Banche: in Italia finanziano a tassi da usura. Ma di chi è la colpa?

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

C’è la crisi. Ed è evidente. E quando c’è la crisi, il settore bancario patisce ovviamente il peggioramento del tessuto economico. Cosa salta all’occhio è il tasso insolvenza che, come spiegato in passato, non fa altro che aumentare, semplicemente perché la gente non ha più i soldi per pagare interessi e capitale alle banche.


Ma quello che “disgusta” è che in un paese facente parte dell’Eurozona, il tasso medio dei prestiti non è assolutamente in linea coi tassi pagati in paesi come Francia e Germania, per fare due nomi.
Infatti le banche spesso e volentieri approfittano del momento applicando tassi praticamente da USURA alla clientela non proprio TOP, mettendo le aziende il più delle volte in una situazione ancora più di difficoltà.
Certo, non si tratta di USURA vera in quanto le banche fanno molta attenzione a non superare i “generosi” limiti imposta dalla Banca d’Italia. Però se poi andiamo ad aggiungere le spese, che sono tantissime (non esiste più la famosa “commissione di massimo scoperto”, che però è stata sostituita dalla nuova voce “Messa a disposizione”, ovviamente più onerosa per il cliente) state pur certi che il TAEG, il tasso annuo effettivo globale, è veramente “border line”.

Le banche prestano meno denaro, ma gli utili decollano

Ma non è tutto. Oltre a far pagare tassi altissimi, le banche prestano meno denaro, proprio a causa dell’alto tasso insolvenza. Quindi la morale è semplice: le banche prestano meno, quando prestano lo fanno a tassi elevatissimi. Anche perché molte banche si ritengono in “debito morale” col mercato. Tante sono ancora le operazioni montate in passato con indicizzazione Euribor più spread ridicolo (inferiore all’1%) che rendono agli istituti bancari praticamente ZERO.

Incongruenza tra Tasso BCE e Tassi bancari

E non fate il paragone tra i tassi BCE ed i tassi applicati sui prestiti dalle banche. Sono drammaticamente incongruenti. Ma la cosa grave è che il tutto viene fatto con la benedizione della Banca d’Italia. Il motivo?
Vi faccio un esempio.
2007, tasso BCE era pari al 4%. Il corrispondente tasso di usura era pari all’8.3%.
2013, tasso BCE è pari allo 0.5%. Il tasso di usura? In proporzione dovrebbe essere pari all’ 1%. Ma ovviamente non è così. Anzi, è addirittura più alto che nel 2007. Ora è al 8.6%.E per i mutui? Peggio che andar di notte. Il tasso di usura per i mutui nel 2007 era pari al 7%. Ora è pari al 10.3%!
E allora, diciamo le cose come stanno. Le banche operano nei limiti previsti dalla banca centrale. E se la Banca d’Italia permette certe cose, le banche le fanno eccome, proprio perché sono istituti privati e non enti di beneficenza. E quindi la responsabilità deve essere anche data a Visco & Co. che permettono tale operatività.
Basterebbe che Bankitalia cambiasse i tassi di usura, con regole più ferree e il denaro costerebbe molto meno.

Ovviamente a quel punto si aprirebbe un’altra problematica. Le banche a condizioni migliori (peggiori per loro) presterebbero ancora il denaro? Forse lo presterebbero di meno, ma almeno a clienti meritevoli potrebbero dare una mano sulla strada della risalita dalla crisi, anziché dare alle stesse la spinta finale verso il fallimento.

E credetemi, il problema è molto più ampio di quanto voi possiate immaginare.

La legge sull’usura (legge 108/1996), ha introdotto un limite ai tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento oltre il quale gli stessi sono considerati usurari. Ai fini della valutazione della usurarietà dei tassi, si deve fare riferimento al momento in cui gli interessi sono promessi o convenuti, indipendentemente dal momento del pagamento (legge 24/2001).
La Banca d’Italia rileva trimestralmente i tassi effettivi globali medi applicati dalle banche e dagli intermediari finanziari. (Source)

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DT

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4 commenti Commenta
lacan2
Scritto il 11 settembre 2013 at 12:39

la soglia usura tiene conto anche delle spese accessorie (canone del conto, Cpi, garanzia confidi, spese di perizia), se il tasso è inferiore al Teg di usura, la banca non può erogare il finanziamento. I teg usura ovviamente sono superiori ai tassi usura e arrivano anche al 18-20%.
per quanto riguarda i costi del credito, è normale che le sofferenza spesso si tramutano in passaggi a perdita che gravano sul costo del credito e sulla marginalità. I requisiti di capitale e le nuove regole di Basilea poi giocano l’altra parte del problema, poiché impongono alle banche di ridurre i rischi a parità di capitale, e se il capitale viene depauperato dalle perdite su crediti, le strade sono due: o riduci i rischi e quindi il credito, o ricapitalizzi, opzione quest’ultima avversata da quasi tutte le banche vista la situazione finanziaria che c’è in giro.
La situazione economica riduce l’affidabilità dei clienti bancari, e quindi il rating, ciò significa costi maggiori per le aziende e spesso ritiro degli affidamenti: è la politica creditizia della maggior parte degli istituti per far fronte al deterioramento degli impieghi. Il problema è che questo comportamento delle banche non fa altro che aggravare la salute delle imprese e quindi, in un circolo vizioso, la stessa salute delle banche. Le banche agiscono correttamente se prese da sole, e non potrebbero fare altro, nell’insieme invece c’è un problema politico: ci vuole una regia che risolva il problema dei crediti problematici altrimenti il mercato libero non funziona. Purtroppo gli attori politici e istituzionale non paiono agire nella direzione giusta, lampante è la recente politica della BCE (accomodante) e il comportamento contrario dell’EBA, due attori che invece di agire sullo stesso versante, agiscono ciascuno per i fatti loro …

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paolo41
Scritto il 11 settembre 2013 at 12:39

meno male che il governo ha dichiarato che voleva rilanciare l’economia !!!!! Monti ci ha dato una bella botta, ma anche questi non riescono a mettere un piede dietro l’altro. Se non conoscono il problema che hai postato sono incompetenti, se lo conoscono (come immagino) sono dei pusillanimi e allora è bene che lascino la cadrega….

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Scritto il 11 settembre 2013 at 13:06

lacan2@finanza:
(…) Le banche agiscono correttamente se prese da sole, e non potrebbero fare altro, nell’insieme invece c’è un problema politico: ci vuole una regia che risolva il problema dei crediti problematici altrimenti il mercato libero non funziona. Purtroppo gli attori politici e istituzionale non paiono agire nella direzione giusta, lampante è la recente politica della BCE (accomodante) e il comportamento contrario dell’EBA, due attori che invece di agire sullo stesso versante, agiscono ciascuno per i fatti loro …

voilà, hai detto tutto…

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Scritto il 11 settembre 2013 at 13:07

paolo41,

Ma figuriamoci se lasciano la cadrega…

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