Crisi Grecia: default inevitabile ma quando?

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Si susseguono in modo spasmodico e confusionario le dichiarazioni su crisi Grecia, default pilotato, ristrutturazione del debito greco. Con chiare ripercussioni sui CDS, i credit default swap.
Proprio qualche minuto fa l’ennesima smentita di Stark:

May 10 (Reuters) – Greece may be heavily indebted but it is not insolvent and does not need to restructure its debt, European Central Bank Executive Board member Juergen Stark said on German radio on Tuesday. “In the end, a restructuring does not solve the problem Greece has to deal with,” Stark told Bayerischer Rundfunk. “Greece has to tackle structural problems, and the budget must be put in order.” Stark said the programme Greece agreed a year ago with international lenders in exchange for a bailout was realistic and must be implemented. “Greece has a high debt level, but Greece is not insolvent,” he said. (Reuters)

Sono tutte dichiarazioni create “ad arte“ per cercare di mantenere la calma nel mondo finanziario ed evitare che la già pressante speculazione vada a distruggere il mercato. In primis utilizzando i famosi CDS, i credit default swap che teoricamente dovrebbero assicurare contro il default di uno Stato e che oggi, utilizzati “naked” (e quindi senza sottostante) sono diventati fonte di speculazione incontrollata che va ad influenzare in modo determinante il corso dei bonds sovrani.

Certo non giovano i recenti downgrading di S&P e Moody’s, ma al momento la situazione sembra stabile. Nel senso che SEMBRA tutto sia tranquillo. Tranquillo una pippa.

Credit Default Swap nuovamente ai massimi

Sicuramente si sono resi conto di un fattore che abbiamo evidenziato moltisismo tempo fa, ovvero che la Grecia non avrebbe MAI potuto pagare, e che quindi il rischio default ellenico era elevatissimo. Poi però…abbiamo anche visto cosa significava default Grecia per il settore bancario europeo. Significava “rischio collasso”. E allora? E allora la coperta come già detto è cortissima e le soluzioni sono molto difficili da prendere. Più il tempo passa e più penso che una “ristrutturazione del debito normale” è impossibile.

Allungare le scadenze, abbassare i tassi e soprattutto tagliare il nominale rappresenta la soluzione apparente del problema greco, ma apre voragini devastanti per gli stati più deboli (PIGS), per le banche e soprattutto getta in pasto alla speculazione (che ripeto, agisce incontrollata a causa della mancanza di una normativa che regola l’argomento) un tema che porterebbe rapidamente alla seconda puntata della grande crisi, una puntata che sarebbe sicuramente devastante per noi europei. E soprattutto per noi Italiani.

Si perché (non dimentichiamolo mai) default Grecia significa fallimento del progetto Euro. Il che rende addirittura non possibile un paragone con l’Argentina, che almeno aveva una sua moneta. E quindi Grecia che torna alla Dracma? Si sta dicendo di tutto,e non si esclude anche questa ipotesi.

Morale: il caos è totale e la ristrutturazione è necessaria (default significa ristrutturazione,per la cronaca). Molto probabile una ristrutturazione del debito in stile Brady Bonds, come già detto in passati articoli, come è avvenuto per l’Uruguay tanti anni fa, cercando proprio di ristrutturare evitando il collasso delle banche. Qui si sta COMPRANDO TEMPO. E il tempo ha un costo. Prima o poi bisognerà agire. E quando si sarà deciso, a mercati chiusi, tutti sapremo. Magari prima di quanto si pensi.
Siamo solo all’inizio. E in futuro discuteremo anche di altri aspetti, Italia compresa.

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 51)Commenta

  1. mattacchiuz scrive:

    GERMAN SENIOR CSU MP SAYS THERE ARE SIGNS THAT CONDITIONS FOR PAYMENT OF NEXT GREEK AID TRANCHE MAY NOT BE MET

    non comprano il tempo ma solo la fiducia dei boccaloni!

  2. mattacchiuz scrive:

    GRECIA, CI SONO SEGNALI CHE CONDIZIONI PER PAGAMENTO PROSSIMA TRANCHE AIUTI POTREBBERO NON ESSERE RAGGIUNTE – PARLAMENTARE CSU GERMANIA

  3. sembra vogliano dargli altri 70Mld entro Giugno. Il governo greco garantisce che basteranno fino al 2013…[probabilmente si riferiva alle sue spese personali... -.-' ]

  4. hironibiki scrive:

    Poi li chiederà anche Irlanda e Portogallo per pagare/tamponare la falla Greca e così via come un cane che si morde la coda.
    AHAHA divertentissimo pagare i debiti ricorrendo ad altri debiti.
    E l’Italia? Beh anche noi probabilmente emetteremo altri titoli di stato per rimpinguare il cassetto europeo, ma a che pro? Forse quando arriveremo a 2000 miliardi di debito potremo ritirare qualche premio fedeltà come con i bollini nei supermercati :mrgreen:

  5. hironibiki@finanza,

    ho un amico alla BCE e dice che con 2000Mld ci danno un orsacchiotto a testa oppure a scelta un pupazzo gonfiabile tipo questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=TL2bu90ReSQ

  6. Dream,
    un’altra ipotesi potrebbe considerare che la Grecia continui a utilizzare l’euro ma svaluti il suo debito del 70-80%, come qualsiasi azienda che concorda il fallimento….
    Questo, se vuole restare nella EU …. personalmente continuo a ritenere che prima dichiara default e esce dall’euro meglio è per tutti… anche per quelli che usciranno a ruota…

  7. paolo41,
    Ok, ristrutturazione, ma l’impatto sul sistema quale sarebbe? E’ questo il problema…

  8. hironibiki scrive:

    Dream Theater,
    Rivolta sociale?

  9. hironibiki@finanza,

    Il tempo ci dirà. Ci sono poche certezze e tra queste ricordiamo:

    a) che la coperta è corta
    b) che tanto la Grecia NON potrà non fare default
    c) che a pagare saranno i risparmiatori
    d) che il peso del debito verrà accollato ai contribuenti

    Bel mix per un po’ di baldoria sociale eh? :mrgreen:

  10. Dream Theater,

    lo stai dicendo tu stesso…più si rimanda e più il sistema si incancrenisce…..
    spesso penso che siamo in mano ad una banda di farneticanti politici che pensano solo alla loro greppia…

  11. DJ Newswires saying that “New Greek Deal Possible Early As June – Senior Greek Official”…quoted size in the report is €27bn in 2012

    Stavo meditando… certo che se si decidesse mai la ristrutturazione del debito greco a giugno (problema Euro) e nel frattempo si decide non solo per la fine del QE ma addirittura si programma l’inizio della Exit Strategy (USA), immaginatevi che bel pastrocchio che succede…
    per carità, le mie sono banali e stupidissime supposizioni…. 8O

  12. anonimocds scrive:

    e le perdite sui Bond greci chi se le succhia?

    Le banche (cioé il contribuente) francesi e tedesche?

    La BCE che inizierá a stampare (inflazione…arriiiivo!! con quali conseguenze sociali per pensionati e disoccupati?) ?

    E gli spread dei Peripherals countries che allargano (cioé i bond che scendono), inclusi i nostri Titoli di Stato chi li ha in pancia?
    Solo i privati ?
    No, anche le banche…

    e le banche chi le salva (i contribuenti e/o la BCE)

    E’ l’eterna lotta fra creditori e debitori.
    Come dice Dream si cerca di giadagnare tempo, di ricapitalizzare le banchge in attesa della piena che arriverá.
    Cose un po’ giá viste in Giappone negli anni 90 (ricapitalizzazioni delle banche, specie quelle deboli….mancano ancora i merger fra banche zombie e statalizzazioni) ma anche nella crisi asiatica del 97-98 con un Paese vial’altro che entra in crisi e svaluta e disastri finanziari a ripetizione.

    Con 2 differenze:

    1) a quei tempi quell’area delle Tigri Asiatiche pesava davvero poco vs. reasto del Mondo, st giro c’e’ di mezzo ‘Euro Area (per non parlare degli USA…)
    2) ognuno (ogni Stato) aveva la sua moneta e la “facile” via era la svalutazione con conseguente inflazione a doppia cifra e caosm, sto giro c’e’ una istituzione giovane come l’EURO.

    Comunque sia, no happy ending, it will end in tears (in 2/3 anni?)

  13. hironibiki scrive:

    Eppure al momento:

    “Grecia: rumor selvaggi. Atene nega aiuti da 60 miliardi ”
    La Grecia non ha sta intavolando nessuna trattativa su nessun pacchetto di aiuti”, ha detto un alto funzionario del ministero delle Finanze ellenico, chiedendo a Reuters di restare anonimo…

    “I rialzi dei bond greci portano i rendimenti dei titoli di stato a due anni a registrare il calo più forte in una settimana. L’effetto è domino, in quanto anche i rendimenti dei titoli a due anni portoghesi scendono per la prima volta in quattro giorni. Il calo dei Bund accompagnato al rialzo dei mercati azionari indica poi che l’avversione al rischio si sta smorzando”….
    (Fonte Wall Street Italia)

    Mah chi ci capisce.. Allora salta o no??

  14. anonimocds scrive:

    a mio avviso non salta nulla.

    Nel giro di 2 anni, quando e se gli sforzi sopportati saranno stati o appariranno “vani”, quando i creditori avranno spremuto un po’ i Paesi colpevoli e disordinati, quando i costi sopportati appariranno troppo alti rispetto ai benefici (non) percepiti, quando l’opinione pubblica sará inferocita e il Governo incapace di tenere la barra, quando le banche creditrici avranno preventivamente ricapitalizzato (in una sorta di tentativo di mettere i sacchi aspettando la piena del fiume) allora si procederá a un’attenta, coordinata, negoziata operazione di ‘haircut’ o ristrutturazione.
    Questo nei piani, secondo me.
    Nel frattempo le aspettative saranno state adattate, un default con una riduzone del 20% – 30% pur pesante non sembrerá la fine del mondo e richiedera’ un altro lustro piu’ di sacrifici ai cittadioni di quel Paese. Nel frattempo privatizzazioni e alienazioni di beni pubblici faranno paessare pezzi di economia reale in mano ai creditori e a nuovientranti (cinesei ? arabi ? indiani?). E’ giusto che i cittadini dei Paesi che per varie ragioni hanno sbagliato paghino per gli errori della propria classe dirigente che hanno spesso scelto, votato, accettato.

    Poi certo, a volte gli eventi possono precipitare e/o sfuggire di mano (i True Finns sono lí per quello :-) )

  15. mattacchiuz scrive:

    si salveranno esportando 1000 milioni di chili di olive per 250 anni di seguito…

  16. anonimocds,

    E’ sempre un piacere, caro anonimocds!
    Vorrei aggiungere, se mi permetti, anche un’altra cosa che l’Asia non aveva ( o cmq aveva in modo limitato e molto diverso), che invece oggi noi abbiamo a josa: i derivati.
    Credo che i pesi delle crisi di allora, rispetto a quelle attuali, siano anche diversi a causa della presenza di questi prodotti finanziari che non hanno, ad oggi, una normativa che ne permetta il giusto monitoraggio. Insomma, è il Far West. E alla fine, chi ne pagherà le conseguenze? La povera gente, come noi…come sempre… Non pensi? :cry:

  17. andrea.mensa scrive:

    scusate, ma non sono d’accordo…..
    forse quest acosa è ancora più assurda del default o dell’uscita dall’euro…..
    ma se il governo greco cominciasse a prelevare un po di soldi dove sono ?
    parlo, tanto pewr cominciare di Spiro Latsis il cui patrimonio vale circa 11 miliardi di dollari….. cominciare col prelevargliene 10, non finirebbe certosul lastrico , no ? e quanti ce ne sono cui sipuò fare una simile cura ?

  18. mattacchiuz,

    si certo… hahahahaha :mrgreen:

  19. anonimocds scrive:

    @ Mattacchiuzz: ESATTO :-) come il pesce degli Islandesi (che sono ancora con gli psicologi che gli fanno fare il Giro Giro Tondo casca il Mondo casca la Terra tutti giu per Terra…pveretti storditi)

    @ Andrea.mensa: si ssi espropriazione. E’ un’eventualitá. Non ancora calcolabile in termini probabilistici (vedi le carte del Monopoli Imprevisti/Probabilitá) ma la vedo di difficile attuazione allo stato attuale. La tassazione schiaccerá l’Occidente per i prossimi 15 anni, e anche la redistribuzione ma vai certo che non toccherá molto l’1% piú ricco della popolazione

    @ Dream: ceto certo, i derivati hanno amplificato oscillazioni e il rischio controparte é aumentato. Mi riferivo allostillicidio di notizie, sempre peggiori, che di settimana in settimana o di mese in mese si susseguono tirando giu altri birilli (speriamo non s arrvi alla Spagna perché poi ci siamo noi e il Belgio nella lista)

    Sempre poi che il ciclo mondoale che é di ESPANSIONE da 2 anni / 2 anni e mezzo non rallenti o non esprima una recessione, come é fisiologico e nell;ordine delle cose ogni 4/5 anni… in media.
    Allor le cose precipterebbero in velocitá e gravitá.

    E alloa sará inutile pianger sul latte (e suoi DERIVATI…!) versato!

    Fasten your seatbelts! (ma non subitissimo)

  20. andrea.mensa scrive:

    anonimocds,

    Dream Theater,

    quando i pirla smetteranno di parlare di sovranità monetaria, di signoraggi, e facili ( secondo loro) soluzioni, chissà che non resti solo più questa……

    l’alternativa è che chi può scambi una carota con una zuccina, ma se la vuoi comprare la paghi 100.000 euro l’una , non il kilo, eh ?

  21. andrea.mensa scrive:

    …….. e poi vediamo dove se li mettono i dollari, gli euro, gli yen, quando cominciano ad aver fame.

  22. tommy271 scrive:

    La questione da porre non è del “quando” ma del “come”.
    Come sottolinea Dream, la ristrutturazione è default.
    Ma un conto è tagliare il flusso cedolare, altra cosa è tagliare il nominale altra cosa ancora riscadenziare più in là di 5 anni.
    Poi dipende molto se la ristrutturazione è coercitiva o su base volontaria…
    Le varianti sono infinite, certo quella più facile da leggere è che la Grecia fa default e abbandona l’Euro. Come diceva anche Roubini un paio di settimane fa, oggi però si è già ricreduto…

  23. anonimocds,

    Dream Theater,

    aggiungerei un’altra differenza riguardo a Giappone e tigri asiatiche: avevano un tessuto produttivo (specialmente Giappone e Corea) di notevole importanza che ha loro permesso di sopravvivere fino ad oggi.
    I nostri “periferici”, dal punto di vista produttivo, sono in fase di…esaurimento continuo….

  24. lucianom scrive:

    @Per tutti,
    OK condivido le vostre opinioni ma intanto le borse salgono.

  25. calciatore scrive:

    Il tempo passa.. la coperta non e’ corta, non esiste piu’ , i politici europei sono in una situazione per loro nuova, non sanno dove sbattere la testa, da che parte rigirarsi; i bond greci prezzano un cut del 60/70 % provate a vedere le quotazioni, le aste greche sono taroccate con soldi che non esistono girati dalla BCE , che oramai e’ un contenitore pieno di tutte le possibili porcherie greche -iralndesi- portoghesi, titoli che non valgono piu’ nulla se non sulla carta, e la BCE non ha neanche un gr. di oro…. ma i politici ed i banchieri pensano che la gente siamo sciocca totale?!

  26. tommy271 scrive:

    calciatore@finanza: Il tempo passa.. la coperta non e’ corta, non esiste piu’ , i politici europei sono in una situazione per loro nuova, non sanno dove sbattere la testa, da che parte rigirarsi; i bond greci prezzano un cut del 60/70 % provate a vedere le quotazioni, le aste greche sono taroccate con soldi che non esistono girati dalla BCE , che oramai e’ un contenitore pieno di tutte le possibili porcherie greche -iralndesi- portoghesi, titoli che non valgono piu’ nulla se non sulla carta, e la BCE non ha neanche un gr. di oro….ma i politici ed i banchieripensano che la gente siamo sciocca totale?!  

    Al limite prezzano un cut del 50%, attualmente. Bisogna poi vedere se il mercato ha ragione … ma questo lo sapremo tra qualche mese.
    Le Aste sono sempre molto ben coperte: l’ultima ha visto la partecipazione dall’estero al 34%.
    Quanto alla BCE ti ricordo che gli acquisti sul secondario di titoli periferici sono stati pari a 74 MLD. La FED ha comprato dollari per 2000 MLD…

  27. tommy271@finanza,
    Beh che dire, BCE + FED = i più grandi hedge funds globali? ma come ci siamo ridotti… :roll:

  28. anonimocds scrive:

    Do not be surprised that German Chancellor Angela Merkel is leaving the door open for German taxpayers to loan more money to Greece. This despite opinion polls indicating the majority of German voters oppose a second bailout and few believe Berlin will get back the $30 billion it’s already pledged. Greek banks held about $70 billion of Greek government debt at the end of last year’s third quarter. But the discounts that Greek banks trade at on the Athens stock market already indicate that a 35% writedown is priced in, according to JP Morgan. A writedown of 50% would all but wipe the banks out. And if they collapsed, the country would likely melt down into economic chaos. European banks outside Greece held $72 billion of Greek government debt at the end of the third quarter. But they’ve also loaned $165 billion to the private sector in Greece—debts that clearly run the risk of not being serviced, particularly if the local banks melt down. So West European banks have a total exposure of roughly $237 billion to Greece, much of it presumably not currently marked to market because the banks show them as being “held to maturity” in their capital structure.Writedowns would change that. More specifically that total exposure is split—$98 billion owed to the French banks, $72 billion to the Germans. As to Ireland, JP estimates Ireland owes European banks $645 billion—that’s $215 billion to the Germans, $82 billion owed to the French and a whopping $237 billion to the British banks. Tough time ahead, the European sovereign debt troubles are moving up another grade in term of complications effect and possibly nasty consequences.

  29. anonimocds scrive:

    a
    lucianom,

    Infatti una delle mie frasi preferite, che viene proprio dagli anni ’30 (John Burr Williams, 1938) suona piu o meno cosí:

    “Separate and distinct things, not to be confused, are real worth & market price”

    Un’altra, a firma John Maynard Keynes recita:

    “Market can be irrational longer than you can be solvent” :mrgreen:

  30. tommy271 scrive:

    Dream Theater: tommy271@finanza,
    Beh che dire, BCE + FED = i più grandi hedge funds globali? ma come ci siamo ridotti…   

    Purtroppo è così.
    Comunque la FED è molto avanti.
    Senza guardare la Banca Centrale Inglese dove le macchine stampano a man bassa.
    La BCE rimane molto indietro.
    Ed infatti l’Euro non si trova a 1,20 sul dollaro …

  31. anonimocds scrive:

    2 gorni fa NORISK (non sono malaccio e di solito abbastanza prudenti) scriveva cosí della Grecia:

    Il grasso grosso default greco?

    Lo scorso fine settimana è stato come un grande thriller finanziario-politico con al centro dell’attenzione il comatoso stato greco. Nella giornata di venerdì si sono rincorse le voci su una possibile uscita dalla zona euro da parte della Grecia come reazione al mancato ampliamento del pacchetto di aiuti, considerato che gli aiuti stanziati lo scorso anno non sono sufficienti a coprire le esigenze di cassa a partire dal 2012.
    La possibilità che lo stato greco il prossimo anno riesca a raccogliere fondi sul mercato dagli investitori privati è davvero remota, considerata la situazione attuale.
    La volontà da parte dei diversi stati europei di sostituire i creditori privati della Grecia con i contribuenti appare fiacca anche perché potrebbe non essere risolutiva.
    Solamente un ampia riduzione del valore facciale dei titoli di stato potrebbe riportare il debito del paese ellenico sulla strada della sostenibilità.
    Un “haircut” in ogni caso non basta in quanto il deficit primario, la differenza tra entrate fiscali e spesa pubblica prima del pagamento degli interessi, rimane in territorio negativo attorno al 3% del PIL.
    L’esigenza di ridurre il peso dello stato nell’economia, implementare riforme e ridurre l’ingente evasione fiscale non viene risolta dalla ristrutturazione del debito. I politici europei, in particolare quelli tedeschi, prima di accettare una soluzione di ristrutturazione vogliono assicurarsi che il governo greco proceda alle azioni concordate lo scorso anno.
    E’ indubbio che l’esigenza di fondi possa costituire un catalizzatore alle riforme necessarie mentre un default potrebbe far sentire meno necessaria l’azione di risanamento delle finanze.
    I tedeschi, in particolare, risultano poco inclini a concedere nuove risorse finanziarie, ovvero tempo, per attuare quanto è necessario; le loro recriminazioni, peraltro condivisibili, lamentano la lentezza del governo ellenico nell’aumentare il gettito fiscale effettivo e soprattutto nell’attuare la politic di privatizzazioni che potrebbe far incamerare ai conti statali quasi 50 mld€.
    L’opzione più probabile sul tappeto rimane il cosiddetto “reprofiling” dei titoli di stato ovvero l’allungamento della scadenza delle obbligazioni senza modificare l’entità cedolare e soprattutto il valore nozionale.
    Questa sorta di allungamento volontario, secondo illustri esperti, non rientrerebbe tra gli eventi previsti dai credit default swap per identificare l’evento default, evitando quindi le reazioni a catena viste con Lehman.
    E’ comunque probabile che il “reprofiling” possa solamente rimandare la ristrutturazione del debito effettiva ed effettivamente necessaria.
    Questa azione potrebbe però evitare che si innalzi la quota dei creditori privilegiati nei confronti della Grecia (IMF e ESM) facendo diventare, di fatto, subordinati i normali titoli di stato.
    Le scelte non sono affatto semplici in quanto bisogna attendersi ulteriori tensioni su Portogallo, Irlanda e probabilmente su Spagna e Italia.
    Senza dimenticare che una riduzione del facciale dei titoli di stato potrebbe provocare grandi problemi alla BCE esposta con quasi 100 mld€ su debito greci, pesanti svalutazioni sulle principali banche europee e assai probabilmente il default dei principali istituti di credito ellenici.
    Le aspettative dei mercati tra i numeri dell’economia greca e le scarse capacità dei politici europei appaiono plumbee.
    L’economia ellenica si avvia a registrare il terzo anno di recessione in quanto è previsto che il PIL possa contrarsi del 3% quest’anno, ma appare difficile che nel 2012 si possa registrare una ripresa. Quest’ultima parte della primavera riporterà nuove turbolenze su vecchie questioni mai risolte e i PIGS continueranno a turbare il sonno di investitori e dei governi che dovranno prendere decisioni difficili non più prorogabili.

  32. tommy271 scrive:

    L’analisi di Norisk è già più realistica rispetto a quanto si sente in giro.
    Tenendo conto del fatto che la possibilità di tagliare il debito non passa solo attraverso un haircut dei titoli ma anche tramite operazioni di buy-back o di concambio titoli.
    Specie ora che quotano molto al di sotto della parità.

  33. anonimocds scrive:

    tommy271@finanza: L’analisi di Norisk è già più realistica rispetto a quanto si sente in giro.Tenendo conto del fatto che la possibilità di tagliare il debito non passa solo attraverso un haircut dei titoli ma anche tramite operazioni di buy-back o di concambio titoli.Specie ora che quotano molto al di sotto della parità.  

    vero ma ci dovrá essere qualcuno che le loss se le prenderá alla fine su quella parte di debito che il Paese ellenico non sara in grado di ripagare…siano banche o…Banche Centrali (ECB) che allla fine,stampando, la faranno pagare a tutti noi sotto forma di maggiore inflazione (e magari anche di svalutazione o perdita delle quotazioni dell’EURO…il che e cmq una perdita di potere d’acquisto dei cittadini della Zona Euro contro il resto del Mondo….proprio come e avvenuto e avverrá per USA e UK…é il declio dell’Occidente, lento ma quasi ineluttabile)

  34. anonimocds scrive:

    Forse la mia é una interpretazine un po’ forzata ma sul Corriere di oggi c’é un buon articolo di Giuseppe De Rita sul declino (o cmq sulla crisi —> crisis = passaggio) di questo Occidente:

    TECNOLOGIA, ARMI E SOLDI NON BASTANO

    Nobiltà e miseria dell’Occidente

    TECNOLOGIA, ARMI E SOLDI NON BASTANO

    Nobiltà e miseria dell’Occidente

    Negli ultimi dieci giorni, nella tradizionale nostra coazione a fare i guardoni, ci siamo lanciati con voracità su tutte, tutte, tutte le notizie, notiziole, indiscrezioni, supposizioni che hanno costellato «l’evento» del momento: la morte di Osama Bin Laden, avvenuta in una stravagante dimora e in una oscura successione di fatti. Al di là delle tante perplessità politiche e morali espresse in questi giorni, si ha l’impressione che la gran parte dell’opinione pubblica sia rimasta affascinata dall’alto livello delle tecnologie operative, dal materiale militare e dal volume di risorse che per quell’evento sono state essenziali. Traendone implicitamente la conclusione che chi può disporre dei tre fattori indicati (tecnologia, armi e finanza) può contare su un altissimo livello di superiorità e potenza.

    Ma tale potenza e superiorità producono anche egemonia e leadership sociopolitica? Non ci si può nascondere che in tutto il mondo non sono unanimi gli inni «ai vincitori»; e che comincia ad affermarsi l’idea che la cultura occidentale (nordamericana ed europea) non esercita più l’antica centralità storica nelle vicende mondiali, segnate da una crescente molteplicità dei valori e dei comportamenti. Diciamoci la verità: i tre citati grandi fattori (soldi, tecnologie e armi) esaltano la dimensione muscolare delle vicende internazionali, ma non producono intimo significato per le vite individuali e collettive e non producono senso della Storia. Essi sono infatti tutti autoreferenziali e banalmente autopropulsivi, visto che (come ci insegnò anni fa Emanuele Severino) la tecnologia mira a sviluppare più tecnologie; gli apparati militari tendono ad alimentare la loro centralità; e la finanza prolifera in sempre più finanza. Manca ad essi la capacità di relazionarsi con il mondo esterno e farlo crescere. Per cui poche centinaia di eletti pensano di fare storia con il dispiegamento della loro potenza, mentre miliardi di persone stanno solo a guardare, magari affascinati dalla sofisticazione dei droni e degli elicotteri o dalla piantina del compound di Bin Laden.

    Ma così non si acquisisce leadership, la si perde. I tantissimi che stanno a guardare si rifugiano nella indifferente soggettività del loro sopravvivere, del loro possibile viver al meglio, della loro vicenda esistenziale; mentre si sfaldano o non si coagulano interessi collettivi, movimenti collettivi, mobilitazioni collettive, e comuni processi di sviluppo. Per cui, alla fine, di fronte alle orgogliose dimostrazioni di potenza occidentale, finiscono per avere paradossalmente più dinamica storica e sociale quelle confuse e un po’ scalcinate «rivoluzioni nordafricane », che agiscono senza armi, senza tecnologie, senza soldi; ma che hanno una «fame di mondo» che la cultura occidentale non ha più modo neppure di desiderare.

    Forse perché essa non sente più nel suo profondo quell’esortazione ad «avere mondo», che ci hanno lanciato di recente alcuni grandi giudaico-cristiani (da Levinas al Giovanni Paolo II del «non abbiate paura »), nella convinzione che chi ha ambizioni e volontà di leadership (ebreo, cristiano, musulmano che sia) porta sempre dentro di se un’impronta abramitica, la chiamata cioè ad uscire dalla propria terra per fare mondo. Perché, rispetto ai recinti di potenza autoreferenziale, il mondo è altrove, per fortuna ancora altrove.

    Giuseppe De Rita
    11 maggio 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA

    http://www.corriere.it/editoriali/11_maggio_11/de-rita-nobilta-e-miseria-occidente-editoriale_59c95066-7b8c-11e0-9798-7300882160ff.shtml

  35. tommy271 scrive:

    anonimocds:
    vero ma ci dovrá essere qualcuno che le loss se le prenderá alla fine su quella parte di debito che il Paese ellenico non sara in grado di ripagare…siano banche o…Banche Centrali (ECB)che allla fine,stampando, la faranno pagare a tutti noi sotto forma di maggiore inflazione (e magari anche di svalutazione o perdita delle quotazioni dell’EURO…il che e cmq una perdita di potere d’acquisto dei cittadini della Zona Euro contro il resto del Mondo….proprio come e avvenuto e avverrá per USA e UK…é il declio dell’Occidente, lento ma quasi ineluttabile)  

    Per il momento non siamo in grado di dire se Atene ripagherà o meno il debito. Al momento non ha mai mancato di pagare una cedola.
    Quasi tutti i debiti degli stati, attualmente, vengono pagati rollando su quelli nuovi.
    E’ un giro di ruota, lo sappiamo.
    La questione è quella della “sostenibilità” che, nel caso della Grecia deve passare attraverso un calo del debito e da un sostegno “forte” dell’area euro.
    La questione è meramente politica.

  36. anonimocds scrive:

    tommy271@finanza: Per il momento non siamo in grado di dire se Atene ripagherà o meno il debito. Al momento non ha mai mancato di pagare una cedola.Quasi tutti i debiti degli stati, attualmente, vengono pagati rollando su quelli nuovi.E’ un giro di ruota, lo sappiamo.La questione è quella della “sostenibilità” che, nel caso della Grecia deve passare attraverso un calo del debito e da un sostegno “forte” dell’area euro.La questione è meramente politica.  

    non ha saltato una cedola perché ha avuto i soldi da ECB, EFSF e IMF…
    sennó era giá andata a picco.

  37. mattacchiuz scrive:

    in realtà i soldi sono serviti anche per pagare 8 miliardi ( o già di li ) in armi a germania e francia…
    ovviamente soldi di tutti… ma finiti in aziende tedesche e francesi…

  38. tommy271 scrive:

    anonimocds:
    non ha saltato una cedola perché ha avuto i soldi da ECB, EFSF e IMF…
    sennó era giá andata a picco.  

    Dunque se ne otterrà altri, andrà avanti fino alla prima metà del 2013?

  39. tommy271@finanza,
    Domani tornerò sull’argomento… :wink:

  40. anonimocds scrive:

    tommy271@finanza: Dunque se ne otterrà altri, andrà avanti fino alla prima metà del 2013?  

    é la mia ipotesi.

    Certo, poi gli eventi potrebbero precipitare…i True Finns ci sono per questo!

  41. tommy271 scrive:

    anonimocds:
    é la mia ipotesi.Certo, poi gli eventi potrebbero precipitare…i True Finns ci sono perquesto!  

    E’ anche la mia ipotesi.

    Comunque le tranche del prestito vengono versate secondo la progressione del Programma sottoscritto: la Grecia procede … la liquidità arriva.
    Questo deve essere chiaro.
    Credo che il programma possa essere implementato di altri 40/50 MLD dando in garanzia i proventi che arriveranno dal programma di privatizzazione che verrà approvato la prossima settimana.
    La strada rimane sempre in salita, ma qualche schiarita si vede.

    I True Finns non sono più un problema: il partito di Coalizione nazionale ha stretto un accordo con i socialdemocratici favorevoli al bailout per il Portogallo.

    Oggi anche i Verdi tedeschi si sono espressi favorevolmente ad un possibile secondo prestito alla Grecia affermando che voteranno a fianco di Frau Merkel. Quindi le voci dell’opposizione interna alla CDU/CSU e Liberale anche astenendosi o votando contro non potranno ribaltare il possibile risultato positivo del voto.

  42. mattacchiuz scrive:

    io mi domando a cosa serva lavorare, produrre, alzarsi al mattino, guadagnarsi il mangiare e essere attenti per risparmiare qualcosina.
    basta stampare! se questa è la filosofia, viva gli sprechi, viva i cattivi investimenti, viva l’inefficienza!
    salvare la grecia non è difficile, basta che la BCE si dia da fare, ovvio, con il consenso di qualche politico.
    poi possiamo chiamare i meccanismi in tutti i modi possibili immaginabili, ma il concetto è sempre il medesimo: stampiamo soldi che non abbiamo. li daremo in prestito, in garanzia, in affitto; saranno digitali, saranno cartamoneta saranno quello che volete…
    è un peccato che gli ingegneri non possano lavorare allo stesso modo: dovrebbero anche loro immaginare il carburante negli aerei, immaginare un qualche programma di rifornimento “al volo”o “in volo” ( e darhli qualche bel nome con tanto di acronimo lunghissimo tipo ESFTPSFANCLO ), immaginare i motori, e poi mettere insieme sto accrocchio di pezzi, portarlo sulla pista e spingerlo. Purtroppo per l’ingegnere la pista finisce, e prima o poi si accorge che ha progettato una coglionata. per l’economista invece non c’è limite.
    ma ve lo immaginate se sugli orari di arrivo degli aerei ci fosse scritto: Speriamo alle 17:40 ora locale…. .
    meglio lasciar perdere… alla fine le cose presto saranno chiare per tutti.

  43. tommy271 scrive:

    Mattacchiuz, non basta solo stampare (e, tra l’altro, la BCE non lo sta facendo).
    La Grecia è impegnata in una profonda riforma dell’assetto economico interno che passa attraverso riforme del mercato del lavoro (le più dolorose), ad uno snellimento della macchina burocratica, ad una migliore efficienza del sistema impositivo ecc.
    Dare soldi senza modernizzare il paese è perfettamente inutile, anche tagliando il debito dopo un paio d’anni saremmo allo stesso punto.
    Lo sforzo è in questa direzione, con il supporto della comunità dell’Euro.

  44. mattacchiuz scrive:

    l’ipotesi di “modernizzazione”, le riforme del mercato del lavoro, l’assetto nuovo economico, sono tutte belle cose.
    ora per cortesia, DIMOSTRAMI che tutto questo porta a qualcosa di decente e sostenibile.

    per ora sono sono belle parole, ma se si va a dare un’occhiata ai paesi dove tutte queste cose sono state implementate – mi riferisco in particolare a UK e USA – non mi pare che le cose stiano andando bene. anzi, conti alla mano, sembra che il loro tenore di vita e con esso buona parte dei “miglioramenti” sociali siano strettamente legati a debiti ed esercito. e ti sfido a dimostrarmi il contrario. Sarà davvero interessante capire come finirà tutta sta vicenda.

    Mi piacerebbe poi sapere se l’efficiente meccanismo verso cui il timone dell’unione è orientato sia, al di la delle evidenze, giusto almeno teoricamente. per quale ragione la grecia, o l’italia, o chiunque altro, dovrebbe adottare sistemi di altri peasi. stiamo vivendo in scatolette da 50 metri quadrati, con salari minimi, ci vogliono privatizzare pure l’aria, pensioni con ogni probabilità non ne avremo, ospedali che chiudono ( non solo in grecia ) università che insegnano tecniche di distruzione del mondo invece che economia della sostenibilità ( lo so che per gli economisti il mondo non è un sistema chiuso e che le risorse invece pioveranno dal cosmo miracolosamente per sostenere questo sviluppo che necessariamente, vista la struttura del nostro sistema finanziario, non può indietreggiare neanche un paio di anni pena il fallimento globale ).
    l’esperimento globale in atto non è nulla di buono. l’errore di uno solo diverrà l’errore di tutti, e purtroppo agli altri avranno potuto sperimentare altri modelli. abbiamo messo l’umanità intera su un gigantesco aereo, dobbiamo solo sperare che tutto vada non bene, ma benissimo.
    dal punto di vista toerico tutto questo è un abominio. ci sono popoli interi che NON vogliono i nostri modelli, non vogliono la nostra “modernità” fatta di estrema ricchezza e diffusissima povertà e non voliono dover vivere in scatole di cemento armato per contribuire al pil.
    siamo passati dal voler esportare la democrazia a voler imporre il rigore fiscale, quello già fallito in partenza!
    hai una solo vita, e nonostante tutte le risorse della tecnologia, nonostante i passi avanti nella produzione di cibo e nonostante tutto ancora il 95% della popolazione vive di fatto con i ritmi del medioevo. solo che allora i lavorava per mangiare, ora si lavora per l’ipod e per i debiti di altri. DI ALTRI.
    Per me l’europa , l’euro, la commissione europea e tutti quanti possono letteralmente andarsi a farsi benedire per non dire fottere! la stabilità delle monete? stronzate immmmmmmmmense! sento solo ripetere mille volte al giorno le stesse cose, ora dopo ora, gli stessi assiomi, mentre tutto quello che sta accadende in giro per il mondo istante per istante ci dice che siamo gestiti da una banda di ladri senza precedenti, che hanno consacrato il furto e la menzogna a supremo valore dei popoli.
    europa unità un cacchio.
    due cose avevamo noi paesi europei che ci tenevano unite:
    1) la comune religione ( e onestamente non me ne frega nulla )
    2) le democrazie
    nel far l’europa sono stati capaci di eslcudere la prima e calpestare la seconda, basti pensare a come si è giunti al trattato di lisbona, o al fatto che esista la commissione europea stessa. per il resto, Francia, Danimarca, Inghilterra ( questa poi è da ridere… possiede il 14% se non sbaglio della bce ma non usa l’euro… incredibile… )… si si esempi di unità europea! non è neanche un concetto l’europa. nemmeno quello. è solo una scusa per imporre leggi che continuano a togliere pezzi di stato per darli in mano a privati… . e la cosa, sarebbe anche estremamente positiva, se poi gli stessi non dovessero essere costantemente salvati con i soldi pubblici!
    l’efficienza europea è la stessa che vende armi alla grecia e poi gli presta i soldi per pagarsele… e tu mi parli di efficienza…??? di sistema impositivo? ma non è chiaro quello che succede??
    gli states sono falliti ( lunedi se non sbaglio tecnicamente falliranno, visto che il tetto del debito sarà superato, ma sono sicuro che geithenr cagherà fuori qualche miracolo contabile per campare altri 5 o 6 giorni ), l’europa è allo sfascio! bei modelli di sviluppo!
    l’unica cosa che hanno fatto per davvero, è altri debiti, altre garanzie ( così non mi rispondi che non stampano… ), altri pagherò. complimenti a tutti.

  45. Ci rimane però la nostra cultura, esperienza, sensibilità… per assaporare ancora cosa c’è di buono e semplice in questa “unica” vita come dici tu… e non mi pare poco. Certo ci so dovrà accontentare di un ipod in meno, di cambiare meno spesso l’auto nuova, di un lavoro part-time, di fare l’orto, ecc… ma tutto sommato è veramente questo il problema?
    Il problema saranno le rivolte sociali… innescate dall’alto e compiute di fatto da chi non ha perso la capacità di ragionare con il proprio cervello…

  46. Scusate… ho riportato alla fine un “non” di troppo: intendevo … chi ha perso la capacità di ragionare con il proprio cervello…
    E purtroppo ne abbiamo tanti in giro… la cui causa spesso è la sola frenesia e gara di primeggiare dappertutto… e riempirsi la giornata di impegni assurdi e per niente importanti!

  47. tommy271 scrive:

    Mattacchiuz, troppi argomenti …

    Solo uno, riagganciandomi con Lampo, altrimenti facciamo notte.
    Cosa tengono insieme i popoli europei?
    C’è un “sentire comune” dal Portogallo agli Urali?
    Innanzitutto la storia di questi paesi è la stessa da oltre mille anni.
    La genesi delle nazioni, in parte avvenuta con il disfacimento dell’Impero Romano, prende piede a seguito del nuovo assetto post barbarico.
    Le lingue, principalmente neolatine e germaniche, hanno avuto il medesimo sviluppo.
    La stessa cultura ha praticamente colonizzato il mondo, salvo il sistema arabo e orientale.
    Le stesse lotte intestine che hanno contrassegnato l’Europa hanno poi cercato di prendere una piega diversa a partire dal Secondo Conflitto Mondiale.
    La realtà è che l’Europa concepita con la divisione in due blocchi, funzionava. La stessa Germania che aderiva, era la parte “renana” dove si beve vino (in second’ordine la Birra).
    Ora si fa fatica, la crisi morde il freno.
    A questo punto avremmo avuto bisogno di una forte e motivata classe politica dirigente come quella nata dopo il ’45.
    Purtroppo è questa che manca. E la capacità di formulare un nuovo patto sociale unitario in grado di rinnovare lo spirito dei padri fondatori.
    Sono solo parole le mie, ma finchè il quadro politico rimane in piedi è questo che – alla fine – deciderà l’esito della Grecia.
    Aldilà di grafici, analisti e finanza speculativa.

  48. tommy271@finanza,

    lampo,

    mattacchiuz,

    anonimocds,

    Dream Theater,

    ….. grande post…. è un piacere leggervi…

  49. E’ un eccellente scambio di opinioni. E credo che questo sia il GRANDE valore aggiunto di questo progetto.

    :D

  50. tommy271 scrive:

    Inserisco il link che rimanda al commento settimanale di Alessandro Fugnoli.
    E’ controcorrente rispetto alle analisi che leggiamo quotidianamente sulla Grecia.
    Mi ha fatto piacere leggerlo perchè le sue considerazioni, sono anche le mie convinzioni:
    http://www.kairospartners.com/drupal/sites/default/files/newsletter/La%20libbra%20di%20carne-RN-12.05.11.pdf