CESI: crollo incredibile della CINA

Scritto il alle 10:27 da Danilo DT

Il Citigroup Economic Surprise Index collassa in tutto il mondo e in Cina più che altrove. Ma adesso che laggiù sembra tutto ripartito, la ripresa dello stesso è marginale. Siamo sicuri che da Pechino non ci stiano prendendo in giro?

Era plausibile aspettarsi un crollo dei dati economici cinesi. Normale dopo lo stop di Wuhan che ha inchiodato l’economia di Pechino per circa due mesi.
Il grafico del CESI in apertura vi illustra l’andamento dei dati macroeconomici cinesi confrontati con l’indice azionario di Shanghai. Mai visto un Citigroup Economic Surprise Index in area -240! E adesso che le cose stanno pian pianino tornando alla normalità, un pochino si è ripreso, ma parliamo di un rimbalzo minimo.
Se guardiamo gli altri indici CESI hanno già avuto una correzione importante ma di tipo “ordinario”.

Ma al momento è evidente che ancora non è arrivata la “mazzata” del Covid-19.
Ma i dati macro in questa fase potrebbero avere un’importanza relativa visto che sarà la curva dei contagi a comandare.

La cosa che sorprende è la mini ripresa del CESI cinese, un’inezia confrontata con il crollo. Un segnale chiaro che dovrebbe farci capire che sarà lunga ripartire e ricominciare con un’economia normale. Ma ci sarà mai un ritorno ad una normalità reale?

E poi sopratutto, vedendo anche il CESI, siamo SICURI che VERAMENTE la Cina e la regione di Wuhan sia ripartita? Io inizio ad avere dei seri dubbi.

Sono passati circa due mesi e mezzo da quando è cominciata l’epidemia di coronavirus (SARS-CoV-2) a Wuhan, la capitale della provincia cinese dello Hubei, e meno di un mese e mezzo da quando la Cina ha applicato imponenti misure di quarantena per rallentarne la diffusione, ancora più drastiche di quelle in vigore da questa settimana in Italia. Oggi i lavoratori di gran parte della Cina stanno tornando gradualmente al lavoro: ma far ripartire l’economia del paese si sta rivelando molto difficile, hanno spiegato in questi giorni alcuni approfondimenti del New York Times, del Wall Street Journal e del Financial Times. (…) [Source

I miei dubbi vengono abbastanza confermati da questo articolo. Anche perchè la Cina in passato, ci ha sempre abituati a notizie relative e spesso pilotate…

Che la Cina abbia mentito sui numeri di questa pandemia sembrano esserci ormai pochi dubbi. Quando la polmonite di Wuhan ha contagiato l’Occidente, i dati sui contagi e sulle vittime sono sembrati immediatamente difformi da quelli cinesi. Basti pensare che già oggi in Italia, mentre l’emergenza è tutt’altro che finita, si contano più morti e più infetti rispetto ai numeri ufficiali forniti da Pechino.

Ad alimentare ulteriori dubbi, in queste ore, c’è uno strano sovraffollamento delle case funerarie di Wuhan, riaperte lunedì 23 marzo dopo la quarantena assoluta. Il numero di cremazioni, di urne e di parenti chiamati a piangere i loro cari, non convince. E il quotidiano cinese Caixin, che riporta tutta la diffidenza degli stessi cittadini, pone pesanti domande su quante persone abbia ucciso realmente il Covid-19 da quelle parti. [Source]

Se così fosse, tutto diventa più relativo, non solo i dati sul contagio cinese ma anche sulla ipotetica ripartenza. E allo stesso tempo, si confermerebbe anche la difficoltà delle nostre curve di contagio nell’appiattirsi. La mia percezione è che sarà ancora lunga. Metà aprile? Mah, senza dubbio si allunga quantomeno a metà mese, sperando che per maggio la situazione tenda a normalizzarsi. Senza MAI abbassare la guardia perchè sennò si è punto e a capo.

Speriamo nella scienza, nella ricerca e nella medicina. E nel buon senso della gente.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
john_ludd
Scritto il 30 marzo 2020 at 13:15

Ma ci sarà mai un ritorno ad una normalità reale ? Se intendi come prima, NO

I dati sui decessi reali in Cina sono falsi tanto quanto quelli degli altri paesi. Huffington Post ha pubblicato un paio di articoli ben fatti così come i giornali locali. E’ stato sufficiente confrontare il numero di morti a Bergamo la media degli anni precedenti con quelli di quest’anno a parità di periodo e togliere da quelli del 2020 il numero di decessi ufficialmente attribuiti a Covid-19. Le statistiche avranno più o meno valenza simile per le altre aree. Dunque quante saranno le vittime ? Lo sapremo per via statistica indiretta solo alla fine, oggi possono essere il doppio di quanto dichiarato e siamo forse a metà strada di questa prima ondata. Oggi Covid-19 è la prima causa di morte in Italia.

https://twitter.com/zorinaq/status/1244026394700443654

Economicamente, la pandemia altererà definitivamente usi, costumi, abitudini. Alcuni settori non si riprenderanno mai, altri cresceranno. Siamo solo all’inizio dell’inizio e considerazioni di tipo economico saranno possibili solo dopo che l’emergenza sanitaria è rientrata dando posto a una situazione di massima attenzione dove alcuni comportamenti non potranno comunque essere consentiti. Ecco perché:

1) E’ vero che in Cina non ci sono casi nuovi conclamati ma ci sono casi di infezioni asintomatiche ovvero il virus continua a circolare e per la sua natura non essere debellato, si può solo controllare l’eventuale nascita di nuovi focolai minimizzando il danno, date le informazioni che noi abbiamo e le metodologie di tracciamento sviluppate a Hong Kong, Singapore, Corea e Cina stessa. Non avendo la tecno struttura di quei paesi, dotarsene sarebbe il punto numero 1 da risolvere, altrimenti parliamo del nulla e continueremo a contare pile di morti a ondate.

2) Uno studio pubblicato di recente, sebbene ancora non peer-reviewed, rivede il tasso di infettività R0 dall’iniziale 2,5 a una forchetta tra 4,4 e 6,2 in condizioni ideali per la proliferazione. Dunque riportarlo sotto 1 è operazione molto difficile. Lo stesso Imperial College London ha rivisto R0 a un valore sopra 3. E’ ancora un dato incerto e può cambiare in quanto un virus segue la legge universale di tutti gli organismi biologici, si seleziona in modo da ottimizzare il proprio vantaggio competitivo. L’elemento di massimo vantaggio competitivo per un organismo parassita è l’infettività, quello peggiore, fortunatamente, la letalità in quanto se uccide l’ospite muore.

3) I virus a singolo filamento di RNA sono instabili e mutano continuamente. Queste mutazioni tendono a essere irrilevanti per il loro comportamento ma tante più se ne sviluppano maggiore la probabilità di dividersi in sotto specie con comportamenti abbastanza differenti da permettere a chi si è ammalato di un tipo di reinfettarsi di un altro che è poi ciò che accade comunemente con il raffreddore. A pochi giorni fa erano state sequenziate oltre 700 mutazioni.

4) La diagnostica precoce, la disponibilità di un ampio numero di posti dedicati in modo da ridurre le complicazioni più gravi e lo sviluppo di terapie composte da un mix di antivirali e medicinali che riducono la produzione di interleukina-6 (eccessiva reazione del sistema immunitario) sono i passi per porre sotto controllo la pandemia senza eliminare il virus che resterà tra noi per un tempo indefinito, alterando i comportamenti e la composizione del mix economico.

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