ORO: il barometro settimanale (18-03-2013)

Scritto il alle 11:50 da Roy Reale

GUEST POST: Gli avvenimenti più importanti della settimana e il ruolo dell’oro nei portafogli di investimento e delle banche centrali.

Questa settimana l’oro si e’ lasciato alle spalle il minimo di febbraio posto a $1.554,00. Il metallo giallo sta tentando di costruire una solida base nell’area posta a $1.590 – $1.595,00  nel tentativo di rompere al rialzo la resistenza posta a $1.600,00.

L’oro si e’ spinto sino a $1.600,00 per oncia nonostante proseguano i riscatti da parte degli ETF (in settimana le proprieta’ dello SPDR Gold Trust, il piu’ grande ETF garantito in oro al mondo, hanno fatto registrare la quarta flessione consecutiva attestandosi a 1.236,30 tonnellate, livello piu’ basso dall’ottobre 2011).

Gli analisti ritengono che a risvegliare l’interesse sul lingotto sia stato il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale ha affermato che la crisi dell’Eurozona e’ tutt’altro che finita e ha rivelato che la Banca Centrale tedesca ha fatto accantonamenti aggiuntivi (portando il totale a 14,1 miliardi di Euro), contro possibili perdite da svalutazione.

La causa dell’impennata del prezzo del metallo giallo riscontrata martedi’ pomeriggio potrebbe tuttavia ricercarsi anche nell’azione combinata dei programmi di trading automatizzato (algo trading e high frequency trading) utilizzati sui mercati a termine (futures) da parte di hedge funds e fondi speculativi.

L’influenza di questi programmi automatizzati di compravendita e’ sempre piu’ intensa. Essi determinano la maggior parte degli scambi sui mercati sintetici a termine (paper markets).  L’innesco sincronizzato di tali programmi e’ causa di un incremento degli indici di volatilita’ ed erraticita’ dei mercati, anche se spesso il movimento di fondo puo’ essere identificato. In generale, la gran parte delle regole di trading basate sull’analisi tecnica perdono la propria validita’ poiche’ questi interventi automatizzati esulano dai comportamenti sui quali la stessa analisi tecnica e’ fondata e questo e’ particolarmente vero in un’ottica intraday.

I grandi traders del lingotto dovrebbero cominciare a posizionarsi al rialzo sullo stesso, in vista della prossima riunione del FOMC (il braccio operativo della Fed). Riunione prevista per i prossimi 19 e 20 marzo.  In un articolo di Sissi Bellomo per “Il Sole 24 Ore” versione on-line, riprendendo una nota dell’Agenzia Dow Jones, si riferisce che l’Autorita’ di Vigilanza Statunitense sui mercati a termine (Commodity Futures Trade Commission – CFTC) potrebbe presto aprire un’indagine formale sui meccanismi del fixing dell’oro, con la quale le cosiddette bulllion banks (l’oligopolio mondiale del fixing dei preziosi) stabiliscono i prezzi di oro e argento.

Se i sospetti della CFTC fossero confermati (ovvero trovasse riscontro la manipolazione ribassista di oro e argento da parte delle bullion banks), si aprirebbe uno scandalo pari a quello della manipolazione del tasso LIBOR. Ricordiamo che l’associazione Gata.org (Gold Anti-Trust Action Committee) si batte da tempo contro la manipolazione ribassista nel mercato dei preziosi e negli anni ha denunciato piu’ volte pratiche fraudolente e dolose su questi mercati.

In un secondo articolo sempre apparso su “Il Sole 24 Ore”, e’ riportata la conferma che la CFTC potrebbe aprire un’inchiesta sulle manipolazioni dei fixing di oro e argento. La conferma di tale ipotesi arriva direttamente da uno dei commissari della CFTC, Scott 0′Malia.  La CFTC e’ nominata a fare parte della task force istituita dalla IOSCO (Organizzazione Mondiale degli Organismi di Vigilanza delle Borse); tale organismo presentera’ entro maggio delle linee guida sui benchmark utilizzati nei mercati finanziari.

Ricordiamo che la CFTC ha aperto nel 2008 una causa contro JP Morgan per manipolazione del mercato dell’argento. JP Morgan e’ sospettata di aver manipolato al ribasso detto mercato. Al riguardo di queste manipolazioni, la banca d’affari americana ha diverse cause aperte anche in tribunale. Le manipolazioni dei mercati dell’oro e dell’argento si concentrano alla chiusura dei mercati di Londra, contestualmente all’apertura del piu’ grande mercato a termine futures, il COMEX di New York.

E’ stato piu’ volte accertato che all’inizio delle contrattazioni al COMEX alcuni speculatori (hedge funds e le bullion banks), tramite software automatizzati per le compravendite di contratti futures assumono un’incredibile quantita’ di posizioni “short”. Questi programmi di “algo trading” permettono agli speculatori di vendere anche 200 contratti al secondo facendo crollare le quotazioni e inducendo il panico negli altri operatori.  Il cosiddetto “schema di soppressione del prezzo dell’oro” (gold suppression scheme) risale al 15 agosto 1971 quando il Presidente Nixon taglio’ il “cordone ombelicale” tra l’oro e il dollaro americano. Il biglietto verde non fu piu’ convertibile in metallo giallo e da allora l’oro e’ il diretto concorrente del dollaro.

L’ascesa del prezzo dell’oro sta a significare il fallimento della Banca Centrale USA (FED) e delle sue politiche monetarie. Il “dumping” sul prezzo dell’oro fu reso continuativo e permanente dal 1980 a oggi. Tutte le banche centrali dell’Occidente, legate nelle proprie riserve al dollaro americano, hanno partecipato direttamente o indirettamente alla guerra contro l’oro.  La Banca Centrale della Gran Bretagna ha venduto la meta’ del proprio oro da piu’ di un decennio. Molti investitori si chiedono se Fort Knox (il deposito delle riserve auree USA) contenga realmente depositi in lingotti d’oro o se esso sia stato gia’ alienato per sostenere il biglietto verde e deprimere le quotazioni del metallo giallo.  Lo scorso venerdi’, a mercati chiusi, una delle Agenzie che formano l’Oligopolio del Rating (Fitch Ratings) ha effettuato un “downgrade” sulla solvibilita’ del debito italiano. Il giudizio di Fitch si va ad allineare a quello di Standard & Poors e Moody’s. Ricordiamo che da sole, queste tre Agenzie private e in conflitto d’interessi in quanto di proprieta’ di grandi fondi d’investimento, detengono e controllano il 90% del mercato globale dei Rating.

Vogliamo ricordare che, le tre Agenzie oligopoliste del “merito di credito”, sono prive di alcun mandato democratico, esenti da ogni controllo, responsabilita’ giuridica e politica, agenti in modo sovrano, al di fuori di qualsiasi regola di certezza del diritto e di trasparenza  decisionale. Il Tesoro italiano, comunque, e’ riuscito a emettere BOT e BTP con rendimenti medi superiori di pochi centesimi rispetto alle precedenti aste. La speculazione ribassista non e’ riuscita nell’intento di fare crollare le quotazioni dei titoli di Stato.  E’ molto probabile che, in via ufficiosa, i Titoli di Stato italiano abbiano potuto usufruire dello scudo OMT della BCE (anche se non vi e’ conferma di questo). Lo scudo OMT da la facolta’ alla Banca Centrale Europea di acquistare (solo sul mercato secondario) i Titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona. Titoli con vita residua fino a tre anni.  Se in Italia lo stallo politico dovesse continuare e la recessione economica aggravarsi, c’e’ il reale pericolo che le Agenzie di Rating declassino di nuovo il nostro debito pubblico. Se dovesse avverarsi un simile scenario, i Titoli di Stato italiano finirebbero nel “girone” degli “Investimenti speculativi”.

A quel punto ci sarebbe il periocolo di un’ondata di vendite automatiche di titoli da parte di quegli investitori (fondi pensione soprattutto) che adottano per policy interna clausole di sicurezza per cui non possono detenere in portafoglio titoli sotto una determinata soglia di Rating.

Marc Faber: “questo rally azionario finira’ nel peggiore dei modi”

Marc Faber, redattore della newsletter “the Gloom, Boom & Doom Report, mette in guardia il pubblico dall’attuale frenesia irrazionale sull’azionario. Secondo Faber i valori dei mercati borsistici sono sopravvalutati rispetto alla situazione dell’economia reale.

L’autore della famosa newsletter ritiene probabile che i mercati azionari possano risentire di una violenta correzione, anche improvvisa, come durante il crash del Dow Jones accaduto il 19 ottobre 1987. Anche allora i mercati azionari corsero subito da inizio anno per poi schiantarsi terribilmente in quella data.

Faber fa notare che i mercati azionari hanno guadagnato piu’ del 100% del loro valore da marzo del 2009 (quando erano ai minimi); gli investitori dovrebbero comprendere, pertanto, che il ciclo a 4 anni delle azioni sta per terminare. “Terminera’ quest’anno, – aggiunge Faber, – e correggera’ al ribasso in modalita’ estremamente violenta”.

Faber ha aggiunto che il declino dell’oro dai massimi di settembre 2011 (calo del 18%) e’ dovuto a una naturale correzione dell’asset fisico.  Marc Faber ha aggiunto che in questo momento “conviene incrementare il possesso di oro fisico, in quanto le quotazioni sono depresse: non conviene acquistare cio’ che ora e’ ai massimi, come l’azionario”. Oltretutto “le azioni e le obbligazioni sono assets di carta (paper assets) e io ritengo che il miglior modo di diversificare il proprio patrimonio sia possedere oro, depositato all’esterno del sistema finanziario, soprattutto da quello statunitense”.

Riccardo G. – Deshgold

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1 commento Commenta
alfio200
Scritto il 19 marzo 2013 at 19:46

En passant…l’oro fisico sarebbe esente da prelievi sui conti correnti stile Cipro. Sarebbe come guadagnare, risparmiando, il 6-15% in un giorno solo!! Quindi, se l’oro aumentasse nel corso dell’anno di un 10% + 10% (media) di “risparmio tassa” = 20%. Senza contare che si arrivasse a un prelievo coatto nel Club Med (Francia compresa) dell’aera euro, l’oro aumenterebbe ben più del 10%!

Grazie per l’ottimo articolo.

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