PAESI EMERGENTI: rischiano di essere schiacciati da USD e Covid-19?

Scritto il alle 14:05 da Danilo DT

Ormai lo sapete benissimo che le economie emergenti crescono più velocemente dei paesi sviluppati. E negli ultimi anni proprio gli emerging markets hanno avuto un’evoluzione impressionante e non solo dimensionale.
Pensate che nel 1980, i Mercati Emergenti rappresentavano il 37% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. Entro il 2024, la previsione è che tale percentuale si ribalti completamente, con un peso specifico dei paesi emergenti drammaticamente importante, passando al 63%.

Immaginatevi quindi l’importanza di paesi come Cina ed India, parlando dei due più noti e dimensionalmente più importanti. Economie in crescita dove c’è manodopera e potenzialità di produzione importanti.
Questo tipo di analisi, redatta dal FMI, è però ante Covid-19. E la domanda sorge spontanea. Si parla tanto di economie “core”, di FED e BCE, ma non dimentichiamo che un forte rallentamento potrebbe avere effetti da non sottovalutare per tutto il mondo, anche per quello industrializzato.

E’ pur vero che i paesi emergenti hanno decisamente cambiato pelle migliorando i bilanci e la qualità della loro economia.

Ma è anche vero che queste economie restano spesso fragili soprattutto quando le economie “core” vanno in panne ed ancor peggio quando succede qualcosa di inatteso. Come il Covid-19.

Per esempio, a parte la Cina, avete una vaga idea di come si stanno comportando i BRICS (parliamo dei “colossi”)? Eccovi gli ultimi indici PMI.

Pessimi, ci mancherebbe, ma attenzione ad un dato su tutti, un paese particolare. L’India.

Credo che questa slide dice tutto. Proprio perché, con la Cina, parliamo di due paesi che, insieme, cubano circa 1,35 miliardi di teste caduno, ovvero in due viaggiano sui 2,7 miliardi di persone, alias il 36% della popolazione mondiale.

E qui vedete che altri paesi emergenti, a ruota, sovrastano le economie core.
Però non possiamo anche dimenticare che questi paesi, come visto sopra fortemente indebitati USD, stanno vivendo una fase di grande debolezza valutaria (quindi il loro debito in USD si gonfia), il crollo della manifattura e dei consumi dei paesi core per i quali producono, più una filosofia che anche a causa del Covid-19 diventerà più GLOCAL e meno globalizzata, un crollo del turismo importante, senza poi dimenticare l’effetto per molte di queste economie, del crollo del petrolio (essendo paesi produttori).
E dulcis in fundo, il problema sanitario. Se noi qui annaspiamo, immaginatevi in India. Qui nell’immagine, e non è uno scherzo, l’esodo degli indiani dalla città ai luoghi di dimora nei giorni del lockdown: dite che hanno rispettato il metro di distanza più tutti gli altri standard di sicurezza?


Photo Source: Reuters

(…) Il grido di allarme dei mercati emergenti per la ricaduta economica del coronavirus coinvolge oltre 100 Paesi poveri e a medio reddito, che già hanno invocato l’aiuto finanziario del Fmi e della Banca Mondiale. La grande preoccupazione evocata da Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo, riguarda il livello di debito che grava su alcuni Stati. Negli ultimi due mesi, i mercati emergenti hanno segnato deflussi di capitale per 100 miliardi di dollari, oltre tre volte in più di quelli registrati nello stesso periodo durante la crisi finanziaria globale del 2008.  Il rischio serio è che il Covid-19, sommato al crollo dei prezzi delle materie prime, vada a impattare in modo inarrestabile sulla loro situazione debitoria. Con la probabilità, quindi, che si scateni una nuova crisi del debito per i Paesi a basso reddito. In uno scenario di pesante recessione, la prospettiva del crollo di decine di Stati, affossati da oneri insostenibili verso i creditori, apre un nuovo fronte non di poco conto dell’emergenza coronavirus. (…) [Source]

Ebbene si, il Covid-19 è democratico, non guarda razze, sesso, geopolitica. Forse l’anagrafe è l’unica cosa che ha un impatto forte sulla mortalità. Ma per il resto possiamo serenamente dire che la RECESSIONE sarà globale e si abbatterà contemporaneamente sia sulle economie avanzate sia su quelle emergenti. Con effetti più devastanti, ovviamente, per i più deboli. Un altro tassello che forse i mercati non stanno considerando in questo momento.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
puma1974
Scritto il 8 maggio 2020 at 13:17

ciao danilo,
come al solito grandissimo….
l’argomento mi interessa molto perchè ho sempre considerato il debito emergente (grazie allo sviluppo economico di questi paesi) come un’ottimo asset di investimento e sicuramente un asset migliore per chi compra debito italiano, nel senso che tra un btp e un fondo o etf che investe sul debito dei vari paesi emergenti preferisco il secondo (anche per un ovvio ragionamento su quanto viene remunerato il rischio su questi debiti rispetto a quello di vari paesi europei..).
Ti chiedo se a fronte di un calo così marcato da marzo a oggi dell’indice di riferimento (credo embi) non possa essere un’occasione di acquisto partendo dal presupposto che non tutti i paesi hanno situazioni finanziariamente drammatiche e visto che il rendimento a scandenza di alcuni titoli è secondo me alto abbastanza per remunerare il rischio di default (che ovviamente non puo’ essere globale su tutti i paesi).

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