La FASE 2 di BCE e UNIONE EUROPEA: la grande scommessa

Scritto il alle 18:31 da Danilo DT

Mantenere le distanze da chi? Dall’ITALIA?

Nel post precedente vi ho illustrato lo strano caso del BTP Italia che continua ad avere un rendimento base decisamente competitivo rispetto all’analogo titolo a tasso fisso di pari durata.
Detto questo, dobbiamo anche considerare, in ambito prezzi, che abbiamo sul mercato dei buyers che dovrebbero nel tempo garantire la presenza di un compratore importante non solo negli USA ma anche qui in Europa.

Lo sapete benissimo, i bilanci delle banche centrali lievitano a dismisura, ormai hanno raggiunto picchi impressionanti e se questa impennata dei “balance sheets” vi fa paura, non preoccupatevi. Potrà solo impennarsi ancora di più. Il tema “banche centrali” è sempre molto caldo assieme all’ipotesi di cui abbiamo parlato settimane fa del necessario RECOVERY FUND. Adesso la proposta sembra arrivare da Parigi e Berlino che quindi figurano da “Salvatori della Patria” (certo…) e vanno a proporre congiuntamente un ‘recovery fund’ da 500 miliardi in grado di concedere ai paesi più colpiti dalla pandemia non prestiti ma aiuti a fondo perduto, nel rispetto naturalmente della normativa comunitaria. Sulla fattibilità del progetto nutro non pochi dubbi soprattutto da parte di qualche paese che già si è espresso sulla questione (ovviamente nordico).

Intanto però, tornando alle banche centrali, parte domani la prima operazione di finanziamento Bce della categoria ‘Peltro’, dedicato nello specifico ad affrontare l’emergenza economica della pandemia che minaccia di ostruire il canale del credito bancario. Frena invece il QE tradizionale il PEPP: Colpa della corte di cassazione tedesca?

La BCE dice che continuerà nel suo programma ed i volumi di acquisto torneranno ad aumentare sicuramente.
L’unica cosa che io sto invece notando e che si fanno tante parole, tanta forward guidance, tante promesse e poi lo spread BTP Bund cambia veramente di poco.

Per carità, un po’ di discesa c’è stata complice anche il momento di positività del mercato, ma in modo NON proporzionale a quello che mi sarei aspettato a livello di impatto.
E’ come se, malgrado la BCE, il mercato non si fidasse. E’ come se fosse solo un motivo di positività per il breve termine ma che poi, col tempo, i nodi verranno al pettine.
Siamo onesti. Possiamo dar torto al mercato?

Provate a vedere come si stanno muovendo i governi e le banche centrali stesse. Tutte (GIUSTAMENTE) stanno cercando di tamponare la crisi Covid-19 ma ATTENZIONE nell’immediato. E’ come se il mondo finisse domani e che si fa il possibile di evitare il game over. Certo, molte aziende, in effetti, stanno per lanciare l’ultimo respiro, ma è altrettanto vero che i Governi hanno totalmente abbandonato la prospettiva di medio lungo e si sono concentrate sul breve. Il risultato è quello che vengono accantonate le riforme strutturali. E quanto sono importanti proprio le riforme in un paese come l’Italia? Perché poi c’è il rovescio della medaglia che ben conosciamo e che al momento non sappiamo come si andrà a gestire (tra patrimoniali e finanza creativa varia).

La domanda che allora dobbiamo porci è: ma basterà la sola politica monetaria a salvare tutto, comprese le prospettive di lungo termine che i governi hanno, un po’ per necessità un po’ per colpa, messo in soffitta?

Chiaro è che nessuno può rispondere a questa domanda. Intanto però il mercato non si fida. Non si fida del rischio ricaduta, non fida di una recessione che potrebbe essere molto più lunga e logorante di quanto noi scontiamo, non si fida del rischio default di molte aziende, destinato a decollare, assieme al taso di NPL e quindi le potenziali crisi bancarie che poi si ripercuotono su quello Stato che alla fine, si troverà con un debito/PIL a 160% ed un deficit da terzo mondo. La BCE può nascondere per un po’ il reale “rischio emittente” ma i volumi che prospetticamente si genereranno, non potranno lasciare il mercato e gli investitori indifferenti. E tutto questo non potrà che far lievitare le tensioni tra Nord e Sud Europa, alla faccia del “recovery fund” che resta in agenda ma come il buon San Tommaso, finchè non lo vedo (e ne leggo le caratteristiche soprattutto nel capitolo “a fondo perduto”) e lo tocco con mano, non credo.

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Anche perché, NON DIMENTICHIAMOLO MAI, che monetizzare il debito non significa cancellarlo, ma solo renderlo liquido e anche socializzato per un po’ di tempo. Ma poi, avvicinandosi a scadenza, o si rinnova o si manda in crisi chi lo ha emesso. Siete convinti che la “Fase 2 “ della BCE sia poi così agile?
Ecco spiegato il perché, alla fine, il rally del credito si è come congelato.

PS: se qualcuno, leggendo questo post, si è detto “massi, tanto c’è tempo”, si ricordi solo che per i mercati finanziari molto spesso oggi è già domani.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 20 maggio 2020 at 21:07

Caro Danilo guarda che il fondo perduto è un invenzione giornalistica, il mio tedesco è a livello scolastico ma San Google aiuta qui di seguito il link del documento dell’iniziativa Franco Tedesca:
https://www.bundeskanzlerin.de/bkin-de/aktuelles/deutsch-franzoesische-initiative-zur-wirtschaftlichen-erholung-europas-nach-der-coronakrise-1753760
Si parla di un fondo: ” con una portata e un limite di tempo chiaramente definiti e collegato a un piano di rimborso vincolante oltre l’attuale quadro finanziario pluriennale”.
E con l’impegno da parte degli Stati membri “a un impegno a favore di politiche economiche sane e di un ambizioso programma di riforme”
Segnalo invece una cosa interessante, il Gatto e la Volpe propongono un equa tassazione in europa soprattutto per l’economia digitale, RealDonald o suoi successori saranno contenti?
Saluti a tutti.

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Scritto il 20 maggio 2020 at 22:19

Ne sono convinto anche io…. i nordici non cederanno facilmente.

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