ITALIA: siamo sicuri che il rapporto tra debito e risparmio non sia importante?

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

Il Bel Paese, di fronte al rapporto debito/PIL, esce sconfitto. Se però andiamo a vedere il risparmio degli italiani e il deleveraging…

Questo post segue i tanti discorsi già fatti in passato sul rapporto tra il nostro enorme debito pubblico e la situazione del risparmio in Italia. Due partite contabili che sono opposte ma che in parte “virtualmente” si compensano. Certo è che se noi prendiamo singolarmente i dati di Debito/PIL e volume del debito pubblico, l’Italia è sicuramente non molto ben messa.

Basta guardare un grafico come quello sopra proposto per mettersi le mani nei capelli. Un debito/PIL che ora va ben oltre il 120% non può non preoccupare! E soprattutto deve preoccuparci quel famoso “pacchetto” che ci dovremo sorbire per i prossimi anni, alias il “FISCAL COMPACT”, una vera mannaia che rischia di tagliare tutte le nostre prospettive, le nostre speranze, il nostro futuro.
Ma siamo così certi che sia corretto basarsi solamente su questi dati?

Oltre ai tradizionali “ratio”, la nota banca elvetica Credit Suisse se ne esce con uno studio che I&M aveva già anticipato in passato (nelle intenzioni) e che conferma in modo perfetto quanto noi supponevamo.
Se volete leggervi il report, il buon Dream ve lo mette a disposizione. CLICCATE QUI e lo potrete scaricare. Un consiglio. Se un po’ masticate l’inglese, sappiate che potrebbe essere una lettura MOLTO interessante.

Questo report mette a nudo diversi aspetti della crisi, aspetti che hanno inesorabilmente colpito anche il nostro paese. Parliamo di ricchezza, crisi immobiliare, impatto della crisi sulle famiglie. Ma attenzione. La cosa che più mi ha colpito è stato il rapporto tra il debito e la ricchezza degli italiani. Un rapporto che ci fa vedere uno stato indubbiamente molto indebitato ma anche una ricchezza media fuori dalla media globale. La ricchezza finanziaria netta delle famiglie (pari a 2,38 volte il reddito disponibile) è invece una grande ricchezza per il nostro Paese che va tutelato e utilizzato al meglio, e deve anche essere tenuta in seria considerazione quando si valuta la solidità finanziaria di un emittente, nella fattispecie la Repubblica Italiana, oltre che per valutare i vari piani di “rientro” dagli eccessi del debito (fiscal compact).

Source: il Sole24Ore

Questo scenario, che per certi versi ci mette in una posizione positiva, non è però ponderato dalla comunità economica internazionale. Inotre quanto sta succedendo, tende addirittura a punirci.

Ragionate un attimo.
Da anni diciamo che il debito sta soffocando il mondo e che necessita un deleveraging generalizzato. Nel resto del mondo questo deleveraging viene effettuato soprattutto dai privati, con un aumento del debito pubblico. La situazione italiana invece è opposta. Il deleveraging deve essere pubblico e gli effetti finiscono (austerity) sulla testa delle famiglie italiane. E non diciamo che “tanto lo Stato siamo noi”. Provate voi ad avere un debito verso una terza parte, oppure avere lo stesso debito però con lo Stato che garantisce…
Morale: occorre dare atto che chi portava in Europa questo rapporto tra debito e ricchezza, stava facendo la cosa giusta. E questo rapporto deve assolutamente essere ripreso in considerazione. Per far si che l’Italia e gli italiani possano avere un futuro. Non dico migliore, ma un futuro.

Ps: se proprio vogliamo dirla tutta, non dimenticate anche di prendere in considerazione il debito aggregato… (CLICCATE QUI A FIANCO!!!)

Grafico tratto da questo post: Affogati nel debito. Ma non solo in Italia)

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
helmut
Scritto il 16 ottobre 2012 at 15:22

E’ giusto osservare che il debito pubblico non è tutto. Ma la nostra economia è in diretta concorrenza con quella tedesca. E dai dati riportati possiamo vedere che siamo mal messi nei loro confronti. E se si persegue nell’accanimento fiscale anziché nell’aumento della produttività non abbiamo molto da sognare.

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Scritto il 16 ottobre 2012 at 15:29

Esatto… la coperta è sempre più corta…

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segretibancari.com
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:02

In effetti il rapporto debito PIL ha avuto un andamento mostruoso sia per l’aumento del debito, sia per la contrazione del PIL post 2008.
Come dicevi tu nella tua intervista della scorsa estate, per il momento non ci sono problemi di sostenibilità di questo stock. Certo è che occorrerà un forte deleveraging e che questo dovrà essere fatto non con la leva fiscale ma con manovre per la crescita.
L’aumento della pressione fiscale, da solo, farà avvitare il Paese in una depressione, che ridurrà il gettito fiscale.
Laffer insegna…
Ciao a tutti e speriamo che sia la crescita buona!!

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gremlin
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:08

nella prossima manovra di equa stabilità introdurranno una tassa sulle coperte…

ma una via di mezzo fra i Fratelli contro-iniziati Berlusconi e Monti noi italiani non siamo capaci di trovarla?

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gremlin
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:09

sorry, vietato spammare :mrgreen:

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gremlin
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:11

l’uomo dei segreti è terribile, quando ti acchiappa ti manda mille mail finchè non ti sfianca

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gremlin
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:12

sono perplesso sul suo nick… io quasi quasi gli metterei un lucchetto

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lampo
Scritto il 16 ottobre 2012 at 21:28

segretibancari.com@finanza,

Mi dicono che un certo “professore” che attualmente svolge un ruolo importante, quando insegnava economia, liquidava in 5 minuti l’argomento della Curva di Laffer
http://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_Laffer
perché non la considerava attendibile.

Ho paura che, per questo, saremo nei guai… anzi correggo, SIAMO

P.S.
Battiato diceva:
“Cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente…”
Speriamo che il nostro professore lo trovi… altrimenti rischia di imparare dalla sua stessa lezione… a scapito di qualche milione di italiani (alunni).

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