ITALIA: cosa frena l’economia del Nostro Paese?

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

Negli ultimi giorni, complice anche l’ottimo post di Gaolin, siamo tornati copiosamente a parlare di crisi Italia. Un paese che rischia di morire se non si interviene rapidamente.

Ma quali sono questi fattori? In questa interessante Infografica potrete trovare 10 bei problemi che devono essere risolti per poter ridare all’Italia delle prospettive, una speranza per il futuro, una dignità ormai persa ed una competitività che ormai è ridotta al lumicino…

Il Sole24Ore ha preso diversi parametri ed ha elencato quelli che sono gli “spread” ovvero gli elementi che frenano l’economia italiana, utilizzando come database la Banca Mondiale, BCE, Eurostat ecc. Ha creato una tabella con 10 cause di rallentamento che devono essere risolte o quantomeno combattute nel giusto modo.

I 10 spread che ci frenano

Cliccate per ingrandire

Sono dieci gli “spread” che frenano le imprese: l’alto costo del credito, il fisco, una giustizia lenta, elettricità più cara e il prezzo del gas, la corruzione, il livello delle infrastrutture, la burocrazia e la produttività.
Lo spread vero è proprio in questo contesto è solo l’ultimo dei mali che ha comunque delle conseguenze dirette: le aziende italiane pagano mediamente il 6,24% di interessi, più della Germania (4,04%)o della Francia (4,14%) e della Finlandia (3,61%).
Per quanto riguarda l’elettricità: secondo le stime di Nomisma Energia l’industria italiana paga 0,13 euro per chilowattora. Solo Malta e Cipro ci battono in tutto il continente. In altri Paesi l’elettricità è più economica. Stesso discorso per il gas che costa fino a 5 euro per megawattora in più che nel resto d’Europa. (Source)

Come potete vedere, ci sono tante criticità che devono essere risolte. Il credito, il carico fiscale, il costo per l’energia, e poi tutto il resto.
Ora, tenendo conto di questa interessante infografica, e aggiungendo i nostri obblighi verso il fiscal compact (dimentichiamoci per ANNI il sostegno pubblico), qualcuno riesce a darmi delle prospettive ed un filo di speranza? Basterà un programma di dismissioni (che non deve significare SVENDERE) per rimettere in piedi il Bel Paese? Cosa si farà concretamente per la crescita economica?

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 26 settembre 2012 at 12:49

Certo, se si parte dal presupposto che dobbiamo rimanere nell’euro, è quasi accademico elencare i dieci fattori indicati dal Sole-24ore. Peccato che per migliorare molti di tali fattori occorrono investimenti cioè miliardi che non sappiamo dove andare a prenderli e se la situazione attuale continua a peggiorare ( come sembra) le disponobilità diminuiranno ulteriormente.
Se ci fosse una minima disponibilità, la prima cosa che farei sarebbe di ridurre le tasse ai lavoratori e finanzierei l’industria e concentrerei gli sforzi a ridurre le disponibilità dei politici (ma non ci rendiamo conto che dobbiamo veramente vergognarci nel contesto europeo e mondiale), naturalmente con l’aiuto della magistratura che deve mandare in carcere questi furfanti come fanno in Usa o peggio ancora in Cina (dove le famiglie pagano anche il costo delle pallottole per l’esecuzione dei corrotti condannati a morte).
Vedere quello che succede oggi in Spagna sembra uguale a quello che è avvenuto più volte in Grecia e che è abbastanza probabile che possa succedere anche in Italia.
La gente è stanca, disillusa, spaurita ma anche incazzata e in queste condizion diventa spesso incontrollabile.
Ci hanno caricato di tasse ma, personalmente, credo che, in questo momento, ci stanno raccontando una barca di balle e non si intravedono minimi spiragli di miglioramento (comincio seriamente a pensare che i “professori” non siano all’altezza per coordinare una ripresa economica).
A questo aggiungasi l’appropinquarsi delle elezioni dove l’unica cosa che emerge è il più totale caos fra i partiti e all’interno dei partiti stessi.
A mio avviso, occorre una “CURA TOTALE” dell’attuale sistema, con o senza forconi, e staccarci dall’EU il prima possibile, (l’ho scritto talmente tante volte che ormai per me è divenuta una litania).
Scusami per lo sfogo e per qualche parola colorita, ma ne ho le palle proprio piene!!!

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helmut
Scritto il 26 settembre 2012 at 12:54

L’analisi e la situazione presentate sono purtroppo corrette. Credo che la soluzione possa essere, dopo un lungo tormento, solo la divisione del paese in un “good country” ed un “bad country”. L’esempio attuale della Catalogna (molto poco commentato sui media italiani, preceduto da Cechia e Slovacchia nonché da Slovenia ,Croazia, Serbia) potrebbe innescare l’emulazione in Italia. Purtroppo sul paese pesano tali componenti culturali e interessi distribuiti che hanno tempi di cambiamento molto, molto lunghi e sono incompatibili col fatto che sfortunatamente abbiamo bisogno di mangiare e bere ogni santo giorno. Scusate, ma questo è quello viene in mente ad un assai limitato imprenditore del terziario come me.

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john_ludd
Scritto il 26 settembre 2012 at 14:10

paolo41,

Il nervosismo e la paura che giorno dopo giorno diviene terrore fa perdere ogni residuo barlume di lucidità. Prendere come esempio gli USA un paese con 2 milioni tra carcerati e “sotto tutela” e la peggiore distribuzione delle ricchezza tra i paesi che si auto dichiarano democratici è sorprendente; in quel paese dove la finanza d’assalto e il turbo liberismo hanno la capitale nessuno è in galera e neppure sotto inchiesta malgrado furti e frodi per diversi trilioni che hanno distrutto la nazione. Quando poi si cita la Cina un paese dove i dissidenti vengono incarcerati e/o semplicemente spariscono mi fa capire quanto l’Italia sia vicina a un nuovo fascismo.

helmut,

Dopo avere diviso la nazione in “good” e “bad” si potrebbe procedere a dividerla in “very good” e poi in “very very good” oppure in “io credo in Dio o nel grande cocomero mentre tu sei un miscredente” etc… Non vedo un esito positivo, solo una variazione sul tema di cui sopra.

Spero nessuno si offenda, e poiché io sono uno zero e non sono in grado di suggerire pensieri profondi mi limito a consigliare la lettura di un intelligente e posato ragionamento di Barbara Spinelli apparso su Repubblica di oggi, solo in minima parte relativo al tema Europa ma molto generale e profondo malgrado sia breve e succinto, dote tipica dei grandi.

http://www.repubblica.it/politica/2012/09/26/news/fiducia_italiani_europa-43295754/?ref=search

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lukeof
Scritto il 26 settembre 2012 at 16:03

helmut,

Se posso permettermi, la divisione in “buoni e cattivi” è quantomeno semplicistica e direi inefficace.
Perchè se qualcuno pensa che la competitività sia legata a ipotetiche “palle al piede” del Sud, credo abbia sbagliato non solo i calcoli ma sopratutto la “filosofia” di fondo.
La palla al piede è appunto articolata su tantissimi punti, e la divisione territoriale non ne risolve nemmeno uno, da’ solo fiato per illusioni piu’ o meno folkloristiche su “Nord produttivo” e “Sud assistenziale”.
Vorrei solo ricordare che analizzando i dati, la realtà che appare è abbastanza diversa, che la spesa pensionistica è piu’ alta al Nord, che la percentuale piu’ alta di assenteismo per malattia (Dati INPS) sta in Lombardia (strano ma vero), e mille altre cose.
E’ tutto il sistema che sta col fiato grosso, anche il Nordest che peraltro dovrebbe “esportare” e nemmeno riferirsi al Sud come mercato di riferimento (realtà che qualcuno dovrebbe pur prendere in considerazione e che vale per la stragrande maggioranza delle aziende del Nord).
Quindi credo che soluzioni sbagliate semplicemente non portino risultati.
A mio avviso va riformata l’intera PA, letteralmente disboscando la selva di leggi, leggine, regolamenti, e quant’altro che hanno portato l’intero sistema alla paralisi.
Oltre ovviamente a mettere in piedi un sistema per una reale selezione della classe dirigente, partendo dal presupposto che il “popolo” tra due o cinque candidati sceglierà sempre il peggiore, e quindi agendo a “monte” SELEZIONANDO a priori (come criteri di eleggibilità) soltanto persone rigorosamente oneste e con i REQUISITI necessari per fare classe dirigente, che possano fare esclusivamente il compito affidatogli (obbligo di mandato spurio e responsabilità oggettiva e in solido sugli atti per qualunque amministratore e/o funzionario pubblico in proporzione al ruolo).
Inoltre va decurtata la spesa pensionistica con un tetto max di 3.000 Euro (escluso il solo caso che la contribuzione abbia superato nel calcolo la rendita), anche RETROATTIVAMENTE.
Inutile parlare del cuneo fiscale che va piu’ che abbattuto, semplicemente demolito, e portato alla metà di quello attuale. Il welfare state non va “abbattuto” ma reso semplicemente snello e meno burocratizzato, e ovviamente disponibile solo per le reali necessità di chi ne ha bisogno e non per chi puo’ pagarsi la retta alla Bocconi o la clinica privata.
Detto chiaramente, sarei per il quasi “azzeramento” degli enti locali, forse con l’eccezione di Comuni in pareggio REALE di bilancio.

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gremlin
Scritto il 26 settembre 2012 at 16:45

in questi giorni stiamo scoprendo che le Regioni sono dei sotto-Stati, che le regioni autonome arrivano persino a sostenere la tesi che le responsabilità personali dei propri componenti non possono essere soggette al codice penale italiano (Sardegna) e che i consigli regionali sono dei veri e propri paradisi fiscali dotati della massima autonomia, come fossero tanti piccoli San Marino.
La Corte dei Conti è fatta da boiardi di Stato di nomina politica, tutte le autorità di controllo (es. per la concorrenza) sono di nomina politica. La RAI, ACI, Poste, INPS, Equitalia, Finmeccanica, le direzioni generali delle aziende sanitarie, componenti della magistratura, le municipalizzate, i consorzi, le coop ecc, ecc, sono tutte creature politiche. E la politica non può spartirsi il potere economico e clientelare senza includere la criminalità organizzata sia ai vertici aziendali che istituzionali. E trasversalmente agiscono lobby e logge varie. E poi c’è Chiesa Cattolica spa con le sue ramificazioni e interessi materiali.
Da qui non se ne esce con nessuna riforma fatta da QUESTA politica. E una politica ALTRA equa competente e onesta non esiste ancora.
Anch’io vorrei uscire dall’euro ma non con questo cancro addosso. L’unica cura immediata è cedere ulteriore sovranità alle troike presenti e future. Quando ci avranno ripulito un pochino dalla sozzura ci riconquisteremo la sovranità oppure se scopriremo di stare meglio col collare ce ne faremo una ragione. L’importante è non morire di fame da pensionati e non farsi marcire ora il fegato di rabbia sia per le ruberie che emergono e sia per tutta la falsa indignazione di certi vertici istituzionali

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helmut
Scritto il 26 settembre 2012 at 22:00

Intanto desidero ingraziare sia lukeof che john_ludd i cui commenti leggo da tempo con stima.
Personalmente non auspico una divisione in good e bad country. Ma non posso che notare come in realtà in situazioni simili è ciò che poi accade. Altrimenti oggi il mondo sarebbe fatto da una sola nazione!
Nel mondo anglosassone la situazione che vive l’Italia è definita chiaramente col termine di “cleptocrazia”, nella storia una situazione che voi sapete, non è per niente rara, anzi frequente. (vedi Questa volta è diverso di Reinhard e Rogoff ad esempio).
Quindi chi deve proteggere il suo patrimonio e magari il reddito di molti collaboratori ha l’obbligo di considerare come possibile anche una evoluzione in questo senso della cleptocrazia italiana.

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lampo
Scritto il 26 settembre 2012 at 22:03

I 10 punti, sono tutti problemi ultranoti, che non ho visto ancora mai come punti da affrontare in un programma di governo.

Faccio un esempio: tempo fa (a febbraio) parlavo della corruzione e della legge ferma in Parlamento.
http://intermarketandmore.finanza.com/corruzione-news-e-approfondimento-su-italia-e-eurobarometro-42108.html

Allora il Governo Monti era agli esordi.
Oggi non lo è più… visto che è alla fine del suo mandato.

La legge è ancora ferma lì… anche se nel frattempo l’hanno spolpata ben bene della sua efficacia.

Abbiamo anche un anziano che ci ricorda quanto sia importante approvarla… dato che ce lo chiede l’Europa (non me la sento neanche di nominarlo… visto che non lo considero all’altezza dei precedenti che hanno svolto il suo stesso incarico).

Evidentemente gli italiani non chiedono ancora che tale legge venga approvata… forse stanno bene così. :roll:
Notare infine che pochissimi giornali in questi mesi hanno affrontato la questione… ancor meno il contenuto della legge.

Troike… pensateci voi! Ho usato il plurale… visto che siamo un Paese particolare…e non penso che ne basterà solo una. :!:

Scusate la provocazione.

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paolo41
Scritto il 27 settembre 2012 at 11:55

ho già detto in un altro post come sia sempre un piacere leggere i tuoi commenti, sia per il modo di esprimersi che per la sostanza. Ritengo, comunque, evidenziarti che in questo blog c’è una radicata abitudine di non criticare i post degli altri, ma di accettarli anche se non si condividono i pensieri altrui.
Venendo al tuo commento posso assicurarti che l’età e l’esperienza mi hanno insegnato a essere sempre sereno, anche se talvolta uso parole e contenuti un po’ colorite per dare più forza al mio pensiero; ma ti posso assicurare che, nonostante l’età, riesco a mantenere una completa lucidità.
Sono, per principio, amante dell’ordine e del rispetto delle regole, anche se nella mia lunga esperienza lavorativa tale atteggiamento mi è costato qualche boccone amaro, ma ho sempre avuto la forza di reagire per l’orgoglio personale che mi contraddistingue.
Da qui ad avvicinarmi al fascismo mi sembra un passo avventato, quasi che ordine e rispetto delle regole equivalga solo al periodo fascista.
Torno a ripetere, trovo sempre molto interessanti le tue ariose e svolazzanti filosofie, ma, ritenendoti una persona molto intelligente, la prossima volta cerca di pensarci due volte prima di fare infelici accoppiamenti.

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paolo41
Scritto il 27 settembre 2012 at 11:57

john_ludd@finanza,

il precedente commento è indirizzato a te

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