DEFAULT: anche un paese con valuta propria può fallire. Argentina docet.

Scritto il alle 12:29 da Danilo DT

Alcune situazioni quantomeno complicate possono servire da lezione. Perché la storia spesso insegna ma noi, umani, siamo testoni e non vogliamo imparare.
Parliamo di default Argentina. Una notizia non sicuramente recentissima ma che ancor oggi lascia i suoi strascichi ed i suoi punti interrogativi.

(…) Si chiama default, si pronuncia «ristrutturazione del debito». L’Argentina ci ricade, stavolta per circa 110 miliardi di dollari. Il governo di Mauricio Macri, uscito pesantemente sconfitto dai peronisti nelle primarie di due settimane fa, si appresta ad affrontare le presidenziali del 27 ottobre con una scelta finanziaria inevitabile, la rinegoziazione del debito, appunto. (…) «Secondo i nostri criteri Fitch ritiene l’Argentina in default sulle sue obbligazioni e ritiene questo sviluppo un “distressed debt exchange”» recita una nota dell’agenzia di rating. (…)[Source

Quando si parla di Argentina e di default (questo se non erro è il numero 9 della sua storia) mi torna alla mente quello che rischia il nostro paese, visto che abbiamo un’esposizione come rapporto debito / PIL non indifferente.
Ma qual è l’insegnamento che ne deriva?

1. Il fatto di avere una moneta sovrana non impedisce che un paese faccia default sul debito. La ragione principale, ma non l’unica, è che una buona parte, circa tre quarti, del debito argentino, è denominato in valuta estera. Perché il governo Argentino non ha emesso in misura maggiore titoli in pesos? La realtà è che gli investitori internazionali cercano di evitare di investire in una valuta che può essere manipolata dal debitore e quindi su di essa chiedono un premio per il rischio più elevato.
2. Il fatto di avere una  moneta sovrana  non impedisce il default neanche sui debiti denominati in valuta locale. Nel comunicato del 30 agosto, Standard&Poor’s afferma che il governo sta cercando di ottenere un allungamento delle scadenze sui debiti commerciali in valuta estera e in pesos e che questo aumenta il rischio di default sull’intero debito. Ma perché il governo preferisce fare default anche sui debiti in valuta locale quando potrebbe benissimo rifinanziare il debito in peso facendo ricorso alla moneta della Banca Centrale? La risposta a questa domanda è che, di nuovo, ciò determinerebbe un aumento della moneta in pesos, il che aggraverebbe il problema della svalutazione esterna della moneta nonché il problema dell’inflazione.
3. La svalutazione del cambio non è necessariamente un bene e può anzi essere un gravissimo problema economico e anche sociale. L’idea che la svalutazione del cambio sia una sorta di albero della cuccagna è stata propagandata in questi anni da diverse parti, ma non trova alcun riscontro nella riflessione degli economisti. Una svalutazione eccessiva genera inflazione e impoverisce i detentori di moneta e tutta quella ampia parte della popolazione che vive di redditi fissi: lavoratori dipendenti e pensionati. Né il problema può essere risolto con l’indicizzazione di questi redditi, perché ciò non farebbe altro che produrre un avvitamento verso l’alto di prezzi e salari. In Argentina, l’inflazione al consumo secondo gli ultimi dati relativi al mese di luglio è al 54,4 per cento ed è destinata ad aumentare per via della recente svalutazione del cambio
4. La svalutazione può essere recessiva. La svalutazione, oltre a impoverire i percettori di redditi fissi, può avere effetti recessivi sull’economia anche quando siano soddisfatte le condizioni di Marshall-Lerner (somma delle elasticità al prezzo di export e import maggiore di 1) e dunque possa avere un effetto positivo sulla bilancia commerciale. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che si riduce il poter d’acquisto di gran parte della popolazione, un fatto noto nella letteratura economica come effetto di Harberger-Laursen-Metzler. Pesanti possono essere anche gli effetti sui bilanci di imprese e famiglie: chi si è indebitato in valuta estera e ha entrate in valuta domestica rischia la bancarotta per effetto di una forte svalutazione. [Source

Così, nel dubbio, chi pensa di poter fare delle furbate con il ritorno alla Lira, magari ci faccia un pensierino, e magari inizi ad appoggiare un movimento che sia rivoluzionario sui patti di Maastricht prima ancora di sponsorizzare a gran voce l’ItalExit.

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 25 settembre 2019 at 20:39

Caro Danilo:
l’euro è uno strumento di controllo
con l’euro è possibile fare default Grecia docet
l’unione europea per dimostrare la sua lungimiranza mette a capo BCE Christine Lagarde ex capo FMI che ha così fatto bene in Argentina e che nel 2013 scriveva a Nicolas Sarkozy:
Caro Nicolas, ….Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia….Usami per il tempo che ti serve….
https://www.lemonde.fr/societe/article/2013/06/17/la-lettre-d-allegeance-de-christine-lagarde-a-nicolas-sarkozy_3431248_3224.html

Draghi chiede allla Germania di spendere di più avendo spazi di manovra ma la risposta sostanzialmente è:”nein”..
Però se tu e altri pensate di riformarla dall’interno liberi di sognare farei umilmente notare però che un pò che sogniamo e nel lungo periodo come diceva uno sveglio saremo tutti morti.
Per noi la morte è quando non avremo più capacità produttiva.
Saluti a tutti.

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ben
Scritto il 26 settembre 2019 at 08:28

Certo che paragonare l’Italia alll’Argentina ci vuole coraggio. Ricordo una sola cosa siamo cresciuti in tutti i sensi negli anni 60,70,80 forse lei era troppo piccolino per ricordarselo quando si svalutava guarda caso da quando abbiamo il cambio fisso e questa bellezza dell’euro siamo nella cacca

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kociss01
Scritto il 26 settembre 2019 at 10:45

in realta’ il titolo va letto cosi’:

ITALIA verso Argentina (cioe’ l’italia e il suo debito va verso l’argentina…..)

per fortuna (anche mia) nel 2016 l’argentina ha rimborsato IN CONTANTI I TANGO-BOND IN DEFAULT A CHI DI NOI ITALIANI NE AVEVA ANCORA IN SACCOCCIA……pensa invece a chi a suo tempo scelse lo scambio coi bonsos di nuova emissione ic…….ta galattica !!!!!

certo e’ proprio un bel triangolo Agentina-venezuela-italia come si dice in questi casi: “stessa razza stessa faccia “”” ….. ma questo e’ un proverbio greco piu’ azzeccato di cosi’!!!!!

per fortuna che ci siamo tolti dalle palle il trio (Borghi, Bagnai !!! Siri di cui conosco purtroppo le loro idee BALZANE!!!……una volta si diceva 2 braccia rubate all’agricoltura e 3 teste rubate alla sceneggiatura teatrale d’avanguardia )…per ora l’abbiamo sfangata ma durera’????

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john_ludd
Scritto il 26 settembre 2019 at 11:08

ben,

Gli anni 60 le sembrano paragonabili a oggi ?

Provi a dedicare un pò del suo tempo allo studio della demografia, per esempio:

https://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia

Come potrà notare il ritardo tra il calo della natalità e l’effettivo calo della popolazione è nell’ordine di grandezza di una generazione. La nostra mente o meglio la nostra emotività che sovrasta ogni pallido tentativo di essere razionali ci impedisce di analizzare i dati se questi collidono con la nostra idea di realtà. Quando la realtà immaginata cozza con quella reale nella nostra mente avviene un conflitto assimilabile al ciclo delle cinque fasi di elaborazione del lutto :

https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_K%C3%BCbler_Ross

Entrare nell’euro può benissimo essere stato un errore ma la realtà insoddisfacente di oggi va ben oltre ed è iniziata ben prima della fine anni 90. Ci sono processi multi generazionali in corso che possono, è perfettamente ammissibile, essere stati peggiorati dall’ingresso dell’euro. Ma essi non si risolveranno nella maniere semplicistica che l’emotività pretende. Provi a rassegnarsi, l’Italia, la Germania, il Giappone etc… non solo non cresceranno per almeno un paio di generazioni ma scenderanno, lentamente se il processo è governato, catastroficamente in caso contrario.

E la demografia non è certo il solo processo multi generazionale in corso … e neppure il più avverso, ma ne ho scritto altre volte e non voglio essere noioso.

Relativamente al paragone con l’Argentina, non ha senso, ma Danilo è anch’esso emotivo, incapace di adattarsi a una realtà che lo mette in croce, preoccupato per il futuro suo e della sua famiglia cerca soluzioni che non ci sono. Il paragone con l’Argentina è una sorta di catarsi, come il troppo debito, più stato, meno stato, meno mercato, sì però la Cina, etc…

Siamo alla fine di un ciclo storico con tutto quello che consegue. Inaccettabile emotivamente così come lo è stato per l’impero romano, quello Ming, quello Khmer, le città stato Maya etc …

Lei come me è stato molto fortunato, è nato all’inizio di un periodo unico, ne ha avuto (come me) enormi benefici. Si baci i gomiti e si goda gli anni che le restano. La generazione dei venti-trenta anni cercheranno una nuova strada che né io, né lei, né alcun altro delle nostre generazioni può vedere perché conosciamo (molto male) solo il nostro passato, ed è finito, non tornerà più. L’ossessione a rivolgersi al passato, trasformato dalla nostra emotività in un flusso temporale mai avvenuto come pretendiamo di ricordarlo è totalmente umano e normale riesce solo ad assicurare un emotivamente mediocre presente, sciupandolo. Fuggire nel futuro è ancora più sterile, non esisterà mai per definizione.

Mi capita spesso di leggere frasi del tipo “ci hanno rubato il futuro”, capiterà anche a lei. Questa è una citazione dai diari dell’uomo all’epoca più potente del mondo:

“Ricorda che anche se dovessi vivere per tremila anni, o trentamila, non potresti perdere nessuna altra vita di quella che hai e non ci sarà altra vita dopo di quella. Quindi le vite più lunghe e le vite più corte sono la stessa cosa. Il momento presente è condiviso da tutte le creature viventi, ma il tempo passato è andato per sempre. Nessuno può perdere il passato o il futuro, perché se non ti appartengono, come ti possono essere rubati?”

Marco Aurelio (121-180)

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kry
Scritto il 28 settembre 2019 at 13:59

A me sembra che tutti i fallimenti degli stati sovrani siano avvenuti con la propria moneta , che poi l’ Argentina primeggi in questa particolare classifica non sorprende nessuno ….. la Grande Grmania negli ultimi cent’ anni forse almeno 3 volte…… l’ ITALIA MAI.
Va ricordato anche che finora sono fallite anche tutte le unioni monetarie tranne quella ancora esistente dell’ Euro , per quanto tempo ancora ?

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bandeirante
Scritto il 30 settembre 2019 at 06:48

Buongiorno jhon ludd. E’ sempre un piacere leggerLa. Le vorrei però portare ad esempio ciò che è scritto nella attuale rivista mensile Limes ,dal titolo significativo, “Fattore Umano”. Solo per citarle un periodo su cui sono particolarmente d’accordo ” Ma le diffuse capacità delle nazioni orientali non sono paragonabili a quelle degli europei, nonostante la presenza di Stati assai sviluppati come il Giappone , la Cina , la Corea del Sud. L’Europa resta di gran lunga il continente più importante, anche in prospettiva futura. Qui vivono i popoli più sofisticati, quelli maggiormente complessi. Da tempo nessuno di questi è in grado di imporsi sul pianeta, ma non esiste cancelleria che poss raggiungere il primato universale senza controllare il Vecchio Mondo, senza appropriarsi delle sue competenze culturali, tecniche, antropologiche. Avendo per lavoro e per rapporti personali, conoscenze di altri continenti Cinesi, Latino Americani si, è vero, stanno lottando per la supremazia, ma sono ancora anni luce nel comprendere il vero significato di base di uno sviluppo antropologico che noi abbiamo nel Dna, anche nell’italiota immerso nell’analfabetizzazione di ritorno, mentre a livello comportamentale e filosofico, altre popolazioni stanno ancora scimmiottando i ns comportantamenti, senza comprenderne l’effettivo significato, Una buona giornata.

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