Lo SP 500 tenta il rimbalzo dopo tante vendite?

Scritto il alle 13:45 da Danilo DT

La rottura della Media Mobile a 55 giorni (tratteggio viola) non è certo di buon auspicio. Infatti in passato questa media mobile è sempre stata un importante “supporto” naturale per lo SP 500.

Dopo la rottura, l’indice è sceso fino al cloud, superandolo e raggiungendone l’estremo inferiore. E proprio in quest’area ecco che si forma, finalmente, in candelstick una figura di indecisione. Dopo tanto orso, possibile un rallentamento delle vendite.

Non è così facile poter prevedere tutto questo anche a causa della mancanza dell’ipervenduto sugli indicatori più veloci. Però se il cloud funge da ultimo valido supporto, ecco che abbiamo la possibilità di vedere una morning star formation.
Inversione di tendenza? In verità io mi aspetto un rimbalzo. Nulla di più per il momento.

Grafico SP500

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11 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 24 Giugno 2013 at 13:50

Rimbalzo de che, l’sp fa oltre l’11% da inizio anno, l’unico rimbalzo la farà nel fosso. :mrgreen:
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

paolo41
Scritto il 24 Giugno 2013 at 14:37

Dream,
il future S&P è -1%…..alle 14:30. D’accordo che in questo momento …tutto è possibile.

pinco14
Scritto il 24 Giugno 2013 at 15:21

bergasim,

Finalmente i nodi stanno venendo al pettine…l’era del compro tutto (bond Ruanda compresi) sembra volgere al termine..

Chi mi spiega però per quale motivo stanno crollando anche NOK e SEK contro euro? Che l’euro stia diventando il nuovo gold standard? La follia continua…ed io che miero comprato i fondi monetari in NOK e SEK, non se ne indovina una :mrgreen:

john_ludd
Scritto il 24 Giugno 2013 at 16:27

pinco14@finanza,

scarica il grafico del cambio dollaro/corona di giovedì 20, ore 16:13
quello che stiamo vedendo e che non sappiamo quando si concluderà è l’effetto dello stato reale della liquidità del mercato che semplicemente non c’è. Algoritmi di HFT che si scambiano numeri a velocità vorticosa non è liquidità. Ci sono quasi certamente fondi che si trovano intrappolati in posizioni illiquide al 100%, non ci sono compratori e si trovano soggetti a margin call e quindi vendono quello che possono. Sugli ETF siamo in presenza di un fenomeno che Tchir chiama ETF SPIRAL che amplifica la vendita del sottostante. Questo mercato è illiquido; sebbene io creda che questa sia una fase correttiva in gran parte voluta e programmata e quindi destinata a rientrare con una capitolazione finale (come quella che stiamo vedendo sui bond EM) dovrebbe comunque far comprendere cosa accadrà SE la crescita economica si rivelerà una chimera irrealizzabile per le ragioni di cui ho spesso scritto. In tal caso è facile prevedere un calo delle quotazioni in linea con la borsa giapponese post bolla, quindi tra -80% e -90% per tutti gli indici azionari principali, fallimenti delle aziende più deboli e high yeld che tornano a rendimenti da crisi attorno al 20% e default a catena.

Nel breve/medio periodo (sino a 5 anni) l’attuale debolezza di alcuni assets è verosimilmente una eccellente occasione di acquisto per trascorrere in relativa tranquillità l’attesa del big bang.

john_ludd
Scritto il 24 Giugno 2013 at 17:19

pinco14@finanza,

Mi era sfuggito… che l’euro sia un gold standard virtuale ne ho scritto di recente riprendendo posizioni di altri ben più preparati di me (Bagnai che è alquanto popolare è tra questi). Finché l’euro esiste, cioè finché la minaccia di Draghi tiene, e nessuna azione di creazione di moneta verrà attuata, seguendo le direttive attuali, l’euro sarà fortissimo anche sul dollaro. L’analogia con lo Yen prima di Abe mi viene facile: crisi economica reale, depressione, crollo dell’import, export che cala ma meno dell’import, miglioramento della bilancia commerciale = moneta fortissima. Notate che le attività in capo alla BCE sono in calo costante da 1 anno, ulteriore elemento per una valuta fortissima. Resto comunque della mia opinione che perdurando questa situazione che porta a una depressione economica sempre più profonda (ma con un bell’eurone d’oro e di diamanti) un break up disordinato nei prossimi anni è l’esito più probabile.

idleproc
Scritto il 24 Giugno 2013 at 18:33

Ammetto che mi piace la “razionalità” di John che fonda le radici sulle leggi del mercato capitalistico che dovrebbero determinare il modo in cui si uscirà dalla crisi.
Sempre che i prestigiatori non si siano trasformati in maghi veri o siano cambiate le leggi.
Sarebbe l’ideale ma non lo credo, purtroppo.

PORTELLO
Scritto il 24 Giugno 2013 at 20:17

Piu’ o meno quello che dici tu John
http://www.zerohedge.com/news/2013-06-24/where-are-we-now-world-view

Quello che nn riesco a capire e’ se conviene mantenere quello che si ha limitando le spese
O
Se conviene investire un po in attivita’ rischiose ma con possibili ritoni alti tipo nel web
O se convenga riirarsi e investire un po per diventare un minimo autosufficieni magari in una bella campagna in toscana o umbria
O
Fregarsene, vivere il presente e taralallala’

Accetto consigli

john_ludd
Scritto il 24 Giugno 2013 at 20:46

PORTELLO,

>> Fregarsene, vivere il presente e taralallala’

– Fregarsene proprio no, se non vuoi finire sotto al treno

– Vivere il presente è l’unica cosa che puoi vivere, il passato non c’è più e il futuro non ancora

– taralallalà mi sembra un’ottima idea 😀

pinco14
Scritto il 24 Giugno 2013 at 21:18

john_ludd@finanza,

Grazie delle risposte
Trovo giustissimo quello che scrivi sull’euro e sul fatto che sia fortissimo rispetto a chi stampa moneta (USD, JPY, GBP…) alle valute emergenti che sono più o meno in crisi diretta (ZAR, TRY) o indotta per il fatto di essere “catalogati” come emergenti (emblematico mi sembra il caso di MXN) ed a quelle legate al ciclo economico e/o delle materie prime viste le prospettive di rallentamento globale (AUD, NZD). Continuano però a sorprendermi NOK e SEK proprio per il fatto di non rientrare in nessuna di queste casistiche 🙄

john_ludd
Scritto il 24 Giugno 2013 at 21:49

pinco14@finanza,

la corona svedese è tuttora largamente sovra valutata, lontanissima dal valore medio degli ultimi 10 anni. La Svezia ha una buona economia molto export oriented e andrà male nei prossimi mesi se il resto del mondo frena. La Norvegia è un grande esportatore di petrolio e gas di cui ha riserve x 20 anni, la corona ha già perso il 10% dai massimi e a 8,05 è attorno al valore medio degli ultimi 5 anni. Cosa vuole dire ? Nulla. Tutti cercano spiegazioni a posteriori e ne possono trovare quante ne vogliono, mezze verità o illazioni. Il mercato è un sistema stocastico non misurabile, di natura frattale, segue la legge di potenza e qualsiasi tentativo di predirne l’andamento nel breve periodo produce risultati comici. La corona è l’unica valuta non euro che possiedo insieme al dollaro e al franco svizzero. Non le possiedo per inseguire vantaggi sui cambi ma per diversificazione del rischio posto dalla natura stessa dell’euro. Ogni anno effettuo un bilanciamento del portafoglio, ovvero se la corona deve essere il 10% del totale e al 31/12 è valorizzata al 9%, vendo euro e compro corone, se vale 11% vendo corone e compro euro. Nel lungo tempo compensa i su e giù ma nel contempo dovesse la situazione dell’euro sfuggire di controllo avrei in quel momento una certa quota del patrimonio in un bond sovrani di una nazione solida. Il dollaro non mi piace ma è la moneta di riserva e gli americani sono sporchi e cattivi ma possono ancora fare molto male ed è prudente avere un pò di carta dell’imperatore anche se malato e stanco. In sintesi, non me ne importa un tubo del ritorno sul capitale, mi importa solo del ritorno DEL capitale e anzi mi accontento di preservarne anche solo una parte per quanto basta per spenderlo. Non vorrei finire i miei giorni con dei soldi da parte, sarei un vero fallito.

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