ENI vs WTI OIL

Scritto il alle 06:25 da gremlin

Le tensioni nell’Islam mediterraneo mettono a rischio gli attuali equilibri strategici internazionali e fanno il gioco dei big speculator. Al di là delle implicazioni militari venerdì ci sono state nette ripercussioni di borsa: il blackout internet egiziano ha fatto traballare il Nasdaq 100 (-2,6% e MSFT -3,9%), WS nel suo complesso ritraccia vistosamente (ma senza panico), il MIB crea una trappola rialzista da manuale, la compagnia del rifugio (bond, oro e USD) si rafforza.
Due fortissimi segnali operativi di allerta li aveva lanciati DREAM con un tempismo invidiabile che meriterebbe una standing ovation: divergenza del DJ Transportation index e spread pazzesco WTI/Brent arrivato al -11,5%:

uno spread così anomalo lo si è visto solo a luglio 2008 con il WTI oil a 148, massimo storico raggiunto con un movimento progressivo originatosi dal minimo di 51 del marzo 2007.

Altro dato sospetto di questi giorni è stato l’ulteriore poderoso calo del Baltic index.

Che potrebbe succedere ora? un blocco del canale di Suez avrebbe conseguenze sui rincari dei noli marittimi e delle materie prime; e poi tocchrebbe al petrolio (maledetto petrolio, feticcio dell’evoluzione tecnologica e fattore primario di disgregazione socio-ambientale di lunghissimo periodo).
Il brent è già aumentato come da logica sottostante mentre il WTI è frenato (politicamente?), possibile quindi un ulteriore allargamento dello spread e poi ripresa verso nuovi massimi di periodo anche del WTI, quindi scenario progerssivamente più disastroso per le tasche del parco buoi. Al momento non è possibile escludere nulla, nemmeno una quarta crisi energetica: lo scenario internazionale che portò agli shock petroliferi degli anni ’70 torna d’attualità (inflazione al 20% in Italia, divieto di circolazione domenicale, TV spenta alle 22.00, grazie Rumor, con te la natalità è aumentata…), anche se ora avrebbe conseguenze ben peggiori di allora (iperinflazione in contesti di economie occidentali stagnanti).

Operativamente
Di tutte le cose che potrei dire per tradare una nuova crisi energetica ho scelto per ora ENI perchè non c’entra nulla col petrolio (!), procedo per esclusioni. Se confrontate i prezzi ENI con quelli del WTI nel periodo marzo 2007 – luglio 2008 potete vedere l’assoluta mancanza di correlazione di lungo periodo.

Da qui le prima regola per dirimere equivoci: “NON comprare ENI per cavalcare l’aumento del petrolio”.
Se invece ci limitiamo ad osservare il grafico daily notiamo una marcata correlazione col Mib da cui discende la seconda regola: “accumulare ENI solo sui ritracciamenti”.
Nel grafico ho messo dei rettangoli azzurri ad indicare le possibili aree di acquisto in un contesto di operatività dinamica di tipo pac. Questo è uno dei pochi titoli italici su cui ritengo profittevole nel lungo periodo agire in questo modo in considerazione della sua “solidità” e regolarità di lauti dividendi (regolarità obbligatoria trattandosi di cash cow istituzionale).

PS: ma è mai possibile che i nostri principali media non diano peso alle bordate di Licio Gelli sparate nell’intervista a “Il Tempo”? (quotidiano controllato dal premier che fa da portavoce al malcontento della massoneria sull’operato del premier, incredibile…)

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15 commenti Commenta
ottofranz
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:43

Anche tu in quanto a tempestività non scherzi ! Proprio stamattina stavo dando un’occhiata al futuro di Eni che ho avuto il fiuto (C..lo !) di vendere proprio la scorsa settimana. Ottima la tua analisi . Grazie

PS al tuo PS
http://www.grandeoriente-democratico.com/
se dai un’occhiata qui concorderai che questo è un altro di quei gineprai in cui a cercare dei funghi c’è da uscirne sanguinolenti. Più facile capire e centrare l’andamento di un indice , il che è tutto dire

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alfio200
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:43

Bene! Finalmente ci si sbilancia anche per quel che riguarda i suggerimenti. Comprate se, non comprate se…

Mi sembra giusto. Non si può sempre e solo presentare grafici e tendenze strategiche generali. E’ auspicabile che un sito come questo cominci a dare indicazioni di acquisto precise ai suoi seguaci.

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:48

alfio200@finanza,

è dal 2008 che io, in questo spettabile blog, ci metto la faccia con l’operatività… :mrgreen:

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:51

ottofranz,

Ottimo, mai innamorarsi dei titoli, se non germogliano o se hanno già dato frutti meglio liberarsene e attendere la prossima stagione per il nuovo raccolto…

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shoottheredc
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:55

complimenti per l’ottimo post…
personalmente non ho intenzione di fare un pac con eni, ma volevo chiedere (a scopo puramente didattico): per un pac con le opzioni potrei partire vendendo call 16.50? (50 euri per fare la benzina)

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shoottheredc
Scritto il 31 gennaio 2011 at 09:56

scusate…ho sbagliato…
vendendo put 16,50 :oops:

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 10:05

ottofranz,

ti sono immensamente grato del link che avevo perso, cristallino e profondamente educative le parole di Magaldi.
http://www.grandeoriente-democratico.com/Licio_Gelli_Silvio_Berlusconi_e_Gustavo_Raffi_una_Trimurti_inquietante_di_massoni_contro_iniziati_e_golpisti_Parte_I.html

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 10:09

shoottheredc@finanza,

aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh

DREAM abbiamo una nuova registrazione di uno che vuole sparare sulla croce rossa!!!!!! :mrgreen: (e farebbe anche bene visto le schifezze fatte dalla filiale italoromana)

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 10:12

shoottheredc@finanza,

NO ASSOLUTAMENTE nella maniera più ferma e decisa sconsiglio le isoalfa italiche in genere e in particolare le put nude
le isoalfa si fanno solo sui titoli tedeschi o Usa

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ottofranz
Scritto il 31 gennaio 2011 at 13:04

gremlin,

Si, però mai innamorarsi di Magaldi , se non germoglia o se ha già dato frutti meglio liberarsene e attendere la prossima stagione per il nuovo raccolto eh eh he :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 13:51

ottofranz,

saggio consiglio che accetto volentieri :D

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 13:56

oggi Bergasim è stato impietoso: 2 stelle

ma perchè… cosa ho detto di brutto… non ho pace… :cry:

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vichingo
Scritto il 31 gennaio 2011 at 15:22

Hai fatto un articolo che mi piace, anche perché sto restringendo ulteriormente l’nteresse per l’acquisto di qualche titolo sul nostro indice e ENI è il mio preferito, in assoluto. Interessante il pac, ma con il casino che c’è in giro, siamo sicuri che un’altra botta all’ingiù non ci sia? Io sto aspettando sul titolo uno storno che lo riporti a 15,75, circa il -10% dai massimi di questi giorni. La borsa è fredda e cinica e sopratutto le mani forti sanno dove vogliono portarla, malgrado il casino che c’è in giro per il mondo, pertanto non mi stupirei se la salita continuasse, rinfrancata da dati che vengono da oltre oceano. Lasciando perdere i vari target price, mi sembra che il titolo, e non solo quello, abbia corso molto, una pausa sarebbe salutare, ma si sa, la droga che effetti fa. Pertanto il mio atteggiamento è quello di staticità e di attesa. 8)

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gremlin
Scritto il 31 gennaio 2011 at 15:28

vichingo,

con mezzomilione di egiziani in piazza in questo momento direi che mettersi a fare trading anche solo in ottica settimanale potrebbe essere un tantino avventato, la pazienza in questi casi è d’obbligo

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vichingo
Scritto il 31 gennaio 2011 at 17:54

gremlin

Ho letto che il 40% degli egiziani vive con due dollari al giorno. Altro che saccheggi e devastazione………………………..me ne sono accorto anch’io, qualche anno fa, quando sono stato in vacanza a Sharm; in quella “vecchia” ho visto gente con degli stracci addosso come indumenti, mentre nella moschea, nel deserto, sfavillavano immense ricchezze, custodite gelosamente dai guardiani del tempio, i quali controllavano che noi infedeli non entrassimo dentro. Ho visto anche un mercato senza controlli, sicuramente qualche italiano ha investito in qualche attività turistica dove “il nero” la fa da padrone e le tasse sono irrisorie o nulle e lo sfruttamento della manodopera è cosa normale. Mantenere il popolo nell’ignoranza è un modo per tenere sotto controllo milioni di persone, ma, come si sta vedendo, basta una scintilla per far esplodere tutto. Più pittoresco che a Napoli, la gente si ingegna per farsi dare 1 o 2 euro per qualcosa di assurdo, tipo al check in all’aeroporto, alle quattro del mattino, l’aiuto per la compilazione di un semplice modulo, l’accompagnamento inutile in un posto facilmente raggiungibile, ecc. ecc. A parte il bellissimo mare,( nel quale, per fortuna, sono scampato all’appetito di qualche squalo, che ho saputo poi, ha divorato qualche bagnante e sai come sono appassionato per il nuoto, avendo percorso lunghi tratti in mare aperto), non ho grande nostalgia per quel tipo di Egitto. La cosa, comunque, che mi ha dato più fastidio è quando la guida egiziana ci ha fatto fare una corsa con tuffo in un laghetto, gridando “italia 1”!!!!!!!!!! Nooooooooooooooo, anche qui.

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