PATTI CHIARI: CON LEHMAN BROTHERS FIASCO TOTALE

Scritto il alle 12:40 da Danilo DT

patti chiari logoVeramente fenomenale. Si erano inventati questo algoritmo, un mix rating e Var per poter fornire ai risparmiatori un elenco teoricamente affidabile di titoli obbligazionari considerati SICURI.
Ed è bellissimo andare sul sito ufficiale di PattiChiari per poter leggere l’importanza e la grande funzione di questo progetto.
“Patti Chiari è un grande progetto di cambiamento dei rapporti tra cliente e banca , con un obiettivo preciso…”

E qui mi fermo…
Quale sarà questo obiettivo? Migliorare il rapporto di trasparenza tra banca e cliente? Pter fornire ai risparmiatori un elenco di titoli affidabili su cui investire serenamente? Dare la possibilità ai privati di poter confrontare in modo chiaro le varie condizioni?
Ma per carità.
28 ottobre 2008: il sito internet di PattiChiari….muore…. Per un periodo limitato, certo, ma è un segnale. Un segnale che il progetto era una bufala, un classico pastrocchio all’italiana, montato malamente che, tanto per cambiare ha fatto datti. E, vediamo se indovinate, chi ci ha rimesso?
I risparmiatori, of course….

Elenco titoli? Scomparso

Scompare la lista dei titoli proposti, il famoso elenco delle obbligazioni basso rischio – rendimento. Come mai? Che volete che sia, un errorucolo….
Lunedì 15 settembre, il giorno dopo il default dichiarato di Lehman Brothers, ben 14 titoli obbligazionari della stessa Lehman Brothers continuavano ad essere presenti nel suddetto elenco di obbligazioni a basso rischio – rendimento.
Ma scusate, non era un elenco dove il risparmiatore, teoricamente, poteva andare alla cieca ed investire serenamente senza doversi preoccupare?
Certo! E allora come la mettiamo?
La mettiamo che chi si  è preso le Lehman in portafoglio, se l’è poi presa nel…. Dai, ci siamo capiti.
Il sistema di calcolo che definiva l’elenco delle obbligazioni basso rischio – rendimento era assolutamente non adeguato. Tanto per cominciare dava troppo peso al rating, che come ho già detto mille volte in passato, è una bufala assoluta. Inoltre il meccanismo di revisione di tali obbligazioni, con eventuali esclusione dei bonds dall’elenco, era troppo lento e macchinoso.
Ora, giustamente (anche se a volte mi stanno proprio sui nervi) le varie associazioni di consumatori (Adusbef e ConfConsumatori in testa) non vogliono lasciarla passare liscia all’ABI, promettono fuoco e fiamme.
E come reagisce l’ABI? Con una nuova grande iniziativa. Un nuovo portale informatico a disposizione dei risparmiatori, che prenderà vita a gennaio dell’anno prossimo.
Meno male, già temevo rinunciassero ad un nuovo futuro fiasco totale.

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