Euro corregge. Ma si tratta di una pausa di riflessione.

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Quale sarebbe il cross Euro Dollaro se la BCE fosse più spavalda? Qual’è il fair value della moneta unica?

Nella seduta di venerdì, sui mercati USA, l’Euro ha continuato con la sua correzione tornando sotto area 1.34. Ma non andiamo matti a trovare grosse motivazioni. Un mini “take profit” legato anche alla dichiarazioni di Draghi che ha espresso timori per l’export dell’Eurozona. Infatti per chi non lo sapesse, ogni apprezzamento del 10% dell’Euro riduce il Pil dell’Eurozona dello 0,5% e i profitti delle aziende scendono del 3%. Quindi una rivalutazione come quella avuta da luglio ad oggi, pari al 12% vs USD e 10% vs Yen influisce PER FORZA sulla redditività e sui dati delle aziende europee.

Ma la tendenza resta sempre rialzista per la moneta unica. E dello stesso parere sono gli speculatori.
Per la quarta settimana consecutiva, al CME si scommette su un Euro sempre forte. E lo si vede analizzando i dati del Commodity Futures Trading Commission (CFTC) usciti venerdì. Addirittura gli speculatori che vedono un Euro più forte sono aumentati di un 40% (per la cronaca sono diminuite le posizioni short sullo Yen).

Le motivazioni sono chiare a tutti, e ve le ho spiegate nei passati post.

A) i rimborsi dell’LTRO
B) l’impossibilità di stampare della BCE

Lasciando da parte l’LTRO, sapete che la BCE non può fare quello fa la FED. Francoforte deve contenere in primis i prezzi (inflazione inferiore al 2%), Bernanke ha come priorità la crescita economica. Senza poi dimenticare che la FED può essere anche prestatore in “Ultima istanza” e quindi stampare denaro dal nulla, utilizzandolo poi per comprare asset sul mercato. Ovviamente questo è quanto sta capitando negli USA con gli acquisti di titoli programmati.
La conseguenza è un Euro sempre più forte, anche incoerente rispetto alla realtà macroeconomica. Questi disequilibri possono durare all’infinito? Certamente no, ma possono però persistere per molto tempo.

Ma se la BCE si mettesse in “pari” con le altre banche centrali, e allargasse i cordoni delle tipografie, combattendo la “guerra valutaria” con le stesse armi delle banche concorrenti, quanto varrebbe il cross EUR USD?

«Secondo le nostre aspettative il fair value (valore corretto) dell’eur/usd è pari a 1,24. Nel caso la Bce fosse libera di stampare moneta il cambio euro/dollaro evidenzierebbe un forte calo in direzione del range 1,18-1,20», spiegano gli esperti di Ig markets che però difendono l’attuale linea della Bce: «Draghi deve continuare a mantenere l’indipendenza della Bce, non lasciandosi sopraffare dalle pressioni dei governi dei diversi Paesi di Eurolandia. Una banca centrale indipendente acquisisce reputazione e le sue politiche monetarie sono più credibili, avendo così’ un effetto maggiore sui mercati finanziari. Le continue iniezioni di liquidità nel sistema da parte di Fed e BoJ rischiano di perdere efficacia sulla crescita ma alimentare solamente le pressioni inflazionistiche». (Source

In linea di massima le nostre previsioni sono anche leggermente meno pessimistiche, con un fair value che si aggira in area 1.25. Ma tanto si sa, inutile combattere una guerra contro le banche centrali. Tanto si sa, vincono sempre loro.

Il rafforzamento dell’euro ha però conseguenze anche all’interno dell’eurozona, rischiando di acuirne nuovamente gli squilibri. Deutsche Bank calcola che per gli esportatori tedeschi, più competitivi la «soglia della sofferenza» con l’euro forte è a 1,54 sul dollaro, per la Francia a 1,24, per l’Italia a 1,17. Conclusioni analoghe da Morgan Stanley, secondo cui la parità teorica è a 1,33 per la media dell’area euro, ma all’1,53 per la Germania, a 1,23 per la Francia, a 1,19 per l’Italia. Euro quindi, ai livelli attuali, appunto attorno a 1,33/1,34, ancora sottovalutato nel primo caso, largamente sopravvalutato negli altri due. Non a caso, il Governo tedesco ha già espresso tutto il suo scetticismo sull’attivismo di Hollande in favore di un euro più debole. (Source) 

STAY TUNED!

DT

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8 commenti Commenta
ferrariferrari
Scritto il 11 febbraio 2013 at 11:29

…… Deutsche Bank calcola che per gli esportatori tedeschi, più competitivi la «soglia della sofferenza» con l’euro forte è a 1,54 sul dollaro, per la Francia a 1,24, per l’Italia a 1,17. Conclusioni analoghe da Morgan Stanley, secondo cui la parità teorica è a 1,33 per la media dell’area euro, ma all’1,53 per la Germania, a 1,23 per la Francia, a 1,19 per l’Italia.
IMPLICITAMENTE CI DICE CHE LA MONETA UNICA NON VA BENE PER ECONOMIE DIVERSE, E’ UNA FORZATURA CONTRO LE LEGGI ECONOMICHE NATURALI.

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Scritto il 11 febbraio 2013 at 11:36

No, ci dice che la Moneta Unica così NON va, perchè i disequilibri sono sempre più pronunciati. Allora, la si vuole fare una vera Unione Europea o vogliamo arrivare alla catastrofe?

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ferrariferrari
Scritto il 11 febbraio 2013 at 11:43

Dream Theater,

ma se in più di 100 anni non siamo riusciti a fare un’italia unica, riusciremo a fare una cosa più difficile, un’europa unica? pensa, per ipotesi, se il sud italia avesse avuto una sua moneta, o se la grecia non avesse aderito all’euro….
interessante questo link
http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30

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paolo41
Scritto il 11 febbraio 2013 at 12:03

….da domani i teutonici diventano “solidali” con i poveri paesi del sud-europa, ai quali finora hanno strizzato anche le pa..e, e si mettono a stampare moneta…..
Dream, personalmente posso apprezzare la tua speranza nelle previsioni, ma non credo che tu possa pensare che la cultura di un popolo, per natura egemonista, possa cambiare nel breve spazio di tempo. Ci vorranno almeno due generazioni, sempre che non avvenga una recessione globale, che non si vede in questo momento all’orizzonte, o un blak swan…

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paolo41
Scritto il 11 febbraio 2013 at 12:39

Mi viene di getto fare un commento fuori tema ma significativo: penso che siate al corrente che Giampaolo Galli, fino a qualche settimana fa Direttore generale di Confistruia, urlava, nelle trasmissioni economiche a cui partecipava, l’assoluta necessità’ di pagare con urgenza alle aziende private i crediti che queste avevano nei confronti delle varie amministrazioni statali, etc. Ebbene si è candidato nel Pd ed ha partecipato venerdi scorso a ski- economia, proponendo di saldare i suddetti debiti in 5 (dico cinque) anni!!!!!
Mi domando: quante di quelle aziende creditrici sarnno già fallite nei prossimi 5 anni, considerando che non riescono più ad avere uno straccio di credito dalle banche?????
Comunque, caro Galli, almeno il sottoscritto ma penso anche tanti altri, incluse le aziende creditrici, abbiamo molto “apprezzato” il voltafaccia, naturalmente dettato dalla “sindrome del politico”.

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paolo41
Scritto il 11 febbraio 2013 at 17:51

Se Draghi aveva fatto capire, la settimana scorsa, che non avrebbe accettato una eccessiva valutazione dell’euro, oggi Wiedman non ha perso l’occasione per ribattere che l’euro non è sopravalutato. Va bene cosi…..!!!!

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pecunia
Scritto il 11 febbraio 2013 at 18:16

paolo41: ….da domani i teutonici diventano “solidali” con i poveri paesi del sud-europa, ai quali finora hanno strizzato anche le pa..e, e si mettono a stampare moneta…..Dream, personalmente posso apprezzare la tua speranza nelle previsioni, ma non credo che tu possa pensare che la cultura di un popolo, per natura egemonista, possa cambiare nel breve spazio di tempo. Ci vorranno almeno due generazioni, sempre che non avvenga una recessione globale, che non si vede in questo momento all’orizzonte, o un blak swan…

dici il vero, ma io penso che il processo in atto necessiti il sacrificio di una generazione :la mia . Vale a dire quella generazione che comprende i non più giovani e non ancora anziani….. sigh…..

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moneys
Scritto il 12 febbraio 2013 at 18:38

generazione che comprende i non più giovani e non ancora anziani…

i nati dalla fine anni 50 ai primi anni 70 con il top di nascite nel 64, i più numerosi quelli che hanno fatto i doppi turni a scuola, che hanno ricevuto il congedo perche erano troppi quelli che non andranno più in pensione perche quasi nessuno pagherà contributi, questo mediamente vale in tutta europa

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