WALL STREET: ritorna il COT REPORT dopo lo shutdown

Scritto il alle 16:36 da Lukas

Dopo un periodo di “ferie forzate”, ritorna alla piena operatività il CFTC, con un report che illustra la violenta fase di ricopertura sul mercato azionario, dopo un dicembre che è stato un mese da incubo. (Guest Post)

Cari amici, dopo quasi due mesi, torno a scrivere il mio settimanale commento sull’andamento dei mercati finanziari internazionali. La prolungata assenza è dovuta alla mancata pubblicazione, ad opera della CFTC (Commodity Futures Trading Commission), del settimanale Cot Report sui derivati azionari Usa. La CFTC è infatti un organismo pubblico Usa, e come tale è stato anch’esso vittima dello shutdown Usa. Da qualche settimana la CFTC ha ripreso le sue pubblicazioni. Per recuperare il tempo perduto effettua due pubblicazioni settimanali anziché una. L’ultima pubblicazione, effettuata venerdì scorso, è quella relativa alla situazione del 22/01/2019, ossia datata di circa un mese rispetto ad oggi. Nonostante ciò ho deciso di render noto i suoi contenuti, perché la stessa presenta rilevanti novità rispetto alla situazione che c’era prima dell’interruzione.

Rilevanti novità che giustificano quanto nel frattempo accaduto nei mercati primari. Wall Street infatti ha messo a segno un recupero davvero monstre ed inatteso. In particolare nelle ultime 8 settimane l’S&P 500 ha avuto un rimbalzo di ben il 14,85 %. Rimbalzo per me inaspettato e sorprendente, soprattutto nella sua entità. Rimbalzo che segue il tonfo di dicembre e che testimonia che nel beve periodo il sentiment di mercato la fà assolutamente da padrone. Negli ultimi mesi, infatti, nulla è sostanzialmente mutato nell’economia reale. Si conferma un certo rallentamento della dinamica produttiva, anche se meno marcato di quanto si temeva qualche mese addietro, ma nulla che possa giustificare gli erratici andamenti recenti dei mercati finanziari internazionali.

Lo scenario intermarket si presenta infatti sostanzialmente stabile, e non evidenzia particolari tensioni o squilibri. In particolare, in queste ultime settimane abbiamo registrato un buon apprezzamento del dollar index che quota oggi 96,90. Evidentemente sullo stesso sono affluiti nuovi capitali, come testimonia peraltro anche il rimbalzo di Wall Street. Anche le quotazioni delle commodities dimostrano una certa tenuta. Dall’inizio dell’anno sono infatti rimbalzate di circa il 5 % in termini reali. Il temuto rallentamento dell’economia mondiale sembra quindi meno grave di quanto ci si potesse aspettare. Più cauto e timoroso appare invece il mercato obbligazionario. I rendimenti dei bond decennali americani sono infatti arretrati sino a quota 2,66 %. Arretrano però anche i rendimenti dei bond a 2 anni, oggi a quota 2,52 %. L’inclinazione della yield curve Usa resta pertanto ancora positiva, il differenziale ( 10 – 2 ) è infatti ancora pari 14 bps. In dicembre, temevamo che il suo valore predittivo fosse compresso dopo anni di politica monetaria iper espansiva ed invece così non è.

L’inversione della curva sinora non c’è stata e quindi non possiamo ancora prefigurare l’arrivo imminente di una recessione dell’economia Usa. Certo il ciclo economico è in una fase molto avanzata, ma non ha ancora concluso tutto il suo corso. La violenta correzione dei corsi azionari di fine 2018 non prefigurava pertanto l’arrivo imminente di una recessione economica globale. Altrimenti i mercati non avrebbero rimbalzato in tal modo. Fra pochi giorni, ossia il 9 marzo prossimo venturo, sono esattamente 10 anni che registriamo una crescita, interrotta solo da momentanee correzioni, dei mercati azionari Usa. Ciò dimostra che siamo in una fase toro di carattere secolare che credo proseguirà ulteriormente. Anche l’arrivo inevitabile della prossima recessione costituirà solo una pausa di questo ormai nitido e chiaro trend secolare.

Ciò premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale ( datati 22/01/2019 ), pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 6.742
Large Traders : + 11.083
Small Traders : – 4.341

Come potete notare la situazione è radicalmente cambiata rispetto all’ultimo nostro commento riferito ai dati  del 18/12/2018. La vecchia configurazione, molto volatile ed incerta, insediatasi nel lontano 05/12/2017 è stata dopo oltre un anno abbattuta, e già dal 15/01/2019 si è affermato un nuovo assetto nel mercato dei derivati azionari Usa. Assetto quest’ultimo storicamente e statisticamente molto più positivo e rialzista del precedente.

Non a caso i mercati hanno ripreso a correre. In poco più di un mese abbiamo registrato variazioni nelle posizioni dei diversi operatori, pari a ben 76.251 contratti. In particolare, i Commercial Traders, ossia le vere “ Mani Forti” di questo mercato, sono intervenuti pesantemente, acquistando l’intero lotto dei 76.251 contratti long. La loro posizione è quindi passata da una marcata e pesante posizione Net short ad una posizione Net short davvero tenue ed esigua. E non conosciamo ancora i dati di queste ultime settimane, ossia quelli non ancora pubblicati, successivi al 22/01/2019. Visto l’andamento di Wall Street non è da escludere un loro passaggio in posizione Net Long. Questi interventi delle Mani Forti accadono di rado, ma allorchè succedono gli effetti sui mercati sono sempre molto ben visibili e forti. E ciò dimostra chi davvero governa gli andamenti degli stessi. Si conferma pertanto l’importanza, per ogni investitore, di esaminare i dati del Cot Report pubblicati settimanalmente dalla CFTC, perchè soltanto attraverso essi si può capire cosa fanno le Mani Forti, ossia coloro che ne determinano sostanzialmente gli andamenti.

Non è infatti un caso che il buio informativo di questi ultimi due mesi abbia colpito anche il mio originale trading system, fondato sullo studio dello stesso, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio  sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita del 5,17 %, performance negativa e nettamente inferiore a quella del nostro Ftse All Share, che registra, nel contempo, un guadagno del 10,2 %. Conseguita, pertanto, una sotto-performance del 15,37 %, davvero insolita ed inusuale per un trading system, che anche nei passati 6 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16,2 %. Avrò comunque modo recuperare, e la momentanea perdita non mina la fiducia nel mio sistema di trading, anzi ne conferma al contrario la sua validità e fondatezza. Dopo aver letto gli ultimi dati del Cot Report modifico sostanzialmente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 50 al 72,5 % le mie posizioni long, e riduco, nel contempo, dal 50 al 27,5 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione rialzista, pari al 45 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon Natale e
buon trading.

Lukas

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2 commenti Commenta
dario86
Scritto il 20 febbraio 2019 at 15:34

Lukas riusciresti spiegare come interpretare i dati del Cot Report? Cosa guardare e a quali variazioni prestare attenzione. Quale è la definizione di: Large Traders, Small Traders, Commercial Traders?
Grazie

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Lukas
Scritto il 20 febbraio 2019 at 21:32

dario86@finanza,

Caro Dario, è difficile spiegare in poche parole ciò che mi chiedi…….se leggerai con assiduità i miei post ne capirai, nel tempo, la logica.

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