Report Italia: per Mediobanca molto è cambiato, nulla è cambiato

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Come nel 1992 grande crisi economica e politica. E il default con la ristrutturazione del debito (haircut) non è poi così impossibile. But…Italy is “too big to fail”

Il week end è stato caratterizzato, oltre che da un tempo nuovamente variabile, anche dagli strascichi di quel report Mediobanca che sta girando in rete, che ovviamente sarebbe dovuto essere riservato e che invece oggi è alla portata di tutti.
Questo report, redatto dalla filiale londinese della nota holding bancaria italiana, non è certo tenera nei confronti del Bel paese.

Ecco come inizia il report in oggetto…

A lot has changed, nothing has changed – déjà vu of 1992

Italy’s investment case seems a revival of 1992, when a political and macro crisis forced it to devalue the Lira and exit the EMS with €140bn austerity and disposal. Debt service was 12% of GDP then versus 6% now but current macro situation is worse and devaluation is no longer an option. Hence it cannot be ruled out Italy having to apply for an EU bailout. The 250 bps spread tightening since the Nov 2011 peak merely shows the market’s reward for monetary news from Frankfurt (LTRO, OMT), NY and Tokyo (QE) rather than for political news from Rome. Argentina’s default risk, a possible bailout of Slovenia, more macro pain, unplugging of QE, German court issues on OMT, a lack of delivery from Letta could all lead to spread widening again, in our view.

Quindi per Mediobanca molto è cambiato, nulla è cambiato. Un deja vu di quanto è successo nel 1992 quando una crisi economica e politica, ha affondato la nostra economia e con una dose di speculazione, fummo costretti a svalutare la nostra Lira.
Oggi siamo messi male come allora, secondo Mediobanca, con la differenza che NON possiamo svalutare.
E non possiamo certo negare che i problemi a livello internazionale manchino. Anche nella nostra Eurozona.
Ovviamente i riferimenti per il Governo Letta sono evidenti: o l’Italia ritrova la strada dela crescita, con qualsiasi artifizio, oppure il peggioramento della crisi potrebbe costringerci a richiedere aiuto a Bruxelles.
Di per se, sono cose già note in quanto la situazione economica del Bel Paese non è certo tranquillizzante. Il debito pubblico supera i 2.000 miliardi di Euro e c’è chi è pronto a scommettere, secondo il report Mediobanca, che nei prossimi sei mesi il problema venga risolto “alla radice” con un haircut massiccio, proprio come in Grecia. Un abbattimento del nominale che andrebbe a risolvere alla radice il problema del debito pubblico, portandolo rapidamente sotto il 100%. Se così fosse, significherebbe per noi e per il nostro paese l’inizio di una nuova era. E non per forza migliore. La Grecia insegna.
Però questa sarebbe la mossa estrema. Prima ovviamente si farà il possibile, senza mai dimenticare che la coperta resta sempre molto corta e che certe cifre, già messe a bilancio, devono essere per forza sostituite con altre (vedi IMU e aumento IVA).

Occhio alle banche a causa degli effetti della discesa dell’Immobiliare

E poi … e poi viene lanciato l’alert su mille altre questioni, come ad esempio il mercato immobiliare e di conseguenza il mondo bancario, che verrebbe “sotterrato” da un eventuale crollo del prezzo delle case. Dal picco del 2008 i valori si sono ridotti del 12 % contro il 25% della Spagna. Ma secondo Mediobanca, non saremmo che solo all’inizio.
Quindi un tessuto economico che viene disegnato dal report come MOLTO fragile e vulnerabile.

Corretta inoltre la valutazione sul fondo Salva Stati, che comunque non sarebbe sufficientemente capiente per salvare l’Italia.
L’ ESM arriverà a versare per il Bel Paese fino a 60 miliardi. E il resto? Ecco che che tornerebbe il “modello Cipro”, con quindi interessamento diretto dei risparmiatori.  Un report quindi decisamente pessimistico e catastrofista.

Ma andrà veramente così? Il Dott. Guglielmi, autore del report, ha esagerato?

In realtà, se devo essere sincero…proprio per nulla. Anche perché moltissime cose che lui ricorda, sono proprio quelle che spieghiamo da più tempo.
Solo su una cosa non concordo, per il momento: con le conclusioni.
Infatti sono d’accordo anche su tutto quello che potrebbe succedere, solo che c’è una cosa che SECONDO ME è stata sottovalutata.
Se l’Italia fosse un paese di dimensioni più ridotte, con quindi limitato “effetto contagio”, allora condividerei al 100% l’analisi di Mediobanca. Però, signori, qui stiamo parlando dell’Italia.
Provate solo ad immaginarvi cosa significherebbe, per gli altri paesi dell’Eurozona, già fortemente indeboliti dalla crisi, e anche per il resto del mondo, un default dell’Italia. Si, perché di default si tratta, visto che si parla di ristrutturazione del debito.

Quali sarebbero gli effetti sulle banche francesi e tedesche?
Cosa sarebbero costrette a fare Francia e Germania a sostegno dei loro istituti di credito? E poi quali sarebbero gli effetti sull’economia?
Morale: per una volta, possiamo dire che il peggio non viene proprio perché NON FA COMODO agli altri. Altrimenti state pur certi che ci avrebbero già fatto saltare, sia per motivi di debolezza economica strutturale e anche per motivi di scarsa credibilità politica.
Solo che siamo “too big to fail”. E questa, per noi, è una bella fortuna.
Speriamo quindi che si arrivi con l’Europa a dei compromessi, fino ad arrivare a quello che è da sempre la mia speranza e la mia unica idea. Unione bancaria, fiscale, Euro Union Bond e una maggiore integrazione politica.
Purtroppo però, buona parte di questi propositi restano al momento pura utopia.

Per visualizzare il report, CLICCATE QUI.

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 9)Commenta

  1. zanella51 scrive:

    ottimo articolo come sempre.
    concordo anche con la tua conclusione “Speriamo quindi che si arrivi con l’Europa a dei compromessi, fino ad arrivare a quello che è da sempre la mia speranza e la mia unica idea. Unione bancaria, fiscale, Euro Union Bond e una maggiore integrazione politica.
    Purtroppo però, buona parte di questi propositi restano al momento pura utopia.”
    solo in un punto mi trovi in disaccordo quando dici che AL MOMENTO E’ PURA UTOPIA.
    secondo me questa è purtroppo la vera realtà.
    i paesi del nord non vogliono l’integrazione politica, fiscale e bancaria.
    questo non è possibile tra stati che hanno culture, tradizioni ma soprattutto lingue diverse.
    l’europa unita come tu la vorresti è pura utopia e non si realizzerà mai.
    quindi prepariamoci al peggio

  2. Concordo con Zanella51: l’integrazione politica, fiscale e bancaria non avverrà.
    Innanzitutto avrebbe dovuto farsi molto prima, oggi non la vogliono di certo i Paesi del nord Europa.
    In ogni caso, se anche si avviasse un percorso di integrazione oggi, ci vorrebbero decenni per completarlo.
    Domanda: ma se anche avessimo una integrazione completa domani, cosa cambierebbe per gli enormi debiti pubblici che ormai interessano tutti i Paesi, compresa Germania e Francia?

  3. ihavenodream scrive:

    In primo luogo nessuno pensa seriamente che l’OMT si possa finanziare col fondo salva stati…perchè è ovvio che se il bazooka è caricato a noccioline non ha un grande effetto dissuasivo diciamo così…la vedo dura che si possa finanziare attraverso i correntisti italiani, per un sacco di motivi, andrà finanziata stampando… in secondo luogo l’haircut non lo decide la bce o la troika, non pagare i propri debiti è una proposta che per ovvi motivi viene avanzata dal debitore non dal creditore, al max il creditore tratta per cercare di limitare le perdite…ora a questo proposito: la soluzione dell’haircut sarebbe molto “italiana”, vi ricordate la nota canzone: “chi ha avut ha avut, avut, chi ha dato, ha dato…scordammc u passat….” , l’hanno scritta a Napoli non sul mar Baltico…e non è escluso che qualke pierino in futuro non ricorra a questo espediente…penso che per quella data sia gli investitori stranieri che le banche italiane si saranno liberate di tutti i btp, e quelli che subiranno le conseguenze di tale decisione saranno i soliti buoi…il problema dell’Italia tuttavia non è il debito pubblico, quello al max è un effetto del problema…il vero problema è la giustizia, la burocrazia e le tasse, se è vero come è vero che il rapporto tasse/pil è ben oltre il 50%, un livello inconcepibile, soprattutto se lo paragoniamo al pil procapite (che non è certo quello di Danimarca o Norvegia)e al livello qualitativo dei servizi pubblici…bisogna tagliare del 20% la spesa pubblica in maniera strutturale e con questo taglio diminuire le tasse…diminuire la burocrazia e efficientare la macchina della giustizia per avere sentenze rapide e coerenti…se si fanno queste cose, il debito non sarà mai un problema, al contrario se si fa default senza fare queste altre cose, pensando che il default da solo risolva il problema non si caverà un ragno dal buco…cosa aspettarsi dal futuro non saprei, io mi augurerei quello che dici tu, ma penso che a breve dovremmo porci il problema di chiedere l’attivazione dell’OMT e sarà quello il momento in cui si capiranno molte cose…se la bce stamperà come a me pare ovvio, per finanziare l’OMT sicuramente ci chiederà qualcosa in cambio…se questo qualcosa coinciderà in toto o in parte con le 3 cose che ho indicato prima l’Italia uscirà finalmente dal tunnel, se no il declino e l’incertezza continuerà, con scenari impossibili da prevedere…

  4. ihavenodream@finanza,

    Finalmente!!!! vedi che, se vuoi, puoi fare commenti senza polemica e, fra l’altro, condivisibili come contenuti!!!!

  5. mattia06 scrive:

    ihavenodream@finanza,

    perfettamente d’accordo con le tue ultime 4 righe

  6. faustino scrive:

    ihavenodream@finanza,

    A me sono sempre sembrate molto interessanti le critiche di ihavenodream. :-)

  7. ihavenodream scrive:

    faustino@finanza,

    Ah ah ah, qualcuno invece dice ke da quando infesto il blog la gente se ne è andata disgustata…la vita è sempre una questione di punti di vista…io da quando scrivo qui ho notato un certo cambiamento, più equilibrio sia nei post ke nei commenti, di questo sono soddisfatto, sono soddisfatto anke del fatto ke non sono stato censurato o insultato apertamente, come da altre parti…però è il mio punto di vista…

    • Beh, io credo di non aver cambiato di una virgola il mio stile per la tua presenza. Ammetto che il tuo punto di vista è interessante proprio perchè porta al confronto e quindi diventa costruttivo. E anche tu vedi che conc un comportamento di rispetto del parere altrui tutti abbiamo da guadagnarci. E credo anche tu. :-)