritti-doveri del voto.

Dire NO o SI senza costrizioni, col segreto dell’urna, è espressione di libertà di opinione che differenzia una società retta da un democrazia partecipata da una società dispotica.

Non votare perchè è un modo più comodo per dire NO è logico e legittimo, ma è una comodità che si paga subdolamente dimostrando che si è disponibili a rinunciare ai propri diritti civili.

Non votare perchè ci si attiene alle indicazioni della parte politica per cui si simpatizza è logico e legittimo, ma è una soddisfazione che si paga subdolamente dimostrando che si è disponibili a plasmare le proprie opinioni sulle opinioni degli altri.

PS
Raccomandazione per chi vota:
NON SOVRAPPORRE LE SCHEDE QUANDO SI CONTRASSEGNA IL SIMBOLO

le schede sono come la carta copiativa e se le sovrapponi si segnano anche quelle sotto e così poi vengono annullate.

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30 commenti Commenta
vichingo
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:06

Posso comprendere che i cittadini siano stufi di andare a votare per dare la loro preferenza ad uno schieramento politico, ma l’istituto refererndario è una cosa diversa che riguarda trasversalmente tutti, diventando finalmente soggetti attivi nelle scelte politiche: il nucleare e l’acqua sono temi troppo importanti per fregarsene e andare al mare…………………………….

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mattacchiuz
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:18

IO VOTO SI PER ABOLIRE TUTTI E 4 LE LEGGI!

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vichingo
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:19

/home/sergio/Scrivania/messaggio di cettola qualunque.jpg

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gremlin
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:20

purtroppo referendum e leggi di iniziativa popolare sono istituti non graditi alla politica

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m75035
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:21

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m75035
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:23

mattacchiuz,

con questa immagine nella testa non credo ti potrai sbagliare…

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m75035
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:23

mattacchiuz,

con questa immagine nella testa non credo ti potrai sbagliare…

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gremlin
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:45

aggiornato post con raccomandazione per chi vota: NON SOVRAPPORRE LE SCHEDE QUANDO SI SCRIVE le schede sotto possono “segnarsi” come fossero carta carbone e poi vengono annullate

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lampo
Scritto il 10 giugno 2011 at 16:47

Vedo che ci siamo scatenati :wink:

Concordo pienamente sul NON PERDERE l’opportunità di andare a votare: è una “libertà” per cui i nostri avi hanno lottato duramente (spesso a costo della vita) per ottenerla e custodirla, lasciandola come eredità alle nuove generazioni. RICORDIAMOCELO SEMPRE! Diffido sempre dai politici che incitano ad andare al mare o non recarsi alle urne, indipendentemente dallo schieramento.
Apprezzo molto l’intervento di Napolitano in proposito. Pertini, al giorno d’oggi, avrebbe fatto lo stesso!

Poi su cosa votare… è a libertà e discrezione del singolo e della sua cultura.
Nel mio piccolo ho contribuito con alcuni post (formulando quattro scenari).
http://intermarketandmore.finanza.com/scossa-nucleare-produzione-energia-elettrica-26315.html

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tommy271
Scritto il 10 giugno 2011 at 19:36

mattacchiuz: IO VOTO SI PER ABOLIRE TUTTI E 4 LE LEGGI!
  

Scusa, ma nella discussione sulla Grecia mi pare di aver letto che eri a favore del nucleare.
Uno e trino? :mrgreen:

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smsj
Scritto il 10 giugno 2011 at 22:15

Alla faccia del blog apartitico..
comunque caro Gremlin:
anche andare a votare perchè ci si attiene alle indicazioni della parte politica per cui si simpatizza è logico e legittimo, ma è una soddisfazione che si paga subdolamente dimostrando che si è disponibili a plasmare le proprie opinioni sulle opinioni degli altri.
Personalmente voterò 4 si, ma è disgustoso come si portano avanti le diverse ragioni, sia del si che del no.

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mattacchiuz
Scritto il 11 giugno 2011 at 08:40

tommy271@finanza,

questa è una bella domanda… fovorevole o no?
la risposa è che ancora non lo so.
le energie alternative non bastano ora e non basteranno in futuro, sempre ammesso che questo rimanga il nostro modello di sviluppo e che non compaia improvvisamente una tecnologia in grado di stravolgere completamente l’efficienza di conversione, portandola attorno al 100%… . ma per ora è fantasia.
so anche che è assurdo ipotizzare di rimettere in atmosfera tutti i gas che la natura ha sapientemente ricacciato nelle profondità del sottosuolo in milioni di anni.
il nucleare per ora lo vedo bene solo in termini di ricerca, ma è evidente che scorie e disastri non sono secondo me tollerabili. Come al solito, si scarica sulle future generazioni il peso del doverci porre un rimedio, supponendo che lo si troverà prima o poi grazie a nuovetecnologie. ( Supponiamo invece ci sia la terza guerra mondiale… chi ci penserà allora a quelle scorie??? :-) a me le ipotesi “va sempre per il meglio” non mi convincono molto…)

quindi la risposta è si sono d’accordo perchè non c’è altra via, ma anche no non sono d’accordo perchè sono altrettanto sicuro che gli incidenti continueranno a capitare e perchè non mi piace che le scorie vengano smaltite bombardando gente che vive a 400 km da casa mia…!!
il problema si risolve in altro modo, secondo me: ridurre i consumi e adeguare le esigenze umane alle possibilità del sistema in cui viviamo. ogni altra strada percorsa è folle e nel tempo autodistruttiva. quindi in definitiva voterò si.

Per rispondere anche a smsj, io personalmente non sono di sinistra, non lo sono mai stato o non lo sarò mai. allo stesso modo non sono di destra o di centro o porcate simili.
credo che le soluzioni ai problemi non trovino collocazione univoca a seconda di dove spazialmente ( :-) ) stia il ciarlatano che le propone; rigetto fortemente il fatto che destra o sinistra rappresentino qualcosa di diverso dal puro tentativo di plagio ideologico ma sono altrettanto pronto a riconoscere ( nei limiti che il mio intelletto mi concede ) la validità di una proposta nel momento in cui lo meritasse e indipendentemente dallo schieramento da cui viene. pensare che a destra non sbaglino e propongano sempre le cose migliori, pensare che a sinistra non sbaglino e propongano le sempre le cose migliri, pensare che beppe grillo non sbagli e proponga sempre le cose migliori, significa semplicemente non AVER CAPITO una mazza.
MI PIACE MOLTO L’IDEA DEL REFERENDUM PERCHè POSSO GIUDICARE DIRETTAMENTE LA SINGOLA LEGGE. in questo modo posso esprimere al meglio quanto sostenuto sopra: se qualcuno ( di destra o di sinistra ) facesse qualcosa che io reputassi essere “bene”, sarei pronto a votare in un modo. Altrimenti voterei in un altro ma indipendemente da chi l’ha proposta: voto il contenuto e non il promulgatore!

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vichingo
Scritto il 11 giugno 2011 at 12:05

mattacchiuz,

Anch’io sono del parere che affidarsi ciecamente ad un leader o ad una ideologia sia sbagliato. Bisogna sempre lasciare, dentro noi stessi, uno spazio libero da condizionamenti dove regna sovrano lo spirito critico e la capacità, che tutti noi abbiamo di distinguere il bene dal male. Non ci occorre nessun maestro o santone per indicarci la via. Noi stessi siamo Dio e se ci ascoltassimo di più non faremmo tante caz..te.

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7voice
Scritto il 11 giugno 2011 at 12:43

INSIDER DI UNA BANCA SVIZZERA SVELA I LEGAMI TRA BILDERBERG E FINANZA D: Ci può dire qualcosa delle sue attività nel business del settore bancario svizzero?
R: ho lavorato nelle banche svizzere per molti anni. Sono stato uno dei massimi dirigenti di una delle maggiori banche svizzere. Nel mio lavoro sono stato coinvolto nel pagamento, nel pagamento in contanti a una persona che ha ucciso il presidente di una nazione straniera. Ho partecipato alla riunione in cui fu deciso di dare questo denaro al killer. Tutto ciò mi ha fatto venire tremende emicranie e ha fatto traballare la mia coscienza. Non è stata l’unica occasione difficile, ma è stata senz’altro la peggiore.

Era un’ordine di pagamento emesso da un servizio segreto straniero, scritto a mano, dove si dava istruzioni di pagare una certa somma a una persona che aveva ucciso un alto dirigente di un paese straniero. E non è stata l’unica volta. Abbiamo ricevuto in varie occasioni queste lettere scritte a mano che venivano dai servizi segreti stranieri che ci ordinavano di pagare in contanti da conti segreti per finanziare le rivoluzioni o le uccisioni di persone. Posso quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario dell’Economia”. C’è davvero un sistema del genere e le banche svizzere talvolta ci sono in mezzo.

D: Il libro di Perkins è stato tradotto ed è disponibile in Russo. Ci può dire di che banca si sta parlando e chi era responsabile?
A: Era una delle tre maggiori banche svizzere in quel periodo e si tratta di un presidente di una nazione del terzo mondo. Ma non voglio dare troppi dettagli perché mi potrebbe rintracciare con estrema facilità se dicessi il nome del presidente e il nome della banca. Rischierei la vita.

D: Non può fare neppure il nome della banca?
R: No, non posso. Ma vi posso assicurare che le cose sono andate a questo modo. C’erano diverse persone nella stanza delle riunioni. La persona che doveva fisicamente fare il pagamento in contanti venne da noi e ci chiese se era autorizzato a versare una cifra così alta a quella persona e uno dei direttori spiegò il caso e tutti gli altri dissero “Ok, va bene così”.

D: Ma succede spesso? Si tratta di fondi neri?
A: Sì. Era uno fondo speciale gestito in un luogo specifico nella banca dove tutti gli ordini in codice venivano dall’estero. Le lettere più importante erano scritte a mano. Dovevamo decifrarle e c’erano degli ordini di pagare certe somme in contanti da questi conti per gli omicidi, per finanziare le rivoluzioni e gli scioperi, per finanziare partiti di ogni risma. So che alcune persone che fanno parte del Bilderberg erano coinvolte in questi ordini. Intendo dire che sono loro ad aver dato l’ordine di uccidere.

D: Ci potrebbe dire in quale anno o decennio tutto questo è successo?
R: Preferisco non darvi l’anno preciso, ma stiamo parlando degli anni ’80.

D: Ha avuto problemi per questo lavoro?
A: Sì, problemi grossi. Non sono riuscito a dormire per parecchi giorni e dopo un po’ ho lasciato la banca. Se vi dessi troppi dettagli mi rintraccerebbero. Alcuni servizi segreti esteri, soprattutto di lingua inglese, hanno dato ordini per finanziare azioni illegali, persino l’uccisione di persone all’interno della banche svizzere. Dovevamo pagare seguendo le istruzioni delle potenze straniere per l’assassinio di alcune persone che non avevano seguito gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale.

D: È una testimonianza davvero sorprendente quello che ci sta rivelando. Perché ha sentito l’urgenza di dirlo in questo momento?
R: Perché il Bilderberg si sta riunendo in Svizzera. Perché la situazione mondiale sta peggiorando sempre di più. E perché le maggiori banche svizzere sono coinvolte in attività senza etica. La maggior parte di queste operazioni sono fuori dalle pagine dei bilanci. Si parli di multipli di quello che viene ufficialmente dichiarato. Non sono revisionati e avvengono senza versamenti di imposte. Le cifre in questione hanno parecchi zeri. Sono somme enormi..

D: Quindi miliardi?
R: Molto di più, si parla di trilioni, completamente fuori da qualsiasi verifica, illegali e fuori dal sistema impositivo. In sostanza è un furto generalizzato. Intendo dire che la maggioranza delle persone normali paga le tasse e rispetta le leggi. Quello che succede in questo caso è totalmente al di fuori dei nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Nelle riunioni a cui ho partecipato, le discussioni andavano sempre contro ii nostri principi democratici. Vedi, la gran parte dei direttori della banche svizzere non sono più gente del posto, vengono dall’estero, sono principalmente anglo-sassoni, sia americani che britannici, e non rispettano la nostra neutralità, i nostri valori, vanno contro i principi della nostra democrazia diretta e usano solamente le banche svizzere per i loro propositi illegali.

Usano quantità enormi di moneta creata dal nulla e distruggono la nostra società e i popoli del mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono intere nazioni, come la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e la Svizzera sarà una delle ultime. E usano i cinesi come fossero schiavi. E una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è a capo di una banca tedesca e uso il suo potere per la propria avidità e non rispetta le persone comuni. Ha alcune cause in corso in Germania e adesso anche negli Stati Uniti. Fa parte del Bilderberg e non gliene frega niente né della Svizzera, né di qualsiasi altro paese.

D: ci sta dicendo che alcune di queste persone che ha menzionato saranno al prossimo meeting del Bilderberg che si terrà di giugno a St. Moritz?
R: Sì.

D: Quindi sono ancora al potere?
R: Certo. Hanno a disposizione una quantità enorme di denaro disponibile e lo usano per distruggere intere nazioni. Demoliscono le loro industrie per poi ricostruirle in Cina. Dall’altra parte aprono i cancelli dell’Europa ai prodotti cinesi. La classe lavoratrice europea guadagno sempre di meno. L’obbiettivo vero è quello di distruggere l’Europa.

D: Lei crede che la riunione del Bilderberg a St. Moritz abbia un valore simbolico? Perché nel 2009 sono stati in Grecia, nel 2010 in Spagna e guardiamo cosa gli è successo. Ciò significa che la Svizzera si deve aspettare qualcosa di brutto?
R: Sì. La Svizzera è per loro uno dei paesi più importanti, perché qui ci sono tanti capitali. Si stanno riunendo qui perché, oltre che per altri motivi, vogliono distruggere i valori che sostengono la Svizzera. Vedete che per loro è un ostacolo il fatto che non siamo nell’UE o nell’Euro, che non siamo controllati in modo totale da Bruxelles e così via. Parlando dei valori, non sto parlando di quelli delle maggiori banche svizzere, perché non sono più svizzere già da tempo, la maggior parte sono guidate dagli Americani. Sto parlando del vero spirito svizzero che la gente comune conserva e sostiene.

Certo che ha avuto un valore simbolico, come hai detto, per la Grecia e la Spagna. Il loro scopo è quello di essere una sorta di club esclusivo elitario che concentra in sé tutti i poteri mentre tutti gli altri vengono impoveriti.

D: Cosa ne pensa del possibile obbiettivo del Bilderberg di creare una sorta di dittatura globale, controllata dalle grandi corporation globali, senza più alcuna interferenza delle nazioni sovrane?
R: La Svizzera è l’unico posto dove è ancora presente una forma di democrazia diretta ed è proprio sulla loro strada. Loro usano il ricatto del “troppo grande per cadere” come nel caso di UBS per far sprofondare il nostro paese nel debito, proprio come hanno fatto con tante altre nazioni. Alla fine potrebbero voler fare con la Svizzera lo stesso che hanno fatto con l’Islanda, con il paese e tutte le banche in bancarotta.

D: E verrà realizzato anche nell’Unione Europea?
R: Naturalmente. L’Unione Europea è nelle grinfie del Bilderberg.

D: Cosa pensa che potrebbe fermare questo piano?
R: Bene, questo è il motivo per cui ti sto parlando. È la verità. La verità è l’unica maniera. Mettere in luce questa situazione, metterli in piazza. Non gli piace di essere sotto la luce dei riflettori. Dobbiamo creare trasparenza nel settore bancario e a tutti i livelli sociali.

D: Quello che stai dicendo è che c’è una parte sana nel mondo delle banche svizzere e poi ci sono poche banche che stanno abusando del sistema finanziario per le loro attività illegali.
R: Sì. Le grandi banche stanno formando il loro personale con i valori anglosassoni. Li stanno addestrando per essere avidi e spietati. E l’avidità sta distruggendo la Svizzera e il mondo intero. Posso dire che nel nostro paese abbiamo la gran parte delle banche più correte che operano nel mondo, se si parla delle banche di piccole e medie dimensioni. Sono quelle grandi che costituiscono un problema. Non sono più svizzere e non si considerano nemmeno tali.

D: Credi che sia una buona cosa il fatto che la gente stia facendo luce sul Bilderberg e che stia mostrando chi siano in realtà?
R: Io credo che il caso di Strauss-Kahn ci dà una buona occasione, perché ci fa vedere che queste persone sono corrotte, hanno la mente malata, tanto malate da essere piene di vizi e questi vizi vengono tenuti nascosti. Alcuni di loro, come Strauss-Kahn, violentano le donne, altri fanno del sado-maso o sono pedofili e molti sono dentro al satanismo. Quando entri in qualche banca, puoi vedere questi simboli satanisti, come nella Banca Rothschild di Zurigo. Queste persone sono vincolate dai ricatti a causa della loro debolezza. Devono seguire gli ordini, altrimenti verrebbero additati, distrutti o persino uccisi. Non solo Strauss-Kahn è stato assassinato nei media, potrebbe davvero essere ucciso.

D: Siccome Ackermann è nel comitato direttivo del Bilderberg, pensi che sia un personaggio chiave?
A: Sì. Ma ce ne sono molti altri, come Lagarde, che probabilmente sarà il nuovo direttore del FMI, ed è anche membro del Bilderberg, poi ci sono Sarkozy e Obama. Hanno in mente un progetto di censurare Internet, perché è ancora libera. La vogliono controllare e usare il terrorismo o qualsiasi altra cosa per questo scopo. Potrebbero persino pianificare qualcosa di orribile per avere una scusante.

D: Questa è la tua paura?
R: Non è solo una paura, ne sono sicuro. Come ho detto, sono capaci di cose terribili. Se hanno la sensazione di perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna e forse l’Italia sarà la prossima, potrebbero istituire un’altra Gladio. Sono stato vicino alla rete di Gladio. Come tu sai, hanno istigato il terrorismo pagato dai soldi degli americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei. Per quanto riguardo l’omicidio di Aldo Moro, il pagamento fu fatto nella stessa maniera che ho prima descritto.

D: Ackermann faceva parte di questo sistema di pagamenti in una banca svizzera?
R: (Sorride) Tu sei un giornalista. Guarda alla sua carriera e come velocemente è arrivato alla vetta.

D: Cosa credi possa esser fatto per ostacolarli?

R: Bene, ci sono molti buoni libri che spiegano il contesto e collegano i punti, come quello prima citato di Perkins. Queste persone hanno davvero dei sicari pagati per uccidere. Alcuni di loro prendono i soldi dalle banche svizzere. Ma non solo, hanno un sistema che è sviluppato in tutto il pianeta E per rivelare al pubblico queste persone sono preparati da fare qualsiasi cosa per mantenere il controllo..

D: Mettendoli in luce, li potremo fermare?
R: Sì, dicendo la verità. Siamo di fronte a criminali senza scrupoli, anche criminali di guerra. Peggio che il genocidio. Sono pronti e capaci di uccidere milioni di persone solo per rimanere al potere e tenere il controllo.

D: Ci puoi spiegare dal tuo punto di vista perché i mass media occidentali sono quasi completamente indifferenti al Bilderberg?
R: Perché c’è un accordo tra loro e i proprietari dei media. Non ne devi parlare. Li corrompono. Anche alcuni personaggi importanti del mondo della comunicazione sono stati invitati alle riunioni, ma gli è stato detto di non riferire niente di quello che avevano visto o sentito.

D: Nella struttura del Bilderberg, c’è un gruppo ristretto che è a conoscenza di questi progetti, con la maggioranza che semplicemente segue gli ordini?
R: Sì. C’è un circolo ristretto che sono nel satanismo e poi ci sono gli ingenui o le persone meno informate. Alcuni credono di fare qualcosa di buono, quelli che ne sono al di fuori.

D: In base ai documenti rivelati e alle tue affermazioni, il Bilderberg decise nel 1955 di creare l’Unione Europea e l’Euro, e così hanno preso decisioni importanti e di lungo raggio.
R: Sì, tu sai che il Bilderberg fu fondato dal Principe Bernard, un ex membro delle SS, aderente al partito dei Nazisti e che ha anche lavorato per IG Farben, le cui sussidiarie producevano lo Zyklon B. L’altra persona era il direttore di Occidental Petroleum che aveva strette relazioni con i comunisti in Unione Sovietica. Erano su schieramenti opposti ma in fondo queste persone sono fascisti che vogliono controllare tutto e tutti e chi si mette nel mezzo viene fatto fuori.

D: Il sistema di pagamento che ci hai spiegato rimane fuori dalle normali operazioni, compartimentato e segreto?
R: In queste banche svizzere i normali impiegati non ne sono a conoscenza. È come un ufficio segreto della banca. Come ho detto queste operazioni rimangono fuori delle pagine del bilancio, senza alcuna supervisione. In alcuni casi sono nello stesso edificio, in altri sono all’esterno. Hanno la loro sicurezza privata e un’area dedicata dove possono entrare solo le persone autorizzate.

D: Come riescono a tenere queste transazioni al di fuori della rete internazionale SWIFT?
R: Bene, alcuni dei listini Clearstream erano veri all’inizio. Ci sono anche dei nomi falsi per far credere che tutta la lista sia falsa. Anche loro fanno degli errori. La prima lista era vera e da qui si può risalire a molte cose. Vedi, ci sono persone che scoprono le irregolarità e le cose vere e gliele riferiscono. Alla fine ci sono dei processi e queste persone sono costrette a rimanere in silenzio.

Il modo migliore per fermarli è quello di dire la verità, mettergli addosso la luce dei riflettori. Se non li fermiamo, diventeremo tutti loro schiavi.

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Scritto il 11 giugno 2011 at 13:47

smsj@finanza,

Beh… secondo me sarebbe esposto politicamente se dicessimo di NON andare a votare. e’ giusto andare e dire il proprio parere. Punto.

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gainhunter
Scritto il 12 giugno 2011 at 15:25

Idealmente e’ cosi’:
voto SI = voglio abrogare
voto NO = non voglio abrogare
non voto (non vado a votare o non ritiro la scheda) = non so / non mi interessa

In pratica funziona cosi’ (stando ai risultati dei referendum abrogativi precedenti):
voto SI = voglio abrogare
voto NO = favorisco il SI
scheda bianca o nulla = favorisco il SI
non voto = favorisco il NO

Quindi, per come funziona il referendum, (purtroppo) chi non vuole abrogare ha più senso che non voti, perchè non votare equivale, di fatto, a votare NO.
Se il funzionamento del referendum fosse diverso, del tipo “vuoi il nucleare o le pale eoliche a vista?”, il non voto non si sommerebbe a nessun’altra scelta e non votare equivarrebbe a “non so, lascio scegliere gli altri”.

Poi per completezza bisogna anche dire che in caso di raggiungimento del quorum i comitati promotori del referendum otterrebbero dei rimborsi da parte dello Stato, motivo in più, per chi sostiene le leggi in vigore e ritiene inutile il referendum, per non andare a votare.

(disclaimer :-) ) A scanso di equivoci, non ho detto né di andare, né di non andare, né di votare SI, né di votare NO. Ho solo illustrato il funzionamento attuale del referendum (o almeno come l’ho capito io)

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gainhunter
Scritto il 12 giugno 2011 at 16:02

Dimenticavo: non votare significa, oltre a “non so / non mi interessa”, “non ci ho capito nulla” e “voglio abrogare una cosa ma non l’altra”.
In merito a quest’ultima interpretazione, come fa a votare al primo quesito uno che è favorevole alle gare tra pubblico e privato ma vuole che le società pubbliche possano restare pubbliche al 100%? Oppure, come fa a votare al terzo quesito contro la costruzione di centrali nucleari e contro l’abrogazione dell’obbligo per il governo di elaborare un piano energetico nazionale?
Forse non ci ho capito nulla… :oops:

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smsj
Scritto il 12 giugno 2011 at 17:49

Dream Theater,

Scusa Dream, ma la situazione è esattamente come esposta da GainHunter.
Se poi vogliamo prenderci in giro per carità, ma chi è per il no se è minimo sveglio sta a casa.

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smsj
Scritto il 12 giugno 2011 at 17:51

mattacchiuz,

Assolutamente d’accordo. :D

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gainhunter
Scritto il 13 giugno 2011 at 08:02

Comunque io interpreto l’invito di Gremlin e Dream come un sincero desiderio di democrazia, per raggiungere il funzionamento ideale del referendum che ho detto prima. Ma penso che sia utopistico.

E colgo l’occasione per ringraziare ancora lampo per i post sul nucleare e per la bella discussione che abbiamo avuto in quell’occasione :-)

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gremlin
Scritto il 13 giugno 2011 at 08:32

smsj@finanza,

prendo atto che la tua opnione non è stata influenzata dalle indicazioni della parte politica per cui simpatizzi e mi congratulo con te

prendo atto che per affermare la tua opinione sei disposto a rinunciare a uno dei diritti civili cardini di una democrazia partecipata, mi spiace

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lampo
Scritto il 13 giugno 2011 at 10:06

gainhunter:E colgo l’occasione per ringraziare ancora lampo per i post sul nucleare e per la bella discussione che abbiamo avuto in quell’occasione   

Grazie a te per lo scambio… che spero sia stato utile ai frequentatori del blog per formarsi un’opinione sull’argomento. :wink:

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Scritto il 14 giugno 2011 at 00:42

Quorum raggiunto. Gli Italiani hanno avuto al possibilità di dire cosa ritenevano giusto.
E questo risultato merita soprattutto RISPETTO.
Intanto però…per smorzare i toni… fatevi due risate.

Buonanotte…

http://tv.repubblica.it/dossier/referendum-2011/ore-16-panico-sull-aereo-del-pdl/70627?video

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Scritto il 14 giugno 2011 at 00:43

lampo,

E’ stato un scambio di idee ECCELLENTE: e chi vi ha letto ha sicuramente avuto modo di chiarirsi le idee su una tematica molto complessa! :D

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gremlin
Scritto il 14 giugno 2011 at 09:03

l’entusiasmo di quel 57% di italiani che hanno ritrovato la via della democrazia diretta stride con questa impietosa e dileggiante analisi di DATAEXPLORERS

ITALIA COME IL GIAPPONE, SHORT SELLING ITALY

http://www.dataexplorers.com/news-and-analysis/italy-do-investors-think-country-has-been-%E2%80%9Cscrewed%E2%80%9D

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Scritto il 14 giugno 2011 at 10:33

Un successo senza padri

Chi ha perso? Berlusconi, Bossi, l’idea che il Privato sia sempre e comunque meglio del Pubblico, i telegiornali di regime che hanno cercato di abrogare i referendum dalla testa degli spettatori. Chi ha vinto? Una rabbia e una speranza indefinite, il Noi che torna dopo tanto tempo a prevalere sull’Io, migliaia di cittadini riuniti nelle nuove famiglie elettroniche dei social network, dove si va a votare perché ti ha informato l’amico e non il partito. Tra i due elenchi, una differenza salta subito agli occhi. In quello degli sconfitti ci sono dei leader (ancorché anziani), mentre fra i vincitori nemmeno uno. Poteva esserlo Di Pietro, ma è stato abbastanza furbo da fare un passo indietro. Vorrebbe esserlo Bersani, ma appena ha provato a intestarsi il trionfo è stato zittito dal resto della compagnia.

La verità è che se pensi al referendum sul divorzio ti viene in mente Pannella. Se pensi a quelli sulla partitocrazia, Mariotto Segni. Invece le vittorie su acqua, nucleare e legittimo impedimento non possono essere collegate a nessun politico. Al massimo a Celentano e Santoro.

Di solito sono le sconfitte a non avere padri. Ma qui sta succedendo il contrario. Prima le elezioni amministrative di Milano e Napoli hanno premiato due eretici. E adesso i referendum, vinti da cittadini che sono tornati a credere nella politica, ma non nei politici. Un movimento di massa sganciato dai partiti, che sancisce il declino dei due capi-popolo più potenti dell’ultimo ventennio, ma non incorona nessuno al posto loro, perché in nessuno riconosce una figura davvero estranea alla Casta.

Questo movimento è un magma rovente che si condenserà in qualcosa di inedito o di antico, ma solo a patto di incontrare qualcuno capace di dargli uno sbocco. Veniamo da anni di personalizzazione eccessiva, dove ai leader si è voluto delegare anche troppo, trattandoli come anfore luminescenti nelle quali versare tutte le nostre aspettative e i nostri pensieri migliori (o peggiori). Un meccanismo tipico dell’innamoramento. A cui hanno fatto seguito, come in tanti innamoramenti, le montagne russe della delusione trasmutata in rabbia, poi in nausea e infine in una fuga percorsa da volontà di riscossa. Ma non si può restare orfani di padre troppo a lungo. Ogni mutazione sociale ha bisogno di interpreti forti. E perché avvenga dentro i canoni della democrazia, richiede da questi interpreti qualità non solo carismatiche, ma di sostanza: la competenza, la sobrietà, il demone del riformismo. Quel talento del vero leader che consiste nell’anticipare i bisogni profondi dei cittadini, anziché inseguirli lungo la china demagogica dei sondaggi. La fine sfilacciata ma inesorabile del berlusconismo sorprende l’Italia senza padri, a destra e a sinistra. Magari il futuro prossimo ci riserva personalità ancora ignote o sotto traccia. Ma per il momento l’ironia della sorte è che i nomi più appetibili sul mercato – da Casini a Matteo Renzi a Rosi Bindi – sono tutti democristiani. Come se questo Paese non potesse essere nient’altro, nel bene e nel male.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1010&ID_sezione=56&sezione=

Sempre pungente e piacevole il buon Gramellini… :wink:

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gremlin
Scritto il 14 giugno 2011 at 13:15

Caro Gramellini,
non è bello essere senza padri, perchè poi ci si dovrebbe interrogare anche sulla madre. Fortunatamente nel nostro caso, noi del 57%, non abbiamo neppure madre e quindi altri interrogativi ci poniamo.

Dopo l’orgia di speranze di rinnovamento morale che molti hanno nutrito con la fine della cosiddetta prima repubblica (1994) ci siamo ritrovati per quasi ventanni in una estenuante competizione politica-calcistica che ci ha distratto dalle prospettive sul nostro futuro. Parlo del futuro della gente normale, di chi vuol metter su famiglia, del futuro dei figli di questa famiglia e dei genitori anziani che si fanno via via sempre più deboli.
Ci siamo fatti prendere dal fascino dell’uomo forte e suadente, ricco e generoso, imprenditore di successo con trentamila dipendenti ben pagati, abbiamo sperato che i nostri figli e i nostri genitori avrebbero potuto avere un futuro tranquillo come i dipendenti di questo imprenditore, certezza del lavoro, certezza della pensione, certezza dei servizi sociali, miglioramento del livello di istruzione, qualcuno ha pure sperato in un contenimento del malaffare e molto altro.
Qualsiasi sociologo, etologo o psicologo vi dirà che il carisma, o leadership, ha un’attrazione irresistibile sul gruppo, la leadership è fattore di successo per la sopravvivenza del gruppo nei confronti di altri gruppi ostili che competono per la supremazia territoriale e per accaparrarsi le risorse altrui. Nei momenti di incertezza e paura, quindi nelle fasi di cambiamento, seguire un leader è come aggrapparsi ad un salvagente, è necessario ed anche comodo, ci pensa lui a farci galleggiare, preoccupiamoci solo di non perderlo e quindi stiamogli ben attaccati.
Dal 1994 così è stato: molti hanno accolto con favore la prospettiva di un’Italia meno corrotta e più produttiva grazie ad un uomo nuovo, carismatico e ben organizzato, un uomo Salva-gente.
Ma col tempo ogni attaccamento si indebolisce fino a sfaldarsi, altri collanti si dovranno trovare.
Gli sfaldati e chi non ha mai appoggiato il berlusconismo ora necessitano di una nuova guida, magari qualcuno si sente orfano di ideologie e altri disconoscono possibili padri e madri perchè si sentono solo figli partenogenetici di un’epoca ad alta complessità in cui convivono consolidate forze istituzionali che tendono a soffocare il pensiero razionale della gente e nuove forze spontanee ma organizzate che si oppongono al dissolvimento degli spazi di reale democrazia.

Siamo onesti, il 57% è poca cosa, il Salva-gente sostiene ancora un gruppo enorme di italiani.
Qui non si tratta di inventare e competere con un nuovo e improbabile salvagente, qui dobbiamo riacquistare una libertà di pensiero e di opinione sopita o soffocata sul nascere. Dobbiamo acquisire la capacità di essere arbitri del nostro futuro. La Costituzione ci permette di scegliere dei nostri rappresentanti che ci governino ma nel NOSTRO INTERESSE.
Cominciamo da qui, valutiamo se quella miriade di persone che ci chiederanno la preferenza alle prossime politiche si sono comportate onestamente nel loro passato personale e politico. Ricominciamo dal non farci rappresentare in parlamento e nelle giunte degli enti locali da gente con pendenze giudiziarie o peggio da condannati. Chiediamo anche che l’etica pubblica, quella dei nostri amministratori e governatori, venga codificata in modo da avere regole chiare da far rispettare. Chiediamo meno corruzione e meno compartecipazione di governo con la criminalità organizzata e gruppi affaristici.
Solo così avremo un futuro più tranquillo.
Il referendum è una nuova speranza di cambiamento, abbiamo scoperto che una buona metà di italiani vuole energia pulita, vuole che la legge sia uguale per tutti e non vuole che i servizi pubblici diventino impresa a proprio danno. E l’altra metà degli italiani cosa vuole invece? forse solo leader carismatici da osannare e perdonare?
Troppe divisioni, troppi interessi, troppo degrado morale. Non saranno nè i bersani nè i vendola e nemmeno qualunque altro leader di partito a rinnovare l’Italia, solo gli italiani potranno rinnovare se stessi… ne saranno capaci?
Questo è il vero interrogativo.

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gainhunter
Scritto il 14 giugno 2011 at 13:54

Parlando dell’acqua, io mi chiedo quanti del 57% si sono informati sul contenuto dei commi abrogati e li hanno capiti, e quanti hanno ragionato con la propaganda dell’acqua pubblica/acqua privata.
Io ci ho provato, non ci ho capito molto, ma penso di aver capito che tra la vittoria del SI e del NO non avrebbe cambiato molto, almeno qui nel Nord Italia, perchè le aziende pubbliche sarebbero rimaste pubbliche utilizzando le deroghe; poi magari sbaglio.
Ma quello che mi ha “schifato” è stata la mancanza di informazione e di confronto, cioè l’elettore è stato privato della possibilità di farsi un’opinione con la propria testa. :(
Per questo motivo io non parlerei di vittoria della democrazia (sempre relativamente all’acqua)

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate in merito

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gremlin
Scritto il 14 giugno 2011 at 15:59

gainhunter,

in Italia la vittoria della democrazia c’è stata col referendum del giugno 1946 e con l’approvazione della costituzione nel dicembre 1947, tutto quello che è seguito dopo non sono nè vittorie nè sconfitte ma solo tentativi di delegittimazione e di riaffermazione della volontà popolare.
Trovo improprio parlare di vittoria della democrazia per l’ultimo referendum, abbiamo agito solo im modo conforme a quanto previsto nel nostro ordinamento repubblicano.
A proposito della mancanza di informazione e confronto, dovresti chiedere conto alle “consolidate forze istituzionali” di tutti i colori perchè nessuno è esente da colpe. E poi occorre ammettere che se si voleva capire qualcosa di più il cittadino avrebbe potuto almeno leggersi le leggi che voleva abrogare, con internet non ci sono scuse che giustifichino l’ignoranza, semmai il problema si pone nel capire tutti i commi della legge.
Sul fatto poi che restiamo il paese del gattopardo per antonomasia è uno dei pesanti fardelli che non riusciamo ancora a toglierci di dosso. Ma ripeto, nessuno è esente da colpe, a partire dagli elettori che accettano di essere rappresentati da persone con pendenze giudiziarie e con relazioni sociali incompatibili con un buon governo della cosa pubblica.
Il rinnovamento delle istituzioni non passa attraverso il colore dei simboli partitici ma dalla moralità e dal senso di responsabilità civica di chi ci rappresenta ne vari governi.
La questione dell’acqua è esemplificativa e non è assolutamente questione di acqua pubblica o privata. Io come cittadino pretendo di avere un servizio di fornitura efficiente e non mi interessa se me lo assicura il pubblico o il privato purchè io non debba pagare degli extra per consentire di fare profitto d’impresa al privato. Io voglio pagare solo il costo del servizio, anche a un privato, purchè stabilisca una convenzione col pubblico con cui si impegna ad agire nell’interesse esclusivo della collettività e non nell’interesse degli azionisti di maggioranza e dei manager con stipendi milionari. Ovviamente il tutto corredato da un protocollo trasparente di controllo e valutazione dell’operato.

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gainhunter
Scritto il 14 giugno 2011 at 19:39

Grazie, gremlin

gremlin: semmai il problema si pone nel capire tutti i commi della legge.

Ecco, è proprio questo l’ostacolo che ho trovato :evil:
Anche perchè poi in realtà oltre a leggersi i commi bisognava anche andare a vedere le normative che si sarebbero applicate in loro sostituzione… da spararsi!

La mia lamentela era rivolta soprattutto al “comitato del SI”, che ha fatto una propaganda secondo me un tantino demagogica, puntando sull’equazione “SI = pubblica”, quando invece, andando a vedere i commi e le spiegazioni trovate su qualche sito indipendente, la realtà era diversa; così come è passato, secondo la mia impressione, il concetto del “pubblico = bene, privato = male”, cosa che non è sempre vera (e lo dimostrano gli sprechi d’acqua attuali), come non è vero il contrario (e lo dimostrano petrolieri e assicurazioni).

Tu giustamente dici:

gremlin: Io come cittadino pretendo di avere un servizio di fornitura efficiente e non mi interessa se me lo assicura il pubblico o il privato purchè io non debba pagare degli extra per consentire di fare profitto d’impresa al privato. Io voglio pagare solo il costo del servizio, anche a un privato, purchè stabilisca una convenzione col pubblico con cui si impegna ad agire nell’interesse esclusivo della collettività e non nell’interesse degli azionisti di maggioranza e dei manager con stipendi milionari. Ovviamente il tutto corredato da un protocollo trasparente di controllo e valutazione dell’operato.

Ma quello che a me è sfuggito è come, votando SI, si ottiene questo, perchè io, leggendo i commi e le poche spiegazioni disponibili, una relazione diretta non la vedo… forse nel secondo quesito sì (che però secondo i sostenitori del NO avrebbe semplicemente spostato l’utile dal gestore privato alla banca che presta il capitale al gestore pubblico…)
In altre parole, a me è sembrato che i sostenitori del SI si siano preoccupati solo di “spaventare” gli elettori, senza spiegare, per esempio, dove la legge manca dei controlli necessari a evitare l’aumento delle tariffe e la speculazione sull’acqua, o quale legge si applicherebbe abrogando i commi in questione.

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