ESM, ok della Corte Costituzionale tedesca. Ma non significa FINE della crisi.

Scritto il alle 12:10 da Danilo DT

Alla fine tutto secondo copione. La Corte costituzionale tedesca ha dato il via libera alla ratifica da parte della Germania del nuovo fondo salva Stati europeo Esm (European Stability Mechanism) e del ‘fiscal compact’, conferendo però al parlamento il potere di veto riguardo qualsiasi ulteriore incremento delle dimensioni del meccanismo di stabilità. Qui ok all’ESM ma NO ad eventuali incrementi della cifra. Al massimo si dovranno impegnare i 190 miliardi stabiliti.
E questa clausola è l’unica condizione della corte. Un’inezia. I mercati festeggiano giustamente o comunque in ogni dove si leggono giudizi positivi su quanto accaduto. Un tassello importante nel processso di salvataggio dell’Eurozona con l’intervento del Fondo Salva Stati (ESM) più il ben noto OMT di Draghi e della BCE.
Quindi, finalmente il fondo ESM entra in funzione visto che la Germania è l’ultimo dei 17 Paesi della zona euro a dover ratificare il fondo salva Stati. Per la cronaca,se non lo sapevate, ecco come funzionerà il fondo ESM.

L’Esm nasce dall’esperienza maturata con il primo fondo salva-Stati, l’Efsf (European Financial Stability Facility, Fondo europeo di stabilita’ finanziaria) creato nel maggio 2010. L’Efsf – la cui vita operativa cessera’ il prossimo 30 giugno 2013 – ha una capacita’ di prestito di 440 miliardi di euro, di cui 292 già impegnati a favore di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (in questo caso solo a favore del settore bancario). Finora il mercato ha accolto con favore le emissioni dell’Efsf che, per i titoli a breve, ha addirittura ottenuto rendimenti negativi. Rispetto all’Efsf, che ha forma di societa’ registrata in Lussemburgo, l’Esm e’ una organizzazione intergovernativa nel quadro del diritto pubblico internazionale, frutto di una apposita modifica all’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Ue. Il capitale sottoscritto dagli stati membri è di 700 miliardi di cui 80 da versare entro il 2014: per l’Italia la quota sottoscritta è di 125, 39 miliardi mentre quella da versare è pari a 14,3 miliardi. La capacita’ effettiva di prestito dell’Esm è pari a 500 miliardi di euro, ma tale ammontare può essere rivisto ogni 5 anni. I prestiti saranno erogati in base a precise condizioni nel quadro di un programma di aggiustamento macroeconomico e di un’analisi di sostenibilità del debito pubblico effettuata dalla Commissione insieme al Fondo monetario internazionale e di concerto con la Banca centrale europea. Inoltre, l’Esm disporrà anche di una combinazione di capitale richiamabile impegnato e di garanzie degli Stati membri della zona euro per un importo totale di 620 miliardi di euro.Le decisioni potranno essere assunte a maggioranza qualificata dell’85% del capitale qualora Commissione e Bce segnalino la necessità di decisioni urgenti in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica della zona euro. Rispetto all’Efsf la gestione è affidata ai ministri delle Finanze dei paesi membri, sotto la supervisione del Commissario agli Affari Economici e del governatore della Bce. (Source)

Ok ok, gà so cosa volete chiedere… Cosa può significare tutto questo per l’Italia? E’ sicuramente un ulteriore supporto a sostegno del nostro debito. Ma non dimentichiamo anche gli “effetti collaretali” visto che il Bel Paese dovrà contribuire lui stesso a sostenere economicamente il fondo… Inoltre il sostegno ci sarà SOLO se chi governerà il paese farà quello che vuole l’Unione Europea. Quindi se si fa il compitino, allora ci sarà il sostegno.

Qualcuno parla di commissariamento dell’Italia. Beh, per chi non lo avesse capito, il commissariamento è realtà da un bel po’. E forse, se non ci fosse il commissariamento, l’Italia sarebbe fallita già da tempo…

Un’ultima cosa… in molti credono che con l’arrivo di OMT e ESM l’Italia sia ad un passo da uscire dalla crisi. Errore madornale. Questi espedienti possono tamponare efficacemente la speculazione. Ma la crisi economica, mi spiace, è un’altra cosa. Occorre intervenire con altri mezzi. Tanto per cominciare con la politica nazionale.

STAY TUNED!

DT

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5 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 13 settembre 2012 at 12:45

Bisogna spremere di più il Lussemburgo. 8)

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atomictonto
Scritto il 13 settembre 2012 at 12:50

“Occorre intervenire con altri mezzi. Tanto per cominciare con la politica nazionale.”
DT, la vedo dura….la “politica nazionale”, se ne è avuta ulteriore prova ieri, invece di pensare a bazzeccole come un piano energetico di lungo termine si preoccupa di parare il didietro ai MAESTRI di SCI, notoriamente tutti evasori al 90% degli incassi (come i maetri di tennis…dai abbiamo fatto tutti le lezioni da ragazzi col papà che sganciava la cinquantamilalire senza ricevuta), i quali col decretone sulle “false partite IVA” rischiano di finire tutti torchiati da Equitalia.
Piccoli Interessi di Parte è l’unico partito in Italia…il PIP.

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maurobs
Scritto il 13 settembre 2012 at 13:21

e bravo Atomic infatti proprio li si va a parare….nessuno nega che dei sacrifici bisognasse farli, il fatto è che i sacrifici li fanno i soliti noti…tutto il gran parlare che si è fatto di tagli ai costi della politica, alla burocrazia che serve a mantenerli, ma soprattutto AL SOTTOBOSCO POLITICO, che costa una cifra e serve a sistemare trombati di vario genere…il nulla più assoluto.Purtroppo mi sa che qui l’unico modo per vedere cambiare qualcosa, sia un regime dittatoriale, con i contro che ne derivano…e questo è un tratto distintivo dell’italico, abituato dagli anni democristiani al consociativismo e allo scambio di favore.E’ un’amaro sfogo ma mi sembra la realtà dei fatti.Per cui finchè non viene estirpato questo, la vedo dura per il nostro paese

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paolo41
Scritto il 13 settembre 2012 at 14:37

…potrebbe anche essere il principio della fine…che l’Italia sia commissariata già da parecchio tempo è fuor di dubbio e con Monti, europeista convinto ( probabilmente non nel giusto), dottorale e poco flessibile, ci siamo ancora di più infilati sotto le forche caudine dell’euro..
…quando parli di politica nazionale, sarebbe più giusto aggiungere “politica economica nazionale” che latita da tutte le parti e, peraltro, non c’è il coraggio di intervenire.
Se andiamo avanti così, chiudiamo una fabbrica al mese: i casi Ilva e Alcoa sono esempi eclatanti di come il Governo non si vuole sporcare le mani a finanziare la ripresa e lo sviluppo…. ma ci sono altri dieci casi come questi che sono sull’orlo dell’abisso….

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lampo
Scritto il 13 settembre 2012 at 15:57

Scusa DT ma non mi tornano i conti sulle reali disponibilità dell’EFSF. Mancano all’appello i 100 miliardi impegnati per la Spagna, quelli che impegneranno nei prossimi giorni per Cipro. Quindi dovrebbero essere rimasti poco meno di 60 miliardi.
Ciò non toglie che la decisione della corte costituzionale tedesca abbia ripristinato fiducia all’Europa, almeno fino al termine delle elezioni tedesche, oltre a permettere agli USA di godersi le loro in santa pace (senza dover pensare ad una crisi europea)
ma forse quello che pochi si sono accorti e’ il nove vole aiuto dato alla Cina che sta disperatamente cercando di rimettere in carreggiata la propria economia.
Quindi tutta la polvere messa sotto il tappeto, tornerà lievitata il prossimo anno…

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