ITALIA: i mirabolanti calcoli previsionali per i conti pubblici

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

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Benvenuti all’ennesima puntata della trasmissione “La matematica può diventare un’opinione”.
A volte mi stupisco persino delle qualità oratorie dei politici che cercano di poter rendere credibile qualsiasi ragionamento e previsione.
Siamo d’accordo che il Governo Renzi qualcosa sta facendo, è certo che il Jobs Act ha mosso le acque, ma è anche vero che la fase congiunturale ci sta aiutando. Le commodity ai minimi ed un Dollaro USA forte (che rende appetibili le nsotre merci) hanno sicuramente dato un quid in più alla nostra crescita economica. Però non possiamo negare che, malgrado tutto, qualche miglioramento che va “oltre” a queste logiche non solo locali, c’è stato.

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Ho provato a dare un’occhiata alle previsioni del nostro Governo, e nella fattispecie alla tabella che poi ho provveduto anche a “twittare”  avente come oggeto le “Previsioni per i conti pubblici dell’Italia”, slide che vi ripropongo qui sotto.

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Fonte: IlSole24Ore

C’è poco da fare, il quadro che ne deriva è molto interessante. Malgrado un PIL previsto stabile in area 1.3-1.5%, e malgrado un rapporto deficit/PIL che parte da un -2.6% (condivido, per crescere ci vuole un po’ di deficit spending, basta austerity) e che poi arrivera in territorio positivo (auguri) ecco la notizia BOOM che tutti volevano sentirsi dire: Il rapporto Debito Pubblico /PIL collasserà. Si, perché la previsione parla chiaro. 132.8% nel 2016 poi poi tendere a 119.8% nel 2019.
Ma è fantastico!

Innanzitutto un fattore positivo.
Grazie all’ombrello protettivo della BCE e grazie a QE e alla sua politica monetaria espansiva, il costo del nostro debito pubblico ha raggiunto il minimo storico assoluto. E questa è una GRANDE notizia. Pensate che quest’anno, raccogliere denaro fresco è costato all’Italia il ridicolo (permettetemi) tasso dello 0.7%-0.75% contro il già minimo storico registrato l’anno scorso, pari a 1.35%.

Quindi il costo del debito non avrà un impatto devastante sul rapporto debito pubblico/PIL. Ma come giustificare il crollo di tale rapporto? Che i tassi diventino fortemente negativi tanto che comprare un BTp obblighi un risparmiatore a PAGARE allo Stato per il servizio di custodia del denaro un tasso fortemente negativo come in Svizzera o in Germania?
Non credo sia fattibile.

Ah ma certo! C’è il fattore che diventa una benedizione per chi è iperindebitato! E’ l’inflazione! Quindi, anche se in modo poco credibile, lo Stato potrebbe aver ipotizzato un periodo di iperinflazione che aiuterebbe non poco ad abbattere il debito pubblico. Poi però si va a vedere e si scopre che il Governo Renzi va a scontare per il nostro paese il credibile tasso inflazione pari a circa l’1.1%, ben al di sotto del target BCE che, ricordiamolo, è al 2%.
Quindi matematicamente i conteggi del Governo non stanno in piedi.

Parlavo di previsione di tasso inflazione. E’ credibile in quanto con una frenata Cinese, un raggiungimento di un top del ciclo economico per gli USA, gli effetti del dieselgate per la Germania (al momento non percepibile), un evidente fase di difficoltà per i mercati emergenti, non si può pensare un tasso inflazione “galoppante”. E tantomeno possiamo illuderci di una crescita economica troppo virtuosa.
Eccovi l’ormai nono Eur Inflation Swap 5y5y, ovvero il tasso inflazione previsto tra 5 anni per i 5 anni successivi. Insomma, una previsione di tasso inflazione a lungo termine. Come vedete anche in questo caso, le previsioni distano non poco dal famoso 2%.

Eur Inflation Swap 5y5y

5y5y-eur-inflation-preview

sapete tutti benissimo che un tasso inflazione “importante” può aiutare (e non poco) chi ha contratto molti debiti. L‘inflazione è l’unico rimedio possibile per “mangiare” il debito senza provocare i disastri che hanno invece generato le politiche di austerity fine a se stesse. Con una inflazione al 4% l’erosione sarebbe sempre e comunque moderata ma, di certo, darebbe una mano senza essere troppo traumatica per il sistema economico. Ma ahimè la BCE non accetterebbe mai un tale tasso inflazione.

Si tenga conto che, tra l’altro, facendo ripartire l’economia, il rapporto debito pubblico/PIl chiuderebbe anche grazie alla crescita del Pil stesso, ma questo non basta. Ora capite benissimo che un tasso inflazione molto basso è un disastro per chi è molto indebitato. Quindi come arrivare a certi calcoli previsionali per il rapporto debito pubblico/PIL?

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 20 ottobre 2015 at 13:13

Perfetto, la penso esattamente come te! per me Renzi ha fatto poco, solo la coincidenza con dinamiche al di fuori della politica italiana ci sta facendo galleggiare. Non vedo grossi spiragli per il nostro Paese bello solo da visitare ahimè. Credo che se un governo pubblica dei dati così scientificamente impossibili non sia messo poi cosi bene. Bravo Danilo.

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kry
Scritto il 20 ottobre 2015 at 22:13

Per me renzi è come Sacchi , ha tanto di quel …. da non credere.
Le palle che racconta non sono abbastanza grandi come quelle degli altri che riescono a gongolare grazie alle bolle che creano.

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gnutim
Scritto il 20 ottobre 2015 at 22:48

per comprendere la falsità di questa gente Padoan ha pubblicato il suo bilancio previsionale garantendo il rispetto dei parametri del fiscal compact con inflazione al “% e pil a +2% per i prossimi tre anni

AHAHAHAHAHAHAHAH

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kry
Scritto il 20 ottobre 2015 at 22:55

Mi piacerebbe conoscere invece i calcoli relativi a francia e spagna.

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aorlansky60
Scritto il 21 ottobre 2015 at 09:56

@ DT

“Innanzitutto un fattore positivo.
Grazie all’
ombrello protettivo della BCE e grazie al QE e alla sua politica monetaria espansiva, il costo del nostro debito pubblico ha raggiunto il minimo storico assoluto, raccogliere denaro fresco è costato all’Italia il ridicolo (permettetemi) tasso dello 0.7%-0.75%

… … … … … … … … … …

Vero, iniziano a farsi vedere gli effetti pratici sui conti, dopo 6/7 mesi di applicazione “dell’ombrello di mario” (mi piace definirlo così il QE), che nel caso dell’Italia equivalgono all’acquisto di 8 mld di € di tit pubbl mediamente ogni mese;

come certificato da BankItalia, per il mese di AGO2015 il liv del ns deb pubbl (dopo il picco di MAG a 2219 mld, record storico) è ritornato ai livelli di MARZO2015 (2184 mld)

non solo : vedo moltiplicarsi in giro per la rete le ipotesi [già peraltro annunciata come “opzione possibile” dalla stessa BCE] circa un prolungamento dell’operazione; dai vari art. si legge di estensione a 2400 mld di € da protrarsi fino a GIU2018 nella migliore delle ipotesi, cosa che farebbe impazzire i mercati finanziari (in senso positivo) specie se l’annuncio venisse ufficializzato come regalo di Natale in occasione della reunion del board BCE in programma a DIC2015;

se verrà realizzata tale ipotesi, nessun problema di criticità da sollevare per chicchessia sui ns conti pubblici, almeno fino al 2018, quindi.
A meno di fattori imprevisti (qualche screzio a livello geopolitico che sfoci in qualcosa di più di un semplice screzio) Renzi e il suo governo possono stare tranquilli, nessuna nube all’orizzonte fino a quel periodo che guardacaso coinciderebbe con la nuova tornata di elezioni politiche nel ns paese, in un certo senso ha ragione Kry quando dice di Renzi che “ha tanto di quel…da non credere”… :mrgreen:

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kry
Scritto il 21 ottobre 2015 at 11:43

aor­lan­sky60,

E pensa che stando cosi le cose

http://goofynomics.blogspot.it/2015/10/la-spagna-sta-bene.html#comment-form

si ritroverà con nessuno che gli farà le pulci.

Nei prossimi giorni vediamo se si trova qualcosa anche sui cugini transalpini.

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