Italia in recessione. Ora inizia la FASE DUE del Governo Monti.

Scritto il alle 09:15 da Danilo DT

Il Decreto “Salva Italia” ha evitato il default Italia. Ma ora con il Fiscal Compact di vuole crescita economica.

Le notizie di ieri sullo stato di salute dell’ economia italiano non hanno certo colto di sorpresa il lettore di I&M che da tempo era pronto a leggere la parola “recessione” associata all’economia italiana. Ma non solo l’Italia è in difficoltà…

L’Istat sancisce, con in crismi dell’ufficialità, quanto tutti da mesi temevano ma, del resto, sapevano benissimo. Ovvero, l’Italia è in recessione. In recessione tecnica, per la precisione. Per il secondo trimestre consecutivo, infatti, il prodotto interno lordo ha marcato segno meno. Nel quarto trimestre ha segnato un ribasso dello 0,7 per cento, mentre nel terzo era calato dello 0,2. Il calo del quarto rispetto al terzo, dunque, è stato di mezzo punto percentuale. (…) Da segnalare, infine, il peggiore andamento del nostro Paese rispetto alle altre grandi nazioni industrializzate. Negli Usa, infatti, il Pil, nel quarto trimestre, ha marcato segno “più” con un aumento congiunturale dello 0,7 per cento. Nel Regno Unito è diminuito dello 0,2 per cento mentre in Giappone dello 0,6. (Source

Bene, l’Italia è in recessione. E la situazione non potrà che peggiorare se non si interviene sullo sviluppo. Il piano di austerity di certo tutto può portare tranne che crescita economica. Certo, il Governo Monti con il piano “Salva Italia” aveva una priorità: evitare che la situazione finanziaria del Bel Paese diventasse irrecuperabile, e quindi evitare il default (ben peggio della recessione!). Missione che, con la collaborazione dell’altro Mario (Draghi), sta avendo successo, anche se saranno necessarie ancora molte puntate prima di poter considerare “in sicurezza” le finanze dell’Italia.

Peccato che ora, però , occorre intervenire in fretta. Ricordo infatti che, con la venuta del cosiddetto “Fiscal Compact” avremo degli oneri pesantissimi. Inoltre bisognerà sostenere l’economia e l’Impresa. Draghi ha dato la liquidità alle banche. Ma le banche al momento i soldi li utilizzano per la loro ricapitalizzazione, per Basilea 3, per comprare BTP ma non per investire nell’economia concedendo prestiti a privati ed imprese.

Morale: ora l’Italia è in recessione. E la cosa era attesa. Ma facciamo molta attenzione. Per evitare che questa recessione si trasformi in uno scenario senza via d’uscita, che rischia di portare l’italiano medio e l’Italia tutta in condizioni finanziarie sempre peggiori, ci vorrà uno sforzo non indifferente.
Diciamocela tutta.
La Manovra Monti non era certo una Manovra di altissimia alchimia finanziaria. Era solo tanto impopolare e nessun partito probabilmente avrebbe avuto il coraggio di promuoverla. Poi, la credibilità del personaggio (Mario Monti) ha fatto il resto ed ha contribuito ad  un recupero considerevole di immagine sul piano internazionale.
Ora però inizia quella che considero la FASE DUE, quella veramente complessa, quella dedicata alle riforme, allo sviluppo, alla crescita economica. Ed è qui che si capirà veramente di che pasta è fatto questo governo tecnico. Magari partendo da qui…

C’è un patrimonio immobiliare italiano pubblico che è calcolato, con una stima approssimativa, su un valore di 300-400 miliardi di euro. Se si riuscisse a valorizzarlo e venderlo, non svenderlo come stanno facendo adesso in Grecia, significherebbe abbattere il debito pubblico almeno del 20%. Probabilmente basterebbe cominciare a vendere qualche cosa, dare un segnale e già questo sarebbe utile. Il problema è che finora non si vende nulla. (Intervista a Monti)

Permettetemi solo di dire DUE parole al Governo tutto, nella speranza che il suo operato porti il Bel Paese in un domani ricco di speranze e prospettive.
Caro governo…. BUON LAVORO

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STAY TUNED!

DT

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38 commenti Commenta
schwefelwolf
Scritto il 16 febbraio 2012 at 09:44

Scusate, temo di aver perso un pezzo…
Qualcuno ha forse sentito parlare di riduzione dei costi dello Stato (della politica, della corruzione etc.)?

Fino ad ora Monti non ha fatto che spremere ancora di piú il “limone” italiano: tasse, accise e via di seguito. E lotta all’evasione (quindi – comunque – ancora tasse, per quanto giuste). Non si vedono però provvedimenti contro sprechi e inefficenze. Anzi… In questo modo il problema non solo resta, ma non può che aggravarsi.

E le relative conseguenze sono inevitabili (a meno di non convincere l’Europa ad accettare un'”europeizzazione” dei debiti nazionali).

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    Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:58

    Il tuo commento capita a fagiolo, Lampo sta lavorando sull’argomento… ;-)

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a_rnasi
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:14

schwefelwolf@finanza,

revisione dei costi della difesa militare, taglio commesse del 30% sempre lato difesa, sugli stipendi dei parlamentari ci ha provato ma non è materia del governo (e i buoni Schifani e Fini hanno fatto una porcata), cap massimo remunerazione ai membri del governo. E’ li da Dicembre, siamo al 15 Febbraio..mi pare che di cose ne abbia fatte..non è Mandrake. Poi che di cose da fare ce ne siano ancora tante è sacrosanto. Ora parte con la revisione dell’IRPEF (notizia di questa mattina), revisione del catasto (lavoro fermo in parlamento da decenni), valorizzazione del patriomonio immobiliare in mano pubblica (come ha scritto Dream). Il tutto passando dall’approvazione del parlamento, visto che non siamo in dittatura e lui propone e gli altri devono approvare. Che doveva fare ancora in due mesi ? Mettersi una scopa in c….e ramazzare la stanza ? E’ partito da una emergenza (non da lui creata) e sta cercando di rimettere per quanto riesca le cose in carreggiata (sul successo o meno il tempo ci dirà). Si può essere d’accordo o meno sulle modalità, gli interventi, ecc.ecc. ma a me personalmente dà l’impressione che ha fatto più lui in 2 mesi che gli ultimi governi negli ultimi 5/7 anni che pensavano solo a Ruby, prostitute, processi brevi poi lunghi poi corti, riforma dei processi, legge sul conflitto di interesse ecc.ecc.

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Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:15

Sono felice che tu ia cosi’ ottimista, pero’ a mio avviso Monti sta’ solo percorrendo la strada Greca, folli spese statali —-> folli debiti —-> manovre per cercare di arginare i debiti —–> calo del pil dovuto all manovre —-> altre manovre (ne ha gia’ promesse all’Europa per i prossimi 10 anni ricordate?) per cercare di compensare la discesa del pil —-> ulteriore calo del pil —-> insostenibilita della tassazione = collasso sociale.
L’unica cosa di diverso che sta’ facendo e’ quella di sostenere il pil facendo emergere l’evasione, sfortunatamente si mangeranno anche qulla….. come e’ sempre accaduto negli ultimi 60 anni… Amen….

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muec65
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:23

Sicuramente farà meglio di tutti i governi che lo hanno preceduto, nessuno escluso.
Non possiamo negare l’incompetenza dei precedenti governi, i fatti parlano chiaro, a oggi tutti e dico tutti i politici di questo disastro sono sempre al loro posto.
Tutta la classe politica va licenziata in seduta stante con le prossime elezioni.
L’alternativa?????
Movimento5stelle un nuovo modo di fare politica.
Sviluppo, crescita economica!!!!!!! bisogna sviluppare dove siamo carenti e crescere dove siamo improduttivi
Lavoro in un azienda da 21 anni, quando sono entrato per produrre 100 servivano 15 persone oggi per produrre 100 siamo in 10 le macchine hanno sostituito la forza lavoro a voi la conclusione.
Lo sviluppo e la crescita deve essere sostenibile, faccio un esempio, il fotovoltaico non può essere installato in vaste aree agricole togliendo a queste la produzione, deve essere installato solo sui tetti di qualsiasi attività pubblica o privata, senza incentivi, ma detraendo dalla tasse le spese sostenute.
Non parliamo del potere d’acquisto dei salari, sempre peggio, c’è l’hanno messa in quel posto con l’abolizione della scala mobile poi l’euro ha fatto la sua parte.
La soluzione a questa crisi è molto complessa, ma una cosa è certa, bisogna redistribuire le ricchezze aumentando il potere d’acquisto dei salari che dovrà essere utilizzato per uno sviluppo sostenibile.
Un saluto a tutti.

muec65

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    Scritto il 16 febbraio 2012 at 11:03

    Mi spiace Muec65, questo deve suonare come un avvertimento. Evitiamo di parlare di politica in modo così diretto. Grazie.

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sturmer
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:30

E se anzichè continuare a rubare denaro alla gente, pensassero di eliminare un pò di parassiti pubblici?
Che so, creare un livello standard di impiegati pubblici (tutti, comuni, provincie che non servono ad una fava, regioni, ministeri) e applicarlo, e gli altri tutti a casa a fare qualcosa di utile???

Riduzione minima del 40%, e sarebbero ancora troppi, per quello che producono… e mi metto a ridere per non piangere!

Separazione carriere dei giudici, con i Pubblici ministeri eletti come in Usa, e non questi semidei che non sono capaci e non fanno un ca… ma fanno solo politica.

Giudici senza sindacati e tantomeno correnti, con il csm che li giudica per quello che fanno (o meglio, per quello che non fanno).

Così, anzichè perdere tempo a fare processi politici, magari pensano a lavorare sul serio… non che io per prenderei soldi da qualche cliente che non mi paga devo aspettare 8 mesi perogni udienza, e magari per qualcuno trovano il tempo di fare un’udienza al giorno…

Iddaglia di m…..

Scusate lo sfogo… sono stufo di svenarmi e lavorare come un idiota per mantenere inutili parassiti!!!

Buona giornata!!!

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luigiza
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:41

@schwefelwolf e Sturmer

Sono proprio le cose che dite che ci aspetta dal nuovo governo Monti insiedatosi ormai da tre mesi, ma nessuna iniziativa in proposito.

Le operazioni ‘simpatia’ all’estero come le ha definite qualcuno mi fanno un baffo.

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a_rnasi
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:41

mariothegreat@finanza,

Pazienza, emigreremo tutto nei regni dei QE

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sturmer
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:50

Infatti penso che sia tutta l’ennesima fuffa, fumo negli occhi… e sostanza zero…

Non so cosa sono i QE, ma preferisco la Terra di Mezzo… pensavo la Nuova Zelanda… più lontano di così non si può…

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sturmer
Scritto il 16 febbraio 2012 at 10:51

ps: QE= Quasi Estinti?

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schwefelwolf
Scritto il 16 febbraio 2012 at 12:13

a_rnasi@finanza,

Lungi da me difendere un Prodi o, peggio, un Berlusconi. Da questo punto di vista Monti mi sembra quasi un salvatore della Patria: almeno ci risparmia l’umiliante immagine da “pappagallo” latino finito in politica..

Ma l’immagine non basta. Per dare una speranza all’Italia (ammesso che ne possa avere) Monti dovrebbe per prima cosa ridurre l’immenso volume di sprechi (cosa costano milioni di statali assunti per clientelismo politico? cosa costano le migliaia di società pubblico-private, le migliaia di enti inutili pieni di amministratori strapagati?) La lista dei “cosa costa” potrebbe essere allungata a piacere. Sarebbe noioso rielencarla per l’ennesima volta.

Posso anche essere d’accordo sul fatto che questi interventi non si fanno in due mesi. Ma è anche un fatto che nessuno neanche tocchi il tema. Come non si è parlato di una liberalizzazione vera (banche, assicurazioni, ENEL, gas etc.), limitandosi invece a “liberalizzare” taxi e farmacie. Queste non sono liberalizzazioni, sono prese per i fondelli.

Comincerò a credere a Monti quando si metterà a mandare i carcere i delinquenti, invece di farli uscire; quando comincerà a quantificare i costi dello “Stato sociale” (compresi falsi invalidi, sussitenza a clandestini, spesa sanitaria irregolare etc.) e ad affilare il machete per partire a sfoltire; quando azzererà i fondi distribuiti a pioggia a migliaia di imprese inesistenti; quando comincerà a svuotare gli uffici pieni di scaldapoltrone. E cosí via.

Sarebbe bello, avere questi motivi per ammirarlo. Ma temo che si dovrà attendere a lungo. Molto a lungo.

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lukeof
Scritto il 16 febbraio 2012 at 12:37

Il problema è che per sostenere una crescita strutturale occorrerebbe tagliare il cuneo impositivo sul costo del lavoro delle aziende e questo è il momento meno adatto (per le casse dello Stato) avendo bisogno di forte flusso di cassa.
Per fare cio’ la via è obbligata e si chiama protezionismo nei confronti sia della Cina che degli altri produttori diciamo a “dumping valutario”. Che poi si debba mascherarlo come “imposta sulle emissioni CO2”, o in altra forma è altro discorso, ma non credo che ci sia un’altra via d’uscita.

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muec65
Scritto il 16 febbraio 2012 at 12:45

Dream Theater,

Avvertimento recepito, mi scuso con DT.
Un saluto.

muec65

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a_rnasi
Scritto il 16 febbraio 2012 at 13:01

schwefelwolf@finanza,

non sono d’accordo che non venga toccato il tema o i temi che tu hai descritto. diversi temi sono stati toccati (e ribadisco che un premier deve passare dall’approvazione di un parlamento per determinate cose..)e lo saranno, poi che uno ne sia o meno al corrente è un’altro discorso. Liberalizzazioni: è stato uno dei temi che nella prima conferenza stampa furono toccati. lasciamo stare i taxi e le farmacie perchè sono cavolate. su banche e assicurazioni ho difficoltà a capire come e su cosa la liberalizzazione possa incidere. Se si pensa che sia una liberalizzazione che un cliente che fa un mutuo possa scegliere dove vuole lui la polizza a garanzia sul mutuo stesso va bene..tanto paga lo stesso e caro (altra baggianata stile taxi). mi soffermo,piuttosto, su energia, telecomunicazioni, ferrovie e trasporti (voci di spesa forti per le famiglie): c’è un problema di fondo e di difficile soluzione nel breve : LE RETI. le reti sono in mano all’ex monopolista. finchè la rete è in mano ad uno degli attori iin gioco la liberalizzazione è impossibile. soluzione: scorporo della rete. problema successivo: chi la gestisce ? chi la mantiene ? chi la innova nel tempo ? con quali soldi ? la risposta più ovvia sarebbe che lo stato si riprende le reti, che tutti hanno pagato dal dopoguerra in poi con le tasse, e se ne accolla onori e oneri offrendole, tramite pagamento di fees, agli attori presenti che danno i servizi (enel, edison,terna telecom, ecc.ecc.). Tempi ? se tu hai un’idea mi piacerebbe che me lo dicessi..secondo me come minimo 5/8 anni.
Se la tua idea, invece, è cercare di andare ad incidere sulle tariffe al ribasso (luce, benzina, gas, telefono, ecc.ecc.), allora parliamo di statalizzazione dei servizi..che è una cosa differente.
Nell’attuale situazione le liberalizzazioni su determinati servizi non portano a nulla.
Sui fondi a pioggia a imprese inesistenti io non entro nel merito perchè non ho evidenze quindi parlerei di cose che non so.
so solo che abbiamo 65 miliardi di euro,mi scuso se la cifra non è corretta ma parliamo comunque di decine di miliardi, fermi in Europa destinati allo sviluppo economico delle imprese italiane che da più di 4 anni non sono stati richiesti perchè non sono stati presentati progetti o piani dalla aziende stesse che ne consentissero lo sblocco…

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lukeof
Scritto il 16 febbraio 2012 at 13:22

a_rnasi@finanza,

A riguardo dei fondi europei c’è un convitato di pietra, alias le banche.

Detto chiaramente, se uno va a chiedere di usufruire di fondi europei quali che essi siano, la Banca ti chiede le garanzie non solo sulla parte rimanente a carico dell’Istituto di credito, ma paradossalmente (e spesso) anche su una parte dell’importo soggetto a finanziamento europeo in qualità di “assicurazione” su eventuali inadempienze e/o ritiro dei fondi o non congruità accertata ex post dell’iniziativa.
A quel punto se uno i soldi ce li ha già a che cosa lo chiede a fare un finanziamento?

Il problema sarebbe risolvibile solo con una garanzia statale o della Cassa Depositi e Prestiti o dell’ente di riferimento che copra il rischio della Banca.
Senno’ hai voglia di dire “oddio non chiedono i soldi”, se uno i medesimi ce li deve già avere per ottenere i finanziamenti.

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ottofranz
Scritto il 16 febbraio 2012 at 13:33

non ero ben disposto verso Monti , visto le sue origini. Obiettivamente però ha fatto più lui in questo poco tempo che non generazioni di altri Premier.

Intanto ha cambiato lo status quo

Credo sia piuttosto chiaro che debba lavorare di fioretto e non di mannaia. I poteri forti , sono appunto molto “forti”

Certo avrebbe bisogno dii un po’ di populismo in più, ma puo essere che se lo riservi per tirar giù l’asso al momento giusto.

I poteri forti, forse ,saranno meno forti se ad un certo punto Monti avrà il Popppolo con se.

Guardate l’operazione Olimpiadi

Sta costruendo pian pianino il suo consenso e non mi stupirei che al momento giusto anche i più biechi detrattori di oggi lo acclamassero come il nuovo Duce

Naturalmente avendo sbagliato prima sbaglierebbero anche dopo.

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andrea75
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:20

Un’idea: perchè non provare a fare un passo in più?

DT ha detto che Lampo stà lavorando su un post sui costi/sprechi dello Stato (sono sicuro che sarà un ottimo lavoro, come al solito).

Perchè non pensare ad una lettera aperta da inviare a Monti e/o Passera e/o altri Ministri che si basi su quel lavoro (magari aperta ad eventuali integrazioni)?

Certo non dobbiamo nutrire eccessive aspettative, però credo che sarebbe giusto “stimolare e sollecitare” questo Governo ad agire.

Un suggerimento che mi sento di dare io è quello della trasparenza: ogni atto, provvedimento, determinazione, ecc… del Governo, del Parlamento, dei Ministeri e dell PA, dovrebbe essere reso pubblico e conoscibile a tutti. Questa è la condizione base per poter valutare e giudicare.

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Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:33

muec65@finanza,

:wink:

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gonzalo
Scritto il 16 febbraio 2012 at 14:36

Con il “Fiscal Impact” il neo Dittatore d’Italia, Monti, ha deciso di affamare questo paese come sta succedendo in Grecia.

Senza che nessuno glielo abbia chiesto, senza l’appoggio popolare, ha detto che tagliera la spesa in Italia di 47 miliardi l’anno per 20 anni. Questo personaggio non solo è un dittatore, ma un dittatore pazzo.

E non diciamo che i soldi li prenderà dalla vendita degli immobili pubblici e delle partecipazioni, lo sappiamo bene che questa strada di soldi ne porta ben pochi e che si tratta di shopping low cost per speculatori e multinazionali.

I 47 miliardi l’anno li prenderanno dalle nostre tasche……Io ad aprile mi unirò al generale dei carabinieri Pappalardo che sta organizzando una marcia su Roma, così al ditattore lo vado a prendere a calci nel sedere…

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schwefelwolf
Scritto il 16 febbraio 2012 at 15:28

a_rnasi@finanza,

Devo ammettere che in Italia tutto è piú complesso di quanto non potrebbe esserlo altrove – in Svezia, Svizzera o Finlandia. La difficoltà principale sta – a mio avviso – nel fatto che in Italia (a partire da Roma) l’amministrazione della cosa pubblica sia tradizionalmente (da secoli) una questione di conoscenti, clienti, amici: mi riferisco, in particolare, allo Stato Pontificio, al Regno delle Due Sicilie e agli Stati minori. Unica eccezione positiva è stata, per quanto ne sappia io, la Repubblica di Venezia.

Qualsiasi programma di risanamento si scontra quindi, automaticamente, con un problema di persone: a chi affidare quale compito? Con quali deleghe? Con quali controlli? Senza una risposta seria a questi interrogativi si ricadrebbe sempre, altrettanto automaticamente, in una delle innumeravoli cricche che si spartiscono la “torta Italia” da almeno un secolo.

Una prima risposta seria potrebbe peraltro partire da una riforma ad hoc del codice penale, che introduca sanzioni draconiane per ogni forma di corruzione o truffa ai danni della pubblica amministrazione. Un medico si mette insieme a qualche politico per “elargire” false pensioni di invalidità? dieci anni di galera, da scontare dal primo all’ultimo giorno, in carcere e senza “arresti domiciliari”. Un sindaco autorizza una costruzione abusiva? dieci anni, insieme al medico di prima e ai tanti normali delinquenti, rapinatori, spacciatori o assassini. Un assessore “chiude un occhio” su qualche discarica abusiva? Dieci anni, insieme agli altri due colleghi di prima. Ovviamente con sentenze esecutive già in prima istanza (invece di cadere in prescrizione dopo vent’anni di ricorsi – come avviene regolarmente oggi). Un giudice si rifiuta di applicare la legge? Bene – tribunale speciale anche per lui, che potrà andare a tenere compagnia agli altri suoi amici.

Si dovrebbero condannare troppe persone? Non ci sono posti in carcere? Bene – questo sí che sarebbe un settore in cui investire: iniziando con l’ultimare e mettere in esercizio – per risparmiare – le carceri già praticamente finite (ma poi “abbandonate” o sospese per inesplicabili ragioni). Mancano i soldi? Trasformiamo le caserme dismesse – invece di svenderle ai soliti amici di amici – e creiamo finalmente lo spazio necessario per rinchiudere tutti i delinquenti che minano l’esistenza della società civile: dagli spacciatori ai politici corrotti.

Già la sicurezza del diritto (e della pena) potrebbero fare un mezzo miracolo. A parte il fatto che siano (certezza del diritto e della pena) peculiarità irrinunciabile di ogni Stato civile: ma non andiamo a raccontarlo agli “amministratori” italiani. Da Cuffaro a Berlusconi, da Cosentino a Rutelli, da D’Alema a Lusi e a Bossi – tutti hanno evidentemente una visione molto unilaterale dei diritti e doveri di un amministratore. Penso che già qualche mese di carcere vero avrebbe un miracoloso effetto “moralizzatore” su tutte queste persone che da cinquant’anni pensano di essere al di sopra della legge – e del popolo che dichiarano di amministrare.

Ma questo, purtroppo, è solo un sogno ad occhi aperti.

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kry
Scritto il 16 febbraio 2012 at 15:56

schwefelwolf@finanza,

…… e continuando a sognare ad occhi aperti speriamo che questo diventi realtà e la certezza della pena il loro incubo.

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a_rnasi
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:02

schwefelwolf@finanza,

“Qualsiasi programma di risanamento si scontra quindi, automaticamente, con un problema di persone: a chi affidare quale compito? Con quali deleghe? Con quali controlli? Senza una risposta seria a questi interrogativi si ricadrebbe sempre, altrettanto automaticamente, in una delle innumeravoli cricche che si spartiscono la “torta Italia” da almeno un secolo.”

Hai centrato il punto: spartirsi la torta. Ciò che ha fatto Monti, per esempio, non concedendo l’ok alla candidatura olimpica non è solo una questione di “momento” (inteso come in questo momento non mi pare coerente spendere quando si chiedono sacrifici agli italiani) ma un segnale forte: lui dice “con il “vecchio” sistema non ho garanzie che non facciamo una “italianata” e da 100 di costi arriviamo a 300″. Considerando anche che Monti ci sarà come “garante” fino al 2013..dopo ? (è li che ho timore..dalla primavera del 2013 ritorneremo ai soliti teatrini). La Grecia è in queste condizioni anche a causa della sue Olimpiadi..dove i costi sono lievitati alle stelle per gonfiare le tasche dei soliti noti del posto, abbiamo molte cose in comune con la Grecia in termini di comportamenti. Questi sono segnali che a mio giudizio devono continuare, devono radicarsi nel nostro DNA.

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r.o.i.
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:02

schwefelwolf@finanza,

Che ne pensi di far lavorare i ‘galeotti’ alla costruzione di nuovi penitenziari? Si pagherebbero le spese di mantenimento e ci sarebbe più spazio unitario per tutti loro, anzi si creerebbe più possibilità di “accoglienza” per i nuovi ospiti soprattutto amministratori politici.- Ma questo probabilmente significherebbe reintrodurre i lavori forzati nel nostro ordinamento;….però…

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a_rnasi
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:08

r.o.i.@finanza,

bravissimo: come negli Stati Uniti i detenuti utilizzati ,sotto custodia di guardie armate, per lavori utili alla società. Un esempio ? ci si lamenta sempre degl argini dei fiumi da pulire: iniziamo a usarli per esempio per quello. Nevica ? usa come spalatori i detenuti. potremmo andare avanti con altre possibili soluzioni. E’ lavoro, e il lavoro se utile alla società riabilita.

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r.o.i.
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:16

a_rnasi@finanza,

D’accordo completamente! :wink:

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kry
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:18

a_rnasi@finanza,

Cosi ricordiamo loro l’art.1 che la nostra repubblica è fondata sul lavoro ma non il lavoro come lo svolgono loro dormendo.

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sturmer
Scritto il 16 febbraio 2012 at 16:18

Che bello sarebbe… ma temo che stiamo sognando tutti a occhi aperti…
Su, torniamo a lavorare per mantenere i parassiti…
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

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ddb
Scritto il 16 febbraio 2012 at 17:06

In meno di 10 giorni è riuscito a:
– aumentare le tasse sulla benzina
– aumentare le tasse sugli immobili
– aumentare le tasse sui risparmi
– tassare il sogno (della vincita superiore ai 500 euro)
– diminuire le pensioni
– aumentare le tasse su alcuni beni “di lusso”
dimenticavo…
– a farsi pagare in anticipo lo stipendio.
Per gli altri tre mesi il nulla (di concreto). Cosa hanno prodotto i dicasteri? Dove sono le riforme?.
Dimenticavo…
– ha incrementato la lotta all’evasione (perfetto, ma una domanda: se è vero che l’evasione è altissima tanto da essere etichettata come “economia” sommersa, c’è qualche studio sugli effetti della “distruzione” di questa economia?)

Ragionando su quanto già fatto:
– tecnicamente (e simbolicamente), la prima cosa è stato l’aumento della spesa pubblica: un vitalizio in più per lo Stato (inoltre, ora, è uno della “casta”).
Poi
– ha minato alle fondamenta il mercato immobiliare (minori costruzioni e meno compravendite -> diminuzione tasse e lavoro; molte immobili verranno abbandonati per eccessivi costi di gestione -> problemi ambientali e qualità della vita)
– ha distrutto il settore (industria e servizi) della nautica da diporto (i paesi concorrenti Slovenia, Croazia, Grecia, Tunisia, Spagna e Francia ringraziano il cospicuo l’afflusso di imbarcazioni e l’incremento del turismo. E’ stato calcolato che i danni al settore saranno 5 volte superiori al gettito calcolato: un enorme autogol inatteso da un esperto sulla concorrenza)
– ha colpito la sicurezza delle famiglie (incertezza -> meno consumi, meno risparmi -> meno investimenti)
– ha creato qualche centinaio di posti di lavoro in quei settori dove è possibile “spartirsi la torta” (notai e farmacisti) rimanendo ancora con un buon reddito.
– ha abolito le tariffe minime per i professionisti (cosa buona e giusta: via ogni scusa per avvocati, sindaci e revisori), ma ha aumentato le tasse sulle cause
– ha ridato la credibilità al paese (ottima cosa)

Uscire dalla recessione?
premesso che non c’è alternativa, la classe politica che verrà è quella (inetta) che avevamo, quindi meglio (molto meglio) il suo governo.

– vendita del patrimonio pubblico immobiliare. Chi lo compra?
– mettere le mani nelle tasche, nei portafogli e nei materassi dei cittadini? Facile, ma dopo aver strizzato tutti i limoni e spennato tutti i polli (che sono rimasti in Italia) cosa rimarrà?

– Occorre agire sulle uscite: via tutti i privilegi (cosa già dimenticata), adottare (per tutti gli enti) costi standard europei (con vere sanzioni “ad personam” e collettive), aumentare l’efficacia, l’efficienza e la serietà della P.A. (riforme), lotta vera e serrata al clientelismo, parentalismo e corruzione
– proteggere, agevolare, aiutare ed assistere (P.A. al servizio del cittadino) il “made in Italy”: agricoltura, industria e turismo
– stimolare i consumi “non primari”
– stimolare, agevolare e proteggere il risparmio delle famiglie
– regolamentare e controllare l’operato della banche

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schwefelwolf
Scritto il 16 febbraio 2012 at 17:44

a_rnasi@finanza,

Giusto il discorso, e giusto ciò che ha deciso Monti in materia di olimpiadi. Condivido.

Mi chiedo però come mai nessuno trascini oggi in tribunale – oggi: non domani o dopodomani – un Alemanno che, prima ancora di ricevere la decisione del governo, aveva già “installato” una “Commissione per le Olimpiadi di Roma”, con una dotazione di 300.000 €/anno (se non ho capito male quanto riportato dal Tg7). Questo è un ennesimo scandalo di spreco clientelare: possibile che non ci sia una legge che permetta di mandare in galera gente cosí?

(Preciso: non ho nulla di personale contro Alemanno: lo considero solo uno dei tanti, dei mille, dei diecimila amministratori incapaci e corrotti che impestano il Paese).

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schwefelwolf
Scritto il 16 febbraio 2012 at 17:53

ddb@finanza,

Condivido pienamente. Per il momento il bilancio di Monti è sostanzialmente disastroso (a parte il discorso Olimpiadi e quello dell’immagine internazionale).

Stiamo a vedere… sperando che abbia ragione a [email protected] e che Monti riesca miracolosamente a tirare fuori dal cilindro un qualche improbabile miracolo.

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bergasim
Scritto il 16 febbraio 2012 at 18:01

schwefelwolf@finanza,

Concordo pienamente, ma su che canale potrebbero proiettare questo film forse su voyager tv?
:roll:

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lampo
Scritto il 16 febbraio 2012 at 18:02

Come ben sapete non amo parlare di politica.

Allora intervengo solo sull’attuale situazione dell’Italia rispetto a quella di qualche mese fa, prima dell’attuale governo tecnico.

Paragonando la situazione italiana al vino… direi che Monti per il momento è riuscito solo a scegliere la forma più adatta della bottiglia per la commercializzazione del vino, oltre all’etichetta (il decreto Salva…). Poi ha fatto un giro tra i potenziali compratori del vino, pubblicizzando le caratteristiche dello stesso e mostrando l’etichetta.

Rimane però ancora da fare il vino, imbottigliarlo e affinarlo correttamente.

Cosa dite… siamo fuori pericolo oppure siamo più in pericolo di prima… se il vino non riesce a raggiungere le caratteristiche organolettiche di quello che abbiamo già pubblicizzato e “quasi” venduto, sulla carta.

Attenzione che poi, sul mercato ci sono molti concorrenti, che hanno quasi già imbottigliato il loro vino…e sono più avanti di noi.

Poi ci sono gli avvoltoi degli assaggiatori del vino (agenzie di rating)… che non vedono l’ora di dire la loro…, solo che, possono giudicare tutte le fasi per arrivare al prodotto finito… non solo l’assaggio finale.

Spero di avere reso l’idea.

L’auspicio più adatto in questo momento sono le ultime quattro parole del post di DT, puntini compresi. Sono proprio quei puntini che mi preoccupano. :roll:

Dream Theater:
Il tuo commento capita a fagiolo, Lampo sta lavorando sull’argomento…

Debbo dire che sarà un post non bellissimo… che spiega ancora di più in quale fase critica siamo.

Ma d’altronde… come dice il nostro “geniale” Benigni… l’italiano è pieno di risorse e inventiva… e ha la capacità di farcela anche stavolta. :wink:

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bergasim
Scritto il 16 febbraio 2012 at 18:09

http://www.businessweek.com/news/2012-02-16/gm-earns-record-9-19-billion-net-income-opel-posts-loss.html

Gm utili record, come e anche il record di auto invendute presso i dealers, oltre 600 mila auto, pari a circa 3 volte il valore delle vendite mensili di Gm negli usa.
Settore auto cresciuto in media del 10% negli usa, ma chilometri percorsi in calo rispetto all’anno precendente del 1%, PUZZA tutto di tremendamente falso, isomma di amde in china.

Agli ex obbligazionisti Gm quanti dindi entreranno in tasca dei mega utili della fallita Gm?

Intanto al mercato usa il fumo made in china gusta mucho

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bergasim
Scritto il 16 febbraio 2012 at 18:43

l’ITALIA secondo bergasim

Siamo il paese del sole, siamo il paese del mare, NO SIAMO IL PAESE DEI LADRI, EVASORI E POLITICI.

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idleproc
Scritto il 16 febbraio 2012 at 23:12

Scusami DT ma ormai, tranne qualche volta, riesco solo a buttarla in ridere…
Quando penso alla “fase due” (che per inciso era stata data per già iniziata da un bel pò da tutta la propaganda), credo solo che la “fase uno” siano stati i “preliminari” e non sono ansioso di “passare alla fase due”.
Perintanto mi organizzo per la compravendita di contratti su schiavi greci. Chissà in quale mercato li quoteranno, forse in quello delle materie prime. Noi dovremmo andare meglio dei portoghesi e degli spagnoli per via del Made in Italy che in effetti fa la differenza sul mercato globale. Sempre che non ci tarocchino. Toccherà anche agli amici tedeschi e ai francesi che mi fanno un pò meno pena vista la persistente mania di grandeur.

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nervifrank
Scritto il 17 febbraio 2012 at 08:15

schwefelwolf@finanza,

Quel discorso “molto serio” sulla creazione di nuove carceri usando le caserme in via di dismissione è veramente ridicolo. E perché non dei lager di nazista memoria, allora?

Poi scrivi: “comincerò a credere a Monti quando si metterà a mandare i carcere i delinquenti, invece di farli uscire”
Ma che cavolo c’entra Monti con questo? Hai mai sentito parlare di separazione dei poteri in Italia?

E poi: “non si è parlato di una liberalizzazione vera (banche, assicurazioni, ENEL, gas etc.), limitandosi invece a “liberalizzare” taxi e farmacie”
Ah sì, come le liberalizzazioni fatte in Germania!

Questa volte sei tu che dici sciocchezze e tante, e le ammanti persino di conoscenze storiche.
Ma smettila e non romperci con la tua germanofilia!

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gonzalo
Scritto il 17 febbraio 2012 at 10:19

schwefelwolf@finanza,

Da studioso quasi decennale sul Regno delle Due Sicilie, mi permetto di dissentire da quanto scritto sul Regno delle Due Sicilie, anzi è vero il contrario. Durante il periodo borbonico infatti c’era molta meno corruzione rispetto ad oggi nel Sud ed il debito pubblico dello stato era quasi 0.

Diverso invece era il discorso del Piemonte, una gestione scellerata, furfantesca della cosa pubblica aveva portato il suo debito pubblico a livelli insostenibili (2 miliardi di lire nel 1859) Fu a quel punto che Cavour maturò la decisione di invadere il Regno delle Due Sicilie in modo da spalmarne il debito e svuotare i forzieri del ricco regno borbonico: “…Cavour fosse giunto al convincimento che, ben preso, l’alternativa sarebbe stata tra l’unificazione dell’Italia o l’inadempienza (default) del Regno di Sardegna….”

Ecco da dove deriva l’immane debito pubblico italiano.

Venezia doveva la sua ricchezza alla temibile flotta militare ed al monopolio dei commerci.

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