Fiscal cliff: accordo raggiunto, come previsto, ma i tagli alla spesa?

Scritto il alle 08:00 da Danilo DT

Ormai era nell’aria. Il fiscal cliff rappresentava non solo lo scoglio fiscale ma anche un pericolo molto serio per l’economia USA. Come scritto nei precedenti post sull’argomento, il fiscal cliff poteva valere un qualcosa come il 4% del PIL USA. Quindi era assolutamente necessario trovare un intesa tra Obama e il Congresso. Dopo giorni di discorsi e dispute, è arrivato il primo accordo con il Senato. E poi ecco arrivare in nottata l’accordo con la Camera. Quindi alla fine si sono raggiunti dei compromessi e, indovinate un po’, si torna a comprare tempo. Ma in cosa consiste questo accordo?

I compromessi per evitare il fiscal cliff

L’accordo raggiunto viene definito da Obama come una vittoria della classe media, in quanto dovrebbe andare ad evitare grossi traumi al maggior numero delle famiglie USA, andando ad evitare un inasprimento al 98% dei nuclei famigliari e il 97% delle piccole imprese. Quindi niente aumento delle tasse? In realtà le tasse vengono aumentate solo per quei nuclei famigliari con redditi oltre i 400-450 mila dollari USA (dipende se single o sposati).
E poi, fondamentale, il rinvio al taglio della spesa di due mesi e la proroga di un anno agli indennizzi sulla disoccupazione. E questi due elementi finali sono fondamentali. E in aggiunta, ulteriore 5 anni di estensione ai crediti d’imposta per l’infanzia e sui mutui agli studenti. Più altri incentivi a favore dell’energia pulita più inasprimenti per le imposte sui dividendi incassati dai più ricchi.
Insomma, mirino sulla classe economica più agiata, e risparmiato quel poco di classe media che rimane e ovviamente i meno ricchi.
E come la mettiamo sul deficit di bilancio?
Mah…bel problema… E si risolverà ancora come sempre…stampando denaro? Anche perchè il deficit è previsto in aumento di 3.900 miliardi di USD in 10 anni.

I dettagli ed i contenuti dell’accordo per evitare il FISCAL CLIFF

Più tasse per i più ricchi – Aumento dal 35% al 39,6%, come negli anni Novanta, dell’aliquota per le persone che guadagnano più di 400 mila dollari l’anno e le famiglie i cui guadagni superano i 450 mila dollari l’anno.

Restano sgravi per middle class – Vengono confermati gli sgravi fiscali per le famiglie della classe media e si rendono permanenti le aliquote della minimum tax.

Stretta su dividendi e capital gain – Verranno tassati al 20% (al massimo al 23,8%) per le persone che guadagnano sopra i 400 mila dollari l’anno e le famiglie con più di 450 mila dollari l’anno.

Aumento tassa successione – Viene innalzata dal 35% al 40% sulle proprietà che superano il valore di 10 milioni di dollari.

Proroga indennità disoccupazione – Le agevolazioni per i disoccupati di lungo periodo vengono estese fino alla fine del 2013, misura che riguarda almeno due milioni di persone.

Agevolazione infanzia e studenti – I crediti di imposta per chi ha figli e per gli studenti che devono pagare il college – si parla sempre di classe media – vengono estesi per cinque anni.

Sgravi a imprese che innovano – Vengono estesi fino alla fine del 2013 i crediti di imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione e per quelle del settore delle energie rinnovabili.

‘Doc fix’ – Stop alla riduzione dei pagamenti ai medici del programma Medicare (quello per anziani e disabili).

Tagli alla spesa – Vengono rinviati di due mesi e rimpiazzati con le nuove entrate e con tagli mirati in alcuni settori come quello della difesa. (Source)

Quindi si compra tempo e si spostano in avanti i problemi. E i costi come vedete vengono limitati in modo relatico con un aumento delle entrate. Quindi il fiscal cliff è stato, si, evitato. Ma di certo non sono stati risolti i problemi. Per lo meno , un po’ di serenità sui mercati ora è quantomeno auspicabile. Il fiscal cliff non rafforza lo scenario macroeconomico, ma, questo resta l’unico vero dato importante, evita shock nel breve termine.   Anche se è tutto da vedere come reagiranno i mercati che sono abituati a “guardate avanti”. Questo non è che un primo accordo. Nuove intese sono necessarie nei prossimi mesi in ambito debito ( che ha raggiunto e superato quota 16.400 miliardi) e spesa.

Riprendiamo quindi l’anno con lo stesso stile gestionale lascaito nel 2012: e non poteva essere diversamente.

STAY TUNED!

DT

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1 commento Commenta
7voice
Scritto il 2 gennaio 2013 at 19:24

solita vaccata americana ! tasse a chi tiene di + ! ma il taglio alle forze armate il neKo non lo vede proprio ? QUESTO è SOLO UN ALTRO CIALTRONE , VEDREMO TRA UN PAIO DI MESI DOVE SARANNO QUESTI MENTECATTI ! STANNO CAMPANDO A DANNO DI NOI EUROPEI CON IL DOLLARO SVALUTATO ! SOLO SE LA CINA MINACCIA DI ABBANDONARE LA CARTA X IL CESSO DI COLORE VERDE ? ALLORA FINISCE QUESTO FURTO CONTINUATO DI QUESTI CIALTRONI DI OLTREOCEANO !

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