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Lo spettro di DEFLAZIONE e STAGNAZIONE allontana un rialzo dei tassi di interesse

Scritto il alle 10:35 da Danilo DT

“ALERT! Siamo vicini ad un aumento dei tassi negli USA e forse ancor prima in Gran Bretagna. Quindi occhio ai bond a lunga scadenza”!

Ormai queste affermazioni sono diventate un “mantra”. Provate a prendervi i report di una qualsiasi casa di gestione e leggerete che i tassi di interesse sono visti in salita, sopratutto per i mercati anglosassoni (in Europa abbiamo ancora il QE in cantiere).
Di certo io non posso affermare con certezza il contrario. E chi sarò mai io per dichiarare qualcosa di diverso?
Stando alle parole della Yellen, un rialzo dei tassi di interesse è potenzialmente preventivabile nel primo semestre del 2015. Però in questo momento io mi posso fidare SOLO su quello che vedo. E quanto vedo dice delle cose diverse.
Guardate questo grafico.

G3, il rendimento del10yr

10yr-g3

Ci rappresenta il mix del rendimento dei tre paesi clou, ovvero USA, Eurozona e Giappone. Per farla molto breve, queste tre aree si trovano tutte con rendimenti a 10 anni ai minimi storici.
Proviamo a fare un salto indietro nella storia: è mai successo che si arrivasse a questi livelli?

“Questa è la prima volta che i tassi sono così bassi, come anche nel corso del 1930 i tassi erano ben al di sopra degli attuali livelli sia negli Stati Uniti e all’estero, ed è anche sorprendente che questo non sta accadendo durante la fase di panico di una crisi. “ (Erlander) 

Ma visto che voi siete come San Tommaso, allora voglio farvi vedre un altro grafico, e questa volta non avrete solo il G3, ma dei differenziali di tassi, ovvero il classico 10-2. Per chi non fosse pratico, si prende il rendimento a 10 anni, si toglie lo yield del 2 anni e si ottiene il 10-2.
A che serve? Per capire se il mondo vede una crescita oppure no. Quando infatti il differenziale si “allarga” è un segnale positivo, quando si comprime (e quindi scende come fa ora) è un evidente segno di imminente stagnazione.

Spread 10-2: mappa globale

spread-10-2-yield-tassi-2015

E’ evidente, il problema NON è solo europeo (deflazione, bassa crescita ecc ecc) ma è globale, tutto il mondo sta frenando. E allo stesso tempo c’è puzza di imminente deflazione. O come dicono i politici “bassa inflazione” (così fa meno paura….mah…)

In questo bel quadretto macroeconomico, con bassa crescita ed inflazione in diminuzione, con banche centrali (BCE e BOJ) che continuano a comprare titoli a manetta (oppure lo faranno), perché a breve i tassi dovrebbero salire?

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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6 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 7 gennaio 2015 at 11:44

OK, da qualche minuto l’Europa è ufficialmente in DEFLAZIONE (-0,2% a Dicembre).
Weidmann caro, ora non hai piu scuse, è fallito anche l’ultimo ridicolo tentativo fatto a Novembre e Dicembre di dire che “l’inflazione sta scendendo ma non penso possa andare in negativo”.
Basta balle, il mandato della BCE, cioè il motivo per cui fu costituita, è quello di regolare l’inflazione attorno al 2%.
Hai provato, caro Weidmann, a fare l’azzeccagarbugli, l’avvocaticchio, cercando di far passare questo mandato per “mantenere l’inflazione in attivo” in un estremo e per me ridicolo tentativo di nascondere il tuo vero scopo POLITICO, che nulla ha a che fare con l’economia, ovvero di “evitare di prendersi carico anche solo di un po di debito di quegli ##!!@!!# zozzoni di Italiani, Spagnoli e compagnia” che è poi la fesseria che il centro-destra va raccontando ai suoi elettori da 10 anni per farsi votare.

Scusate lo sfogo ma sono mi ha esasperato Herr Weidmann con i suoi trucchetti verbali, sarà che vivo con un avvocato da lustri e mal sopporto queste “tecniche e atteggiamenti” :-)

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atomictonto
Scritto il 7 gennaio 2015 at 11:54

atomictonto@finanza:
OK, da qualche minuto l’Europa è ufficialmente in DEFLAZIONE (-0,2% a Dicembre).
Weidmann caro, ora non hai piu scuse, è fallito anche l’ultimo ridicolo tentativo fatto a Novembre e Dicembre di dire che “l’inflazione sta scendendo ma non penso possa andare in negativo”.
Basta balle, il mandato della BCE, cioè il motivo per cui fu costituita, è quello di regolare l’inflazione attorno al 2%.
Hai provato, caro Weidmann, a fare l’azzeccagarbugli, l’avvocaticchio, cercando di far passare questo mandato per “mantenere l’inflazione in attivo” in un estremo e per me ridicolo tentativo di nascondere il tuo vero scopo POLITICO, che nulla ha a che fare con l’economia, ovvero di “evitare di prendersi carico anche solo di un po di debito di quegli ##!!@!!# zozzoni di Italiani, Spagnoli e compagnia” che è poi la fesseria che il centro-destra va raccontando ai suoi elettori da 10 anni per farsi votare.

Scusate lo sfogo ma sono mi ha esasperato Herr Weidmann con i suoi trucchetti verbali, sarà che vivo con un avvocato da lustri e mal sopporto queste “tecniche e atteggiamenti”

Errata corrige:

“che è poi la fesseria che il centro-destra Tedesco va raccontando ai suoi elettori da 10 anni per farsi votare.”

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lorepi
Scritto il 7 gennaio 2015 at 12:14

Buongiorno,
io non sarei proprio così sicuro che l’ inflazione non arrivi. Date un’ occhiata al grafico SETTIMANALE dell’ etf sull’ oro….se confermato a fine settimana, l’ oro dovrebbe partire a razzo. Bande di bollinger in apertura e triangolo rettangolo rialzista rotto.
Come ben sa Dream l’ oro ha una caratteristica tutta particolare rispetto alle altre materie prime!
Massima attenzione anche all’ obbligazionario.

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Scritto il 7 gennaio 2015 at 12:56

lorepi,

Dici bene. O meglio, l’oro ha creato una “buona base” di appoggio.
Attenzione però, l’oro diventa interessante secondo me in due casi particolari in ambito speculativo.

a) Partenza dell’inflazione
b) rischio in aumento sui mercati

Ecco perchè, secondo me, l’oro è ripartito per il punto b) e non a)

:-)

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kry
Scritto il 7 gennaio 2015 at 13:53

Danilo DT:

Ecco perchè, secondo me, l’oro è ripartito per il punto b) e non a)

Non sei l’unico. ( F.K. ha risposto è perchè i soldi non sanno dove andare. )

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perplessa
Scritto il 7 gennaio 2015 at 15:34

a pensare di distruggere deliberatamente il potere d’acquisto dei cittadini europei senza che alla lunga abbia conseguenze sul resto del mondo non bisogna avere un quoziente d’intelligenza elevatissimo. che chi detiene le redini del cosiddetto vero potere abbia dei limiti di orrizzonte nella propria visuale è stato già dimostrato ampiamente. pensano sempre di trovare nuovi sbocchi, ma ad un certo punto bisognerà cambiare pianeta

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