Jack Dorsey twitta ancora il suo sostegno a Bitcoin

Scritto il alle 23:04 da Marco Dal Prà

Il fondatore e CEO di twitter, Jack Dorsey, ha condiviso pubblicamente una lettera aperta che una sostenitrice di Bitcoin ha inviato alla senatrice americana Elizabet Warren. La lettera, intitolata “Perché i progressisti dovrebbero amare Bitcoin” è stata pubblicata sul portale Medium ed è stata inoltrata dallo stesso Dorsey anche all’indirizzo Twitter della senatrice, dimostrando tutto il suo interesse affinché la missiva arrivasse al destinatario. Un modo di sostenere Bitcoin con la politica ma senza esporsi in prima persona.

 

L’autrice della lettera, Samantha Messing, è una studentessa di scienze politiche nell’Università di Providence, una cittadina sita tra Boston e New York, e fino allo scorso 14 Agosto, giorno in cui Jack Dorsey ha twittato il suo articolo, era assolutamente sconosciuta.

In tutta probabilità la lettera è stata inviata alla senatrice sia perché appartenente del Partito Democratico, sia perché si è dimostrata molto scettica in tema di criptovalute, richiamando proprio a fine Luglio alla CNBC, una regolamentazione più stringente sul settore (Link qui).

 

La lettera è scritta a tratti con toni polemici ma a tratti con toni molto convincenti, così ho deciso di proporvi la traduzione.

Buona Lettura


Perché i progressisti dovrebbero amare Bitcoin: lettera aperta alla senatrice Elizabeth Warren

13 Agosto 2021 – medium.com

Gentile senatrice Warren,
Sono una sua fan. Penso che lei sia molto intelligente e si preoccupi sinceramente di costruire una società più equa. Ma rispettosamente, quando parla di Bitcoin, sembra sciocca.

Bitcoin non è alimentato da un “gruppo oscuro e senza volto di super programmatori”. Non è una “truffa”, non è “falso denaro digitale privato”, non è “altamente opaco” e non è costruito per “assistere i criminali”.
Piuttosto, Bitcoin è la forma di denaro più democratizzata mai creata. Nessuno possiede o controlla Bitcoin e tutti possono partecipare.

Bitcoin è uno strumento monetario che non richiede fiducia nei governi per non gonfiare il valore del denaro o fiducia nelle banche per rimanere solvibili. Bitcoin è stato fondato nel 2008, nel mezzo della crisi finanziaria globale, da una o più persone sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. La creazione di Bitcoin è stata un’impresa nobile. Satoshi è tra le persone più ricche del mondo, eppure i bitcoin di Satoshi rimangono intatti (e non spesi). Lo sappiamo perché Bitcoin funziona su una blockchain open source. Ogni transazione viene registrata su un registro pubblico, trasparente e decentralizzato.

L’adozione di Bitcoin, misurata dal numero di persone che possiedono Bitcoin, sta crescendo più rapidamente dell’adozione di Internet. Nonostante la commercializzazione di Internet fosse l’ultimo scopo degli addetti ai lavori, ricchi uomini bianchi, venture capitalist ed investitori istituzionali sono entrati presto. Al contrario, sin dalla sua nascita, Bitcoin è stato disponibile per chiunque avesse avuto un telefono cellulare.

Undici anni fa il mercato delle criptovalute non esisteva. Oggi, la capitalizzazione di mercato delle criptovalute supera i 2000 miliari di dollari. Di questa incredibile creazione di ricchezza hanno beneficiato gli individui, non le istituzioni, in particolare le persone prive di banche e senza diritto di voto.

È una bella storia progressista.

I suoi elettori possiedono Bitcoin. Un recente sondaggio di Harris Poll ha rilevato che il 30% degli investitori neri e il 27% degli investitori ispanici negli Stati Uniti possiede criptovalute, rispetto al 17% degli investitori bianchi. Lo stesso sondaggio ha rilevato che la maggior parte degli americani neri e ispanici considera il decentramento di Bitcoin una caratteristica positiva. È una sorpresa che le persone che sono state più oppresse dallo stato trovino rifugio in un denaro senza stato? I suoi elettori stanno rifiutando il sistema finanziario tradizionale perché favorisce l’ingiustizia economica e razziale e perpetua la disuguaglianza nella ricchezza.

In tutto il mondo, la maggior parte delle persone ha subito il crollo della propria valuta. Ad esempio, Argentina, Brasile, Cina, Messico, Russia, Thailandia, Turchia, Indonesia, Sudafrica e Libano hanno avuto uno o più cicli di svalutazione valutaria negli ultimi quarant’anni. Politiche monetarie incompetenti e corrotte rubano i frutti del duro lavoro delle persone, la loro “l’energia vitale”.

Al contrario, Bitcoin ha una politica monetaria fissa e predeterminata. Fidarsi di Bitcoin significa fidarsi della matematica e miliardi di persone stanno abbracciando Bitcoin proprio per questo motivo. Bitcoin rappresenta una zattera di salvataggio monetaria per gli abitanti del mondo.

La Nigeria offre un ottimo caso di studio della promessa e dell’utilità di Bitcoin. La repressione politica, i controlli valutari e l’inflazione dilagante hanno trasformato i nigeriani in schiavi al minimo salariale. A causa dell’iperinflazione, devono spendere i loro miseri salari subito, altrimenti rischiano di perdere il loro potere d’acquisto. La preferenza temporale è un lusso che non hanno.
Mentre la moneta nigeriana crolla di valore, Bitcoin è diventato una necessità. Il 32% dei nigeriani possiede Bitcoin, la percentuale più alta al mondo. Inoltre, le rimesse a favore dei propri familiari in Nigeria hanno superato i 17 miliardi di dollari nel 2020 e una parte sostanziale di questo valore è convogliata in Bitcoin. Infine, la Nigeria ha una delle popolazioni più giovani al mondo e, su base globale, questa schiera progressista abbraccia sempre più Bitcoin.

Per citare il presidente esecutivo della società NYDIG, Ross Stevens, “Bitcoin è speranza”. È una speranza per i suoi elettori. È speranza per le persone di tutto il mondo. La rete decentralizzata, trasparente e democratica di Bitcoin sostituirà inevitabilmente la partnership fallita e corrotta tra governi e grandi banche.

È importante sottolineare che il decentramento di Bitcoin non è – come dice Lei – una “narrazione fantastica”, con minatori e aziende che ostentano “falsa superiorità morale” quando sono, come le banche, “i veri mediatori di potere”. Senatore, i fatti sono una cosa ostinata. Lasci che Le mostri la follia delle sue parole.

La Bitcoin Fork Wars del 2016-2017 ha diviso aspramente la comunità Bitcoin in fautori dei grandi blocchi e dei piccoli blocchi. Il primo voleva aumentare la dimensione del blocco per aumentare la velocità (il throughput) delle transazioni. Quest’ultimo si è opposto al cambiamento in quanto avrebbe reso la rete Bitcoin meno decentralizzata. Gli interessi di aziende tra cui Coinbase, Digital Currency Group, Xapo, Bitgo e i più grandi minatori di Bitcoin, hanno unito le forze per sostenere i blocchi più grandi. I sostenitori dei piccoli blocchi, un collettivo di piccoli “cassettisti” di Bitcoin, hanno resistito a questo cambiamento che veniva dall’alto ed hanno difeso il decentramento esistente. Ne seguì una guerra civile virtuale. La gente ha vinto. L’establishment ha perso. Soprattutto, hanno prevalso le idee progressiste.

Il denaro digitale è qui. Abbiamo due scelte. Innanzitutto, un denaro basato sulla tecnologia come lo yuan digitale cinese in cui lo stato ha potere assoluto e i cittadini non hanno privacy. Un sistema, potrei aggiungere, in cui i risparmi sudati possono essere prelevati dai conti bancari per capriccio del governo. La seconda opzione è una valuta globale senza stato decentralizzata – Bitcoin – in cui chiunque abbia un telefono cellulare è sovrano sul proprio denaro. Questa opzione offre regole senza governanti e libertà finanziaria per tutti.
Come Lei, sono una progressista. Credo nella regolamentazione intelligente in materia di protezione degli investitori, antiriciclaggio e riscossione delle imposte. Regolamentiamo Bitcoin attraverso il desiderio che succeda.

Purtroppo, la sua posizione sbagliata su Bitcoin ferisce le persone per cui combatte instancabilmente. Sono confortata dal fatto che Lei non possa fermare l’ascesa di Bitcoin. Tuttavia, potrebbe essere in grado di rallentare l’adozione. Se ci riesce, a chi giova? I vincitori saranno le più grandi banche del mondo. Sono terrorizzate da Bitcoin, come dimostra la recente lettera annuale di Jamie Dimon agli azionisti della banca J.P. Morgan.

Senatore Warren, vuole davvero seguire gli ordini del signor Dimon… perché alla recente udienza della commissione bancaria del Senato sembrava un lobbista di J.P. Morgan.

Io amo Bitcoin. Se avesse veramente capito Bitcoin, lo amerebbe anche Lei. Bitcoin offre parità di accesso che inevitabilmente favorirà risultati più uguali. Bitcoin renderà il mondo un posto migliore. Cosa c’è di più progressista di così?
Cordiali Saluti

Samantha Messing

 

Link Utili

Articolo originale (in lingua inglese) sul portale Medium

https://medium.com/@samanthamessing/why-progressives-should-love-bitcoin-an-open-letter-to-senator-elizabeth-warren-176ab5cc9229

Intervento alla CNBC della Senatrice

https://www.cnbc.com/2021/07/28/sen-elizabeth-warren-doubts-bitcoin-as-inflation-hedge-wants-tighter-regulation.html

 

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