ALERT: utili aziende USA non cresceranno come in passato

Scritto il alle 14:35 da Danilo DT

analisi-utili-aziendali-aziende-usaIl consensus su stime utili non sono all’altezza dei tassi di crescita visti in passato. E il forward Price Earning è in peggioramento. Le condizioni di mercato sembrano non così favorevoli per l’azionario come invece lo erano fino a qualche mese fa.

Nei prossimi giorni, appena ne avrò la possibilità, vi parlerò del cosiddetto FED Model e del rapporto tra “Earning Yield” e “Bond Yield”.
Intanto però mi permetto di portare alla vostra attenzione un paio di grafici che ci fanno accendere una luce, una sorta di “ALERT” che meritano la giusta considerazione.

Ormai è noto che le borse USA hanno avuto una forte correlazione con il QE. L’effetto però è stato indiretto in quanto, assieme al QE, sono anche saliti (e questa è stata la condizione principale per il rally della borsa) gli utili aziendali.
In questi giorni stanno uscendo le varie trimestrali. Ma attenzione, qualcosa sta cambiando: gli utili previsti non sono più “quelli di una volta”.

Confronto tra SP 500 e Forward Consensus Earning

spx-vs-consensus-utili-earning

Il grafico mette a nudo quello che dicevamo mesi fa: il tasso di crescita degli utili aziendali era storicamente insostenibile. Ed ecco che il consensus gira di brutto. Ma il mercato non ancora. Chi dei due avrà ragione?

Forward Earning consensus

forward-consensus-12-mesi-borsa-usa

Una curiosità: vedete quel picco rosso prima del 2009? Un vero dramma post Lehman Brothers. Ma poi è arrivato il QE1. Ma attenzione, oggi la FED si trova nella situazione diametralmente opposta: ovvero con una teorica “exit strategy “ alle porte con un primo rialzo dei tassi (che a questo punto escluderei nel 2015). Quindi riusciranno le borse USA a reggere senza il sostegno della FED?

Forward P/E: livelli storicamente insostenibili

forward-price-earning-usa-spx

Ora, la certezza non esiste, ma è certo che la FED potrebbe avere vita non facile per mantenere stabili e positive le condizioni per il mercato azionario. Il futuro come sempre non ci porta delle certezze, ancor meno con i chiari di luna geopolitici che stiamo vivendo anche qui in Europa. L’importante, nel frattempo, è tenere conto di queste anomalie.

STAY TUNED!

Danilo DT

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10 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 10 febbraio 2015 at 15:48

Lance Roberts è un noto analista e gestore che scrive un sacco di articoli pieni di buon senso, dati, statistiche la cui conclusione è sempre la stessa “il mercato è in una bolla”. Ma poi conclude ognuno dei suoi articoli in questo modo “… però siccome il mercato sale siamo dentro fully allocated”. E questo è davvero tutto quel che c’è da dire, il resto, comprese le mie e quelle di Danilo, sono parole inutili, tempo sottratto al giardinaggio. Questo non è recente, ma non conta, tanto è sempre lo stesso:

http://www.advisorperspectives.com/dshort/guest/Lance-Roberts-140602-Earnings-Update.php

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ob1KnoB
Scritto il 10 febbraio 2015 at 16:18

(Reuters) – The United States urged a meeting of the Group of 20 leading economies not to resort to currency devaluations to boost exports, while a draft communique gave a gloomy assessment on Tuesday of the outlook for global growth.

The meeting of finance ministers and central bankers in Istanbul comes at a difficult time, with major economies running at different speeds, monetary policies diverging and Greece casting a new shadow over Europe.

U.S. Treasury Secretary Jack Lew underlined the need to stick to existing commitments on exchange rate policy, a Treasury official said, pledges which include refraining from competitive exchange rate devaluations.

“Secretary Lew strongly emphasised … that we are highly focused on ensuring that U.S. workers and firms play on a level playing field and no country should use their exchange rate to increase exports,” the official said.

The U.S. Federal Reserve looks set to raise interest rates this year, a stark contrast to huge money printing programmes by the European Central Bank and Bank of Japan and impromptu rate cuts from India to Australia, Canada to Denmark.

A by-product of that is the dollar being driven higher while other major currencies tumble. There has generally been an acceptance in Washington that a weaker euro and yen is an inevitable consequence of actions to revive moribund economies, something the United States has consistently called for.

According to a draft communique for the meeting, obtained by Reuters overnight and intended for adoption later on Tuesday, the G20 welcomed the ECB’s quantitative easing – despite German concern – and said it would further support recovery in the euro area.

In a nod to expectations that the Fed will raise interest rates, the draft said some advanced economies with stronger growth prospects were moving closer to “policy normalisation”.

But it cautioned: “In an environment of divergent monetary policy settings and rising financial market volatility, policy settings should be carefully calibrated and clearly communicated to minimize negative spillovers.”

e che ce vo’? stampa ancora anche tu! perchè no?
ppi in diminuzione da 3 anni nel globo al ritmo del 3%. Paura per il GDP? O per le multinational?

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ob1KnoB
Scritto il 10 febbraio 2015 at 16:25

Nota.
L’UK , promotrice e untore dei qe, che notiamo avere ancora in essere acquisti per 375B £ annui (ed un deficit GDP al 5% ed oltre) ha ,ahia ahia ahia, numeri che si stanno letteralmente accartocciando.
a memoria dei posteri.

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ob1KnoB
Scritto il 10 febbraio 2015 at 17:24

oggi ce l’ho con l’UK.
Qualche giorno fa vi parlavo delle unintended consequences dei qe sui fondi pensioni.
interessante
http://www.pensionprotectionfund.org.uk/DocumentLibrary/Documents/PPF_7800_february_15.pdf

giusto per dire

Pension consultants JLT Employee Benefits warned last July that six FTSE 100 companies had pension liabilities now larger than their equity market value.
The list included supermarket J Sainsbury, as well as International Airlines Group, the owner of British Airways, BAE Systems, RSA, Royal Bank of Scotland, and BT.

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cavolo
Scritto il 10 febbraio 2015 at 20:53

Ma scusate , ma il mercato chi lo comanda? Ieri si saliva per i vari qe, poi si saliva perché il crude OIL scendeva , poi si saliva perché il petrolio saliva, poi si saliva perché , perché perché? Poi la Grecia , doveva crollare l europa ma No, tanto trovano l accordo, l America dovrebbe stornare perché gli utili non sono gli stessi e non lo saranno mai più , ma il mercato sale sale sale! A questa stupida domanda chi sa darmi una risposta?
CHI COMANDA I MERCATI. Perché vorrei affidargli il mio patrimonio!
grazie

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john_ludd
Scritto il 10 febbraio 2015 at 21:45

cavolo@finanza,

che ci siano degli agenti in grado di influenzare i mercati molto più di altri è ovvio, ma non sono onnipotenti, non comandano il mercato. Il mercato è la somma del comportamento di milioni di scimmioni poco pelosi, scarsamente intelligenti, prevedibilmente irrazionali, soggetti a comportamento di gruppo e a momenti di delirio suicida, che pestano con le loro dita su delle tastiere; io, te e chi legge fa parte, che lo sappia oppure no, di questo folto gruppo di primati, quindi se vuoi affidare il tuo patrimonio a chi comanda il mercato devi solo continuare a fare quello che hai fatto sinora.

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cavolo
Scritto il 10 febbraio 2015 at 22:05

john_ludd@finanza,

Se continuò a fare ciò che faccio ,saro fallito tra un poco ,poiché mi basò sulle prospettive di economia reale ,e quindi ho paura di andare long e vado short sui mercati !
Poiché sono un semplice idiota!
Ma grazie per il consiglio !

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lampo
Scritto il 10 febbraio 2015 at 23:12

cavolo@finanza,

Mi permetto soltanto di sottolineare che i mercati (specialmente l’azionario) sconta in anticipo il futuro andamento dell’economia… per cui attenzione a fare l’errore di investire in azioni soltanto perché l’economia va bene.
Ci sono mille fattori quali il tipo di crescita economica, l’inflazione, l’andamento del rialzo dei tassi (veloce o lento), ecc. che influiscono sull’andamento dei mercati.
Però storicamente è innegabile che generalmente il mercato azionario raggiunge il suo massimo… molto prima che l’economia raggiunga il suo picco di espansione. Quindi ocio…

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paolo41
Scritto il 11 febbraio 2015 at 11:27

lampo,

molto dipende da quello che decideranno sui tassi; è scontato che la Yellen e….. i mercati hanno queste informazioni e molte altre e non credo che siano così sicuri che sia il momento di alzarli (ieri il decennale USA a chiuso a 1,99). Aggiungiamo le varie problematiche geopolitiche e lo scenario diventa ancora più nebuloso. Siamo in un momento di “stabilità” dovuta all’incertezza della … instabilità.

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lampo
Scritto il 11 febbraio 2015 at 20:14

paolo41:

Definizione sintetica e perfetta: l’appendiamo?

Siamo in un momento di “stabilità” dovuta all’incertezza della … instabilità.

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