Yuan Digitale: attacco al Dollaro

Scritto il alle 09:02 da Marco Dal Prà

Lo scorso gennaio qui su I&M avevo pubblicato un pezzo nel quale spiegavo che le criptovalute “statali”, imitazioni cioè di bitcoin ma rilasciate dalle Banche Centrali, non potevano avere un futuro perché avrebbero messo in dubbio la sostenibilità del sistema bancario, già sufficientemente indebolito dai tassi di interesse rasenti lo zero.

Oggi però, soprattutto a causa del Coronavirus, lo scenario è cambiato e più di qualche Banca Centrale, come ad esempio quella cinese, potrebbe vedere la tecnologia delle criptovalute come un’opportunità piuttosto che come un problema. Un opportunità per fare un reset al proprio sistema bancario e per rilanciare la propria moneta nel mondo: vediamo come.

In Cina già arriva

Se c’è una cosa che mi ha sorpreso della Cina in questi è che nonostante il blocco causato dal Coronavirus, la Banca Centrale invece sta spingendo sull’acceleratore dello sviluppo dello Yuan Digitale.

Qualcuno le chiama criptovalute di stato, altri Central Bank Digital Currency (CBDC), ma il succo non cambia: è una valuta nazionale per la quale l’utente, tramite una semplice applicazione nello Smartphone, ha un conto aperto direttamente nella banca centrale.

Da mesi si parlava di sperimentazione in Cina nelle città di a Shenzhen e Suzhou, ma ora si è venuto a spare che i test si svolgeranno anche a Xiongan e Chengdu, e nei giorni scorsi sono addirittura apparsi i primi gli screenshot della App per cellulare.

In pratica mentre i paesi occidentali come l’Europa dormono beati tra le nuvole e gli Stati Uniti stanno appena aprendo un timido dibattito, i cinesi non perdono tempo e sono già operativi.

 

Carte di credito in declino

Come funziona un mondo dove i cittadini hanno il conto corrente (ovviamente a costo zero) direttamente presso la Banca Centrale? Funziona che le Banche devono abbandonare l’attività di gestione dei pagamenti e tornare ad occuparsi di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, con un ridimensionamento certamente importante.

Con un sistema del genere, inoltre, sparirebbero anche le carte di debito, perchè il cittadino paga la spesa direttamente con lo Smartphone, trasferendo fondi dal proprio conto a quello del negoziante, senza passare per nessun intermediario.

Ovviamente anche le Carte di Credito uscirebbero pesantemente ridimensionate (guarda caso, sono americane), perchè sarebbero utili solo a coloro che arrivando dall’estero utilizzano una valuta diversa da quella locale. Per i cittadini del paese che adotta una CBDC, infatti, avrebbe poco senso utilizzare un servizio con dei costi fissi, contro un servizio gratuito, eccetto per chi vuole pagare a rate (sempre che convenga).

 

Transazione indolore

Per una Banca Centrale come quella cinese, la “CBDC” potrebbe presentarsi come una ulteriore opportunità per ripulire il sistema dalle banche “Zombie”, soprattutto in tempi dove più di qualche banca è a rischio fallimento a causa della crisi indotta dal Covid-19. La Banca Centrale, infatti, potrebbe usare questo sistema per traghettare in modo indolore nella propria CBDC i correntisti che restano vittime di fallimenti bancari, senza causare disagi a famiglie e imprese.

Da un lato è un modo per minacciare le banche periferiche ad evitare il sovraindebitamento (perché si vedrebbero “soffiare” i clienti in caso di malagestione), ma dall’altro lato è un paracadute per il sistema economico nazionale in caso di collasso di alcuni istituti di credito (cose che in Cina abbiamo visto succedere).

 

Ultimo tassello – Valuta globale

Un ultimo fondamentale elemento che potrebbe spingere una Banca Centrale per adottare una CBDC è che i “wallet” dei propri cittadini funzionerebbero in tutto il mondo. Significa libera circolazione della propria moneta senza possibilità di alcun controllo per le autorità delle altre nazioni. I bonifici internazionali in Renminbi sarebbero sempre “giroconti” all’interno della PboC, e sarebbero senza costi ed istantanei. Una mazzata per tutto il sistema bancario “occidentale”.

Per la Cina significherebbe mettere sotto assedio il predominio mondiale del dollaro. Una opportunità molto alettante, anche se avrebbe come contraltare un ridimensionamento del proprio sistema bancario. Forse il governo cinese, dato che la sperimentazione dello Yuan digitale sta procedendo di passo spedito, ha capito che il gioco vale la candela.

 

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1 commento Commenta
paolo41
Scritto il 28 aprile 2020 at 14:28

l’ultimo paragrafo “funzionerebbe in tutto il mondo “….. non mi convince molto, Credo che se proveranno ad applicare i pagamenti ad es. in USA troverebbero qualche difficoltà !!!!

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