Grecia: il piano di austerity non basta. E ora?

Scritto il alle 09:27 da Danilo DT

Non bastano le misure votate in Parlamento, Eurogruppo sfiduciato, Grecia verso il default?

Probabilmente quanto detto da Papandreou domenica (riportato da Phastidio e segnalatomi da Paolo) è la perfetta sintesi di anni ed anni di gestione fraudolenta e corrotta che ha guidato la Grecia.

«Il nostro sistema politico è collettivamente responsabile di tutti i funzionari che abbiamo assunto per favoritismo, dei privilegi che abbiamo accordato per legge, delle richieste scandalose che abbiamo soddisfatto, dei sindacalisti e degli uomini d’affari che abbiamo favorito e dei ladri che non abbiamo messo in prigione»

Non posso certo negarvi che, per un attimo, ho provato a guardare “in casa mia”, intendendo ovviamente NON il mio domicilio ma l’Italia e qualche pensiero cupo mi ha assalito. Ma per fortuna la Grecia non è certo l’Italia e un pò di speranza e qualche prospettiva in più ce la possiamo meritare.
Certo, la malagestione ha ridotto la Grecia ad uno stato fallito. Fallito da anni ma che per un motivo o per l’altro si sta trascindando in un’agonia che, ahimè, ha il destino segnato.
E la prova ce l’abbiamo avuta proprio ieri sera.

Bruxelles, 14 feb. (TMNews) – La riunione straordinaria dei ministri delle Finanze del’Eurozona sulla crisi greca, programmata per domani ma mai convocata dal presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, sarà con tutta probabilità ’declassatà’ a una teleconferenza. Lo affermano, da Bruxelles, fonti del Consiglio Ue, precisando che si attende da un momento all’altro un comunicato di Juncker che spieghi la decisione.
Secondo altre fonti, citate dalla France Presse, non sarebbero ancora pronti i documenti, attesi da Atene, necessari a sbloccare il nuovo programma di aiuti da 130 miliardi di euro per la Grecia. Una riunione ‘ordinarià dell’Eurogruppo era comunque già prevista per lunedì prossimo, 20 febbraio, e potrà prendere le decisioni sulla Grecia, osservano le fonti.

Insomma, la farsa sembra sulla via della conclusione. La Germania non vuole più sganciare un centesimo. Anche perché i tedeschi hanno deciso di non concedere neinte a nessuno e quindi…perché concedere agli insolventi greci? E nello stesso tempo si lancia il messaggio: Atene ha fatto molto, ma ancora non basta.
Andatelo a spiegare ai cittadini greci. Ma a debita distanza, onde evitare sediate sulla schiena.
Per assurdo, andare a spremere ulteriormente la Grecia credo sia non solo impensabile ma anche inutile. Il destino è segnato e l’economia ellenica è completamente capottata.

“Greece’s economy shrank at an annual 7 per cent rate in the last quarter of 2011 as the recession deepened, following a 5 per cent decline in Q3, flash estimates by the country’s statistics service (ELSTAT) showed on Tuesday. The projection, based on seasonally unadjusted data, means the economy contracted by an average 6.8 per cent for the whole of 2011, more than earlier estimates of 5.5-6 per cent. The size of the contraction will make it harder to meet revenue targets to cut the country’s budget gap.”

Per tutti gli Dei dell’Olimpo. -7%! Come riuscire a resuscitare un morto? Perché di morto si tratta: recessione in ogni settore, disavanzo nelle partite correnti, insomma tutto che va a rotoli. E rischia di trascinarsi nel fatidico “effetto contagio” o effetto domino molto più di qualche singola banca. Devo ricordarlo il nome della prossima candidata alla crisi, più volte citata su questo blog? Vabbè dai, è il Portogallo

Intanto però ora bisogna gestire la Grecia, e tuto ciò che ne consegue. Un’economia condannata a tornare alle origini, all’agricoltura, alla pastorizia, senza la benché minima competitività commerciale, se non dopo un lungo periodo di transizione, e magari con il ritorno alla dracma…e chi lo sa…
Intanto però, vediamo cosa ci riserveranno i titoli di coda, dedicati al PSI (Private settlement involvement). Non escludo più nulla, ormai abbiamo visto che potrebbero tentare di rianimare persino uno scheletro…

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DT

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28 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 15 febbraio 2012 at 09:50

….ormai siamo alla farsa!!!! personalmente ho sempre sostenuto che la Grecia andava lasciata fallire due anni fa e lasciata altrettanto libera di uscire dall’euro, ma tant’è l’insipienza della governance europea che oggi stiamo assistendo a un disastro!!!!!
Per easperare il paradosso stanno chiedendo 350 milioni di tagli aggiuntivi, quando il prestito che viene fatto supera i 150 Mld !!!! Vuol dire cercare qualsiasi pretesto per NON trovare una soluzione….

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john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2012 at 10:03

Come già scritto in un precedente post le strambe regole di Maastricht non prevedono la “cacciata” di un paese dall’euro ma solo la sua uscita “volontaria”. Tutta questa manfrina ha senso solo se letta in questo modo: obbligare la Grecia a uscire “volontariamente” dall’euro. Le perdite nella pancia delle banche tedesche sono state ormai messe a bilancio, quelle francesi non del tutto ma quasi. Dare 130 miliardi (che diventeranno 180, 200…) alla Grecia non ha senso. Costa molto meno ed è molto più efficace pianificare un ritorno ordinato alla dracma con aiuti internazionali limitati ad evitare un massacro sociale (una specie di piano Marshall per un paese che di fatto è come se uscisse da una guerra). Con una moneta svalutata del 50% e l’impossibilità di spendere denaro che non possiede la Grecia tornerà a essere il paese misero con inflazione al 12% annuo che era. Saranno poi i greci a scegliersi una classe politica nuova, se si affidano di nuovo ai ladroni che li hanno portato a questo punto allora… abbiamo altro cui pensare. Le autorità e il cartello bancario ritengono che vi sia ora un cordone sanitario efficace con LTRO e con Monti in Italia. Il debito del Portogallo è 1/3 di quello greco, il vero momento topico per l’Europa è Madrid dove la situazione è pesantissima con una disoccupazione estrema e dove insistere con politiche di sola austerity porterà a una deflagrazione di tutto l’edificio europeo. La vedo in questo modo (anche tanti altri) nei prossimi mesi vediamo se mi sbaglio del tutto.

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paolo41
Scritto il 15 febbraio 2012 at 10:19

john_ludd@finanza,

..posso concordare con i tuoi commenti, ma secondo me il vero problema è nella Germania stessa, dove c’è un forte contrasto fra falchi e colombe, supportati da visioni politiche agli antipodi circa la continuazione o meno dell’Eu e dell’euro.
Sono altrettanto convinto che sono stati già studiati un piano A che prevede il mantenimento della configurazione attuale e un piano B che prevede l’isolamento della Germania con relativi vantaggi e svantaggi.
Fatto è che si stanno avvicinando le elezioni ed è, quindi, controproducente, sotto il profilo politico, scombussolare lo scenario prima di tale evento.

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john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2012 at 10:53

paolo41,

Prima ci sono le elezioni francesi a Maggio dove Frau Angela si sta impegnando nell’impossibile tentativo di far rieleggere Sarkozy (roba mai vista, un francese che chiede l’appoggio di un tedesco, De Gaulle si rotola nella bara). Si è parlato all’infinito delle goffaggini o presunte tali dei tedeschi. Faccio il bastian contrario qui: i greci in questi due anni hanno fatto qualcosa per riformare il loro demenziale sistema fiscale ? Serviranno molti soldi per tamponare la falla in Spagna (presumendo che l’assalto all’Italia sarà ridotto, per nulla garantito) e impegnare 180 miliardi per la Grecia non sembra essere un investimento vincente. Siamo comunque alle dietrologie, posso tranquillamente sbagliarmi, ma gli europei devono arrivare a una unione fiscale prima e integrazione politica poi e non credo che i tedeschi abbiano l’intenzione di imbarcare i greci in questo. Devono per forza avere torto su tutto ?

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flavio_5
Scritto il 15 febbraio 2012 at 11:06

Visto e considerato che i tedeschi non vogliono sganciare nemmeno un centesimo c’è davvero poco da fare…

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atomictonto
Scritto il 15 febbraio 2012 at 11:06

In effetti chiedere ulteriori garanzie per 350 milioni onde concedere un prestito/aiuto di 130 Mld suona abbastanza come una scusa per non portare a termine l’erogazione…
E’ come se chiedendo un prestito in banca di 13000 Euro mi sentissi rispondere “si, va quasi bene, però per darle i soldi vogliamo ulteriori garanzie per 35 euro!”.
E’ ridicolo.

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hironibiki
Scritto il 15 febbraio 2012 at 11:23

john_ludd@finanza,

Scusami John, ma anche se ci fosse come dici tu un’ unione fiscale in europa prima e un’unione politica poi, a cosa servirebbe?
Dai non si può pensare di continuare “ad espandersi” all’infinito. Ieri i dati sulla Apple citati dal mitico DT mi hanno fatto riflettere.. Se messi insieme a Google e Microsoft ci pagano META’ debito italiano. Assurdo avere aziende così grandi (queste non faranno altro che drenare denaro per i loro interessi = ricchi più ricchi e poveri sempre più poveri).
Ma tornando in Europa, come la combatti la globalizzazione? Con l’unione fiscale? Con l’abbassamento dei salari stile India o Cina (perchè a questo stanno puntando)?.
E’ tutto sbagliato, siamo in un sistema talmente marcio che si usa il nastro di carta per tappare falle ormai giganti.
Prima mettono il WTO e poi si sorprendono se l’economia cade.
Poi leggere sui vari siti della recessione.. Wow hanno scoperto l’acqua calda!! Per fortuna c’è l’unguento magico di Monti “cresci italia”.. Così ogni italiano potrà spalmarselo sulla testa e avere capelli folti e robusti :mrgreen:
A mio avviso è tutta una pagliacciata e gli italiani però cosa fanno al posto di dire BASTA?? BOOOM di ascolto a SANREMO. Boh forse sono io che sono “troppo duro”, ma non vedo l’ora di un grande cambiamento.

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a_rnasi
Scritto il 15 febbraio 2012 at 11:33

non è una questione numerica di 350 milioni di euro di garanzie, la questione è che altre garanzie che sono state richieste nel corso di questi ultimi anni a fronte dei soldi già versati sono andate disattese o non implementate in maniera efficace. Mi pare di aver letto da qualche parte che sulla lotta all’evasione sono state comminate multe per 80 miliardi di euro nel solo 2011 ma incassati 1/10). Come giustamente dice John le banche tedesche e francesi hanno già “ammortizzato” la perdita sull’esposizione in Grecia. Sinceramente viene a mancare uno dei tasselli fondamentali che hanno portato avanti la volontà del salvataggio della Grecia (l’esposizione delle banche). Rimane a mio giudizio un incognita ciò che può scatenare sui CDS il default Grecia (penso nessuno, nemmeno ai “piani alti” abbia idea di cosa comporterebbe, sempre mio giudizio il rischio di una nuova AIG all’europea è possibile). C’è molta più volontà a sistemare la situazione in Portogallo sia per ciò che ha fatto e implementato e per ciò che sono i potenziali danni collaterali sulla Spagna di un deterioramento della situazione, e di conseguenza tutta l’eurozona “core” (senza considerare il minore apporto necessario in termini di miliardi di euro per metterci una pezza rispetto alla Grecia). I colloqui intercettati settimana scorsa tra il ministro delle finanze portoghese e quello tedesco pubblicati su Youtube ne sono la conferma.

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bergasim
Scritto il 15 febbraio 2012 at 11:34

hironibiki@finanza,

Non sei affatto troppo duro, la speranza del big multinazionali usa ( oramai veri stati, con poteri di pressioni enormi ), sperano in cuor loro che i paesi emergenti possano sostituire la quota di consumo che mancherà nei paesi emersi ( usa, europa in primis ), dalla loro hanno i politici, gli economisti, gestori di fondi, hedge ecc.., se poi la disoccupazione nei paesi emersi rimarrà cronicamente alta, gli stipendi si abbasseranno, le tutele sul lavoro verranno cancellate, lassisetnza sanitaria un ricordo, la pensione un miraggio, saranno inequivocabilmente solo CAZZI NOSTRI!.
A lor signori non ne può fregare di meno di niente e nessuno, l’importante è tutelare quella piccola percentuale di miliardari vecchi e nuovi, pagare i politici ed economisti perchè ci ripetano che la globalizzazione fa trendy, costruire citta dal nulla come in kazakistan ( grattacieli da oltre 1000 metri), il resto dell’umanita per loro è solo MONNEZZA.

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Gigi
Scritto il 15 febbraio 2012 at 12:12

Scusate, non capisco perché si continuino a dire sempre le stesse cose.
E’ ovvio che la Germania non voglia ‘aiutare’ la Grecia. Dareste voi dei soldi (o anche solo la vostra garanzia) a chi sta già fallendo? No? Vero? E allora perché dovrebbe farlo la Germania?
E se anche decidesse di farlo (e non lo farà), poi dovrebbe dare soldi (o garanzie) anche al Portogallo, e all’Irlanda, e poi magari alla Spagna e all’Italia….. Ma siamo matti? Ma che stiamo dicendo? Non possiamo mica pensare che debbano salvare il mondo intero!
Quanto alla Troika ed alle sua richieste: stessa cosa!
Sono richieste fatte con la pistola alla tempia? Non mi pare! Non é lei che ha bisogno di dare dei soldi, é la Grecia che li sta chiedendo. E se li vuole deve dare delle garanzie. Non chiedono garanzie le banche quando volete un mutuo? Non le date? Niente mutuo. Ne date poche? Poco mutuo. E’ la legge del mercato. Non vedo nulla di strano.
Qualcuno chiede perché non si abbandona la Grecia a se stessa: vi piacerebbe rivedere le scene che abbiamo visto qualche anno fa a Bari quando attraccavano barconi con 2.000 persone magrissime e seminude provenienti dall’Albania? Vorreste rivederle con 4.000 persone provenienti dalla Grecia? Sarebbe comunque un problema umanitario continentale che coinvolgerebbe tutti. Per non parlare del terrore che diffonderebbe in giro, soprattutto in Paesi super indebitati come il nostro e tanti altri.
Andiamo, la Grecia si é impoverita e si impoverirà ancora. Ma in fondo, a ben vedere, sta semplicemente riportando il proprio tenore di vita alla propria effettiva ricchezza. Probabilmente tornerà ad essere un Paese ad economia prevalentemente rurale, tutto agricoltura e pastorizia, poco di più. Ma almeno non vivrà di economia drogata e numeri falsati. Sarà più sana. Più povera, ma più sana. E da lì dovrà ripartire.
Quanto all’Italia, probabilmente tra non molto toccherà anche a noi. DT ha ragione a farsi venire pensieri cupi: quanto dice Papandreou é il perfetto ritratto del nostro Paese. E lo sappiamo tutti. Smettiamola di negarlo solo perché non ci piace. E’ così.
Anche noi abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità per decenni, contraendo un debito mostruoso per pagare ciò che non ci potevamo permettere, dilapidando risorse ed opportunità uniche e (forse) irripetibili. E smettiamola pure di dare sempre la colpa a questo o a quel politico, a questo o a quel partito. Perché i nostri miseri politici li abbiamo votati noi, non la Grecia o la Germania. E i nostri miseri partiti rappresentano gli italiani, non i greci o i tedeschi. Ciò vuol dire che i miseri siamo noi, e in miseria finiremo. Perché é giusto così. E da li dovremo ripartire.

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john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2012 at 12:15

a_rnasi@finanza,

Sono d’accordo con te. Il vero timore generale è l’effetto domino sui vari sistemi bancari. L’uscita di un paese dall’euro significa che tutti i suoi debiti denominati in euro vanno in default. Tutte le banche vanno nazionalizzate e ricapitalizzate dalla banca centrale nella nuova moneta locale. L’inflazione sarà rampante per i primi anni in quanto l’import di materie prime diverrà molto oneroso, la disoccupazione potrà arrivare ai livelli degli anni 30 etc… Il timore quindi delle autorità e del cartello bancario che le controlla è questo: il fuoco si fermerà ad Atene ? La mia opinione è che non esiste alcuna possibilità di avere un’economia solida senza nazionalizzare le banche e ricapitalizzarle convertendo le obbligazioni in capitale (e solo allora se non basta con i soldi dello stato). Dopo qualche anno, fortemente ridotte come dimensioni, con una netta separazione tra banche commerciali e banche d’investimento, potranno essere vendute ai privati. Ovvio che questo sarà estremamente doloroso, ma la scelta è tra qualche anno di pena (e un ricambio completo ai vertici) e una agonia eterna.

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Scritto il 15 febbraio 2012 at 12:24

a_rnasi@finanza,
john_ludd@finanza,

Condivido!

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smsj
Scritto il 15 febbraio 2012 at 13:24

Dream Theater,

john_ludd@finanza,

john_ludd@finanza,

Anch’io credo che si stiano trovando tutti i pretesti per non fare quello che si dice voler fare. E anche il salvataggio della Grecia è una missione impossibile, e sopratutto inutile.
Forse si sta prendendo ulteriore tempo, senza erogare nessun aiuto, per arrivare ad una soluzione “diversa” da quelle normalmente contemplate:
LA GRECIA VA IN DEFAULT MA RESTA NELL’EURO.
Dove sta scritto che una nazione dell’area euro che defaulta debba per forza esserne estromessa?
E se ci si pensa bene, arrivati a questo punto che il contagio alle nazioni core è in buona parte scongiurato, sarebbe anche un’ottima risposta alla comunità finanziaria/speculativa internazionale in relazione alla debolezza dell’area.
Che ne pensate?

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smsj
Scritto il 15 febbraio 2012 at 13:27

volevo coinvolgere a_rnasi@finanza, non due volte Ludd

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john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2012 at 13:40

bergasim,

Il mercato può rimanere irrazionale molto più a lungo di quanto un investitore può rimanere liquido. Lo scrisse J.M.Keynes 80 anni fa.

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smsj
Scritto il 15 febbraio 2012 at 13:43

Dream Theater,

DT, il commento precedente non mi è passato. Ho sbagliato qualcosa?

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    Scritto il 15 febbraio 2012 at 13:45

    Approvato.a volte l’antispam fa strani scherzi (quando trova dei link)

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a_rnasi
Scritto il 15 febbraio 2012 at 14:37

EURO ZONE FINANCE OFFICIALS CONSIDERING PROPOSAL TO DELAY ALL OR PART OF GREEK BAILOUT YET STILL AVOID DEFAULT-EU SOURCES

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a_rnasi
Scritto il 15 febbraio 2012 at 14:42

smsj@finanza,

diciamo che secondo me in caso di default converrebbe alla Grecia uscire contemporaneamente dall’euro per sfruttare la leva del cambio a suo favore ed essere aiutata esternamente dal FMI (e quindi indirettamente anche dall’ Europa stessa). Ma è una mia opinione, disegnare scenari potenziali e sue conseguenze è da Nostradamus.

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lukeof
Scritto il 15 febbraio 2012 at 15:11

Gigi,

Scusami ma a me sta menata “oddio abbiamo vissuto al di sopra nelle nostre possibilità” mi ha un pochino stufato.
Se dobbiamo fare il calcolo REALE di chi vive “sulle sue possibilità” sia a livello ambientale che economico, beh allora soltanto gli Indios dell’Amazzonia e i Pigmei delle foreste del Congo rispettano questo parametro. Ergo ritengo pressochè inutile e capzioso questo concetto.
Oppure ci riprendiamo Lenin (o i Boscimani) e non produciamo surplus di alcun genere e non generiamo ricchezza ma solo la sussistenza minimale.

Inoltre intendiamoci, quest’altra questione che “tutti” i Greci sono colpevoli di chissa quale reato economico mi pare un’altra boutade. Detto chiaramente chi ha beneficiato realmente di “ricchezza non dovuta” parametrata al merito sarà si e no il 10% – 15% della popolazione ed esattamente quella collusa con un sistema politico delinquenziale, che peraltro non è nemmeno caratteristica esclusiva della Grecia avendo visto ad abundantiam sistemi similari se non peggiori in opera in Italia e dovunque in Occidente, ivi compresi gli USA e perfino la Cina.

Quindi mi sembra francamente un bel paravento ideologico.

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manuel.finanza
Scritto il 15 febbraio 2012 at 16:41

Tutto fa pensare che il pacceto di aiuti lo vogliono spostare al dopo elezioni che i greci vogliono fare ad Aprile
Nota..al preventivo di bilancio dell 2012 l unica voce che non si e ridotta ansi ha avuto un incremento di 22,5% e le spese militari per 25 milioni

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greenday2
Scritto il 15 febbraio 2012 at 17:56

La spiegazione di tutto ciò è semplice ed a tratti perfino condivisibile.

La grecia negli ultimi 2 anni, si è impegnata solo a PAROLE a diventare un paese europeo, e a cercare di riportare la situazione ad un livello accettabile. Ma nella realtà, oltre a qualche taglio qua e la, non ha fatto ASSOLUTAMENTE NULLA per almeno convincere di avere la voglia di uscire dalla situazione attuale. Tanto pensava, alla fine i tedeschi dovranno mollare le briglie perchè il nostro default (greco) causerebbe un cataclisma. Ecco però che il LTRO ha distribuito un paio d’assi ai paesi virtuosi, e messo in sicurezza (almeno per ora) il sistema bancario europeo.

A questo punto il morzal hazard greco non ha piu ragione d’esistere e giustamente (o forse no, ognuno ha le sue opinioni) la Germania ora alza la posta in gioco.

Meglio subire ora un possibile forte contraccolpo causato dal default greco o invece accettare di fatto di convivere con un paese che MAI (a maggior ragione se potrà sempre giocare la carta del default come minaccia al sistema europeo) vorrà mettersi in linea con le direttive europee?

Nel 2009, le repubbliche baltiche si son prese un -15% di PIL pur di garantire una continuità monetaria…altra cultura ed altra mentalità mi verrebbe da dire.

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gainhunter
Scritto il 15 febbraio 2012 at 20:52

Altra questione: se la Grecia uscisse dall’euro e svalutasse di brutto, sarebbe un bel concorrente per l’agricoltura italiana :|

lukeof@finanza,

Sottoscrivo.

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kry
Scritto il 15 febbraio 2012 at 23:09

gainhunter,

E soprattutto un concorrente per il turismo,e questo dovrebbe spronarci a fare le cose meglio. A livello industriale potrebbero ritornare le attività che per ragioni concorrenziali sono state trasferite in Bulgaria.

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gainhunter
Scritto il 16 febbraio 2012 at 00:44

kry@finanza,

Giustissimo!
Il rischio è che chi governa guardi solo alle conseguenze del contagio in ambito finanziario, sottovalutando le conseguenze economiche…

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hermes pal
Scritto il 16 febbraio 2012 at 01:30

perche junker stasera dice che è ottimista (LUI)?
xche oggi andava tutto male e la sera dice questo?
è una notizia falsa AGI (scritta a cane?)
xche jukker non ha dato i 130 oggi allora?
mah!!!!!
pareri?
http://www.wallstreetitalia.com/article/1324189/grecia-juncker-fiducioso-decisione-aiuti-eurogruppo-lunedi.aspx

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hermes pal
Scritto il 16 febbraio 2012 at 01:46

hermes pal@finanzaonline: perche junker stasera dice che è ottimista (LUI)?xche oggi andava tutto male e la sera dice questo?è una notizia falsa AGI (scritta a cane?)xche jukker non ha dato i 130 oggi allora?mah!!!!!pareri?http://www.wallstreetitalia.com/article/1324189/grecia-juncker-fiducioso-decisione-aiuti-eurogruppo-lunedi.aspx

ho letto meglio sara fiducioso x buttare fuori la grecia dall’europa

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