FOCUS: soluzioni per evitare il fallimento greco

Scritto il alle 14:44 da Danilo DT

Grecia: tanto modi diversi di chiamare il fallimento. Ma ad un anno dal primo terremoto finanziario com’è la situazione? Come mai, nonostante l’impegno europeo, la crisi non si è risolta? E qual è la via d’uscita? Risponde Armando Carcaterra di Anima Sgr.

Buongiorno a tutti!
Ennesima puntata della “piccola partnership” (non di tipo commerciale, ci tengo a sottolinearlo) con una casa d’investimento (AnimaSgr).
Tengo inoltre a precisare che questo video è dedicato soprattutto agli investitori magari non super professionisti, ma è anche interessante per coloro che sono più “navigati”. Piccola nota: il video è stato creato qualche giorno fa ma ritengo sia sempre valido.
Ovviamente sarò ben lieto di leggere i Vs feedback su questa iniziativa. Vi lascio al video e alla sua trascrizione. Buona visione!

Immagine anteprima YouTube

Ad un anno da primo terremoto finanziario in Grecia, com’è la situazione?

Da qualche mese si discute di nuovo in Europa di ulteriori finanziamenti per salvare la Grecia dalla bancarotta. Questa volta però la parola d’ordine del governo tedesco è che il debito greco deve essere “riprofilato” (un modo un po’ ipocrita per dire che bisogna gestirne il “fallimento”). Le parole “default” o “ristrutturazione” non sono però state usate. La semantica questa volta non è una questione estetica o di buon gusto, ma nasconde un problema assai serio.
Nel maggio 2010, pur dopo molti mesi di indecisioni, i governi europei sembravano esser riusciti a mettere a punto un credibile meccanismo di aiuto della Grecia, rimpolpato anche dal contributo del Fondo Monetario internazionale, che arrivava a 110 miliardi di euro. Il prestito avrebbe dovuto consentire alla Grecia di finanziarsi per 3 anni senza ricorrere al mercato.
Poi, dal 2013, una nuova agenzia per il sostegno dei paesi europei in difficoltà, battezzata ESM (European Stability Mechanism), avrebbe proseguito nel lavoro, emettendo proprie obbligazioni garantite dai governi europei ed erogando nuovi prestiti. In cambio la Grecia si era impegnata in un severo programma di austerità, fatto di consistenti tagli del deficit pubblico, di riduzioni di salari e stipendi, di riforme strutturali e di liberalizzazioni.

Tuttavia, la situazione non si è risolta. Come mai?

Un anno fa, la scommessa dei governi era che i mercati avrebbero premiato questi sforzi, richiedendo tassi d’interesse più bassi sui titoli del debito greco, agevolando l’aggiustamento dei suoi conti pubblici. Ma così non è stato. Nonostante il governo greco abbia in gran parte mantenuto le promesse, i mercati non si sono mai pienamente convinti ed hanno continuato a richiedere “premi al rischio” molto elevati.
A fronte dello scetticismo dei mercati, il governo greco, ha così collocato i propri titoli presso le banche (soprattutto greche, ma anche tedesche) le quali, a loro volta, hanno dovuto farsi finanziare dalla Banca Centrale Europea. Inoltre, per stabilizzare i mercati, la BCE stessa ha acquistato molti titoli greci sul mercato aperto.
Il “default”, secondo molti osservatori oggi più probabile, significherebbe rimborsare i titoli in circolazione ad un valore più basso, ad esempio pagare 50 euro titoli che nominalmente nevalgono 100. Il “default” imporrebbe perdite molto rilevanti ai detentori dei titoli che, come abbiamo detto, questa volta sono principalmente banche greche, banche tedesche e la BCE.
Non solo: se i titoli greci divenissero “carta straccia” (ovvero raggiungessero un “rating” troppo basso), la BCE non potrebbe più accettarli in garanzia a fronte dei suoi rifinanziamenti a basso costo alle banche greche e tedesche, che rimarrebbero così senza liquidità.
A questo scenario si aggiunge anche la non remota possibilità di un contagio ad altri paesi in condizioni finanziarie precarie (Portogallo, Irlanda e addirittura Spagna). E una nuova crisi finanziaria sistemica in Europa, metterebbe a rischio la stessa tenuta della Moneta Unica.

Qual è allora la via d’uscita?

Il governo tedesco vorrebbe “riprofilare” il debito, cioè allungare la scadenza dei titoli: i titoli a 3 anni verrebbero portati a 5, quelli a 5 a 7 e così via. La BCE si oppone alla proposta tedesca, in quanto allungare forzosamente la scadenza dei titoli riduce il valore attuale e genera forti perdite per i detentori.
La questione sta per approdare nei prossimi giorni al Consiglio dei Ministri delle Finanze europei (il c.d. Eurogruppo). L'”escamotage” potrebbe essere che l’allungamento delle scadenze dei titoli greci sia “volontario”, cioè deciso dalle medesime banche detentrici dei titoli.
Secondo i tedeschi, se fosse volontario anziché forzoso il rating potrebbe rimanere invariato e la BCE potrebbe continuare a rifinanziare la banche.
Come giustamente è stato scritto sul Sole 24 ore di qualche giorno fa,”la capacità tedesca di complicare le vicende della crisi europea ha ormai raggiunto vette inesplorate”. L’importante è che la soluzione si trovi e presto. È l’incertezza il nemico peggiore dei mercati.

STAY TUNED!

DT

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30 commenti Commenta
tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 17:26

Veramente la discussione intorno al “reprofiling” o “rollaggio” consiste nello spostamento più in là nel tempo (probabilmente a 5 anni) mantenendo invariato il nominale e il flusso cedolare (oppure adeguandolo al tasso della troika).
Essendo l’alternativa l’haircut credo che le banche siano ben interessate ad accettare questo swap volontario su titoli che, attualmente, quotano poco sopra la metà del nominale.
Il retail è libero di scegliere se accettare lo swap o meno.
Tra l’altro non è chiaro se lo spostamento più in là nel tempo riguardi le sole scadenze entro il 2015 oppure tutto il debito.
Ma pare più probabile la prima soluzione, essendo la gobba del debito concentrata in quegli anni.
La soluzione, se approvata, rimane ottimale per continuare a fornire alla Grecia una linea di credito a tassi sostenibili. Permettendole così di non accedere ai mercati dominati dagli speculatori di Wall Street e della City, per concentrarsi senza problemi sul suo piano di modernizzazione e risanamento.
Le condizioni da ottemperare sono dure, ma è la sola strada praticabile per continuare a garantire stipendi e pensioni.
La sfida sarà sul piano della crescita, mentre i dati della bilancia commerciale – resi noti oggi – fanno intravedere un pò di luce.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 17:32

I dati resi noti oggi da ELSTAT:

The total value of imports-arrivals, excluding oil products, in April 2011 amounted to 2.488,4 million euros in comparison with 2.950,8 million euros in April 2010, recording a drop of 15,7%.

The total value of exports-dispatches, excluding oil products, in April 2011 amounted to 1.267,8 million euros in comparison with 1.180,2 million euros in April 2010, recording an increase of 7,4%.

The deficit of the trade balance, excluding oil products, in April 2011 amounted to 1.220,6 million euros in comparison with 1.770,6 million euros in April 2010, recording a drop of 31,1%.

The total value of imports-arrivals, excluding oil products, for the 4-month period from January to April 2011 amounted to 10.762,3 million euros in comparison with 13.112,9 million euros for the corresponding period of recording a drop of 17,9%.

The total value of exports-dispatches, excluding oil products, for the 4-month period from January to April 2011 amounted to 4.934,0 million euros in comparison with 4.424,7 million euros for the corresponding period of 2010, recording an increase of 11,5%.

he deficit of the Trade Balance, excluding oil products, for the 4-month period from January to April 2011 amounted to 5.828,3 million euros in comparison with 8.688,2 million euros for the corresponding period of the year 2010, recording a drop of 32,9%.

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 17:39

tommy271@finanza: La sfida sarà sul piano della crescita, mentre i dati della bilancia commerciale – resi noti oggi – fanno intravedere un pò di luce.  

hai visto che bello? quando serve i dati migliorano sempre.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:07

mattacchiuz:
hai visto che bello? quando serve i dati migliorano sempre.  

Ci sono i dati brutti e quelli belli.
I primi li conoscono tutti, ma ci sono anche gli altri …
Comunque, sono solo una piccola goccia in una grande questione.

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:40

era solo una piccola constatazione.
come i consumi americani: 7 milioni di disoccupati in più, 25 milioni di food stamp in più, 200 e rotti miliardi di credito al consumo in meno, ma i consumi continuano a crescere senza sosta.
quando i dati servono belli, escono belli :-) che fortuna!!

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:47

cmq un’idea per salvare la grecia io ce l’ho!

dovremmo investire i 100 miliardi su una società statale che promuova la ricerca di massa. tutti quanti dai 20 agli 80 anni se ne tornino a scuola a imparare la fisica così da mettere in luce il genio che nei prossimi 5 anni ( o sette, dipende dal riscadenziamento dei debiti ) brevetterà per lo stato il teletrasporto di massa. dai ricavi dell’azienda statale che avrà il diritto di sfruttare questa invenzione, il governo greco potrà bilanciare di nuovo le sue casse e vivere in prosperità nei secoli dei secoli amen.

che ne dite del mio progetto? se riuscissero nel brevetto, è FATTA!!

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:49

mattacchiuz: era solo una piccola constatazione.
come i consumi americani: 7 milioni di disoccupati in più, 25 milioni di food stamp in più, 200 e rotti miliardi di credito al consumo in meno, ma i consumi continuano a crescere senza sosta.
quando i dati servono belli, escono belli che fortuna!!  

La vera questione di oggi sono le banche italiane, per una volta lasciamo stare gli americani.
In questo caso, i dati “belli” non sono usciti. Che sfortuna :mrgreen:

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:52

mattacchiuz: cmq un’idea per salvare la grecia io ce l’ho!dovremmo investire i 100 miliardi su una società statale che promuova la ricerca di massa.tutti quanti dai 20 agli 80 anni se ne tornino a scuola a imparare la fisica così da mettere in luce il genio che nei prossimi 5 anni ( o sette, dipende dal riscadenziamento dei debiti ) brevetterà per lo stato il teletrasporto di massa. dai ricavi dell’azienda statale che avrà il diritto di sfruttare questa invenzione, il governo greco potrà bilanciare di nuovo le sue casse e vivere in prosperità nei secoli dei secoli amen.
che ne dite del mio progetto? se riuscissero nel brevetto, è FATTA!!  

E’ un’idea.
Inizia con il tuo capitale … al posto del teletrasporto alla Star Trek poi utilizzare le nuova “fusione a freddo” :mrgreen:

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 18:58

non mi riferivo in particolare ai dati di oggi, ma ogni volta che mi capita di vedere il consumer spending ti giuro che non riesco a capacitarmi di come facciano a continuare a consumare, dove trovino i soldi, e con quale insensata leggerezza ancora gettino ( sempre supponendo che i dati siano veri ) i soldi in macchine e cazzate elettroniche… Mah

si ho detto il teletrasporto solo per indicare una tecnologia il cui sviluppo sia almeno un pelo più probabile di quanto non sia la possibilità di riuscita del piano di salvataggio :-)

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:00

tommy271@finanza: Inizia con il tuo capitale …

e poi perchè devo iniziare col mio capitale? sarà la commissione europea, o l’imf o la bce, o qualsiasi altro istituto sul quale non ho nessun controllo che userà i NOSTRI CAPITALI! ma loro, a differenza mia, lo faranno per davvero…

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:05

mattacchiuz: non mi riferivo in particolare ai dati di oggi, ma ogni volta che mi capita di vedere il consumer spending ti giuro che non riesco a capacitarmi di come facciano a continuare a consumare, dove trovino i soldi, e con quale insensata leggerezza ancora gettino ( sempre supponendo che i dati siano veri ) i soldi in macchine e cazzate elettroniche… Mahsi ho detto il teletrasporto solo per indicare una tecnologia il cui sviluppo sia almeno un pelo più probabile di quanto non sia la possibilità di riuscita del piano di salvataggio   

Non dirlo a me … sono un sostenitore della meccanica sull’elettronica.
Ovviamente, un perdente … :mrgreen:
Al teletrasporto preferisco la bicicletta.

Ma vedrai, la Grecia riuscirà ad uscirne.
Ci vuole tempo, ma non c’è altra soluzione.
Le altre ipotesi sono solo un salto nel buio.
Ed in questi casi – la storia ci è maestra – sappiamo chi ne approfitta in queste situazioni.

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:18

tommy271@finanza: Ma vedrai, la Grecia riuscirà ad uscirne.

ma da dove? da dove dovrebbe uscire? dai debiti? tutto il mondo è infilato nei debiti, la grecia non ne uscirà come non ne usciranno gli altri stati semplicemente perchè è matematicamente impossibile, cosa che a quanto pare ancora non è chiara. è MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE ridurre i debiti senza i fallimenti. al massimo li puoi trasferire… . e allora qualcuno si incazzerà non poco.
la gente può tollerare quasi tutto tranne l’ingiustizia. e a quanto pare l’ingiustizia è l’unico motore delle scelte dei nostri leader. ormai chi comanda è la finanza, e questo credo sia chiaro per tutti. stanno semplicemente disgregando la società. e lo pagheranno caro il prezzo della loro stessa corruzione.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:28

mattacchiuz:
ma da dove? da dove dovrebbe uscire? dai debiti? tutto il mondo è infilato nei debiti, la grecia non ne uscirà come non ne usciranno gli altri stati semplicemente perchè è matematicamente impossibile, cosa che a quanto pare ancora non è chiara. è MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE ridurre i debiti senza i fallimenti. al massimo li puoi trasferire… . e allora qualcuno si incazzerà non poco.
la gente può tollerare quasi tutto tranne l’ingiustizia. e a quanto pare l’ingiustizia è l’unico motore delle scelte dei nostri leader. ormai chi comanda è la finanza, e questo credo sia chiaro per tutti. stanno semplicemente disgregando la società. e lo pagheranno caro il prezzo della loro stessa corruzione.  

Guarda, io non ho debiti.
Ma tu mi sembri ossessionato da questa storia del debito … per intanto tutto il mondo gira sul debito da almeno un migliaio d’anni.
Non è una novità degli ultimi dieci anni … e il mondo non si è fermato.
Il debito pubblico vive sul “rollaggio”, neppure la Germania potrebbe stare in piedi se le venisse chiesto il rientro.
Che facciamo, allora?
Io rimango convinto che una distinzione andrebbe fatta se il debito può essere sostenibile o meno.
In questo caso, allora ritorna il discorso dell’avanzo primario e della possibilità di generare extra gettito.
Il resto lo farà il tempo e l’inflazione.

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:37

che cosa c’entra che tu non abbia debiti? nemmeno io, se per quello. qualcuno ne avrà per me e per te messi assieme… più qualcosa di più.

tommy271@finanza: per intanto tutto il mondo gira sul debito da almeno un migliaio d’anni.
Non è una novità degli ultimi dieci anni … e il mondo non si è fermato.

io lo so bene che il mondo non si ferma, grazie a Dio almeno quello non dipende dalle chiacchiere. è certo pure che se non si considerano “i transitori”, prima e dopo si sta bene. il problema è sempre nel mezzo… in mille anni ne abbiamo viste di cotte e di crude, e per quanto la storia insegni ( a quanto pare questa affermazione è evidentemente falsa ) nell’altro secolo di scelte sbagliate ne abbiamo fatte e non poco, tutte nate da problemi economici, da sperequazione e da guarda caso follie monetarie. ma forse sono l’unico a vedere l’instabilità politica…

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:43

mattacchiuz: che cosa c’entra che tu non abbia debiti? nemmeno io, se per quello. qualcuno ne avrà per me e per te messi assieme… più qualcosa di più.

L’ho detto, senza secondi fini.

Mi sembra che nei tuoi discorsi poni sempre l’accento sul debito come se questa fosse la questione prioritaria.
C’è anche altro che concorre alla “povertà” o alla “ricchezza di una nazione” …

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:45

e anche la storia del deficit primario vorrei tanto che qualcuno mi dimostrasse.
in bel set di equazioni che dimostri che è possibile arrivare globalmente a un surplus e sotto quali condizioni ( possiamo sempre far indebitare i privati stile us o uk o altri ) e allora sarebbe bello capire la stabilità. per ora le serie storiche parlano piuttosto chiaro: cresce il debito più velocemente di tutto il resto :-)
l’unica consolazione è che la ricchezza è ancora di molto superiore ( ovviamente complessivamente, ma si se andasse a guardare come questa è distribuita viene da mettersi le mani nei capelli ). rimane il fatto che in caso di rallentamento della crescita, pure il valore di quella ricchezza rischia seri haircut, mentre il debito cmq rimane, per legge :-)

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 19:48

tommy271@finanza: C’è anche altro che concorre alla “povertà” o alla “ricchezza di una nazione” …  

dici che non è proiritario il fatto che ogni singolo dollaro o euro di crescita implica un euro o dollaro di debito in più? nella migliore delle ipotesi. mi vien da chiedermi come mai le banche non investino il denaro, invece che prestarlo…

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Scritto il 24 giugno 2011 at 19:56

…cmq…pensateci un attimo… se la Grecia fa default o se il suo rating va a C, la BCE diventa il più grnde hedge fund del globo… e soccchezzzi…..

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:01

piglierà meno interessi… sarebbe incredibile… dovremmo pure salvare con denaro fresco quelli che il denaro lo stampano!! :-)
prima che tommy mi dica che non è così, la mia era solo una battuta :-)
cmq tommy sarebbe da incontrarsi, che si dialoga molto meglio. solo che mi toccherebbe venire in sede dell’imf… e li … sai… dovresti pagare tu che i soldi miei non li porterei. :mrgreen:

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paolo41
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:02

tommy271@finanza,

perchè escludi l’oil (detto anche petrolio) dalle statistiche??? non è che nel piano di austerity si torna all’uso delle candele; le spese per l’energia sono fra le voci più importanti della bilancia commerciale per i paesi che sono privi di risorse energetiche (vedi Italia ad es.).
Tutti i discorsi fatti finora precludono dal fatto che il popolo accetti passivamente il piano. Prendi a paragone l’Italia: con l’annunciato nuovo piano fiscale si è già scatenata la guerra su “questo va bene e quello no”, “ridurre le tasse qui e aumentare di là”, “penalizzare tizio e favorire caio”, etc
In un paese come la Grecia dove lo Stato ha a libro paga più del 50% dei lavoratori e gli altri pensano solo a evadere le tasse, mi sembra alquanto difficile che il piano trovi attuazione.
Sono solo manfrine per ciurlare ancora una volta i polli….
E i mercati, che alle manfrine non ci credono, i titoli greci non li vogliono; infatti non c’è movimento e solo la Bce (che per statuto non poteva farlo) ha comprato titoli che sicuramente le rimarranno sul groppone.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:06

mattacchiuz:
dici che non è proiritario il fatto che ogni singolo dollaro o euro di crescita implica un euro o dollaro di debito in più? nella migliore delle ipotesi. mi vien da chiedermi come mai le banche non investino il denaro, invece che prestarlo…  

Lascia stare per un momento moneta, dollaro ed euro.
Prova a riflettere sui fondamentali:
Cosa determina la ricchezza e la forza di una nazione?
Come valuti la potenza di una nazione?
Da quanto oro ha in cassa o da quanta moneta riesce a stampare e distribuire al resto del mondo?
Collocazione geostrategica e “valore” del paese.
Quanto valgono i sassi dell’Afghanistan rispetto a quelli del Burkina Faso e quanto vale la Grecia nel contesto degli assetti mediorientali.
Se ci ragioni, sono tanti gli aspetti da considerare.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:07

mattacchiuz: piglierà meno interessi… sarebbe incredibile… dovremmo pure salvare con denaro fresco quelli che il denaro lo stampano!!
prima che tommy mi dica che non è così, la mia era solo una battuta
cmq tommy sarebbe da incontrarsi, che si dialoga molto meglio. solo che mi toccherebbe venire in sede dell’imf… e li … sai… dovresti pagare tu che i soldi miei non li porterei.   

8)

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:10

Dream Theater: …cmq…pensateci un attimo… se la Grecia fa default o se il suo rating va a C, la BCE diventa il più grnde hedge fund del globo… e soccchezzzi…..  

La BCE accetta sino alla C, suppongo … :mrgreen:
Per intanto siamo alla tripla CCC.
Nel caso della D bisognerà pensare a ricapitalizzare …

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:12

tommy271@finanza:
Lascia stare per un momento moneta, dollaro ed euro.
Prova a riflettere sui fondamentali:
Cosa determina la ricchezza e la forza di una nazione?
Come valuti la potenza di una nazione?
Da quanto oro ha in cassa o da quanta moneta riesce a stampare e distribuire al resto del mondo?
Collocazione geostrategica e “valore” del paese.
Quanto valgono i sassi dell’Afghanistan rispetto a quelli del Burkina Faso e quanto vale la Grecia nel contesto degli assetti mediorientali.
Se ci ragioni, sono tanti gli aspetti da considerare.  

non so se mi credi sprovveduto… questo è esattamente il mio ragionamento.
Vuoi conquistare una nazione senza sparare un colpo? prestale soldi che non può restituire, e paga bene la sua classe politica…
poi goditi quello che la legge ti permette di pigliarti, indipendentemente dal valore espresso in moneta locale.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:14

paolo41: [email protected],
perchè escludi l’oil (detto anche petrolio) dalle statistiche??? non è che nel piano di austerity si torna all’uso delle candele; le spese per l’energia sono fra le voci più importanti della bilancia commerciale per i paesi che sono privi di risorse energetiche (vedi Italia ad es.).
Tutti i discorsi fatti finora precludono dal fatto che il popolo accetti passivamente il piano. Prendi a paragone l’Italia: con l’annunciato nuovo piano fiscale si è già scatenata la guerra su “questo va bene e quello no”, “ridurre le tasse qui e aumentare di là”, “penalizzare tizio e favorire caio”, etc
In un paese come la Grecia dove lo Stato ha a libro paga più del 50% dei lavoratori e gli altri pensano solo a evadere le tasse, mi sembra alquanto difficile che il piano trovi attuazione.
Sono solo manfrine per ciurlare ancora una volta i polli….
E i mercati, che alle manfrine non ci credono, i titoli greci non li vogliono; infatti non c’è movimento e solo la Bce (che per statuto non poteva farlo) ha comprato titoli che sicuramente le rimarranno sul groppone.  

Le statistiche non le faccio io, quindi prendi i dati per quelli che sono.
Quelli ellenici sono ora certificati da Eurostat, non come quelli di un paio d’anni fa quando tutti facevano finta di niente.
Però l’accento che hai messo sull’oil, dovrebbe farti maggiormente riflettere sul perchè la Grecia non può uscire dall’area Euro.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:17

mattacchiuz:
non so se mi credi sprovveduto… questo è esattamente il mio ragionamento.
Vuoi conquistare una nazione senza sparare un colpo? prestale soldi che non può restituire, e paga bene la sua classe politica…
poi goditi quello che la legge ti permette di pigliarti, indipendentemente dal valore espresso in moneta locale.  

Non si direbbe anche il tuo ragionamento.
Le questioni di egemonia travalicano aspetti propriamente monetaristici.

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 20:32

Mattacchiuz ti lascio con questa, falla suonare ai tuoi amici a Madrid …

http://www.youtube.com/watch?v=vFYgsaf-xYc&feature=related

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mattacchiuz
Scritto il 24 giugno 2011 at 21:20

tommy271@finanza: Le questioni di egemonia travalicano aspetti propriamente monetaristici.  

Tommy, solo per i poveretti il denaro è ricchezza, per tutti gli altri il denaro è un mezzo… ! Lasciamo perdere sto discorso sul blog che mi rendo conto della scarsa funzionalità della messaggistica per esprimere certi concetti.

tommy271@finanza: Mattacchiuz ti lascio con questa, falla suonare ai tuoi amici a Madrid …

??? non ho capito.

tommy271@finanza: Mattacchiuz ti lascio con questa, falla suonare ai tuoi amici a Madrid …http://www.youtube.com/watch?v=vFYgsaf-xYc&feature=related  

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paolo41
Scritto il 24 giugno 2011 at 21:41

tommy271@finanza,

non esce dall’euro perchè a certi signori non conviene assolutamente che ci sia un paese che esca dall’euro, perchè tutti gli altri uscirebbero a ruota…..
La EU ormai è un’accozzaglia di interessi nazionalisti, dove i più forti violentano continuamente i paesi più deboli, che sono costretti ora a pagare per le speculazioni che i primi hanno fatto sulla imbecillità di alcuni governi che, con l’entrata nell’euro, pensavano di essere stati baciati dalla fortuna.
La Grecia è l’esempio più eclatante: ha fregato sui conti , non è stata capace di rispettare gli obiettivi legati al primo piano di aiuti ed ha, anzi, peggiorato la sua esposizione…
anche gli stati nord-europei hanno fatto capire che ne hanno le p…e piene delle continue indecisioni della Germania & C., essendo ormai pienamente convinti che qualsiasi ulteriore aiuto sono soldi buttati al vento.
Posso anche apprezzare il tuo “filosofeggiare” con Mat, ma torniamo alla dura realtà: la Grecia è FALLITA, c’è solo da decidere (io sostengo il prima possibile) come e quanto valorizzare il default….

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tommy271
Scritto il 24 giugno 2011 at 23:42

Caro Paolo, non mi risulta fallita la Grecia.
Martedì ha piazzato 1.650 MLN di titoli trimestrali intorno al 4,6%.
E’ all’interno di un percorso di risanamento che sta rispettando.
Martedì il Parlamento sarà chiamato a votare per un’implementazione del Memorandum, accompagnato da generosi aiuti da parte della UE.
Credo che il tutto sarà votato con ampia maggioranza, oltre al Pasok si affiancheranno altri deputati consapevoli dell’importanza storica dell’approvazione del pacchetto.
Dopodichè verrà rilasciata la “Quinta Tranche” e prenderà il via l’operazione di rollaggio volontario del debito.
Questo il percorso.
Non bisogna aspettare troppo, la prossima settimana per sapere se la Grecia è fallita.
Cioè se potrà continuare a pagare stipendi e pensioni, così allora potrai valorizzare il tuo default.
Questi i fatti.
Se invece ritieni sono altre le considerazioni da fare perchè la ritieni “fallita”, possiamo amabilmente continuare a filosofeggiare.

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