Area Euro: mancano le condizioni per la ripresa

Scritto il alle 14:39 da Danilo DT

Greek_Economy

Per la cronaca questi dati sono dati pubblici e ampiamente verificabili e riguardano la crescita dell’Area Euro.
Proprio nel giorno in cui il New York Times, notizia tratta dal Sole 24 Ore , denuncia un fatto arcinoto ai lettori di I&M perché pubblicato tempo fa (mi riferisco all’inciucio Goldman Sachs e Grecia) si iniziano a commentare in modo concreto i risultati del quarto trimestre del 2009.
Dal sito EconomicPicData, viene postato il grafico dell’effettiva crescita dell’ultimo trimestre del 2009 dei vari paesi dell’area Euro.
Cosa possiamo notare? Semplicemente che il quarto trimestre, visto da tutti come la rampa di lancio che avrebbe dovuto riportare l’Europa sul terreno della produttività e della crescita economica… è stato una delusione.

gdp_growth_q4_2009

Evviva l’Estonia, evviva la Slovacchia…. Ma a parte la Francia, dell’Europa che conta c’è ben poco. La previsione degli analisti era di un +0.3% trimestrale e di un -1.9% su base annuale. Risultato invece deludente: dopo aver perso il 4%, il PIL praticamente è a crescita zero. Sono al momento stime ma molto vicine (vedrete) alla realtà.
Certo, la differenza non è eclatante, ma è un sintomo che la ripresa, effettivamente, non c’è.

Qual’è l’effettivo problema a cui andiamo incontro?

Sapete benissimo che stiamo iniziando a lottare con un grande problema che sta interessando diversi paesi dell’area Euro. Mi riferisco ovviamente ai PIIGS, o PIGS  se escludiamo l’Italia. Ora c’è la Grecia ma tutti sappiamo in quali acque navigano Spagna e Portogallo.

Ok, la situazione sembra stabilizzarsi per la Grecia. Ma la grecia è un paese dal peso politico ed economico non eccessivamente elevato. Molto più dispendioso e complesso significherebbe dover salvare Portogallo o peggio ancora Irlanda o…il peggio di tutte, la Spagna.

“Euro members drew down their benefits in advance – ‘ex ante’ — when they joined EMU and enjoyed “very easy financing” for their current account deficits. They cannot expect ‘ex post’ help if they get into trouble later. These are the rules of the club”

Queste sono le parole di Trichet. Va bene, carissimo Trichet ma…chi paga alla fine? Paghiamo noi, cittadini dell’Europa. Anche perchè in Grecia ci sono state dimostrazioni in piazza che hanno chiaramente detto come la pensano.  Ma le condizioni economiche di tutta l’Europa sono pessime. Ne volete la prova? Una ve l’ho già data, con la crescita del PIL.

Un’altra è questa.

Deficit fiscale e tasso disoccupazione

deficit-fiscale-tasso disoccupazione

Grafico dove vengono sovrapposti il deficit fiscale e il tasso disoccupazione e non solo dell’area Euro. Come può sorreggere l’aera Euro questo stato di difficoltà? E quale sarà la conseguente condizione della nostra valuta, l’Euro?

Per la gioia dei fans della debolezza dell’Euro, non posso nascondervi il mio timore di vedere un Euro ancora più debole. Proprio perchè mentre gli USA pian piano stanno facendo, hanno fatto e qualcosa faranno ancora per ripartire, in Europa si è fatto poco, molto, troppo poco. La crisi economica, praticamente, deve ancora essere “curata efficacemente” con la grossa grassa grana del debito sovrano che lentamente affiora e si concretizza.

Ma come dicevo, per curare l’economia non possiamo negare che mancano le basi: le condizioni economiche dell’Europa sono tutto fuorchè brillanti. Sarebbe necessaria un’economia florida e brillante ed invece…siamo ingessati. Sarebbero necessarie riforme e provvedimenti anche drastici ed invece..tutto tace.

Sarebbe necessario un impegno da parte dei governi per abbattere l’imposizione fiscale sugli stipendi, dando quindi più denaro al consumatore, al fine di far ripartire il ciclo economico, ma ahimè…il costo del lavoro qui da noi non ha fatto che lievitare…e per le aziende è un vero salasso. E qui in Italia ne sappiamo qualcosa. E cosa accadrà quanto il debito diverrà insostenibile per i paesi dell’Europa?

Sommando tutte queste domande, più tutte quelle a cui non ho fatto riferimento, penso di poter dire solo una cosa, oltre al fatto che non ho delle risposte: il delicato equilibrio di cui sempre ho parlato sta venendo meno. Si era fondata una ripresa su fondamenta di sabbia. E come ben sapete, ho sempre visto la ripresa e la situazione della finanza a livello globale, come un enorme domino, o se preferite, un castello di carte. E ad un certo punto, cade la prima tessera, oppure viene tolta una carta, ed il risultato è quantomai ovvio: crolla tutto. Ed è quello che bisognerà cercare di evitare. Evitare l’inenarrabile o, se preferite, uno scenario che, oggi, resta difficile poter immaginare.

Grafico costo lavoro unitario area Euro

costo-lavoro-unitario

Temo che qui, da noi, i problemi siano appena iniziati. Avremo sicuramente ancora tempo e modo per parlarne.

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