WALL STREET: permane la positività ma con prudenza

Scritto il alle 15:17 da Lukas

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GUEST POST – Il mercato sta “riprezzando” alcuni fattori di rischio senza però cambiare le tendenze moderatamente positive. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno, improvvisamente e senza alcun preavviso, dato il via ad un imponente “ processo di riequilibrio “ delle quotazioni di molti asset finanziari, che, negli ultimi mesi, avevano manifestato valutazioni eccessive, e forse, in qualche caso, addirittura irrazionali.

Lo scenario intermarket ha, infatti, registrato, un nuovo storno dell’1,7% delle quotazioni del dollar index, riportatesi oggi a quota 95,3, dopo aver superato, nelle scorse settimane, la fatidica barriera dei 100 punti. Deprezzamento del dollaro alimentato, peraltro, dalla pubblicazione dei dati relativi al Pil Usa del primo trimestre, molto deludenti ed inferiori alle attese, e pari ad un misero + 0,2 %. Di conseguenza il recente, e per noi molto favorevole, rapporto di cambio EURUSD, sembra volgere al termine. In settimana la sua quotazione è infatti rapidamente risalita da quota 1,08 a quota 1,12. Allo storno della valuta Usa ha fatto da contraltare un pari apprezzamento nominale delle quotazioni delle commodities. Nessuna variazione, pertanto, in termini reali, e ciò conferma che la prevista rapida ripresa dei loro corsi è ancora ben lontana dal manifestarsi. Il “processo di riequilibrio” si è invece manifestato con forza in relazione ai tassi d’interesse che si registrano sul mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli decennali Usa, infatti, sono cresciuti, in una sola settimana, di 20 bps, e risultano oggi pari al 2,11 %. I rendimenti sul bund tedesco, invece, dopo esser scesi all’inverosimile quota dello 0,08 %, sono quasi quintuplicati, in due sole settimane, riportandosi a quota 0,37 %. Il citato processo di riequilibrio è, infine, visibile e percepibile, anche sui mercati azionari. In particolare sembra voler proseguire la riduzione del gap di performance prodottosi in quest’inizio d’anno tra le due sponde dell’Atlantico. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, in settimana, storna, infatti, solo dello 0,44%, e si mantiene in prossimità dei suoi massimi storici. I listini europei, invece, stornano in misura molto più ingente, del 3 % i listini di Francia e Germania, un po’ meno gli altri, tra cui l’Italia, il cui Ftse Mib registra uno storno settimanale meno marcato, ma comunque pari all’1,63 %.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 33.834

Large Traders : + 21.027

Small Traders : + 12.807

fut_chart_SPXAnche questa settimana, si conferma, pertanto, la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai ininterrottamente da ben sei mesi. In quest’ultima ottava le movimentazioni dei diversi operatori risultano ancora modeste, pari a soli 5.664 contratti. In particolare, gli Small Traders cedono ulteriori 4.571 contratti long, e portano la loro abituale posizione Net Long al livello più basso degli ultimi 2 anni. I Commercial Traders, cedono anch’essi 1.093 contratti long, ed assumono una posizione interlocutoria ed attendista circa le prospettive future dei mercati azionari Usa. I Large Traders, invece, sembrano voler superare i loro recenti tentennamenti, acquistano, infatti, l’intero lotto dei 5.664 contratti long, e consolidano la loro non proprio decisa posizione Nel Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, unite a quelle registratisi sullo scenario intermarket, m’inducono a ritenere che anche nella prossima ottava proseguirà sui mercati azionari Usa e mondiali l’attuale interlocutorio ed incerto scenario. Incertezza di breve termine che, a mio avviso, non intaccherà le prospettive a più lungo termine, ossia quelle relative ai prossimi 6-12 mesi, che rimangono ancora moderatamente positive.

Prospettive, dunque, moderatamente positive, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima pessima settimana, il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 21,92 %, inferiore, per la prima volta in due anni e mezzo, a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 22,26 %. Ciò, tuttavia, non ci fa venir meno la fiducia circa la bontà dell’ approccio teorico ed operativo utilizzato. Per maggiori dettagli sulle ricerche di Jegadeesh e Titman, nonchè sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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