La svalutazione competitiva: la fanno tutti, anche la Germania!

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Bei tempi quando la lira poteva svalutare… in molti oggi lo dicono, dimenticando ovviamente anche i vari “rovescio della medaglia” che ne derivano.
Non voglio star qui ad annoiarvi con discorsi “pro Euro” o “contro Euro”. La questione è molto complessa e su entrambi i fronti ci sono delle valide ragioni che meriterebbero adeguati approfondimenti. E su questo blog, in passato, sia il sottoscritto che altri validi collaboratori hanno ampiamente spiegato vantaggi e svantaggi delle varie opzioni.
Resta però il fatto che, guardandoci attorno, a volte ci sentiamo veramente dei fessi.

Tutti svalutano, incentivando così commercio ed esportazioni, e noi che siamo con l’acqua alla gola, che diavolo possiamo fare’ Nulla, possiamo solo subire le decisioni germaniche e sperare in Dio.
Si, perché la svalutazione competitiva, che per certi versi è una forma di guerra valutaria (anche se definirla così costituisce per molti reato) è praticata in ogni dove nel mondo.
Pensateci un attimo. Lo stesso quantitative easing è una forma di svalutazione competitiva. Stampo denaro per incentivare i consumi e aumentare la moneta in circolazione. Il tutto va poi a sommarsi a politiche extra espansive in ambito tassi. Il fattore tassi resta determinante in quanto poi il carry trade va a premiare le valute più redditizie.
E quindi?

Quindi gli USA fanno svalutazione competitiva. Il QE arrivato alla terza edizione ne è il testimonial più evidente.
Poi la Gran Bretagna fa svalutazione competitiva, sulle stesse coordinate USA.
E il Giappone? Beh, l’Abenomics dice tutto…se non è svalutazione competitiva quella!
E la Germania? La Germania NON fa svalutazione competitiva in quanto essendo un paese Euro, ha delle regole forti da rispettare e quindi….nisba.
SBAGLIATO!
Pensateci un attimo. Quando la Germania ha svalutato in modo pazzesco, creandosi i presupposti non solo per far risorgere la Germania dell’Est ma anche per partire e diventare leader dell’Europa? Proprio quando è nato l’Euro.
Una svalutazione MONSTRE che nessuno prende in considerazione. Ma c’è stata, eccome! Inoltre la Germania va a sfruttare anche tutte le inefficienze del sistema, anche relative all’inflazione, gestendole a SUO piacimento.

Loro i Vassalli, noi i servi della gleba.

E a noi? Solo una cosa ci lasciano: l’Austerity, mentre il futuro, quello, ce l’hanno già preso da tempo.

STAY TUNED!

DT

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17 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 11 settembre 2013 at 12:30

che fai???? ….stuzzichi :D

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anonimocds
Scritto il 11 settembre 2013 at 16:12

Non capisco e/o dissento. Come ?

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Scritto il 11 settembre 2013 at 16:20

@anonimocds

Deflazionando il lavoro ad esempio.
Inoltre nella parte NORD si esporta e si accumulano crediti, al SUD si importa e si accumulano debiti. Questo non soltanto per i meriti tecnologici e organizzativi dei Paesi del Nord. Ma anche per una questione tecnica, legata al fattore cambi.

In un sistema a cambio rigido, infatti, un Paese che genera meno inflazione è come si svalutasse la propria moneta rispetto agli altri Paesi che utilizzano quel cambio. Ed è quello che sta accadendo all’area euro.

Non pensi?

:D

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anonimocds
Scritto il 11 settembre 2013 at 16:56

Deflazionando il lavoro (leggi salari piú compressi): quindi Austerity per i tedeschi….come dire…non é che ce la impongano a noi…l’avevano imposta a loro stessi 15 anni fa…forse perché sono cambiate le regole di ingaggio all’interno dell’Area EURO (con un’unica moneta non si puo piu svalutare) e al di fuori (leggi: globalizzazione, che all’inizio ci ha portato manufatti a costi ridicoli e pian piano ha “rubato” capacitá produttiva e posti di lavoro…vorremmo avere la botte piena e la moglie ubriaca ma la vita e il Mondo sono un trade-off continuo…).

Forse il Sud dovrebbe smetterla di fare debiti che non riuscirá a pagare…meglio essere formiche o cicale ? Se la Volkswagen produce 6/7 volte di Fiat ci sara’ un motivo che va al di lá del tasso di cambio o della svalutazione …credo. Forse che il Sud Europa paga un comportamento predatorio e di breve termine dei suoi manager, delle sue famiglie imprenditoriali, della sua clkase dirigente e un sostanziale menereghismo dei suoi cittadini mentre i soggetti teutonici hanno una visione di medio periodo (non dico lungo)di cui alla fine stanno beneficiando, chi piu chi meno, i loro cittadini/contribuenti/imprenditori ?

Forse che i tedeschi hanno generato meno inflazione perche’ hanno saputo essere piu’ competitivi (sulle merci ma anche sul sistema distributivo…dove i supermercati e le larghe o larghissime superfici sono, meglio dei piccoli negozi, INEVITABILMENTE…magari a scapoito del servizio e della comodita’…ma di nuovo vogliamo moglie ubriaca e botte piena e il negozietto sotto casa ai prezzi della grande distribuzione ?) e sono stati capaci di mantenere le aspettative inflattive piú ancorate verso il basso NONOSTANTE una crescita economica piú elevata ?
Forse una schiera di commercianti e distributori (penso alla fase di changeover dell’Euro soprattutto, ma non solo) nel Sud Europa han fatto i furbetti sapendo di godere di sostanziale immunitá e di una minore scolarizzazione e abitudine coi numeri dei loro concittadini che non nel Nord Europa dove vige un sistema di grande distribuzione piú ampio e concorrenziale.

Non so…io ho molti dubbi sul dire che i tedeschi han barato o che ci impongano sporchi giochi…
CERTO, nel momento del bisogno e de ‘bailut’ sono parte dello staff medico e pososno mettere piu’ di qualche regola o di un consgilio su come dovremo cercare di uscirne…hanno voce in capitolo e magari approfittano del lavoro che hanno fatto con moderazione salariale prima e durante la Grosse Koalition. Ma le regole che tutti gli Stati Sovrani aderenti all’EURO hanno accettato erano scritte a metá Anni ’90…
…c’é chi ci ha pensato per tempo e si é attrezzato e chi ha continuato a cantare pensando che l’Autunno non sarebbe mai arrivato…eccoci invece di fronte a un rigido Inverno destinato a durare a lungo…prima di un Nuovo Miracolo Italiano…! :mrgreen:

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Gigi
Scritto il 11 settembre 2013 at 17:51

Scusa DT, ma anche noi europei abbiamo ‘svalutato’ ultilizzando l’LTRO (in più riprese).
E allora?

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gainhunter
Scritto il 11 settembre 2013 at 19:24

1) La Germania Est non è risorta:

2) La svalutazione è avvenuta sulle retribuzioni; questo è stato possibile per una serie di fattori già discussi in precedenti miei commenti; l’euro ha impedito il riequilibrio “naturale”; la conseguenza per i tedeschi è stata la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi

3) La maggiore competitività tedesca non è conseguenza unica e esclusiva della superiorità tecnologica delle loro aziende, della maggiore efficienza, ecc.; ci sono altri fattori, anche questi già riportati in precedenti commenti, nel caso dell’Italia sottolineo un fattore importantissimo: la ridotta dimensione delle imprese

4) O i tedeschi barano sul debito pubblico o gli italiani sono stupidi perchè ci mettono dentro quello che i tedeschi lasciano fuori

5) Gli europei, tutti (e anche la Fed), hanno salvato il sistema finanziario tedesco

6) Merkel e Sarkozy hanno fatto un disastro sul mercato dei titoli governativi europei, anche questo ampiamente discusso

7) Nel trattato di Maastricht è previsto che le riforme interne degli stati membri devono tenere conto degli effetti sull’Unione Europea

8) Il decoupling infraeuropeo non è conseguenza dei debiti pubblici del Sud (Spagna al 60% del pil dice niente?, i debiti privati dei paesi del Nord oggi dicono niente?)

Ecc. ecc. ecc.

Lasciamo perdere l’Italia, di cui conosciamo bene le responsabilità politiche (ma senza dimenticarci l’andamento del debito pil dal 1994 al 2007): ma secondo voi se tutti gli stati in un certo periodo perdono competitività nei confronti di un solo stato, e questo stato fa un riforma del lavoro volta alla moderazione salariale e gli altri no, e questa riforma ha l’effetto di accentrare la ricchezza e creare lavori sottopagati, e come conseguenza l’economia cresce (arricchendo solo una parte della popolazione) a scapito di altri paesi:
– primo, la colpa è degli altri stati che non hanno attuato la stessa moderazione salariale accentrando la ricchezza nelle mani di pochi?
– secondo, se la Germania ha svalutato a scapito nostro, noi a scapito di chi avremmo dovuto svalutare? Se avessimo svalutato tutti, saremmo tutti poveri e i ricchi sarebbero ancora più ricchi; se la Germania non avesse svalutato i redditi, non avremmo avuto una crisi così grave

Scusate la sintesi, ma in settimana sono preso, e poi queste cose le ho già scritte troppe volte. Magari sono sbagliate, ma costituiscono sicuramente un punto di vista fuori dal comune e basato su dati oggettivi e logica (bisognerebbe pesare tutti i dati e tutti i fattori per avere una visione realistica, ma è un lavoro decisamente più grande delle mie possibilità). Se vi interessano andate a rivedervi i vecchi post.

Ciao!

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dfumagalli
Scritto il 11 settembre 2013 at 20:57

“Loro i Vassalli, noi i servi della gleba”

Certo. Chi è più scaltro e capace sottomette chi è più inetto, miope, incapace.
I Tedeschi sono molto bravi nel primo ruolo.
Gli Italiani sono i maestri del secondo. Se la sono voluta, se la sono votata, sono tutti correi di coloro che si sono eletti. Ognuno stretto nel suo orticello a guardare solo il suo ombelico, a gestire solo i tre giorni successivi “carpe diem”.
Tutto meritato, è ora di pagare.

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paolo41
Scritto il 11 settembre 2013 at 21:10

Dream Theater,

gainhunter,

te l’ho scritto che stuzzicavi !!!!! è da più di tre anni che il sottoscritto, gaolin e guinhunter e altri che mi perdoneranno se non li nomino, sostengono questa tesi e il fatto che l’euro ci uccide. Personalmente sono stanco di ripetere sempre le stesse cose e ammiro Guinhunter che ha ancora la forza e la volontà di sostenere le sue argomentazioni.
Dico l’ultima al riguardo: un governo che abolisce l’Imu sulla prima casa ( tassa esistente in tutti i paesi civili) e non sostiene l’industria ( vedi ad esempio il post che hai scritto sui tassi applicati dalle banche) non è all’altezza della situazione come molti altri dei precedenti governi.
Ormai sono più che convinto e naturalmente sfiduciato che si riesca ad uscire dalla melma in cui siamo invischiati.

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lampo
Scritto il 11 settembre 2013 at 21:20

DT proviamo a dare dei nomi alla svalutazione competitiva tedesca:
– Leggi Hartz per introdurre un salario basso (introdotte nel 2004);
– Minijob: ovvero lavori a basso salario pari a 450 euro al mese esentasse. Oramai riguardano il 20% dell’occupazione tedesca.
– I due punti precedenti hanno innescato una svalutazione degli altri contratti lavorativi, ovviamente verso il basso.

Il tutto non ha creato nuova occupazione, stando alle statistiche recenti. Anzi…

Noi siamo più bravi: li paghiamo senza lavorare con la cassa integrazione… giusto per far vedere delle statistiche sulla disoccupazione migliori di quello che dovrebbero essere.

Mi fermo qui… anche se dovrei continuare.

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john_ludd
Scritto il 11 settembre 2013 at 22:05

gainhunter,

>> …ma costituiscono sicuramente un punto di vista fuori dal comune

direi di no, oggi questa è l’opinione prevalente di ognuno che abbia una minima preparazione economica unita a un minimo di ritegno intellettuale. Qua e là anche sulla stampa di regime iniziano ad apparire delle belle crepe, i più furbi dei lacchè iniziano qualche “distinguo”, sono segnali. Non credo che l’euro possa sopravvivere alla prossima ricaduta in recessione di uno qualsiasi dei paesi maggiori dell’area. L’attuale stabilità, forza di euro e di borsa previene qualsiasi sforzo (peraltro inutile) a riformare qualcosa e costituisce l’ambiente ideale per una crisi “del tutto inaspettata”.

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gainhunter
Scritto il 11 settembre 2013 at 22:10

“Loro i Vassalli, noi i servi della gleba.”

No, i primi servi della gleba sono i lavoratori tedeschi, i vassalli sono i pochi ricchi. Noi ci siamo aggregati ai servi tedeschi.

paolo41,

Non ho saputo trattenermi :D

lampo: Noi siamo più bravi: li paghiamo senza lavorare con la cassa integrazione… giusto per far vedere delle statistiche sulla disoccupazione migliori di quello che dovrebbero essere.

Se è una battuta, passi, se no stai confrontando le mele con le pere: Hartz va con Biagi, la CIG è un’altra cosa; io non ne so molto, ma la CIG non ha lo scopo di rilanciare l’economia o ridurre la disoccupazione ma di evitare che l’azienda perda operai specializzati (e gli operai perdano il lavoro e interrompano la carriera) in periodi di crisi temporanea di sovrapproduzione rispetto alla domanda; cioè serve a evitare che le competenze si perdano.
Poi, il fatto che attualmente venga usata come ammortizzatore sociale, vista la straordinaria durata di questa crisi rispetto a quelle del passato, è un altro discorso… (E anche il fatto che il tempo di non lavoro dovrebbe essere usato in altro modo, magari in corsi, ecc.)

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lampo
Scritto il 12 settembre 2013 at 00:12

gainhunter,

La cassa integrazione oggi ha perso lo scopo primario per cui era utilizzata. Conosco sempre più aziende “sane” che dichiarano di essere in crisi per poterne usufruirne… mandando in cassa integrazione i dipendenti uno o due giorni alla settimana (a rotazione)… per poi farli lavorare il sabato (o la domenica).

Ciò toglie risorse alle aziende che ne ha veramente bisogno e vogliono mantenere i dipendenti con il know-how che ha reso nel passato competitiva l’azienda…
Solito problema italiano: la mancanza dei controlli.

In pratica diventa una fonte di finanziamento, visto che riduci l’onere del costo dei dipendenti, oltre a calmare eventuali richieste di aumenti salariali e ad aumentare la produttività per lo spauracchio del potenziale licenziamento per esubero.

Di fatto sta creando sempre più distorsioni all’interno del mercato… rendendo meno competitive molte aziende “oneste” che in tale modo si trovano in posizione svantaggiata.

Sono dell’idea che sarebbe più utile un salario minimo… accompagnato da tre offerte di lavoro compatibili con le proprie professionalità entro 3-6 mesi dalla perdita del lavoro.

Oramai l’uso come ammortizzatore sociale, a mio giudizio, rasenta la minoranza.

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gainhunter
Scritto il 12 settembre 2013 at 01:32

john_ludd@finanza: >> …ma costituiscono sicuramente un punto di vista fuori dal comune

direi di no, oggi questa è l’opinione prevalente di ognuno che abbia una minima preparazione economica unita a un minimo di ritegno intellettuale.

Mi fa piacere che sia così. Spero che aumenti la consapevolezza e diminuiscano i luoghi comuni.

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Scritto il 12 settembre 2013 at 08:17

anonimocds:

Non so…io ho molti dubbi sul dire che i tedeschi han barato o che ci impongano sporchi giochi…
CERTO, nel momento del bisogno e de ‘bailut’ sono parte dello staff medico e pososno mettere piu’ di qualche regola o di un consgilio su come dovremo cercare di uscirne…hanno voce in capitolo e magari approfittano del lavoro che hanno fatto con moderazione salariale prima e durante la Grosse Koalition. Ma le regole che tutti gli Stati Sovrani aderenti all’EURO hanno accettato erano scritte a metá Anni ’90…
…c’é chi ci ha pensato per tempo e si é attrezzato e chi ha continuato a cantare pensando che l’Autunno non sarebbe mai arrivato…eccoci invece di fronte a un rigido Inverno destinato a durare a lungo…prima di un Nuovo Miracolo Italiano…! :mrgreen:

No, aspetta, non sono d’accordo. non sto dicendo che i tedeschi hanno barato, NOI abbiamo barato. Abbiamo avuto anni dove potevamo metterci in regola approfittando di tassi bassi (inizio Euro) ma abbiamo buttato tutto alle ortiche con una politica truffaldina (CHE HA BARATO per i loro interessi) che ora ci ha mandato alla rovina.

Gigi:
Scusa DT, ma anche noi europei abbiamo ‘svalutato’ ultilizzando l’LTRO (in più riprese).
E allora?

LTRO non ha portato svalutazione. LA BCE NON può svalutare nella realtà. Ovviamente io parlo di una svalutazione diversa da quella che conosciamo di solito…

OTTIMI tutti i commenti che meritano la dovuta attenzione. MA sono cmq d’accordo con dfumagalli….

dfumagalli@finanza:
“Loro i Vassalli, noi i servi della gleba”

Certo. Chi è più scaltro e capace sottomette chi è più inetto, miope, incapace.
I Tedeschi sono molto bravi nel primo ruolo.
Gli Italiani sono i maestri del secondo. Se la sono voluta, se la sono votata, sono tutti correi di coloro che si sono eletti. Ognuno stretto nel suo orticello a guardare solo il suo ombelico, a gestire solo i tre giorni successivi “carpe diem”.
Tutto meritato, è ora di pagare.

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gainhunter
Scritto il 12 settembre 2013 at 13:23

Dream Theater Abbiamo avuto anni dove potevamo metterci in regola approfittando di tassi bassi (inizio Euro)

Aspetta, questa spiegamela perchè si sente sempre ripetere come un mantra ma io non la capisco. Posto che il taglio degli sprechi va fatto sempre, con tassi alti o tassi bassi, se un soggetto A ha debito 100 e B ha debito 40, se i tassi sono bassi ha più senso sfruttare il momento per aumentare l’indebitamento (a tasso fisso) in modo da risparmiare gli interessi futuri quando i tassi saliranno, quindi A potrà indebitarsi di meno (avendo già un debito alto) invece B potrà sì SFRUTTARE I TASSI BASSI perchè ha margini di indebitamento maggiori. E quindi i tassi bassi hanno giovato agli stati con alto indebitamento o con basso indebitamento?

Secondo, il calo del debito/pil dal 120 al 103 del 2007 non va considerato come “mettersi in regola”?

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gainhunter
Scritto il 12 settembre 2013 at 13:36

In altri termini, chi è venuto prima dei tassi bassi ha fatto un danno doppio: primo l’aumento del debito e degli interessi, secondo ha privato chi è venuto dopo della possibilità di sfruttare i tassi bassi (esattamente l’opposto di quello che si dice).

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gainhunter
Scritto il 14 settembre 2013 at 12:49

lampo,

Posto che questi sono abusi e che i controlli non sono certo il fiore all’occhiello dell’Italia (anche se http://www.stamptoscana.it/articolo/economia/cassa-integrazione-inn-deroga-dalla-regione-controlli-piu-rigorosi): quando la CIG è lecita è un aiuto temporaneo a impresa e lavoratore come dicevo prima; quando è illecita è di fatto una truffa che diventa aiuto di stato alle imprese e non camuffa i dati sulla disoccupazione, anzi amplifica la percezione della crisi perchè aumenta il numero delle imprese che appaiono in difficoltà.
Con i minijobs invece si dà lecitamente un aiuto di stato alle imprese perchè si permette loro di pagare meno i dipendenti (l’aiuto va ai dipendenti ma di fatto è un aiuto alle imprese perchè altera il prezzo del lavoro).

Si può discutere su cosa sia meglio o peggio, una cosa concepita bene che funziona male o una che funziona come è stata concepita (almeno in teoria, bisognerebbe verificare) ma che crea squilibri e secondo alcuni è una delle cause della crisi europea (http://www.lemonde.fr/crise-financiere/article/2012/01/24/les-bas-salaires-allemands-seraient-a-l-origine-de-la-crise-en-zone-euro_1633684_1581613.html), e che potrebbe costituire una violazione del trattato di Maastricht.
Di una cosa sono convinto: a parti invertite (l’Italia che fa una roba tipo i minijobs), sarebbe partita una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

Non dimentichiamo inoltre che il ricorso alla CIG si è impennato a seguito della recessione, evento esogeno, generalizzato e unico nella storia economica degli ultimi 80 anni (a cui l’Italia e molti altri paesi non erano preparati, in particolare l’Italia per diversi fattori, incapacità politica, inefficienza nei controlli, elevato debito pubblico e quindi bassi margini di manovra, dimensione delle imprese); i minijobs nel 2002/2004 sono stati invece un mezzo di rilancio dell’economia in una crisi endogena con mercato globale ancora in espansione. Due cose completamente diverse, con obiettivi diversi e in contesti diversi.

Per quanto riguarda la falsificazione dei dati sulla disoccupazione:
http://www.marianne.net/Chomage-les-chiffres-sont-truques-en-Allemagne-comme-en-France_a215305.html

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