Tutta la verità su economia e dintorni

Scritto il alle 09:34 da Danilo DT

I dati sull’occupazione snocciolati da Mattacchiuz venerdi ci illustrano un’economia USA molto più forte di quanto si pensava.
Le nostre lancette dell’economia del venerdì, che pubblico regolarmente e che oggi torvate in versione sviluppata di lunedì, mettono in evidenza uno scenario di piena crescita economica USA.

Guardate il grafico e capirete: qui sotto troverete il solito mix di indicatori.

-ECRI Index (bianco)
-SP 500
-CESI Index USA (indice previsionale crescita economica USA)
-BFCIUS (indice fiducia finanziaria USA edito da Bloomberg)
-SLF (indice St Louis FED sullo stress del sistema bancario)
-COMPCOMP (indice fiducia consumatori)

L’ECRI Index continua la sua corsa al rialzo, e va a 6.50, ma chi stupisce è il puntuale CESI Index legato all’economia USA. Impressionante per la sua imperiosa (ed esagerata!) impennata verso l’alto.
E come il CESI è positivo anche il BFCIUS continua nella sua corsa. Addirittura l’indice di fiducia dei consumatori di Bloomberg cerca di rompere la lateralità e l’indice di stress di St Louis sul sistema bancario USA è sempre più basso. Il mondo perfetto è sempre più perfetto. Ma non proprio dappertutto è così.

CESI Index: il mondo sembra andare a velocità diverse

Ma ecco il CESI Index, ovvero il Citigroup Economic Surprise Index, l’indice previsionale di Citigroup, un’alternatica all’ECRI Index che si aggiorna su base giornaliera. Ma mentre l’ECRI Index noi ce l’abbiamo solo per l’economia USA, il CESI Index è disponibile anche in altre versione. Il grafico qui sotto ve lo dimostra.

Ma allora…è il caso di fare un attimo il punto? Forse si…

EUROPA

Sugli USA già si è detto..ma gli altri? Guardate Europa e Giappone. Vi sembra uno scenario da crescita economia virtuosa?

Proprio quell’Europa che Trichet ha minacciato qualche giorno fa, ammettendo il rischio di un potenziale rialzo di tassi tra un paio di mesi.

Proprio quell’Europa dove l’inflazione soprattutto da materie prime (energia) sta mettendo a serio rischio le varie economie, con uno spauracchio che si fa sempre più realistico: STAGFLAZIONE.

Proprio quell’Europa con una Banca Centrale (BCE) che ha come primo obiettivo quello di tenere bassa questa inflazione. Ed ecco spiegato il motivo delle minacce di Trichet. Peccato che alzare i tassi ora, forse, non è così positivo per economia, imprese, e stati sovrani…

Proprio quell’Europa dove ormai sulla Grecia ho finito le parole. Tanti bei progetti ma nulla da fare. L’economia greca è ancora in recessione, i CDS navigano nuovamente in area 1000 bp e nel 2011 ci sarà lo scoglio di scadenze governative per 39 miliardi di Euro più interessi per 25 miliardi di Euro. Quindi, cari amici, inutile nascondersi. E’ una questione di tempo ed arriverò la rinegoziazione del debito, comandata molto probabilmente (indovinate un po’…) dalle banche tedesche e francesi che dovrebbero avere, secondo ultime fonti della BRI, circa 100 miliardi di Euro di Bond in pancia. Ho capito cosa state pensando…però le borse salgono. Ma certo cari lettori. Tutto rientra nella norma e dei piani espansivi fatti dai governi. Ma non facciamo finta di niente. Non perdiamoci in esternazioni del tipo “Ma tanto stavolta è diverso”. Se avete un po’ di cultura economica (parliamo di storia) avrete già visto in passato situazioni molto simili a queste. Ahimè, la storia economica si ripete… E sull’Euro? Anche stavolta la soluzione la trovate nel differenziale di rendimento tra Bund e T-Note, come già spiegato mille volte.

PAESI EMERGENTI

L’economia sta chiaramente rallentando. Leggermente meglio i Paesi Emergenti i quali hanno anche i loro bei problemi, ma ancora crescono. Ma fino a quando?

Come ben sapete il problema numero UNO si chiama inflazione, un problema che diventa grave non solo per il rincaro dell’energia ma soprattutto per le soft commodity, i generi alimentari in primis.
L’economia globale? Il risultato ce l’abbiamo visualizzando il CESI G-10 Index che sintetizza gli scenari economici dei principali 10 grandi colossi economici globali più importanti. Guardate il grafico: alla fine è piattezza…

STATI UNITI

E chiudiamo con una piccola nota sugli USA. Il mondo perfetto. Almeno all’apparenza. Anche perché qui sembra che tutto vada per il meglio. L’inflazione per Zio Sam non è un problema, anzi oggi è l’ultimo dei problemi (non dimentichiamo mai che la FED, a differenza della BCE deve soprattutto difendere alla morte la crescita economica). E se l’economia sembra rallentare….mamma FED arriverà ancora in soccorso. Infatti da più parti si leggono della sconcertante ipotesi su un nuovo progetto di quantitative easing, il QE III.

Partenza ovviamente a giugno, quando saranno finite le risorse del QE II, tanto contestato ma mai interrotto. Il QE, la vera benzina che muove e che droga l’economia, il mezzo che ha fatto salire i mercati. Si, perché se non ci fosse stato il QE a creare, di riflesso, ricchezza artificiale coi mercati, che quindi ha alimentati i consumi (vedete quante cose fa il QE), le borse non sarebbero mai salite. Non ci credete? E allora guardate questo grafico di Albert Edwards di SocGen. Non notate una certa correlazione tra l’interventismo della FED e il trend dello SP 500?

Ma poi, un bel giorno la FED (per una serie di motivi…ehm…abbastanza ovvi) finirà di comprare titoli di stato USA. E in quel momento l’economia dovrà stare in piedi da sola…

Ma siamo sicuri che ce la farà a reggersi sulle sue gambe senza il sostegno FED?Assolutamente impossibile… E poi… Sempre quel giorno, visto che la FED non comprerà più titoli di stato…e visto che il più grande acquirente (Asia) sta diversificando, e addirittura sta vendendo bond USA, ma allora CHI COMPRERA’ i Treasury Bond USA?
Domanda che a questo punto diventa lecito farsi. Se lo domanda anche il super guru dei bond, Bill Gross di Pimco, il quale è il primo a dire che il QE alla fine della fiera è servito a nulla.
E quindi, amici lettori, non ve lo dice solo I&M…

“What an unbiased observer must admit is that most of the publically issued $9 trillion of Treasury notes and bonds are now in the hands of foreign sovereigns and the Fed (60%) while private market investors such as bond funds, insurance companies and banks are in the (40%) minority. More striking, however, is the evidence in Chart 2 which points out that nearly 70% of the annualized issuance since the beginning of QE II has been purchased by the Fed, with the balance absorbed by those old standbys – the Chinese, Japanese and other reserve surplus sovereigns. Basically, the recent game plan is as simple as the Ohio State Buckeyes’ “three yards and a cloud of dust” in the 1960s. When applied to the Treasury market it translates to this: The Treasury issues bonds and the Fed buys them. What could be simpler, and who’s to worry? This Sammy Scheme as I’ve described it in recent Outlooks is as foolproof as Ponzi and Madoff until… until… well, until it isn’t. Because like at the end of a typical chain letter, the legitimate corollary question is – Who will buy Treasuries when the Fed doesn’t?” (Source)

Un’ultima nota sull’inflazione. Mi è piaciuta una definizione di INFLAZIONE data da Rampini recentemente:

Ma perché il rialzo del petrolio lascia così sereni i banchieri centrali (riferimento alla FED)? Gli economisti distinguono tra le voci dell’inflazione da una parte le “componenti volatili” come energia e alimenti, e dall’altra parte tutto il resto. Finché i rincari riguardano solo le “componenti volatili” non c’è da preoccuparsi, questa è la dottrina ortodossa. Che va decifrata, perché nasconde una notizia non proprio gradevole per i lavoratori dipendenti.
L’inflazione diventa tale, e quindi è un pericolo da combattere per le banche centrali, solo quando i rincari vengono recuperati da aumenti salariali. Allora gli choc sui prezzi si diffondono a tutti i costi di produzione, e la spirale rischia di sfuggire al controllo. Ma con il 9,4% dei disoccupati in America (e livelli analoghi in Europa) il potere contrattuale dei lavoratori è bassissimo. Aumenti salariali non sono in vista. Quindi l’inflazione si blocca sul nascere. Perché la paghiamo solo noi, con un potere d’acquisto decurtato, ma siamo incapaci di trasmetterla e di generalizzarla. Senza scala mobile, senza sindacati forti, senza ondate di rivendicazioni, niente spirale. Tutto tranquillo sul fronte occidentale. (Source)

Ovvio! Se salgono i prezzi ma non i salari, alla fine si resterà semplicemente senza soldi! Quindi tutto nella norma. Chi rimane incaprettato è sempre l’ultimo anello della catena, che per forza di cose è sempre il più debole.


CONCLUSIONI

Questo è il quadro macroeconomico che volevo disegnarvi, in un apparentemente normale lunedì di marzo… malgrado il Carnevale, ovvio che tutto questo quadro, dipinto a tinte cupe come lo stato di salute dell’economia, è realistico e, secondo me, profondamente coerente.
Le conclusioni? Queste le lascio tracciare a voi. Per oggi credo di aver già parlato abbastanza…

STAY TUNED!

DT

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23 commenti Commenta
Scritto il 7 marzo 2011 at 09:54

Intanto il Giappone torna sempre indietro…. se non rompe i 12.000 ho l’impressione che vedremo un altro -50% sul nikkei…

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Scritto il 7 marzo 2011 at 09:57

I posts di ieri…

http://mariogregorio.wordpress.com

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daino
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:09

Anzi!Proseguendo il discorso di Rampini possiamo aggiungere che grazie alla riduzione del nostro potere d’acquisto e conseguente riduzione di domanda, è il nostro stesso impoverimento che funziona da calmiere d’inflazione: la nouva frontiera della politica monetaria!
Se questi shock inflattivi non saranno seguiti da un incremento di salari (incremento dei salari?chi era costui?), preseguiremo inevitabilmente verso un’inflazione core deflattiva e una head-line in crescita (causa mercati finanziari, problemi politici e naturali): ossia seremo sempre più poveri!!!Olè, e pensare che oggi è lunedì!!

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Scritto il 7 marzo 2011 at 10:17

@ Daino:

Beh, sarà anche lunedì ma siamo già tutti belli operativi. Ah….dimenticavo… buona settimana a tutti! :-) Ps: cmq , caro daino, condivido….

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mattacchiuz
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:19

una precisazione: il mercato del lavoro usa è conciato malissimo, solo cerco di adeguarmi una minima all’ottimismo imperante. hanno solo tamponato qualche falla, e sto preparando un post in cui mostrerò qual è la reale situazione. per il resto, in termini di ripresa, rimango convinto che gli stati uniti siano più “bravi” a manipolare i dati degli altri, cina esclusa…

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mattacchiuz
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:21

per intanto, grazie a Dio è lunedi e ci sono gli europei in console… :-) tutto verde per fortuna. tranne il dax, ma è questione di secondi

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bergasim
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:30

mattacchiuz,

Che ridere,i mercati sono come rane bollite, non si sono ancora accorti delle temperature più calde, ma non mancherà molto.

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Scritto il 7 marzo 2011 at 10:31

@ Matta:
eh si… oggi cose “Bulgare”! :-)

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Scritto il 7 marzo 2011 at 10:36

L’inflazione attuale è importata ed in un economia fragile, se dovesse perdurare, è la più minacciosa
E’ noto a tutti che i migliori motori per una ripartenza sono bassi tassi e bassi costi energetici, entrambi rischiano di subire una forte accellerazione, se la crisi araba dovesse proseguire o peggio se l’Arabia Saudita venisse coinvolta….
Siamo in una fase molto delicata dove l’eccesso di debito creato per salvare il sistema rischia d’essere vanificato
Cosa ben diversa sarebbe un inflazione da impennata dei consumi.
Insomma è come dare un calcio inculo all’asino mentre avanza lento nella sua ardua salita……..cosa possa accadere è cosa nota
Mah quello che vedo è follia, negli ultimi 3 mesi alcune resine e polimeri sono cresciute anche del 70%…..in molti settori saltano i costi rendendo immediato un price increase di dimensioni inusitate, mah mah
Spero bene per tutta quella povera gente…..ma anche per noi
Saluti

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hironibiki
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:53

Ieri sera ho noleggiato Wall street il denaro non dorme mai.. Incredile di come si parlava del collasso immobiliare 2008 in Usa.. Ed è solo un film… Chissà che schifo c’è dietro.
Darebbe bello vedere un film-documentario stile fahrenheit.

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hironibiki
Scritto il 7 marzo 2011 at 10:55

EHm.. Sono proprio dislessico :mrgreen: ho scritto “Darebbe” al posto di Sarebbe.
Comunque in home page sul corriere avevano scritto “Mediteraneo”.. EHEHEHEH :mrgreen:

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andrea.mensa
Scritto il 7 marzo 2011 at 11:31

cari tutti.
sicuramente sarò io il visionario, ma sono impressionato, e permettetemi di esprimere tale stato d’animo, dal tentativo irrazionale di rinchiudere tanti fenomeni , determinati da comportamenti umani in formule matematiche o peggio ancora di fenomeni diretti causa/effetto.
il comportamento umano è per definizione variabile, influenzato da fattori ch ecambiano di “peso” anch esolo in base allo stato d’animo, anch ese poi, statisticamente, ed entro una certa fascia di errore, hanno dato sempre gli stessi risultati, dimenticando però che C’E SEMPRE UNA PRIMA VOLTA A TUTTO.
perchè dico ciò ?
parto dal discorso inflazione.
aumentano i prezzi delle materie prime, pertanto aumentano ii prezzi dei prodotti derivati.
vero…. QUASI sempre, perchè tra l’importazione delle materie prime ci sono gli importatori, i trasformatori, la rete commerciale, e poi finalmente I CONSUMATORI.
non è una novità che molte volte questi attori intermedi hanno assorbito completamente gli aumenti proveneinti dall’esterno, mentre altre volte hanno causato loro stessi spinte inflazionistiche, senza ch edall’esterno giungessero sollecitazioni .
altro esempio:
la banca centrale immette denaro con il QE e quuindi aumenta l’inflazione.
a parte il fatto che anche se tale denaro giungesse davvero sul mercato dei beni di largo e comune uso e consumo ( che sono quelli sensibili per attivare la spirale inflazionistica), dovrebbe prima fare i conti con l’altro elemento ch eè la velocità di circolazione del denaro, ma per capire dove vanno quei soldi, bisogna capire anche, e prima chi possedeva quei titoli che vengono acquistati. certo che se li possedeva la Sciura Maria e li teneva sotto al materasso, ricevendo in cambio del denaro, potebbe anch eesser tentata di spenderlo in spese correnti, ma quella è solo una piccolissima parte, forse addirittura nulla.
se quindi a possedere quei titoli erano entità finanziarie più “forti” è da escludere ch econ quei soldi ricevuti in cambio vadano a comperare del pane o della frutta.
andrenno a comprare dei futures, dei derivati, delle obbligazioni o delle azioni, tutte destinazioni che infatti stiamo vedendo spingere le quotazioni all’insù.
azioni ch esalgono , potranno forse favorire addirittura disinvestimenti , da parte del “parco buoi” ch efinalmente potrà recuperare un po’ di liquidità per fare le proprie spese e ripagare un po’ di debiti, queste si azioni sia inflattive che depressive.
ecco , con tre esempi, ma potrei continuare, ho manifestato le mie perplessità su un “metodo” di analisi, che ritengo troppo approssimato e passibile di errori di valutazione anche importanti.
e mi scuso se ho rottto le palle.

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gremlin
Scritto il 7 marzo 2011 at 13:33

diversificare su beni reali: case terreni oro da investimento argento usato e contante in valute “forti” (usd escluso, euri solo se stampati da germania)

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Scritto il 7 marzo 2011 at 13:45

gremlin,

Gremlin for president….

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Scritto il 7 marzo 2011 at 13:47

andrea.mensa@finanza,

Punti da ricordare degni di nota, comunque la verita’ e’ che siamo in mezzo ad un deleveraggio mai visto prima d’ora, normalmente chi pagherebbe il conto dovrebbe essere chi l’ha causato, questo volta lo vogliono far pagare a tutti…

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ivegotaces
Scritto il 7 marzo 2011 at 13:59

gremlin,

Sono completamente d’accordo, ma ti pregherei di distinguere tra chi ha già diversificato e chi ancora non ci ha pensato. In quest’ultimo caso chi non è esposto sull’argento – o lo è marginalmente – a mio avviso dovrebbe pensarci bene prima di intervenire. Ho timore che l’argento sia prossimo ad un picco dei prezzi che potremmo non rivedere più per almeno uno o due anni. Sulle valute se non ricordo male suggerivi di porre attenzione al dollaro canadese … su quello americano invece, sarò in controtendenza, ma non mi dispiace, o meglio, lo preferisco all’euro

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gremlin
Scritto il 7 marzo 2011 at 14:08

mariothegreat@finanza,

:-)

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gremlin
Scritto il 7 marzo 2011 at 14:21

ivegotaces@finanza,

Argento usato e non di carta, potendo ci si sostituisce al monte dei pegni

oro invetimento iva zero percento, oro gioielleria è bello ma non è la stessa cosa

Non ricordo del CAD, preferirei svizzero e aud

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ivegotaces
Scritto il 7 marzo 2011 at 14:53

Sì è probabile che mi sia confuso con quello australiano … grazie delle precisazioni

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andrea.mensa
Scritto il 7 marzo 2011 at 18:45

mariothegreat@finanza,

questa volta ???? e quando è accaduto qualcosa di diverso ?

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mattacchiuz
Scritto il 7 marzo 2011 at 18:58

gremlin,

ivegotaces@finanza,

per il mio matrimonio mi sono fatto regalare solo roba di argento, senza alcuna marca. oggetti comunque strepitosi, poca roba certo, ma alla fine un paio di chili ci sono. praticamente ora il loro valore vale il doppio :-) … se tutta la gente comprasse robe simili invece che oggetti superpagati sono perchè brendati… :-)

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mattacchiuz
Scritto il 7 marzo 2011 at 19:00

andrea.mensa@finanza,

poco prima del crollo dell’impero romano. ma li hanno pagato tutti, e per qualche secolo.

poi c’è stato pure un luigi che ha cercato di far pagare tutto agli altri… e quella volta per lui è finita male… ma quello era già il periodo in cui i politici erano puri burattini, molto potenti e ben trattati, ma puri burattini! :-)

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