EUROZONA: con PEPP e QE arriva una socializzazione di fatto del debito pubblico?

Scritto il alle 07:50 da Danilo DT

 

La BCE alza la posta, e potenzia il suo PEPP. Un incremento di 600 miliardi di euro estendendolo almeno fino al giugno 2021. La slide qui sotto vi riporta il PEPP anche meeting BCE della settimana scorsa. Adesso come detto è stato potenziato. BCE ha annunciato che la dotazione totale del programma PEPP sarà aumentata a 1.350 miliardi di euro. I rimborsi di capitale in scadenza e le cedole dai titoli acquistati nell’ambito del PEPP saranno reinvestiti fino almeno alla fine del 2022. Il programma ordinario di acquisto di attività (Asset Purchase Program) proseguirà a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, insieme agli acquisti nell’ambito della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi di euro fino alla fine del 2020.

Insomma, si tratta di una bella valanga di denaro che potrebbe ragionevolmente farci supporre che la BCE (magari temporaneamente) passi dalla logica del capital key ad un approccio più flessibile.
Detto questo, la BCE comprerà quindi tantissimi bond. Allo stato attuale questa è la situazione.

Titoli di Stato Italiani: chi li detiene?


Ecco chi possiedi i nostri BTP (e non solo) diviso per percentuali. E’ palese che post APP e PEPP (chiamiamo tutto questo QE o quantitative easing e non se ne parla più) queste percentuali sono destinate a cambiare. Ed è chiaro che la BCE acquisterà un peso decisamente rilevante a livello di bondholder di BTP (e stesso ragionamento vale per gli altri paesi).

(…) Entro fine anno l’Eurotower potrebbe infatti far posto nei propri forzieri ad almeno un quinto del debito pubblico italiano, sopravanzando quindi ogni altra categoria di detentore e in particolare gli investitori esteri che almeno fino a qualche mese fa (prima cioè di darsi alla fuga) sottoscrivevano la maggioranza relativa dei titoli. (…) «La quota del debito delle amministrazioni pubbliche italiane detenuta dalla Bce e dalla Banca d’Italia potrebbe essere ben al di sopra del 20% entro la fine del 2020» conferma Dennis Shen, analista capo per l’Italia di Scope Ratings, che mette a confronto questo dato con il circa 18% della fine del 2019 e il 5% precedente l’inizio del piano di riacquisti del marzo 2015 targato Mario Draghi. (…) «Entro giugno 2021 – avverte quindi Shen – la quota del debito italiano nel bilancio dell’Eurotower potrebbe facilmente aggirarsi o superare il 25%, in particolare se il Pepp dovesse essere ulteriormente aumentato». (…) [Source

A questo punto ragionando un attimo, mi rendo conto che la famosa “socializzazione” del debito, tanto temuta dai nordici, in realtà è un “work in progress”, visto che indirettamente ci sta pensando la BCE. A fine anno, la BCE avrà in pancia una quantità immane di bond di tutti i paesi dell’Eurozona e la sua esposizione al rischio sui paesi membri sarà tale che potremo considerarlo un ETF con benchmark un indice aggregate dell’Eurozona. Insomma, una socializzazione del debito indiretta.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 9 giugno 2020 at 08:49

Caro Danilo la Francia attraverso la Banca di Francia vede una contrazione del 15 % nel secondo trimestre dopo una del 5,3 % nel primo.
L’acqua è arrivata in prima classe e Madame Lagarde (quella “dell’usami come vuoi per la Francia”) e scesa in campo andando contro BUBA e Corte tedesca, adesso vedremo come rispondono, comunque a settembre Madame dovrebbe replicare.
Insomma è iniziata la guerra Franco-Tedesca non so come va a finire, sono certo che la nostra classe dirigente attuale stara dalla parte sbagliata fino alla fine per poi passare dall’altra parte.
Saluti a tutti.

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pistarr
Scritto il 9 giugno 2020 at 09:52

Mio zio, aveva una tipografia…una volta che ero da lui, avrò avuto 8 anni, lo sentii dire che gli mancavano i soldi per acquistare un certo macchinario…nella mia beata innocenza (primi germogli di destino finanziario) gli dissi. ” ma zio, perchè non li stampi tu qui?….
Crescendo, e passando da mio zio tipografo alla Zecca mi fu insegnato che , al di là che sarebbe stato troppo comodo, questo procedimento, se seguito su larga scala avrebbe creato un mostro di nome inflazione… Gli anni 70/80, poi ci hanno insegnato qualcosa, traducendo in realtà quello che era uno spauracchio sulla carta…..
Danilo, adesso mi chiedo e ti chiedo, visto che siamo tutti d’accordo che di inflazione non se ne vede e non se ne vedrà l’ombra per un bel pezzo (tanto da essere paradossalmente agognata), quello che tu sbandieri quasi quotidianamente circa il pericolo derivante dall’aumento del debito globale tramite le banche centrali che stampano….quanto può essere neutralizzato, inattivato, debellato ect dal fatto che l’inflazione (almeno per il momento) è scomparsa?
Ti chiedo questo perchè ho notato che tu dai una enorme importanza a questo aumento del debito citandolo come ingrediente principale di quella mistura micidiale che secondo i tuoi MONITI alla CONSAPEVOLEZZA dovrebbe far tracollare i mercati, visto che,( usando una stessa definizione) hai più volte dichiarato: ” Il miracolo continua” riferendoti alle recenti manovre delle Banche Centrali.
E’ ovvio che non ti chiedo il momento esatto di quando questo finirà (il lupo tanto invocato poi alla fine arriva), ma una ragionevole approssimazione temporale, una via di mezzo diciamo…
Sono consapevole che è un ragionamento, il mio, un po rozzo, soprattutto se messo in confronto alla incontrovertibile analiticità delle tue argomentazioni (sono un estimatore dei grafici e delle tabelle che produci a sostegno di quel che dici) ma come ebbi già modo di scriverti pochi giorni fa molto spesso un ragionamento un po rozzo ( in finanza, scienza non esatta) può essere più efficace ed efficiente di uno professorale

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