Goldman Sachs: frode o speculazione?

Scritto il alle 23:55 da Danilo DT

Poco importa se Goldmans Sachs è da un sacco di mesi in cima alla nostra top list delle banche più truffaldine e (lasciatemi passare il termine) mafiose di tutto il sistema finanziario americano.

Ne parliamo da mesi. Goldman Sachs la manovratrice sottobanco, Goldmans Sachs, la banca che pilota le aste dei Titoli di Stato USA, Goldman Sachs, che vive sulle spalle del contribuente spennandolo con tremende speculazioni, arricchendo in modo indicibile i manager facendo uso della finanza più spericolata ed aggressiva.

Mi verrebbe da dire: VE L’AVEVAMO DETTO ma preferiamo commentare la notizia e cercare di capire meglio. Uso il verbo al plurale in quanto non ero il solo a portare avanti una testimonianza contro l’operato di Goldman Sachs. Tra i tanti, ricordo uno dei membri del S.I.D. (Strategic Intermarket Division), Mattacchiuz, che da mesi ormai vive con l’ossessione di Goldman Sachs, nella piena consapevolezza che lì stava annidata la madre di tutte le truffe. E forse Mattaccchiuz aveva proprio ragione.
Al momento è impossibile dire se veramente Goldman Sachs è stato colta in flagranza di reato. Lo scopriremo presto. Ma sappiate che questa non è l’unica assurda speculazione spregiudicata fatta dalla GS.

In questo caso la Sec accusa Goldman Sachs di frode, per aver ingannato gli investitori confezionando e vendendo prodotti derivati legati ai mutui subprime senza comunicare cruciali informazioni. Fra le quali l’influenza esercitata dall’hedge fund di John A. Paulson sulla decisione di quali titoli inserire nei prodotti da vendere: i cdo strutturati per riflettere la perfomance del mercato dei residential mortgage-backed securities (Rmbs) «erano prodotti nuovi e complessi – osserva la Consob americana – ma i sotterfugi e i conflitti sono semplici e vecchi». (…) In base alla documentazione presentata dalla Sec, Goldman ha creato Abacus 2007-AC1 nel febbraio 2007 su richiesta di John A. Paulson, manager di hedge fund che nel 2007 ha guadagnato circa 3,7 miliardi di dollari. «Goldman, in modo sbagliato, ha consentito a un cliente che scommetteva contro il mercato ipotecario di influenzare pesantemente quei titoli immobiliari inclusi nei veicoli di investimento, mentre agli investitori diceva che i titoli» in questione «erano scelti da un soggetto terzo indipendente e obiettivo». «Stiamo valutando una vasta gamma di prodotti e transazioni. E accuse nei confronti di altri dipenderanno da quello che troveremo nel corso delle indagini: se riscontreremo altre situazioni simili, le perseguiremo in modo appropriato, spiega Robert Khuzami, responsabile della Sec. (FONTE : La Stampa)

Come prevedibile Goldman Sachs respinge le accuse definendole totalmente infondate. Ma le borse colgono la palla al balzo e…bboooomm… correggono anche se non in modo catastrofico. Certo è che la peggiore tra le big è proprio Goldman Sachs con un -12% abbondante.

Ma cosa può significare questo atto di accusa contro Goldman Sachs?

Io però non mi fermerei al singolo episodio. Quanto è accaduto oggi può accadere anche nei confronti di molte altre banche USA. E solo qualche giorno fa ne ho parlato copiosamente in un post che DEVE essere letto se volete capire cosa diavolo stanno combinando le banche USA.

CLICCATE qui per leggere il post sulla grande truffa delle banche americane.

Dicevo, non mi soffermerei sul singolo episodio ma sul fatto che stavolta è successo veramente un qualcosa che potrebbe muovere in modo determinante le acque.
E lo stesso presidente Obama, stasera, richiama all’ordine il sistema pretendendo (finalmente) al più presto una regolamentazione del mercato dei derivati. Questo si che sarebbe un vero risultato vincente. Non la multa a Goldman Sachs che di per se non cambierebbe nulla, non l’accusa e la punizione al singolo titolo. Ma la vera riforma del sistema finanzario di monitoraggio e gestione dei derivati. Una normativa comune a tutto il mercato.
E con esso, una migliore normativa sul sistema bancario, a partire dall’abolizione di sta stramaledetta Repo 105 che rappresenta tuttora una falsificazione di bilancio legalizzata bella e buona.

Ok, sono un sognatore romantico ed illuso. Ma purtroppo la soluzione al problema passa di qui. E se non arriva una regolamentazione come Dio comanda, nulla mai cambierà e, tra qualche mese, saremo nuovamente qui a raccontarci di una qualche nuova truffa scoperta, di una nuova falla nel sistema giudirico ed economico americano. Il tutto magari sempre in un mercato sempre più irreale e drammaticamente pilotato da dark pool e high frequency trading.

STAY TUNED!

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