ECRI Index vs CESI Index: quale dei due subisce il mercato?

Scritto il alle 16:51 da Danilo DT

 

ECRI Index, CESI Index, CCI Bloomberg Weekly Consumer Comfort Index, indice di stress del sistema bancario USA. Il quantitative easing condiziona in modo evidente i mercati. Ma fino a quando? Questo è il problema. 

Intanto però il CESI Index segnala un evidentissimo rallentamento della macroeconomia (guardate voi e giudicate), mentre invece il nostro ECRI Index e il Bloomberg Index sulla fiducia finanziaria (giallo) restano in tensione. Come mai? Molto semplice: questi due indici sono tarati in modo tale che il risultato purtroppo rimane distorto dalla politica FED di “bassa volatilità” che da mesi campeggia sui mercati. Quindi purtroppo bisogna ammettere che l’ECRI Index ha perso efficacia, o per lo meno fintanto che la mano invisibile della FED continuerà a dominare sui mercati, non avremo indicazioni affidabili.
Cosa molto diversa invece per il CESI index, in quanto quest’ultimo si basa sulla deviazione standard su previsioni di indici macroeconomici. E quindi la sua “taratura” è ben altra cosa.
Morale: il CESI Index può godere di maggiore “indipendenza” mentre l’ ECRI index è costretto (per come è fatto) a subire maggiormente il mercato. Quindi la fotografia del mercato REALE la vediamo dal CESI index. E per il resto aspettiamo la fine del quantitative easing. Se molla la politica espansiva e di stimolo all’economia, difficilmente i mercati reggeranno. E se invece il governo USA con la FED (e le banche) escogiteranno qualcosa di straordinariamente nuovo, allora la bolla speculativa potrà allegramente continuare.
Per lo meno, questo è il mio punto di vista.
Buon week end a tutti! 

Super Macro Chart

ECRI index vs CESI index: clicca per ingrandire

Come sempre troverete: 


ECRI Index (bianco)
SP 500 (arancio)
CESI Index USA (indice previsionale crescita economica USA, in verde)
BFCIUS (indice fiducia finanziaria USA edito da Bloomberg, in giallo)
SLF (indice St Louis FED sullo stress del sistema bancario, in rosso)
-COMFCOMF (indice fiducia consumatori, in azzurro)
 

STAY TUNED! 

DT 

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3 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 29 aprile 2011 at 21:09

Grazie Dream per il tuo punto di vista!

aggiungo, occhio nel medio periodo al Natural Gas… 8)

Buona ripresa a tutti!!

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50 cent
Scritto il 29 aprile 2011 at 21:44

ragazzi, ma che fine ha fatto Estremosud?
ES se ci sei batti un colpo, mi mancano i tuoi grafici!

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Lukas
Scritto il 30 aprile 2011 at 14:54

Caro Dream, questa settimana l’indice S&P 500 ha realizzato un nuovo consistente rialzo dell’1,96 % . La mia personale ed originale lettura dei dati del COT settimanale ha dimostrato nelle ultime 2 settimane evidenti limiti di interpretazione,……….che si appalesano piu’ gravi allorchè segnalano delle inversioni short del mercato, poiché per ben 3 volte su 8 si sono rivelate fallaci. Cercherò nelle prossime settimane di approfondirne i motivi………e le possibili ragioni…….nell’intento di migliorare le prestazioni del mio personale TS………che sinora ha “azzeccato” le previsioni settimanali 27 volte su 36…..ossia nel 75 % dei casi……..con un rendimento complessivo cumulato del 27,71 %.

Ciò premesso, passo ad illustrare i nuovi dati del COT settimanale, pubblicati ieri sera dalla CFTC, e relativi alla sommatoria dei futures e delle options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti :

Commercial Traders : – 54.900
Large Traders : + 10.747
Small Traders : + 44.153

Dunque, ancora una volta i Commercial Traders dopo aver compiuto il compito “loro assegnato” di sostenere gli indici azionari, ritornano nella posizione tradizionale di totale copertura “ NET SHORT “, delle loro operazioni aperte sull’azionario USA. Inoltre, dopo 2 settimane di intensi rialzi, del tutto coerentemente registriamo il ritorno dei Large Traders in posizione “ NET LONG “

Dream, questa configurazione dei dati del COT……….presente in 21 delle ultime 36 settimane , mi “impone” di chiudere nella mia posizione short sullo SPY aperta lunedi’ 18 aprile…………….con una perdita cumulata del 3,32 % ……………e di aprirne una nuova LONG sugli indici azionari Usa.

Chiudo questo mio commento settimanale, osservando che alle numerose “ divergenze “ segnalate da Dream ………nonché purtroppo anche dal mio TS fondato sul COT…….nelle ultime settimane se ne aggiunta un’altra molto eloquente,….. ossia la divaricazione evidente tra TNX ed SPX…….che negli ultimi 10 anni sono stati quasi sempre positivamente correlati…….per cui sorge spontaneo il dilemma tanto caro al ns amico Bergasim…….mente l’azionario o l’obbligazionario ?

Ciao, e buon Weekend a tutti gli amici del blog.

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