GRECIA: mercato diviso tra Grexit e rischio default (che in concreto non esiste)

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

tragedy_grexit“Grexit? E’ un campo sconosciuto. Ma ci sono gli strumenti per gestirlo.”

Così parlò Mario Draghi, l’uome che a parole ha mosso le montagne (della fiducia) salvando l’Euro in un momento catartico.
Ricordate? Parlo del “whatever it takes”. In quella situazione, Super Mario convinse tutti che la Bce aveva le armi per poter prendere in mano la situazione e sistemare tutto. In un primo tempo, con il “virtuale” ESM convinse i mercati e li rassicurò. Ma poi passò all’opera con il QE Europeo.
Il mercato ha creduto in Draghi e Draghi , alla fine ha persin sorpreso con un’operazione pari ad oltre 1100 miliardi in 18 mesi tuttora in corso.
Ma questa volta?
Questa volta la situazione è un po’ più complessa.

Siamo vicini al punto di “non ritorno”. La Bce stessa sa benissimo che, come tutte le banche centrali, si possono prendere delle contromisure a difesa di certi scenari. Ma qui andiamo ben oltre. Si tratta di dover difendere l’integrità di un progetto che fa acqua da tutte le parti ormai da tempo. Si tratta ovviamente dell’Euro.

«Io escludo una Grexit come soluzione ragionevole. Ma nessuno può escludere tutto: io non posso escludere che una cometa impatti la Terra» (Yanis Varoufakis)

E se nel breve la BCE può inventarsi di tutto e di più, riuscire ad immaginare gli strumenti adatti per garantire un futuro florido, indissolubile e forte per l’Eurozona diventa già più complesso.
Certo, la Grecia si trova in condizioni difficilissime. E dover subire il ricatto greco è assurdo. Se poi guardiamo il peso economico di Atene in Eurozona, scopriamo che è pari a circa l’1.8% del PIL totale. Numeri risibili che però assumono ben altri toni se valutati politicamente.
Si stanno generando dei precedenti, e ci stiamo muovendo in terre inesplorate.

Come potrebbero reagire i mercati? Quali saranno i risvolti della speculazione?
Un assaggio lo stiamo vivendo in questi giorni.
Volatilità, incertezza e crisi di fiducia. Fiducia che manca però anche alle istituzioni che dovrebbero trattare con Atene.

CDS Grecia a 1 anno

cds-grecia-1yr

Dalla Grecia sono state fornite “informazioni fuorvianti”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. In particolare, la portavoce per gli affari economici ha poi puntualizzato i dati della proposta alla Grecia sui “5 pilastri” indicando tra l’altro gli obiettivi di avanzo primario “sostanzialmente ridotto” dal 3% all’1%”. Per Bruxelles, la Grecia non ha mai presentato una vera proposta complessiva alle tre istituzioni, ma è arrivata sabato con una tabella Excel contente solo cifre generiche, e per di più le stesse già respinte il lunedì precedente dal commissario Ue Pierre Moscovici. Ancora ieri sera, hanno spiegato fonti della Commissione, i greci hanno ripresentato lo stesso documento senza modifiche sostanziali. (Source)

Ma ormai ci abbiamo fatto il callo. Non bisogna sorprendersi di nulla e…chissà… magari l’accordo arriva in “zona Cesarini”, anche perché la soluzione Grexit, continuo a ribadirlo resta per me la soluzione estrema e più drammatica.
Quindi, secondo il mio parere, non sarà GREXIT, ma al massimo una ennesima ristrutturazione del debito dove gli organismi internazionali dovranno accettare di buon grado una sonante perdita di denaro, senza tra l’altro… fare default. Infatti ci ricorda S&P:

ATENE, 15 giugno (Reuters)  – La Grecia non sarà considerata in default se non rimborserà i 6,7 miliardi di euro di propri titoli di Stato detenuti dalla Bce, con scadenza a fine luglio.
Lo ha reso noto l’agenzia di rating Standard and Poor’s, spiegando che tale evento non rientra tra le cause di default.
S&P ha spiegato che i propri criteri fanno riferimento alla capacità e alla volontà di un governo di onorare le proprie obbligazioni verso creditori ‘commerciali’, mentre la Bce viene considerato un creditore ‘ufficiale’.
Il mancato rimborso alla Bce, prosegue l’agenzia, verrebbe valutato come un evento negativo, che potrebbe portare ad un ulteriore abbassamento del merito di credito del paese rispetto all’attuale valutazione CCC, ma non costituirebbe un evento di ‘selective default’.

Spread: torna la paura sui periferici?

spread-eurozona

Insomma, avrete capito che in un modo o nell’altro, l’ipotesi Grexit resta secondo me DECISAMENTE remota, anche nella peggiore delle ipotesi.
Come sempre si cercherà di aggiustare le cose evitando il rischio di “sgretolamento” dell’Euro.
Questa volta però il sistema dovrà pagare di tasca sua, magari meditando sul fatto che la questione poteva essere risolta MOLTO tempo fa a costi decisamente minori. Citofonare Merkel.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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29 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 16 giugno 2015 at 10:15

Più che Merkel citofonare a quel damerino sciocco di Weidmann che ha creato dei disastri enormi in Europa (anche ritardando il QE di Draghi per 2 anni…a mio parere uno o riesce a impedirlo o se non ci riesce molla e si dimette sconfitto, invece questo è ancora li).

Ad un certo punto persino Nowotny, che fu suo docente alla Sorbona, gli ha dato del p…istola bollando le sue affermazioni come “illogiche e insensate”.

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Scritto il 16 giugno 2015 at 10:41

GREEK MELODRACHMA (sentiment fund manager) 43% =good resolution 42% = default but no #GREXIT 15% = GREXIT @albe_ @AlfieriMarco @pelias01— Danilo DT (@intermarketblog) June 16, 2015

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Scritto il 16 giugno 2015 at 10:41

atomictonto@finanza,

Era per dire “citofonare Germania” :-)

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paolo41
Scritto il 16 giugno 2015 at 11:29

probabilmente, all’ultimo momento, spostano i debiti greci alle calende greche, ma creano un precedente che non farebbe altro che alimentare le spinte separatiste all’interno dell’euro.
Praticamente sarebbe il fallimento della “politica del debito” sostenuta dalle varie banche centrali.

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Gigi
Scritto il 16 giugno 2015 at 11:38

Anch’io sono convinto che l’ipotesi Grexit sia decisamente remota, persino insensata.
E’ però ovvio che non si può cavare sangue da una rapa, quindi se i soldi non ci sono la Grecia non li potrà mai pagare. Ciò porterà quindi – prima o poi – ad un default.
Ma che cosa aggiungerebbe a ciò l’uscita della Grecia dall’Euro? Sarebbe comunque default, quindi i creditori perderebbero comunque i propri soldi. Ma se si aggiungesse anche il Grexit, allora ci troveremmo davanti allo sgretolamento della moneta unica, all’apertura di una crepa nell’unità europea e chissà cos’altro. Territorio inesplorato, come dice Draghi.
Se dev’essere default, default sia. Ma poi ….. che sia finita lì (almeno per la Grecia).

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 11:57

A me pare che i mercati stiano dicendo a chiare lettere che vogliono un ACCORDO.

Ma si sà che questa generazione di politici europei sono un pò tardi di comprendonio…….ma stavolta non hanno molto tempo….e dovranno svegliarsi presto…….altrimenti gli stessi mercati LI SPAZZERANNO VIA.

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ob1KnoB
Scritto il 16 giugno 2015 at 12:34

Il mercato vuole un accordo…..
Riepiloghiamo:
La Grecia non ne ha e non ne avra’. Quindi non pagherà o per sempre non sarà in grado di pagare. Non è questione di tifo ma logica. Puoi tagliare le pensioni (0,x del pil) puoi privatizzare (0,x del pil) ma in qualunque caso non sta in piedi e attenzione non stava in piedi già tre anni fa’.
E qui ha ragione Tsipras. A questo punto meglio le Termopili. Il vero problema è che qualunque sarà la wayout sarà la certificazione del fallimento della pianificazione della Troika. Qualunque modifica al piano iniziale lo certifica (quindi chi si vuole sputtanare? FMI? l’asse del nord? Draghi? o tutti quelli che ci hanno messo soldi, quindi noi popolo bue o meglio capra?). Non paghi? A parte la barzelletta del non chiamarlo default…quando presto le cose si metteranno al peggio chi sarà messo nell’angolo avrà un precedente..quindi bad. Dilazioni a cent’anni? Io non so’ cosa succederà tra sei mesi….e a quanto pare non lo sa neanche la troika….bad! L’immensa quantità di bugie può continuare ad essere alimentata da entrambi i fronti questa è la soluzione. Non è forse così anche con i QE?

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 12:43

ob1KnoB@finanzaonline,

Dici che non stava in piedi già tre anni fà…….quindi a rigor di logica potrebbe continuare a stare in precario equilibrio anche per i prossimi tre anni.

Ma davvero qualcuno crede che si possa mandare tutto a ramengo per la gestione del debito di un Paese più piccolo della regione Lombardia o della Baviera ?……con il 2 % della popolazione Europea ?…..Se davvero accadesse coloro che governano l’altro 98 % della popolazione europea sarebbero politicamente e giustamente SPAZZATI VIA SENZA PIETA’.

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john_ludd
Scritto il 16 giugno 2015 at 14:46

Lukas,

in ogni caso la tua (e anche la mia) quota per il risanamento/procrastinazione/miracolo greco è già pronta. A spanne sono 48 miliardi diviso il numero di abitanti. Verrà chiamata diversamente, magari fondo per lo sviluppo, oppure fondo riduzione IRAP, altrimenti la gente (cioè i mercati) se ne hanno a male. Questo è solo l’antipasto. La popolazione italiana declina ogni anno più velocemente di quanto salga il PIL e, tranne la Francia, gli altri paesi sono sulla stessa strada, solo un pelo più lenti. Il PIL pro/capite reale è a livello di 30 anni fa ma sta peggiorando, il debito pro/capite richiede ormai dimestichezza con le funzioni complesse per immaginarlo. I consumi energetici pro/capite ovviamente sono sulla stessa linea, ma oggi sono gentile e lascio al folle di torno la scelta se è la prima che segue la seconda o la seconda che segue la prima. Constato però che esistano ancora mandrie di Wile Coyote che vedono la crescita in arrivo, perchè “è il solo modo per sostenere questo e quello e bla bla bla” cioè lo stesso argomento di uno che sta per compiere 80 anni per sostenere che non creperà da qui a qualche anno cioè “è in arrivo la giovinezza unico modo per tornare a saltare i fossi per la lunga e bla bla bla”. In fin dei conti, è piuttosto semplice, è inutile stare a parlare di questo o di altro. Quando l’intera massa degli abitanti ha rinunciato a ogni tentativo di entrare in contatto con la realtà per rinchiudersi in un delirio lisergico di bassa qualità, è palese che non c’è altro da aggiungere. La settimana prossima me ne vado dove spero non trovare internet troppo spesso, giusto per telefonare ogni tanto a casa usando skype, unico modo per tentare l’impossibile: abbandonare la nave dei folli. Non è meglio il silenzio della propria barchetta in mezzo a onde alte 20 metri che il frastuono della pista da ballo del Titanic in compagnia di invadenti ballerini ? Perdere si perde tutti, ma perdere bene è questione di metodo. Fatelo anche voi… cercate di perdere bene, salite sulla vostra personale barchetta !

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 15:03

john_ludd@finanza,

Non ho mai cianciato di crescita in arrivo, anzi tutt’altro….pure nel mio ultimo post ho ribadito la mia convinzione che nessun QE è in grado di rivitalizzare il tasso di crescita dell’economia reale….di una cosa però sono certo : L’IMPLOSIONE DEL SISTEMA NON AVVERRA’ SICURAMENTE A CAUSA DEL PROBLEMA DEL DEBITO DELLA PICCOLA GRECIA.

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ob1KnoB
Scritto il 16 giugno 2015 at 15:06

Tante volte la finanza assomiglia alla medicina. La Grecia sara’ solo un mignolo del piede in cancrena ma è solo il sintomo di un corpo che non sta’ bene. Curarlo con antibiotici? La maggior parte delle volte non basta. Sembra di assistere ad un consesso di luminari che ancora deve decidere come intervenire dopo aver sbagliato la diagnosi (la medicina come la finanza non è una scienza esatta…):se gli antibiotici non funzionano cosa fare? amputare il dito, fino al ginocchio, la gamba? O sperare e pregare che uno shock anafilattico non si porti via il paziente? Il diabete in tutto il corpo è la causa e la cancrena il sintomo. Peccato che al consesso non ci sono medici votati al giuramento di Ippocrate, ma un produttore di zucchero in camice bianco, un anestesista allegro che vende psicofarmaci, un assicuratore preoccupato del rapporto premi/danni, un becchino con la corona pronta che sfiorisce, un prete pronto per l’unzione ed un estremista con la cintura esplosiva. Fossi il paziente scelgo: psicofarmaci, sacher torte, una molotov?

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john_ludd
Scritto il 16 giugno 2015 at 15:59

Lukas,

dunque se concordi che sia sterile scrutare l’orizzonte nel timore di salpare, allora sali sulla tua personale barchetta e lasciati portare dalle onde, la sorpresa è ciò che rende la vita realmente gustosa, il resto è per lo più noia …

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stanziale
Scritto il 16 giugno 2015 at 19:58

john_ludd@finanza,
Ehe eh, caro John, buon per te ma, CAUSA FORNERO, credo che il grosso di noi non sara’ travolto dalle onde mentre era in barca o sul titanic, ma da un’alluvione mentre era in citta’ al lavoro o disoccupato, oibo’.

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:06

Caro John guarda dove abito io…..come vedi per quanto concerne le ” barchette ” ho solo l’imbarazzo della scelta.

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:11

john_ludd@finanza,

e da qui sopra puoi scrutare l’orizzonte…..dove ti assicuro vedi solo mare a perdita d’occhio

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:17

john_ludd@finanza,

E guarda che carina la nostra Grotta Azzurra…….

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:20

john_ludd@finanza,

ogni tanto guarda però…cosa succede

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:23

john_ludd@finanza,

ogni tanto spiaggia pure qualche balenottero…….

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:38

e dopo qualche burrasca….guarda che tramonti.

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Lukas
Scritto il 16 giugno 2015 at 20:44

john_ludd@finanza,

ma il meglio sta nelle profondità del mare……guarda che stupenda foresta di gorgonie

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lexmumble
Scritto il 16 giugno 2015 at 21:58

Lukas,

Dalla prima foto è evidente un grosso problema di terreno franoso. Volendo ancora leggere i tuoi post, ti chiederei di trasferirti da un’altra parte.

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lampo
Scritto il 16 giugno 2015 at 23:17

Per chi non se ne fosse accorto la Grecia praticamente è già isolata dai mercati.
Da una ricerca condotta in questi giorni mi risulta circa questa esposizione:

Banche Italia: attualmente 1,3 mld $ (nel 2008 erano 10,8, quasi 8 volte)
Banche francesi: circa 1,6 mld $ (nel 2008 erano 78, circa 50 volte)
Banche tedesche: quasi 13 mld $ (nel 2008 erano 45, circa 4 volte)

CDS (derivati di assicurazione) sull’eventuale default greco: attualmente 1,6 mld $ (nel 2008 erano 80, quasi 50 volte)

Quindi chi ci perde di più attualmente… è la Germania (anche in termini di immagine). Ma ha guadagnato tanto in termini di interessi scontati in tutti questi anni… nello sviluppo della sua economia… per cui è stata ampiamente ripagata.

Difficile che ci sia un contagio con questi numeri… anche se il grafico postato da DT è impressionante.
Dimostra quanto la speculazione sia forte… se gli spread sono tornati ai livelli precedenti al QE della BCE. E dimostra anche quanto sia debole di fatto anche la BCE in questo momento come istituzione, non come banca centrale, ma perché alla fine cerca di farsi garante di un sistema finanziario europeo tutt’altro che unito: quindi conseguentemente diventa debole!

Ed è stato evidente dalla conferenza stampa di Draghi: ieri l’ho visto per la prima volta veramente in difficoltà e contrariato… anche se indubbiamente è riuscito a mascherarla molto bene.
Mi meraviglio sempre più delle sue capacità.

Penso che a questo punto sarà lei la prima a cedere… probabilmente finanziando lei il pagamento del prestito al FMI (è una mia supposizione): proprio perché non può permettersi che si vada oltre… nel grafico sopra indicato. Pregiudicherebbe anche le altre banche centrali… e tutti gli sforzi di questo ultimo decennio (quasi… dalla crisi del 2007-8)

ob1KnoB@finanzaonline,

Bello con il tuo commento: probabilmente è proprio l’applicazione della teoria dei giochi di Nash… in cui Varoufakis è abile (avendo scritto come accademico anche lui un libro sull’argomento)

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kry
Scritto il 17 giugno 2015 at 00:42

lampo:

[email protected],

Bello con il tuo commento: probabilmente è proprio l’applicazione della teoria dei giochi di Nash… in cui Varoufakis è abile (avendo scritto come accademico anche lui un libro sull’argomento)

http://icebergfinanza.finanza.com/2015/02/13/grecia-la-teoria-dei-giochi-2/

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aorlansky60
Scritto il 17 giugno 2015 at 08:31

@

Da una ricerca condotta in questi giorni mi risulta circa questa esposizione:
Banche Italia: attualmente 1,3 mld $ (nel 2008 erano 10,8, quasi 8 volte)
Banche francesi: circa 1,6 mld $ (nel 2008 erano 78, circa 50 volte)
Banche tedesche: quasi 13 mld $ (nel 2008 erano 45, circa 4 volte)
CDS (derivati di assicurazione) sull’eventuale default greco: attualmente 1,6 mld $ (nel 2008 erano 80, quasi 50 volte)
Quindi chi ci perde di più attualmente… è la Germania (anche in termini di immagine).

questo che tracci -peraltro era proprio quello che cercavo di sapere- riguarda il DEBITO PRIVATO delle banche EU coinvolte, che costituisce solo il 10% dell’esposizione sul totale dei € 300 mld di deb in gioco;

la maggiorparte di questo debito è in pancia ad istituzioni governative internazionali (FMI) e istituzioni pubbl dei vari paesi UE (DE 60 mld, FR 45 mld, IT 40 mld, ES 25 mld + altri 30 mld degli altri Stati membri a formare un tot di in area euro); saranno queste (NOI COMPRESI italiani contribuenti) a rimetterci maggiormente se decidono di lasciare colare a picco la Grecia – nota: ho scritto “se decidono di” dato che la cosa non è più in mano ai greci ormai, ma in quelle della UE e della BCE(a loro volta governate dall’alto da Zio Sam…), infatti ciò che scrivi in seguito “Penso che a questo punto sarà lei (BCE ndr) la prima a cedere… probabilmente finanziando lei il pagamento del prestito al FMI (è una mia supposizione): proprio perché non può permettersi che si vada oltre” ha una sua pertinenza e una sua logica, immaginando ciò che draghi, la BCE e i vertici UE temono maggiormente come conseguenza immediata di un default caotico della Grecia, cioè di vedere compromettere la fiducia in queste istituzioni ed allargare la platea di euroscettici. La POLITICA (più che l’economia nelle sue perdite -comunque rilevanti, € 300 mld rimangono pur sempre una cifra considerevole) potrebbe sgretolare il progetto della moneta unica eu. e sono convinto che i vertici EU questo lo sanno bene.

Nota: probabilmente finanziando lei (la BCE ndr) il pagamento del prestito al FMI non è del tutto esatto; la BCE non finanzia e non finanzierà un bel niente; la BCE non stampa nemmeno moneta; in realtà SE AVVERRA’ QUESTO, saranno tutti soldi dei cittadini europei prelevati (si potrebbe anche dire ESTORTI) tramite il meccanismo diabolico dei vari ESM e EFSF…

Quindi è facile alla fine concludere che in entrambe le opzioni possibili che sceglieranno -Grecia IN , Grecia OUT- ci rimetteremo sempre, comunque, noi contribuenti europei. Ora è facile dire : MA NON POTEVANO FARLA FALLIRE NEL 2010, LA GRECIA, QUANDO IL SUO DEBITO ERA ASSAI MINORE??

vero, scontato, ma c’è un particolare da considerare : allora l’esposizione privata di alcuni istituti bancari eu (francesi e tedeschi in particolare) verso il debito greco era di quanto sia ora… tramutare il debito privato in debito pubbl è una panacea che non si scopre certo ora ed è una risoluzione molto comoda per risolvere problemi apparentemente intricati… è stato applicato più volte in passato, anche prima della nascita della UE stessa, e l’italia questo lo sa bene(gli esempi non mancano: una famiglia in particolare, gli Agnelli, hanno fatto la loro fortuna in questo)… gli stessi americani hanno applicato il concetto, dal varo del TARP 2007 quando il Congresso deliberò $ 700 mld di denaro pubbl per andare a colmare il buco creato dalle loro banche d’affari private per mezzo di sconsiderate operazioni ben note di quest’ultime(attuando questa manovra, sputtanarono loro stessi e la loro filosofia di economia liberista secolare, tra l’altro, ma di fronte alla catastrofe imminente si turarono il naso ed abbracciarono il concetto STATALISTA)… un debito pubbl è assai più sostenibile di un debito privato, e fa anche molto meno paura a mercati ed investitori…

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aorlansky60
Scritto il 17 giugno 2015 at 08:45

john_ludd@finanza: Lukas, La settimana prossima me ne vado dove spero non trovare internet troppo spesso, giusto per telefonare ogni tanto a casa usando skype, unico modo per tentare l’impossibile: abbandonare la nave dei folli. Non è meglio il silenzio della propria barchetta in mezzo a onde alte 20 metri che il frastuono della pista da ballo del Titanic in compagnia di invadenti ballerini ? Perdere si perde tutti, ma perdere bene è questione di metodo. Fatelo anche voi… cercate di perdere bene, salite sulla vostra personale barchetta !

Un pò t’invidio, beato Te che hai le possibilità per farlo; non so dove andrai -immagino in un luogo assai diverso dalla caciara e dal frastuono quotidiano della civiltà- ma anch’io ogni tanto anch’io accarezzo l’idea, penso che mi piacerebbe poterlo fare, disponendo di tempo e mezzi(…), anche per un periodo limitato; buon viaggio John, sia col corpo che con la mente. :-)

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john_ludd
Scritto il 17 giugno 2015 at 10:40

aorlansky60,

io ho le stesse possibilità di molti altri, non tutti certo, ma molti. Non ho pensione, nè ho maturato i diritti ad averla, e al ritmo attuale, peraltro parco, lo finirò prima di diventare vecchio. D’altra parte penso che questo signore abbia ragione mentre tutti gli altri sono dei folli, sia quelli che danno i consigli sai quelli che li seguono:

Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama

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paolo41
Scritto il 17 giugno 2015 at 14:46

non sai quanto buon senso c’è nella tua ultima recensione del Dalai Lama. Purtroppo i fatti della vita delle singole persone cozzano spesso con gli obiettivi che ci poniamo nella fase matura della parabola umana, diciamo quella più fruttuosa sia da un punto di vista economico che esistenziale.
Ma purtroppo non siamo noi a decidere del nostro destino (considerazione puerile nella sostanza, tragica quando ne subisci le conseguenze).
Anche a me piacerebbe sedermi in altri lidi, vivere con le mie pur parche necessità e con i miei personali interessi, esiliarmi, come fai tu, in un mondo quasi idilliaco che molti del blog ti invidiano. A me, come a molte altre persone, non è toccato tale destino e i legami affettivi mi hanno portato a fare delle scelte che hanno praticamente annichilito ogni sogno di libero pensiero e di libero vivere. Ribadisco: è stata una scelta convinta non una costrizione!!!!
Riporto un pensiero di T. Terzani ” il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso non l’arrivare”.
Ed è con tale pensiero che ti auguro un felice periodo di vacanza e di distacco dalle misere considerazioni che Danilo ci permette di scaricare sul blog.

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john_ludd
Scritto il 17 giugno 2015 at 16:15

paolo41,

Paolo, andare fisicamente lontano aiuta ma non è necessario. A volte basta uscire solo di casa, ma ciò che è importante, dirimente dieri, è mai smettere di immaginare. Questi signori lo avevano ben presente:

“Il mio ideale di uomo realizzato: radicato nelle cose, ma sognatore”

Tiziano Terzani

“Pochi sanno che l’uomo vale per ciò che non fa, per le cose trascurabili che sa scartare, per gli accadimenti dai quali sa distogliere lo sguardo, per i bisogni che sa estinguere. Si fa una statua asportando il marmo superfluo dal blocco, si diventa schietti e pronti levando di mezzo le abitudini dannose, gl’impedimenti; alla stessa stregua: si impara a far attenzione togliendo di mezzo le informazioni di nessun conto.

Al contrario l’uomo massa: in grazia dell’accumulo forsennato e distratto di notizie e di rappresentazioni, le quali restano poi tutte inutili perché non allegorizzate, egli smarrisce ogni possibilità di incontrare un limite, un destino.”

Elémire Zolla, Storia del Fantasticare, Bompiani 1964

Pensieri scritti decenni or sono che riprendono saggezza antica come il mondo. Vedi, noi non siamo mai stati moderni, illudersi di esserlo senza sapere cosa significhi reca solo sofferenza. Ciao.

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lampo
Scritto il 17 giugno 2015 at 23:01

aorlansky60,

Certo… non intendevo in maniera diretta. Ad esempio basta che semplicemente riduca i requisiti come collaterali… che le banche greche si liberano di parecchia liquidità… e quindi appaiono i soldi per pagare l’FMI.

Come ho ripetuto sempre in passato nei miei commenti, la Grecia è solo una questione politica… anzi geopolitica se vogliano essere precisi.

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