CRISI: DEAGLIO, MR. SMITH E I CONSUMI

Scritto il alle 14:25 da Danilo DT

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A volte ci sono piccole soddisfazioni che si ottengono quando ti capitano delle situazioni inattese.
Ed è proprio quello che mi è successo alcuni giorni fa, leggendo un report.
Come sapete tutti molto bene, la crisi dei mercati finanziari non è assolutamente ancora alla fine. E questo è il mio parere, condiviso anche da buona parte dei lettori e, pian piano, sempre più condiviso anche dalla comunità finanziaria in generale.


I post dedicati sia alle previsioni tanto indipendenti quanto chiare del BRI (che vi consiglio di leggere) e sia dedicati agli scenari della crisi dal punto di vista letterale o “di forma” come lettera dell’alfabeto e sia dal punto di vista della struttura non danno spazio ad equivoci.
E al momento possiamo dire che la nostra chiave di lettura è stata quantomeno lungimirante. Ma non posso certo negare il piacere che ho avuto leggendo un articolo di un mio vecchio professore universitario, che forse qualcuno di voi conosce. Si tratta di Mario Deaglio  della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, attualmente docente di Economia Internazionale.
Chi meglio di lui potrebbe avere una visione della situazione economica internazionale?
Bene, sarà anche a causa degli studi condotti con lui, ma la sua visione è perfettamente in linea con la mia.
Per poter veder questo articolo, apparso anche in rete, cliccate QUI.

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Cosa dice M. Deaglio?

Farò un rapido sunto di quanto scritto in quest’articolo.
Da più parti giunge spesso un commento ottimistico e ben augurante: il mercato è “cheap” , ovvero è conveniente. Il rapporto prezzo/utili è quanto mai interessante e a questi livelli gli acquisti hanno un rischio di downside (ribasso) molto limitato. Questo parere nasconde tra le riga un chiaro pensiero, che però è, secondo me, decisamente discutibile. Si sottintende un mercato dove la crisi sia quasi arrivata al capolinea. A siamo sicuri che siamo veramente arrivati agli ultimi colpi prima del grande rialzo, in concomitanza magari delle Elezioni americane?

La crisi finanziaria che stiamo vivendo è più complessa di quanto la gente si possa immaginare. Abbiamo avuto una prima fase, con la crisi del settore immobiliare, crisi tutt’altro che terminata. Poi abbiamo avuto la crisi del settore finanziario a causa dei subprime e dei derivatii che ha comportato una forte perdita nei bilanci delle banche.
E poi (questo lo aggiungo io, il Prof non ne parla volutamente) c’è la crisi energetica che sta avanzando sempr più. E tutto questo è in linea con quanto detto in passato da questo blog.

Quindi, la crisi al momento è assolutamente incompleta, in quanto manca il pezzo più importante e probabilmente il più drammatico, una crisi che si troverà sulla scrivania il nuovo presidente degli USA appena dopo le elezioni (quale miglior benvenuto?).
L’ultimo gradino della crisi sarà la CRISI DEI CONSUMI.
Mr. Smith (citato anche dal Prof) subirà l’effetto del rallentamento della ricchezza. Meno lavoro, meno stipendi, meno soldi. Conseguenza: crollo dei consumi, maggiore attenzione nella spesa e addirittura piccola attitudine al risparmio (cosa che gli americani avevano dimenticato cosa fosse). La recessione colpisce l’economia reale.
E tutto questo colpirà inderogabilmente i bilanci delle aziende, con effetti in borsa proprio nei mesi prossimi. Molto probabilmente nel primo semestre del 2009 dove quindi, mi aspetto un periodo alquanto buio. Non aggiungo altro. Vi lascio alla lettura del testo sopracitato. Sarebbe una gran cosa se il Prof passasse da queste parti per discutere con noi della crisi… Chissa ancora…

STAY TUNED!

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Grazie e buona lettura!
DT

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