BTP: questione di spread (Didattica sullo spread con il Bund)

Scritto il alle 11:23 da Danilo DT


Analisi Spread Bund BTP, e il ruolo della BCE in questo particolare momento. Ma …cosa è uno spread e il confronto con i CDS (Credit Default Swap).

Come forse avrete avuto modo di vedere nei banner pubblicitari presenti su questo blog, è nato qualche mese fa un nuovo giornale di Finanza, chiamato semplicemente F. Senza nemmeno farlo apposta, mi sono ritrovato come redattore in quanto alcuni lettori hanno scritto direttamente al Direttore del Giornale, chiedendo se potevano pormi qualche domanda. E così è stato. Purtroppo la mia presenza al momento è ancora “sporadica” in quanto il lavoro è sempre pesante da smaltire e poi…c’è il blog che voi conoscete e che non voglio trascurare.

Questo è uno degli articoli che ho scritto qualche tempo fa per il neonato F. Come leggete dal titolo, si parla di obbligazioni, di Credit Default Swap, di rischio emittente e di come valutare il rischio sul mercato obbligazionario.

Ma andiamo all’articolo. Ve lo ripropongo sia in versione testuale che in versione di file .pdf che potete leggere e visualizzare con i vari grafici inclusi.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER SCARICARE L’ARTICOLO

Sono un risparmiatore che investe soprattutto in Btp. Per settimane, in TV,
quando si parlava della crisi dei titoli di Stato, la parola “spread” veniva sempre riportata. Ho afferrato che più questo spread è grande più bisogna preoccuparsi, ma vorrei capire bene una volta per tutte come funziona lo spread Bund BTP. Potete aiutarmi?

In questi giorni di grande volatilità, non solo sul mercato azionario ma soprattutto sul mercato obbligazionario, avrete avuto modo di leggere più volte sui giornali la parola SPREAD. Spread Bund BTP, spread sull’IRS, sull’Euribor ma anche spread sovereign-corporate, spread bid-ask, insomma spread in tutte le salse possibili ed immaginabili. Se dovessimo metterci a parlare di tutte le forme di spread esistenti sul mercato, credo non bastino le pagine di questa rivista. Cercheremo allora di restringere il discorso, approfondendo l’argomento clou di queste settimane, ovvero lo spread Bund BTp.

Ma…tanto per cominciare, che cosa è uno spread?
Spread significa calcolo del differenziale, dello scarto, del margine tra due particolari asset. Se parliamo di spread su un mutuo, si intende (detto bovinamente) il guadagno che la banca ottiene prestando il denaro alla clientela all’atto dell’erogazione del finanziamento. Quindi la maggiorazione che viene applicata ad un indice, che può essere il tasso interbancario (se lo spread consiste nella maggiorazione dell’Euribor, per esempio Euribor + 1.50%) oppure un altro tipo di tasso come l’IRS (Interest Rate Swap).

Se analizziamo invece lo spread Bund BTp, non andiamo ad analizzare il guadagno di una banca. Lo spread Bund BTP rappresenta il differenziale di rendimento tra i due titoli governativi a tasso fisso emessi rispettivamente dalla Germania (Bund) e dall’Italia (BTp), parametrato ad una determinata scadenza.
Il “differenziale”, o spread, tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani decennali e il Bund tedesco, cosi’ come il valore dei Credit Default Swap sono due importanti indicatori per misurare la sostenibilita’ che il mercato attribuisce ai debiti di un Paese.

Perché viene preso il Bund come titoli di riferimento? Il motivo è semplice. Il Bund e’ considerato uno dei beni rifugio dagli investitori ed è tuttora il parametro di riferimento con
gli altri titoli di stato europei. La differenza fra i due rendimenti di Bund e BTp misura cosi’ il premio richiesto dagli investitori per muovere da una categoria di titoli a un’altra. O se preferite, questo spread rappresenta il rendimento maggiore che si ottiene investendo in
BTp, tenendo però conto che più alto è questo spread e maggiore è il rischio.

GRAFICO 1

Il grafico 1 vi permette di meglio capire questa dinamiche. Come potete vedere, lo spread Bund BTP, nei momenti di massima tensione, è arrivato fino a toccare l’area 400 bp (quindi il BTP decennale è venuto a rendere oltre il 4% in più del Bund di paritetica scadenza). Come potete ben capire, in quei giorni la tensione sui mercati era molto alta e il rischio che ci veniva documentato dallo spread Bund BTp suggeriva una certa cautela sui Titoli di Stati italiani. Ma poi è arrivata la manovra di sostegno della BCE (la quale si è detta disponibile ad intervenire direttamente sul mercato comprando titoli governativi italiani e spagnoli) e così, in pochissimo tempo, lo spread Bund BTP è sceso rapidamente fino a raggiungere quota 274 bp (oggi, 11 agosto), un livello sempre elevato ma decisamente inferiore ai massimi storici (da quando esiste l’Euro) registrati solo qualche giorno fa.

GRAFICO 2

Per meglio capire l’importanza dello spread Bund BTp e, in linea generale, lo spread tra il Bund e i vari titoli di stato emessi dagli altri paesi BCE di paritetica scadenza, credo sia molto utile il grafico 2, dove ho sovrapposto i vari spread tra i diversi emittenti di titoli di stato. Come vedete, più è alto è lo spread, è maggiore è il rischio. Infatti, al top troviamo la Grecia (con un premio pari a 677 bp) seguite da Portogallo (461bp) e Irlanda (428 bp). E
l’Italia? E’ appaiata alla Spagna, una posizione sicuramente non estrema, come quella dei paesi prima citati, ma che comunque continua ad essere elevata.

GRAFICO 3

Quindi possiamo stare tranquilli? Il debito pubblico italiano è assolutamente sicuro?
Guardando questi grafici, verrebbe da dire di si. O se preferite, si potrebbe ammettere che
la situazione (soprattutto) per Italia e Spagna è andata via via migliorando proprio grazie all’intervento BCE. Ma questo fatto va a condizionare in modo deciso e persino artificioso lo spread Bund BTp. In realtà il “rischio Italia” non è cambiato, in quanto la BCE non si è detta garante in toto del debito pubblico italiano, ma si è solo dichiarata come acquirente.

Morale: cosa accadrà quando la BCE non acquisterà più i titoli di Stato italiani? Possiamo dire che l’affidabilissimo spread Bund BTp per la prima volta sia messa in discussione? Purtroppo si, e ne abbiamo una conferma dal grafico 3. Ho messo a confronto lo spread Bund BTp con il Credit Default Swap sul debito italiano. Per chi non lo sapesse, il credit default Swap (CDS) è il contratto di copertura per assicurare la solvibilità di un emittente.  Il grafico parla chiaro. Spread e CDS sono sempre andati a braccetto. Tranne che negli ultimi giorni, proprio a causa dell’intervento BCE.
Quindi anche questa volta abbiamo visto che gli indicatori che consideriamo più affidabili,
possono essere influenzati in modo determinante da interventi che vanno a condizionarne
le dinamiche, fermo restando che lo spread Bund BTp è sempre stato e ancora lo sarà,
uno dei migliori indici di rischiosità da monitorare.
La soluzione migliore? Cercare, proprio come ho fatto in questo articolo, di sommare più
fattori, più indicatori. Eventuali divergenze tra gli stessi devono portarci a storcere il naso,
sempre tenendo ben presente che, in finanza, e soprattutto in questo periodo, l’unica
certezza che si ha è che non ci sono certezze.

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DT

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4 commenti Commenta
vichingo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 12:52

Per ridurre lo spread con i bund basta semplicemente che questo governo vada a casa e si vada alle elezioni; questo sarebbe un forte segnale di discontinuità, un po’ come ha fatto Zapatero in Spagna. Se sarà così guadagneremo terreno proprio nei confronti del paese iberico, con il nostro CDS molto più in basso. Sono convinto che l’Italia non fallirà e i Btp sono una opportunità d’acquisto.

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paolo41
Scritto il 14 ottobre 2011 at 13:51

Dream,
confermo che sono imbranato con il computer, ma…non riesco a trovare i grafici, ma non è quello il problema…
invece mi sembra interessante sottolineare due aspetti:
1- sembra, ma non sono sicuro, che lo spread fra il decennale francese e tedesco abbia raggiunto il massimo dall’introduzione dell’euro. Confermi??
2- mi è piaciuta la dichiarazione di frau tentenna indirizzata agli americani, in sintesi: non potete venirci a chiedere di risanare il sistema bancario europeo se voi siete contrari all’introduzione della Tobin tax sulle transazioni finanziarie ( che in teoria dovrebbe dare un bel colpo alle varie black-pool e alla speculazione dei CDS).

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edefede
Scritto il 17 ottobre 2011 at 10:13

Ciao a tutti,

Interessante visualizzazione grafica del debito mondiale

http://www.economist.com/content/global_debt_clock

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Scritto il 17 ottobre 2011 at 12:25

edefede@finanza: Ciao a tutti,Interessante visualizzazione grafica del debito mondialehttp://www.economist.com/content/global_debt_clock

Gran bella grafica! Ottimo direi!

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