Concessione del credito: urge intervento BCE e Governo

Scritto il alle 14:53 da Danilo DT

Special report: le banche non concedono prestiti, e l’economia sta progressivametne morendo senza il sostegno del sistema bancario

Quando si guarda alla ripresa economica, occorre sempre avere un occhio di riguardo sullo stato di salute del settore immobiliare, delle banche e dell’occupazione.
Sull’ultimo punto vi tengo spesso aggiornati e avrete avuto modo di vedere per il paese Italia non pochi problemi.
Tra il primo ed il secondo punto,  c’è una ovvia liaison, un legame.
In particolare, in questa fase recessiva per il Bel Paese, il grande problema delle banche sono i crediti deteriorati. I “Bad Loans” alias le sofferenze bancarie. Il grafico qui sotto è più che mai esplicito.
I Non Performing Loans non fanno altro che lievitare.

Ovviamente l’aumento delle sofferenze porta ulteriore restringimento del credito che infatti non viene più concesso ai privati. Il grafico è esplicito.

Inoltre il GAP tra gli interessi pagati dai privati ed i tassi di mercato resta troppo ampio. Guardate questo terzo grafico, che come gli altri deriva da elaborazioni della Banca d’Italia dove si vede un tasso medio per il credito al consumo pari al 9.60% circa.

Ecco quindi dove deve intervenire la BCE e il Governo. Se si vuol far ripartire l’economia è necessario ANCHE intervenire sulle banche oppure creare dei percorsi alternativi alla concessione del credito.
Le aziende per lavorare hanno bisogno del sostegno delle banche, vero polmone della crescita economica, le quali invece si stanno “chiudendo” a riccio. Poco il denaro prestato e quel poco a tassi esageratamente fuori mercato, quindi con costi che il cittadino, già in forte difficoltà per la crisi, non riesce ad onorare.

E le banche cosa ne fanno della liquidità? Già sapete, comprano sopratutto Titoli di Stato. Il che non è assolutametne visto in chiave negativa dalla BCE in quanto, grazie a questi acquisti (pilotati anche dalla concessione dell’LTRO), i BTP non sono collassati e non ci siamo ritrovati con una crisi del debito difficile da gestire, per noi e per l’Europa. Le banche quindi si trovano con la pancia piena di BTP. Motivo per cui le oscillazioni sui corsi dei titoli di stato italiani portano così tanta volatilità sul valore delle azioni quotate in borsa e quindi su tutto il FTSEMIB (composto sopratutto da titoli finanziari).

Ecco perchè è importante il sostegno sia del Governo ma anche della BCE. Occorre fare in modo di riaprire il canale del credito, renderlo più accessibile e meno oneroso MA senza generare un sell off dei titoli di stato italiano da parte delle banche altrimenti…salta la baracca. Meno onerono ANCHE per i piccoli imprenditori. Guardate questo ultimo grafico. E’ il tasso di interesse medio pagato per finanziamenti divisi per importi. Il gap tra importi minori e grandi cifre è storicamente elevato ma ultimamente si è ulteriormente allargato.

Ennesima sfida che deve però essere sostenuta in tempi brevi, visto che la nostra industria pian pianino sta collassando. Basta vedere le ultime entrate fiscali, ulteriormente diminuite. Ennesimo allarme di uno scenario veramente complesso.

Nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva risulta in flessione del 5,2% (-3.724 milioni di euro), “andamento che riflette la riduzione del gettito derivante dalla componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%). Ma il crollo è compensato dal prelievo su capitali e risparmi. Migliora la lotta all’evasione, calano gli incassi legati al tabacco (Source)

 

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DT

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4 commenti Commenta
ebertuol
Scritto il 8 ottobre 2013 at 15:51

Una conoscente ha chiesto alla IntesaSP 48% del valore dell’immobile che voleva comprare, niente problemi creditici, 30% del reddito compromesso, garante.

E’ da 20 giorni che aspetta una risposta e niente…miseri 50.000 euro…

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Gigi
Scritto il 8 ottobre 2013 at 17:30

La flessione del gettito IVA era perfettamente prevedibile (meno soldi in tasca, meno consumi, meno IVA), non ci voleva un genio per capirlo.
Resta incredibile che presunti professori della Bocconi non ci siano arrivati, a meno che tutto non faccia parte di un piano che mira ad ottenere qualcos’altro……
Ad esempio: i bond governativi rientrano pian piano nei portafogli delle banche dei rispettivi Paesi di appartanenza. Non sarà che stiano preparando un “mega default collettivo” per evitare di far pagare ad altri Paesi il mancato rimborso dei bond di propria emissione?

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dfumagalli
Scritto il 8 ottobre 2013 at 19:01

Gigi:
La flessione del gettito IVA era perfettamente prevedibile (meno soldi in tasca, meno consumi, meno IVA), non ci voleva un genio per capirlo.
Resta incredibile che presunti professori della Bocconi non ci siano arrivati, a meno che tutto non faccia parte di un piano che mira ad ottenere qualcos’altro……
Ad esempio: i bond governativi rientrano pian piano nei portafogli delle banche dei rispettivi Paesi di appartanenza. Non sarà che stiano preparando un “mega default collettivo” per evitare di far pagare ad altri Paesi il mancato rimborso dei bond di propria emissione?

Stavo giusto per scriverlo.
L’Italia non è come la Grecia o altri Paesi piccoli e quindi “salvabili” dall’esterno.

Per cui l’Europa si sta mettendo in sicurezza dal nostro eventuale e probabile default proprio buttando i debiti italiani in mani italiane.
Quando scoppierà l’immenso bubbone, gli unici a perdere saranno solo gli Italiani, che in pratica si vedranno dal giorno alla notte un intervento ancora più drastico dell’ “hair cut” di Cipro. Invece di vedersi portare via il 30% di alcuni miliardi nelle banche di Cipro, gli Italiani si vedranno portare via il 70% di centinaia di miliardi.

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idleproc
Scritto il 8 ottobre 2013 at 22:39

Penso che la “rottura” della zona euro sia sempre stata prevista e sia nelle cose… ma prima… ci spolpano finanziando nella nostra parte l’eurozona e l’eventuale uscita sarà un’uscita gestita da chi ci ha fatto entrare e non da un governo nazionale che faccia gli interessi italiani, siamo stati anche isolati da un punto di vista strategico ed energetico dai nostri rapporti privilegiati con la Libia ed altri. Non abbiamo amici. La Francia la vuol far da padrone nel Mediterraneo – vedi l’interventismo sia in Libia che in Siria e questi sono accordi che si sono fatti con Germania ed US, sempre bilaterali…
Nel frattempo il nostro sistema produttivo è stato semidistrutto… e se usciremo ci faranno uscire con vincoli, lacci e lacciuoli.
Un’Italia indipendente e sovrana non la vuole nessuno vista la collocazione strategica e il potenziale produttivo, creativo e culturale che abbiamo sempre avuto anche se in parte dissolto, non possiamo fare nulla quando i nostri generali lavorano per la concorrenza.
Se lo notate, è un massacro propagandistico continuo sulla nostra ignoranza, arretratezza, incapacità etc.
Conoscete voi i giovani US? In larga parte le scimmie sono ad uno stadio evolutivo superiore e non è che girando trovi molto di meglio tranne in alcuni paesi come in Russia in cui la cultura è una tradizione consolidata. Dipende molto da noi quello che faremo per uscirne insieme ad altri popoli che non hanno nessuna intenzione di essere delle colonie globali…
Questa è la mia visione nazionale, per il resto concordo con il Ludd di altri post.

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