Titoli di Stato: lo switch tra estero e domestico

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Swap debito, LTRO e le nuove esposizioni

Il governo della Spagna, ha annunciato un’altra serie di riforme di settore per aiutare le banche ispaniche ad affrontare le conseguenze di un eventuale ulteriore tracollo del mercato immobiliare e, con esso, dei mutui che sono stati accesi nel periodo di “vacche grasse”.

Il governo dell’Italia si trova alle prese con un patto per la crescita che non reisce a decollare, un paese affogato nel debito che non riesce a trovare una via d’uscita dalla contrazione economica che questa crisi sta generando.

Il mercato immobiliare in Spagna - Chart by Reuters

Governi quindi di Spagna ed Italia pienamente operativi per combattere una crisi che, ahimè, è molto difficile da gestire, da prevedere, da domare.
Per fortuna che è intervenuta le BCE ed ha cercato di alleviare i governi di Italia e Spagna da un problema. E questo problema si chiama Spread.
Il riferimento è ovviamente alle operazioni definite LTRO, oltre 1000 miliardi di Euro prestati al settore bancario ad un tasso di favore (1%) con l’obbligo di restituire il tutto tra tre anni. Non mi dilungo troppo sulle dinamiche e sul carry trade generato, già sapete tutto.
Questo sostegno della BCE ha quindi inondato il mercato di liquidità. E chi è che ne ha approfittato più di tutte le altre? Ovviamente le banche di Italia e Spagna che si sono riempite la pancia di carta moneta, la quale non è stata poi reinvestita nel sistema economico (resta evidente il credit crunch) ma che hanno utilizzato il denaro per sistemare un pochino il bilancio. Ma poi…si è preferito, anche tramite un accordo tacito con la BCE, comprare titoli di stato.

Morale: spread BTP Bund e spread Bonos Bund che si è ristretto, stati che quindi devono pagare tassi meno esosi sugli interessi ecc ecc. E quindi, quotazioni dei titoli che tenevano anche in momenti difficili.

Attenzione però. Tenevano in momento difficili perché proprio loro, le banche, si riempivano di titoli di Stato nel momento in cui il mercato dava segni di debolezza.
Se la matematica non è un’opinione, nel momento in cui le banche compravano, qualcuno vendeva. Siamo d’accordo?

Ok, ho detto tutto. Tante parole (ho voluto spiegare per chi magari non ci conosce ancora) per arrivare al grafico che spiega tutto.

L’Italia oggi possiede, tramite investitori domestici, il 62.5% circa del debito pubblico. L’estero si è progressivamente alleggerito (ecco chi comprava e chi vendeva), il tutto è avvenuto con la collaborazione della BCE che ovviamente ha finanziato questa operazione di switch.
Idem per la Spagna, dove il domestico pesa per il 62% circa.
Insomma, è diminuita la soglia su cui speculare (e viene anche abbattuta la volatilità sui Govies periferici), ma si è fatto aumentare in modo drastico il rischio di portafoglio sulle banche. Quindi per assurdo, le stesse banche, utilizzando la leva del debito BCE (sempre lei, leva finanziaria anche se decisamente conveniente…) sono oggi molto più pericolose a livello di portafoglio posseduto rispetto a qualche mese fa e quindi più volatili.
Ecco quindi spiegato come mai le banche ballano spesso e volentieri come in un mare in burrasca mentre lo spread sembra meno volatile.
Ah, sia ben chiaro, un bel giorno quei famosi soldini che la Bce ha prestato andranno restituiti.
E a quel punto (tra tre anni)…chissà che mercato ci aspetterà. Intanto oggi questo è il mercato del debito. Che però è da considerare con le molle, avendo avuto un aiutino. Spalle coperte fino al 2015?

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DT

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15 commenti Commenta
maurobs
Scritto il 14 maggio 2012 at 11:25

ma non è che tutto sia fatto per far rientrare in patria il debito….????prima alle banche poi si fa un po’ di manfrina si fa risalire i prezzi e calare il rendimento… si attirano i tonni nella rete le banche se ne liberano e poi un bel congelamento del debito che a qs. punto è quasi tutto domestico……

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Scritto il 14 maggio 2012 at 11:55

Fosse dei singoli risparmiatori privati, ti direi che forse…in questo caso sono le banche che ne hanno la pancia piena: E quindi la cosa cambia

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maurobs
Scritto il 14 maggio 2012 at 12:07

Dream Theater,

si ma sei che i vertici sono speciaisti nel rifilarli poi alla massa liberandosene con profitto per recuperare quanto devono dare alla bce e tenendosila differenza….

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Scritto il 14 maggio 2012 at 12:31

Un solo appunto… il mercato immobiliare Spagnolo e’ nella fase del “tengo duro tanto i prezzi risalgono” in realta’ e’ distrutto… provate a chiedere ai migliaia di investitori Inglesi.. calcolate che la discesa in realta e’ del 50%…. Auguri

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ilcuculo
Scritto il 14 maggio 2012 at 12:52

Per fortuna che è intervenuta le BCE ed ha cercato di alleviare i governi di Italia e Spagna da un problema. E questo problema si chiama Spread.
Il riferimento è ovviamente alle operazioni definite LTRO, oltre 1000 miliardi di Euro prestati al settore bancario ad un tasso di favore (1%) con l’obbligo di restituire il tutto tra tre anni.

E’ evidente che se i 1000 mld fossero stati dati agli stati , magari non al 1%, magari al 3% e magari non per 3 ma per 5 o 7 anni, saremmo un bel po’ avanti con la soluzione dei problemi dei debiti periferici.

Si ma le banche quei soldi li hanno e li stanno usando per rimborsare i loro bond, poi con il differenziale su i tassi fanno anche un po’ di utili, giusto per pagare un po’ di bonus ai manager e dividendi agli azionisti.

Invece le banche devono essere nazionalizzate salvaguardando al 100% i risparmiatori e penalizzando azionisti ed obbligazionisti, in quest’ordine.

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Wild Weasel
Scritto il 14 maggio 2012 at 14:00

concordo in pieno cn quanto ha detto ilcuculo

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Scritto il 14 maggio 2012 at 14:55

ilcuculo@finanza,

Ovvio che è andata così. Perchè alla fine della fiera la BCE ha voluto salvare in primis le banche e poi far si che si mettesse “in sicurezza” lo spread. E le banche i soldi li hanno usati benissimo. Ma per i loro fini.
Questo fa parte di quanto ho omesso epr evitare di fare un post di duemila righe, visto che di queste cose abbiamo già parlato copiosamente.
Sulla nazionalizzazione, dico solo che doveeva già essere presa in considerazione nel post Lehman, secondo me…

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Scritto il 14 maggio 2012 at 14:55

Wild Weasel,
Ahhhhh quale onore! l’Admin!

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kry
Scritto il 14 maggio 2012 at 17:22

Se non erro agli attuali prezzi MPS vale meno di 2 miliardi €, per cui di fatto si potrebbe nazionallizzare azzerando i 2 miliardi concessi con i tremontibond.

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idleproc
Scritto il 14 maggio 2012 at 18:46

Dream Theater,

Ricordo che sulla “nazionalizzazione” DT aveva sostenuto più volte questa ipotesi che avrebbe, preso il controllo delle banche, evitato danni speculativi al sistema finanziari con i soldi delle banche centrali (i nostri alla fin fine).

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gainhunter
Scritto il 14 maggio 2012 at 18:53

A proposito di nazionalizzazione, chi è che può decidere di nazionalizzare una banca? Il governo (creditore in questo caso), il parlamento, la banca d’Italia?

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lampo
Scritto il 14 maggio 2012 at 21:09

gainhunter,

Decreto (di effettiva urgenza) del Ministro dell’Economia e Finanze, su indicazione della Banca d’Italia e quindi in maniera indiretta, degli organi di vigilanza.
Riferimento art. 70 comma 1 TUB (pag. 78)
http://www.106tub.eu/documenti/TUB_gen_2012.pdf

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Scritto il 15 maggio 2012 at 00:16

Lampo , hai detto tutto…. ;-)

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Scritto il 15 maggio 2012 at 00:17

Non ho letto particolari commenti sul grafico. Mi sembra molto interessante. Poi, tenendo conto del downgrading di Moody’s di stasera…

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gainhunter
Scritto il 15 maggio 2012 at 07:48

lampo,

Grazie lampo! :-)

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