Mozione al Governo: Italia e ESM, perchè non dobbiamo firmare

Scritto il alle 10:45 da Danilo DT

Guest Post: l’economista Undiemi chiede al Governo lo stop sull’ESM.

In questo breve post vi riporto il messaggio di un’amica, di un’economista giovane e brillante che vede nell’ESM (European Stability Mechanism) come il cappio che strozzerà il collo degli italiani. L’economista Lidia Undiemi torna alla carica. I margini di tempo si restringono e gli italiani devono assolutamente impedire che il Governo ed il Presidente della Repubblica ratifichino l’ingresso del Paese nel Meccanismo Economico di Stabilità (ESM). Le motivazioni sono già state esaurientemente spiegate ed illustrate, ed inoltre vengono rimarcate dalla MOZIONE in allegato che potete visualizzare cliccando QUI.

Si chiede:

• ai parlamentari nazionali di esprimere voto contrario alla ratifica della modifica dell’art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’UE;
• al Presidente del Consiglio Mario Monti di spiegare ai cittadini italiani “luci ed ombre” del trattato ESM mediante dibattiti pubblici e di valutare proposte alternative di soluzione alla crisi;
• al Presidente della Repubblica di non autorizzare la ratifica e di riferire pubblicamente le motivazioni del grande silenzio sui reali termini dell’entrata in vigore dell’ESM.
• Buttateci un occhio… Perché la gente deve sapere…

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22 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 17 febbraio 2012 at 11:12

Caspita ‘sta normanna si sta dando un gran da fare.
Comincia ad apparire a destra ed a manca. :-)

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vale77
Scritto il 17 febbraio 2012 at 11:24

ed era ora aggiungo. la conosco da anni, ma la sua umiltà non l’ha portata da nessuna parte.
spero che con i canali giusti emerga.

vi prego fate girare su fb, quel link sulla petizione online
vi prego fatelo a prescindere dall’esito o dall’efficacia dello stesso..

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bergasim
Scritto il 17 febbraio 2012 at 11:43

Cerchiamo di essere concreti, l’italiano non sa cosè l’esm e dovrebbe votarvi contro?
In un paese leader per la corruzzione, un caso come quello accaduti al presidente tedesco Wulf, accussato di aver ottenuto un prestito a condizioni favorevoli da alcuni imprenditore, li stessi che poi avrebbe favorito, bene un caso del genere da non avrebbe fatto sorridere, forse tutti avranno dimenticato l’episodio del tesoriere ladro della margherita.
Quindi in un tal paese, i politici corrotti ed incapaci e il presidenre napolitano ( che non rappresenta nessun italiano, salvo gli inetressi dei suoi amici),dovrebbero votare contro perchè alcuni italiani protestano via web, ma in che pianeta vivete su voyager palnet?

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lampo
Scritto il 17 febbraio 2012 at 11:57

Tutta la mia solidarietà e supporto alla nostra cara economista, che ha avuto il coraggio di portare all’attenzione dei mass-media un tema così delicato, mettendoci la faccia in prima persona.

A breve un post sulla corruzione… argomento molto attinente, anche se non sembra.

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nino12
Scritto il 17 febbraio 2012 at 12:15

Scusate l’ignoranza ma sono uno di quelli che non sanno che cosa e’l’ESM e le conseguenze che comporta qualcuno lo puo spiegare ?? grazie e scusatemi di nuovo
ciao dream

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Scritto il 17 febbraio 2012 at 12:32

nino12@finanza,

http://it.wikipedia.org/wiki/European_Stability_Mechanism

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idleproc
Scritto il 17 febbraio 2012 at 13:55

Bravissima. Concordo in toto ed è vero che “l’indifferenza oggi è un atto eversivo”.

bergasim,

Comprendo il tuo punto di vista ma come dimostri sempre anche tu nei tuoi post, non ci si arrende mai. Buttandola in ridere, come il Clonnello Buttiglione (del film) “non (ci) si arrende mai, neanche di fronte all’evidenza.”

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andrea75
Scritto il 17 febbraio 2012 at 14:53

Quando ho letto il precedente post sull’ESM ho scritto una mail a diversi parlamentari (alcuni membri delle commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato, circa 10).

Ecco il testo della mail che ho inviato in data 8/2/2012:
“Le scrivo in relazione all’ESM (European Stability Mechanism), per chiederLe se corrisponde al vero che ESM è un’organizzazione finanziaria intergovernativa inquadrata nel diritto pubblico internazionale che interverrà in “aiuto” dei paesi in difficoltà in cambio di una cessione della propria sovranità in materia di politica economica e finanziaria. Se tutto questo corrisponde al vero, come mai noi cittadini – effettivi titolari della sovranità – non siamo stati almeno adeguatamente informati di tutto questo? Ringrariando per l’attenzione, saluto cordiamente”

Ad oggi ho ricevuto una sola risposta che riporto integralmente:

“Guardi che l’ESM opera totalmente all’interno di trattati internazionali già esistenti.

Cordialmente.

Antonio Borghesi”

Non proprio una risposta esauriente!

Io sono arrivato a pensare a questo: i nostri parlamentari non conoscono la materia.

Che un normale cittadino non sappia cos’è l’ESM può anche starci (sarebbe meglio conoscerlo, ma una persona normale può anche permettersi di rimanere un pò in arretrato con gli aggiornamenti), ma che un parlamentare della Repubblica liquidi una richiesta di chiarimenti con UNA riga è inquietante.

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a_rnasi
Scritto il 17 febbraio 2012 at 15:02

andrea75@finanza,

penso che il tenore della risposta sia da intendere che stando all’interno dei trattai internazionali sottoscritti dai membri (eletti dal popolo) abbia titolo di esistere ed operare. ma è solo una mia lettura della risposta

p.s.comunque ha risposto, non me lo sarei aspettato sinceramente.

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kry
Scritto il 17 febbraio 2012 at 15:18

Io non sono contento di vedere che almeno uno su 10 si sia degnato di rispondere. Probabilmente gli altri 9 non sapevano cosa rispondere visto le recenti figuracce che facevano non conoscendo cosa era lo spread. Forse alle camere, quando molto spesso i parlamentari dormono,farebbero meglio a collegarsi su questo blog e farsi un pò di cultura.

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maurobs
Scritto il 17 febbraio 2012 at 15:39

Scusate come si fa a sottoscriverlo??dove va inviato?? a chi??

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lukeof
Scritto il 17 febbraio 2012 at 17:17

Nel frattempo 6.000 Mld e dicasi seimila miliardi di $ in titoli USA del 1934 sequestrati in Basilicata….

Beh potevamo portarli all’incasso e rimettevamo in piedi il debito pubblico…. :D

Ce credo che gli USA dicono che son falsi, anche se fossero veri non li avrebbero mai pagati…

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schwefelwolf
Scritto il 17 febbraio 2012 at 17:31

Temo che sia, al di là della validità o meno degli argomenti, un’impresa impossibile.
L'”Europa” (chiunque essa sia e chiunque le stia dietro) ha deciso che il “suo” progetto deve essere difeso a tutti i costi (intendendo: TUTTI): costi quello che costi.

Temo che questi costi, alla fine, saranno impressionanti: molto piú di quanto anche i piú pessimisti possano oggi immaginare. L’ESM è solo un’altro gradino, un altro rilancio. Fallirà? Certo. Ma poi verrà l’ESM-2, la trasformazione ufficiale della BCE in tipografia monetaria e poi ancora altro. E altro ancora… Ma l’amaro calice dovrà essere bevuto sino all’ultima goccia – prima dell’implosione.

Si è deciso – molto tempo fa, probabilmente in una delle tante riunioni del Bilderberg – di fare una “maionese” usando uova, olii e limoni diversi. Le probabilità di successo erano minime, ma i poteri molto forti. Quindi… di insuccesso in insuccesso, di rilancio in rilancio, si è continuato, si continua e si continuerà fino a quella che i tedeschi chiamano “das bittere Ende”: l’amara fine.

Auguri a tutti!

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schwefelwolf
Scritto il 17 febbraio 2012 at 17:43

Aggiungo una considerazione. In Germania qualcuno (vari professori di economia) ha tentato di fermare questa follia ricorrendo alla Corte Costituzionale (sostenendo che una rinuncia – per quanto parziale – alla sovranità di bilancio avrebbe richiesto una modifica della Costituzione e/o un referendum). Ovviamente la Corte Costituzionale tedesca non ha avuto il caraggio di fare ciò che avrebbe dovuto e ha preferito cavarsela con una sentenza da “Giano bifronte” – del tipo: per il momento la cosa non è ancora del tutto univocamente anticostituzionale ma in futuro il governo dovrà coinvolgere maggiormente il parlamento).

C’è qualcuno che sappia come stiano le cose in Italia? L’adesione all’ESM – come parziale rinuncia alla sovranità nazionale – non richiede una modifica alla Costituzione?

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john_ludd
Scritto il 17 febbraio 2012 at 19:26

Lasciate perdere l’ESM x un attimo. Si parla anche in questo blog che l’Europa non ha senso senza unione fiscale e politica. Bene, cosa credete che sia l’unione fiscale e politica ? Cessione di parte della sovranità a un organismo sovranazionale. Negli USA c’è il governo federale, con le tasse federali e le leggi federali, e gli stati (Illinois, California…), con le loro tasse e le loro leggi, ma vengono DOPO. Ah sento già la domanda, ma non sono eletti ? Scusate ma le elezioni europee ci sono oppure no ? Se poi in Italia vengono al trentesimo posto come importanza e a Bruxelles ci mandiamo i più cretini di una parterre di stupidi allora… Temo non ci sia idee chiare.

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Scritto il 17 febbraio 2012 at 19:59

john_ludd@finanza,

Inviata email esplicativa! :D

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john_ludd
Scritto il 17 febbraio 2012 at 20:42

Dream Theater,

DT va benissimo dare voce a tutti. Gli argomenti portati dalla giovane economista sono rispettabili, per certi versi ha persino ragione, ma sono, come dire, un pò infantili. Per come la vedo io, l’Europa è un progetto innanzitutto politico poi il resto. Mal gestito, regole scellerate, ipocrisia diffusa etc… ma sono un realista (perdente). O viene completato alla meno peggio o succede un massacro la cui portata pochi riescono a comprendere. Ritengo come già detto che il grande reset è probabilmente inevitabile ma lo immagino una decina di anni più in là nel tempo quando si paleseranno nella loro irreversibilità i due grandi problemi dell’epoca moderna 1) la demografia negativa nel mondo sviluppato e quella eccessiva in quello in via di sviluppo 2) risorse largamente insufficienti per la platea di aspiranti utilizzatori, dall’acqua all’energia. La mala finanza rende vane le speranze di risolvere questi problemi. Servirebbe una massiccia serie di investimenti in scienza applicata (energia, agro scienze, infrastrutture innovative etc…) ma le spese per lo sviluppo vengono addirittura tagliate. Siamo una civiltà investita a breve. Se devo identificare il segno dei tempi scelgo l’imperversare degli algoritmi HFT (high frequency trading) disegnati dalle più brillanti menti del pianeta che invece di essere canalizzare alla risoluzione di problemi 1 e 2 vengono impiegate per ridurre il tempo di possesso medio di un titolo azionario a meno di 20 secondi. Avanti così verso il nulla.

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idleproc
Scritto il 18 febbraio 2012 at 11:25

john_ludd@finanza,

La sintesi sugli algoritmi HFT credo che chiarifichi la radice del problema. Concordo sull’europa, sulla necessità di un progetto Europeo e sulle conseguenze di una disintegrazione europea. Di fronte a processi socio-economici continentali, singoli stati nazionali ne verrebbero distrutti. Il problema è secondo me chi comanda e regge i fili in europa. Il processo in atto è il trasferimento di redditi e capitali dall’economia realeverso il sistema finanziario non solo europeo. L’europa si disintegrerà per motivi sociali e altri avranno acquisito il risultato che cercavano. E’ necessario cambiare chi comanda e questo potrebbero farlo solo i popoli europei.
Se così dovesse comunque finire penso che sia meglio perdere che straperdere e sfilarci quando ancora abbiamo i mezzi per cercare di sopravvivere.

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john_ludd
Scritto il 18 febbraio 2012 at 19:25

idleproc@finanza,

La prima generazione di politici pro europa, cioè quelli che avevano un sogno, erano all’altezza. La seconda, quella al potere in germania e francia oggi, semplicemente non è davvero interessata all’europa. Sono dei mediocri, asserviti ai rispettivi sistemi finanziari. Sarkozy in special modo è colluso al sistema finanziario internazionale e alla grande finanza ebraica in particolare, il fratello è un mega banchiere. Insomma un personaggio dalla cattive frequentazioni e assi poco “francese”. Lontanissimo da De Gaulle e dal gollismo. Perderà le prossime elezioni. In Italia, diciamolo, a B. dell’Europa non importava un fico secco e infatti ci avevano tagliato fuori da tutto. A prescindere da quello che si può pensare delle azioni di Monti, il personaggio ha ben altro peso all’interno della consorteria comunitaria. Alla fine di Maggio avremo quindi un rinnovo pressochè completo della classe dirigente europea. Manca il pezzo da 90. Ma nonna Angela è molto indebolita, le dimissioni del presidente della repubblica da lei imposta contro tutti gli altri è un bel botto; se Sarkozy perde, la frau è fritta e non è detto che non si abbiano elezioni anticipate in Germania dopo l’estate dove nella migliore delle ipotesi la frau può sperare in una grande coalizione. A quel punto vediamo, l’occasione sarà storica. Sia Hollande che Monti NON la pensano come la frau, vogliono una politica di sviluppo e non una controproducente e pericolosa austerity a senso unico. Sia l’Olanda che la Finlandia sono in recessione e in special modo quest’ultima appoggerà politiche di sviluppo, nel DNA di ogni paese scandinavo a prescindere dal colore politico di chi governa. Manca quindi solo un pezzo, anche se è quello più grosso. Ma non c’è alcun dubbio che al di là dei nomi è assolutamente necessario che la politica europea si avvicini ai cittadini del futuro super stato e riceva da essi l’autorizzazione democratica a procedere. Altrimenti sarà comunque un fallimento, ma non deve necessariamente finire così. Il piano originale parlava di europa dei popoli e non di europa delle banche. Il nocciolo è sempre quello.

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lampo
Scritto il 18 febbraio 2012 at 20:57

john_ludd@finanza,


La prima generazione di politici pro europa, cioè quelli che avevano un sogno, erano all’altezza

Hai centrato il problema… con tutte le potenziali conseguenze.

Per quanto riguarda le politiche di sviluppo, se non ci sarà un considerevole cambiamento di opinione in Germania… non mi meraviglierei che a uscire dall’euro, prima della Grecia, sia proprio qualche Paese la cui nuova classe dirigente voglia rilanciare il Paese sul lungo termine in termini di sviluppo.

Ovviamente se questo processo succedesse… l’attuale europa delle banche imploderà.

Peccato che ci vogliano uomini con lungimiranza… che proprio una crisi finanziaria come questa è in grado di creare e portare al potere.

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andrea75
Scritto il 20 febbraio 2012 at 14:53

john_ludd@finanza:
Lasciate perdere l’ESM x un attimo. Si parla anche in questo blog che l’Europa non ha senso senza unione fiscale e politica. Bene, cosa credete che sia l’unione fiscale e politica ? Cessione di parte della sovranità a un organismo sovranazionale. Negli USA c’è il governo federale, con le tasse federali e le leggi federali, e gli stati (Illinois, California…), con le loro tasse e le loro leggi, ma vengono DOPO. Ah sento già la domanda, ma non sono eletti ? Scusate ma le elezioni europee ci sono oppure no ? Se poi in Italia vengono al trentesimo posto come importanza e a Bruxelles ci mandiamo i più cretini di una parterre di stupidi allora… Temo non ci sia idee chiare.

E’ una domanda che mi sono posto anche io.
Poi mi è venuto in mente un discorso tenuto da un professore di economia durante un seminario che riguardava l’euro (quando ancora usavamo la lira).
Riporto il concetto in estrema sintesi: nella storia non si sono mai visti degli stati che rinunciano alla propria moneta per crearne una unica senza avere – come base – uno speculare progetto politico. E, come esempio, ha citato proprio gli USA: prima sono sorti come stato federale (ciascuno con la propria moneta), soltanto dopo hanno creato il USD.
La conclusione dell’oratore è stata una facile profezia: l’euro nasce avendo già seri problemi.

Ho citato questo non perchè io sia contro l’Europa, ma perchè sono contrariato dai “leaders” dei vari paesi europei che considerano l’Europa dal punto di vista dei problemi e delle esigenze nazionali. Così non si crea un’unione federale dalle solide basi, ma si gettano le fondamenta per un futuro (prossimo…!?!) collasso del continente, che porterà danni tanto maggiori quanto il paese risulti debole (politicamente e/o economicamente).
Cio che serve oggi in Europa – a mio avviso – è un deciso passo avanti verso un unione politica, verso la creazione di un corpo elettorale europeo.
Un’altro particolare: ogni passo, ogni integrazione, ogni spinta verso l’unione dovrebbe essere trasparente ed oggetto di dibattito. La classe politica di ciascun paese (ho scritto volutamente politica con la “p” minuscola) dovrebbe spendersi e spiegare ai cittadini la bontà di questo progresso di unificazione. Oggi questo avviene? Se la risposta è no, come mai?
Chi si ricorda della Costituzione europea? In Francia ed in Irlanda hanno dovuto esprimersi con un referendum per la sua approvazione, e qual’è stato il risultato: bocciata.
Allora l’UE cosa ha fatto? Ha cambiato la forma del testo costituzionale rendendolo illeggibile (ma non la sostanza) ed ha detto rivotate!
Queste sono le fondamenta su cui poggia oggi l’Unione Europea.

Senza entrare in tecnicismi l’ESM sembra tanto un provvedimento pensato da qualche gurppo di tecnocrati (bancari) per la soluzione (il tamponamento) di un problema contingente. Si può considerare un passo avanti per l’unificazione? Credo proprio di no?

Schuman, Adernauer, De Gasperi, Spinelli, Monnet e tanti altri … erano di un’altra stoffa.

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lukeof
Scritto il 20 febbraio 2012 at 15:23

La cosa piu’ preoccupante è la “segretezza” dei documenti e delle “trattative” a cura del suddetto ESM.

Una cosa che non ha NESSUNA giustificazione di nessun ordine e grado in qualunque ipotesi di lavoro.
Posso perfino comprendere paradossalmente l’immunità che (molto ipoteticamente) garantirebbe una (presunta) equidistanza dagli interessi dei singoli stati, ma la segretezza dei documenti non ha la benchè minima possibilità di supporto logico su qualsivoglia aspetto del lavoro dell’ESM.

E cio’ rende la cosa MOLTO sospetta. Oltre che antidemocratica, ma fin li’ ci si poteva arrivare.

Io sono un europeista convinto e sarei perfino dell’avviso che una reale unificazione anche politica della EU con la cessione di sovranità reale sia oltremodo necessaria, ma l’ESM non rappresenta alcun passo in questa direzione, ma bensi’ la creazione di un trabiccolo infernale con rischi mostruosi di abuso e prospettive incertissime sulla “terzietà” reale dell’organismo.
Oltretutto si rischia una specie di “compravendita” di diritti sull’operato del medesimo, che essendo strutturato a maggioranza sulla base dei conferimenti porterebbe ad una serie di schieramenti ed alleanze di dubbio gusto su “contropartite” tutte da scoprire (o forse da temere).
Detto chiaramente preferirei un reale e operativo ministero dell’Economia, strutturato come si deve con sede a Bruxelles e competenze effettive e operative per tutta l’Eurozona.

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