CRISI: dopo la Grecia ora nubi sull’Irlanda?

Scritto il alle 09:35 da Danilo DT

 

Credit default swap Irlanda e confronto CDS corporate-sovereign

Purtroppo siamo obbligati a riprendere in mano il “dossier” Irlanda anticipato nei giorni scorsi.
Da fonti giudicate attendibili, la BCE sarebbe intervenuta venerdì a sostegno dello stato irlandese. Una situazione che purtroppo era stata prevista ed è diventata realtà in una giornata dove il credit default swap irlandese ha preso la rampa di lancio, decollando verso mete inesplorate.

The European Central Bank intervened to stabilise the Irish bond markets on Friday after a report by a leading UK bank triggered investor fears that the country might turn to the international community for a multibillion-euro bail-out.” Traders said the intervention by the ECB was small – in the tens of millions of euros but the report by Barclays Capital still prompted the International Monetary Fund to state it did not envision that Ireland would need financial assistance.
The Irish government will test investor sentiment on Tuesday with an auction of four-year and eight-year bonds that bankers warn could see the country having to pay high yields to attract demand. (
fonte: FT)

Grafico Credit default swap Irlanda

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Quindi record per il CDS Irlanda ma record anche nello spread tra l’ITRAXX e l’indice medio dei CDS sugli stati sovrani.
Il grafico è veramente paradossale. Lo spread fra i CDS medi dei corporate d i CDS degli stati sovrani si amplifica. Il mercato quindi ha sempre più fiducia nelle aziende che negli stati.
Come sempre sostenuto, il grande problema del futuro è e sarà, innanzitutto, la gestione immane dei debiti pubblici.

Grafico confronto CDS corporate-sovereign

 

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DT

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7 commenti Commenta
mattacchiuz
Scritto il 20 Settembre 2010 at 10:13

Come sempre sostenuto, il grande problema del futuro è e sarà, innanzitutto, la gestione immane dei debiti pubblici.

non credo sarà un grosso problema… basta stampare e non dirlo a nessuno 🙂 … oppure “farlo alla greca”… ci hanno messo anni a capire che la grecia stava imbrogliando i conti, figuriamoci se lo fa l’italia, o l’inghilterra, o chiunque altro…

Scritto il 20 Settembre 2010 at 10:30

mattacchiuz,

Dici bene, tutto si può gestire, ma non senza effetti collaterali… questa era quando volevo dire…

mattacchiuz
Scritto il 20 Settembre 2010 at 10:45

Dream Theater: mattacchiuz, Dici bene, tutto si può gestire, ma non senza effetti collaterali… questa era quando volevo dire…  

ma si avevo capito… ma nasconderanno anche quelli 🙂

anonimocds
Scritto il 20 Settembre 2010 at 11:10

se li nascondono ci giapponesizzeremo.

Il conto lo pagheremo, sara’ forse meno salato – complessivamente – che non un blow-up
ma sicuramente sara’ pagato
magari in un maggior numero di rate ma finiremo di pagarlo nei decenni a venire (non foss’altro con minore crescita…)

Irlanda: se aggiungiamo al deficit pubblico ufficiaile del 2010 (che punto percentuale in piu’ o in meno sara’ del 10% de PIL) piu’ soldi buttati nel cominciare a ripianare le perdite di almeno 2 delle 3 banche (ANGLO IRISH BANK in primis ma anche Bank of Ireland e forse in misura minore AIB – Allied Irish Bank)
arriviamo al 25% del PIL…
…ancora 2 anni cosi’ e l’Irlanda superera’ il Debto/ PIL dell’Italia…
(era sotto il 40% di Debito/PIL solo 3 anni fa)

Certo, in Italia non contano i debiti dcumulati dalle Regioni, Province e Comuni (come per gli USA il Debito Federale e’ altro da quello degli Stati, che e’ enorme e che in teoria dovrebbe essere in OBBLIGO di pareggio nel medio periodo, una sorta di Maastricht americana)

Di debiti abbiamo campato e di debito moriremo!

mattacchiuz
Scritto il 20 Settembre 2010 at 11:56

anonimocds,

boh, io alla giapponesizzazione credo poco… il giappone campa grazie all’export… non riesco a trovare un numero sufficientemente ampio di paesi in grado di sostituirsi abbastanza velocemente a europa e usa.
secondo me, nessuno ha una chiara idea di quello che succederà, o meglio, di come salvare capra e cavoli…

amensa
Scritto il 20 Settembre 2010 at 17:52

@ mattacchiuz
non voglio essere troppo semplicista, ma illudersi di poter riprendere la vecchia strada della crescita basata sui consumi, credo sia semplicemente stupido.
credo che quell’epoca sia finita, ed un “sistema” con essa.
il problema è come transitare una società in cui stati terribilmente indebitati tollerano dei loro cittadini incredibilmente ricchi, in una società in cui laforbice tra ricchi e poveri sia infinitamente inferiore di quella attuale, e siparli solo di sviluppo sostenibile.
iniziando con fonti rinnovabili di energia, giù giù fino al completo utilizzo di quanto già disponibile e producibile.
abbasso le mode, abbasso le inutili infatuazioni, produzioni orientate essenzialmente al rimpiazzo dell’esistente non più operante.
in quest’ottica, che le persone lavorino 8 ore al giorno,(quelli che lavorano) è semplicemente assurdo, quando troppa forza -lavoro non fà nulla.
e questoè solo l’inizio

Salutony
Scritto il 20 Settembre 2010 at 19:20

@ Amensa
Anch’io non credo alla prosecuzione del consumismo. Ma nessuno capirà o accetterà di dover cambiare stile di vita finché non ne sarà costretto da qualche evento grave.
Per cui forse man mano che la crisi avanzerà la gente inizierà a comprare un telefonino usato via e-bay piuttosto che comprarlo nuovo in negozio, ma nessuno smetterà di cambiare telefonino finché qualche evento davvero serio non obbligherà tutti ad accettare un’austerity che ora non vogliamo e non capiamo.
Diverso discorso invece secondo me sarà per le borse. A mio avviso (da profano) si sono ormai svincolate dall’economia reale e non vi si agganceranno più. Del resto non credo che esista più un “giusto valore” di un’azione, ma ormai penso possa dipendere quasi interamente dalla speculazione. Se ci sono soldi (e a mio avviso ce ne saranno sempre di più per le banche, anche se stampati artificialmente) le borse saliranno e basta.
Sbaglio di molto?

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