La grande corsa dei FANG: è il momento del passaggio di testimone?

Scritto il alle 13:46 da Danilo DT

VALUE vs GROWTH: gap ai massimi storici

I mercati azionari si prendono una piccola pausa. Nulla a che vedere con le violenti correzioni di marzo, piuttosto una sere di prese di beneficio anche a seguito di trimestrali USA non sempre all’altezza della situazione. Ma al momento non possiamo certo parlare di inversione. Basta guardare il grafico del nostro NYFANG, ovvero la sintesi del tech USA, quello che ha mosso i mercati negli ultimi anni, quello che ha fatto la differenza e quello che può seriamente muovere al ribasso i listini di tutto il globo se partisse in una concreta correzione.
Ma il tech continua ad essere in trend.

NYFANG: the chart

Dopo aver toccato il 161,8% di Fibonacci, eccolo che si dirige verso la trendline azzurra. Un primo step molto importante lo abbiamo già in questi giorni. Infatti se notate il NYFANG sta passeggiando sulla MM21, una media che in passato (parliamo da marzo 2020, dalla ripartenza insomma) è sempre stata un naturale supporto.
Come sempre potremo passare le ore a spiegare i pro ed i contro la prosecuzione di un trend veramente impressionante. In questa sede invece vorrei ragionare su altre coordinate. Come dicevo prima. NYFANG significa tecnologia, significa grandi prospettive future ma multipli spesso proibitivi. Pensate ad esempio a Tesla che viaggia ad oltre 180 di P/E, Amazon più di 100, e fatturati previsti stellari. Possiamo quindi pensare che questi titoli continueranno a salire all’infinito? E’ anche vero però che non ci sono alternative ed i tassi sono a zero…
Mezza verità, perché in realtà qualcosa che il mercato continua a sottovalutare è quel mondo più “old style” ma più concreto, lento nella crescita (i media gli chiamano gli elefanti) ma che danno maggiore sicurezza. Parliamo dei titoli VALUE.

Value vs Growth: cambierà il vento?

Negli ultimi anni il mercato non ha avuto dubbi. GROWTH a manetta, anche grazie agli eventi (Covid in primis) e al percorso evolutivo socio culturale nonché economico su scala globale. Guardate il confronto fatto su Wall Street. Addirittura il ratio attuale è pari a 2. Mai visto nulla del genere.

Restano ancora tante incognite sui titoli value. Come reagiranno a nuove pandemie, a nuovi rallentamenti globali, crisi del credito ecc ecc? Quanto hanno già incorporato? Inoltre il ratio sopra illustrato non ci garantisce performance ma quantomeno maggior difesa in caso di profonda correzione. Infatti come potete vedere, nelle fasi di volatilità la violenza di correzione tra growth e value non è paragonabile. Intanto però mi sembra chiaro che il growth stia già scontando molto dello scontabile nelle più rosee previsioni. Con questo non dico che il settore tech non sia interessante. Anzi, è il futuro. Ma è fisiologico attendersi delle correzioni, ritornando quantomeno a multipli più sostenibili. Nel frattempo forse è meglio posizionarsi più sul value in questo momento, pronti però a tornare sul growth quando le condizioni lo permetteranno

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
pistarr
Scritto il 30 luglio 2020 at 23:05

Danilo,
ma come fai ad affermare: ” il ratio sopra illustrato non ci garantisce performance ma quantomeno maggior difesa in caso di profonda correzione. Infatti come potete vedere, nelle fasi di volatilità la violenza di correzione tra growth e value non è paragonabile????

Solo nel 2000, allo scoppio della bolla dot,com i titoli Growth hanno fatto peggio di quelli Value, in quel caso molti titoli fuffa saltarono e da li emersero i campioni che oggi chiami FAANG
nella crisi del 2008 non ci furono grandi differenze,,,, nella decade che è seguita i Growth hanno surclassato i Value,,,, nel rialzo dai minimi di marzo , (ai minimi i titoli Growth persero meno dei Value) che a differenza di quanto prospettasti non si trattò del ” rimbalzo del gatto morto” ma di qualcosa di molto più solido ancora si verificò lo stesso

Morale: quando la borsa sale i Growth fanno meglio dei value,,, quando il mercato corregge fortemente i Growth fanno meglio dei Value,,, quando la borsa RI-Parte i growth fanno meglio dei Value,,, l’andamento della giornata di oggi conferma la stessa cosa…..perciò come fai a prefigurare quello che hai scritto?

Il ratio Growth/Ratio è pari a 2 ?? e allora? ti ricordo che in un mio recente commento avevo evidenziato che il ratio NASDAQ/SP500 era superiore a 3 di recente mentre era addirittura pari a 1 nel crash del 2008

Pensi davvero che se i Growth dovessero correggere i Value farebbero meglio???
Pia illusione

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pistarr
Scritto il 30 luglio 2020 at 23:25

Poi mi trovi d’accordo sul valore da bolla di certi P/E
Prendiamo TESLA come esempio, a parte che secondo me siamo a quota almeno 250 contro i 180 che scrivi tu,,,, ma questi numeri lasciano il tempo che trovano….

Secondo me, visto che , Tesla nel bilancio 2015 ha fatturato poco più di 4 Billions di $ perdendo 889 Millions…….e nel bilancio 2019 ha fatturato oltre 24 Billions $ perdendo 862 Millions ( cioe pur QUADRUPLICANDO il Fatturato ha evidenziato lo strsso livello di perdite) la domanda da porsi è:

Ma quanto deve ancora crescere il fatturato affinchè l’utile (non la perdita) salga ad un livello tale da portare il PE da 250 a 50 ???? (livello già questo tirato ???)
Capisco che tutte le start-up all’inizio lavorino in perdita ma penso che qui stiamo esagerando

Poi vedo certe notizie come questa apparsa ieri sul sito FINANZA.COM ( che copio e incollo) e allora resto senza parole : ” Attenzione anche a Tesla, dopo che gli analisti di Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo il target price sul titolo per la seconda volta, questo mese. Lo scenario bullish prevede ora un balzo fino $2.500, a fronte di un rating che tuttavia è stato confermato a “underweight”. Il titolo sale dell’1,6% circa a $1.500……

Capito? viene prevista una puntata a 2500$ ma il giudizio è UNDERWEIGHT….

Senza parole!!!!

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