WALL STREET: trend oltre le previsioni

Scritto il alle 15:14 da Lukas


Non è possibile nascondersi dall’evidenza. il mercato continua ad essere in trend e oltre le più rosee previsioni, continua ad essere forte e tonico. Una correzione fisiologica sarebbe naturale e sana. Ma arriverà mai? (Guest post)

Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, tutti i mercati finanziari internazionali hanno proseguito con buon ritmo nel loro corale andamento unidirezionale. Lievitano contemporaneamente tutte le piu’ importanti asset class, ossia dollaro usa, commodities, bond ed equity. Alla luce di quanto osserviamo in questi ultimi mesi, dovremmo iniziare a credere che il sistema capitalistico globale, dopo 15 anni di terribile spirale deflattiva, voglia davvero tentare di venirne fuori. Tentativi in tal senso ne sono stati fatti anche in passato, ma senza conseguire risultati apprezzabili.

Il compito era stato infatti affidato alla sola politica monetaria, che non ha di certo poteri taumaturgici, come credono a torto in molti. Il covid-19 ha costretto, invece, tutti gli Stati a mettere finalmente “mani al portafoglio”, ossia a sdoganare politiche fiscali fortemente espansive, finite da decenni, colpevolmente, in naftalina. Ed è grazie a queste ultime, che qualche risultato, in termini di lotta alla deflazione comincia ad intravvedersi. Non illudiamoci, però. La lotta sarà ancora molto dura e lunga, e l’esito tutt’altro che scontato. Per il momento l’effetto è infatti visibile solo sulle commodities, che negli ultimi mesi hanno recuperato una piccola parte del loro antichi valori.

Piccola parte, perché le stesse quotano, ancor oggi, quasi il 40 % in meno di 15 anni orsono. Circostanza, quest’ultima, del tutto ignorata da chi paventa e ciancia addirittura di rischi inflattivi. Costoro non hanno evidentemente alcuna contezza del terribile contesto economico in cui viviamo da oltre 3 lustri. Contesto che trova ancora forte presa e radicamento nel mercato dei bond. Basta infatti osservare i rendimenti sulla parte a lungo termine della yield curve.

Vedere il decennale Usa all’1,43 %, quello italiano allo 0,77 %, ed il bund addirittura in negativo, al -0.23 %, ce la dice lunga sullo stato effettivo dell’economia. Altro che inflazione, altro che inizio imminente del tapering. Qui se vengono meno i sostegni di carattere monetario e fiscale viene giù tutto. E si badi bene, non mi riferisco affatto alle quotazioni di borsa, bensì alla situazione sociale, dei singoli individui e delle famiglie. L’economia globalizzata ha precarizzato oltre misura il lavoro, e compresso i salari a livello di pura sussistenza.

Ciò ha indebolito fortemente l’elemento fondamentale della domanda, ossia i consumi privati. Immaginate se vengono meno pure i sostegni monetari agli investimenti, e quelli di carattere fiscale, sotto forma di spesa sociale pubblica. Oggettivamente non è allo stato neppure ipotizzabile.

Checchè ne dicono non lo faranno, sono del tutto impossibilitati. I sostegni verranno meno solo quando ci sarà un riequilibrio tra i redditi di capitale e quelli da lavoro, in favore di questi ultimi. Altrimenti tutto continuerà come accaduto negli ultimi 15 anni, e le borse vedranno ulteriormente lievitare i loro corsi, perché le imprese continueranno ad incrementare ancor più i loro profitti ed i loro utili. Altro che bolla, le attuali quotazioni di borsa hanno basi d’acciaio, ed una solidità quasi disarmante.

Dopo le sopra esposte considerazioni, andiamo ad esaminare, cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, nell’ultima settimana, ha mostrato solidità + 0,41 %, e quota oggi 92,25.

Le commodities, come accennato, proseguono nel loro parziale recupero, lievitano infatti di un ulteriore 3,16 % in termini reali, e sembrano voler avvalorare le aspettative di una forte e sostenuta ripresa economica. Segnali meno incoraggianti giungono invece dal mercato obbligazionario.

Il rendimento del bond decennale Usa, arretra infatti di 9 bps e retrocede a quota 1,43 %. Il rendimento del bond a 2 anni, arretra anch’esso di 3 bps, e torna a quota 0,24 %. L’inclinazione della yield curve Usa si contrae, pertanto, a 119 punti base, ma resta ancora abbastanza pendente a conferma di favorevoli aspettative di crescita. Per il mercato azionario, invece, non abbiamo più parole, come più volte detto, è da anni il migliore dei mondi possibili per gli investitori.

Anche questa settimana aggiornati nuovi record storici per l’S&P 500, a quota 4.352,34. Chissà cosa diranno coloro che lo vedevano in bolla già a quota 1.500 punti.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 12.130

Large Traders :  + 7.605

Small Traders : + 4.525

Si riconferma, quindi, l’assetto e la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state pari a 6.974 contratti. In particolare, i Large Traders, operatori notoriamente trend-following, non errano, seguono il trend, ed acquistano l’intero lotto dei 6.974 contratti long, e consolidano la loro precedente e claudicante posizione Net Long.

I Commercial Traders, lasciano fare, cedono infatti 5.632 contratti long, ed incrementano la consistenza della loro abituale posizione di copertura, Net Short. Gli Small Traders, infine, cedono anch’essi 1.342 contratti long, e riducono ancor di più la loro già tenue posizione Net Long.

Le movimentazioni di quest’ultima ottava, riassestano un pò le posizioni, ma confermano sostanzialmente l’ormai ben noto scenario di riferimento. A dire il vero il mercato, nelle ultime settimane ha fatto meglio delle nostre aspettative. Molto probabile pertanto che il mercato possa, quest’estate, un po’ ritracciare. Lo scenario prefigurato dall’attuale configurazione del Cot Report  è infatti uno scenario lateral-rialzista, meno pimpante ed esuberante di quanto visto nelle ultime sedute.

Di sicuro non v’è all’orizzonte nessun crollo come s’augurano da tempo immemore tutti coloro che non hanno mai creduto all’attuale lievitazione dei corsi azionari. Come detto in premessa, mancano del tutto le condizioni.

Eppoi con gli small traders così poco esposti mancano anche le vittime designate. Insomma, per il momento non vediamo alcuna ragione, per mutare la nostra ormai ben nota, ed ormai pluriennale, view positiva, per il settore equity.

Mercato dunque ancora in sostanziale fiducia, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/.

Nel corso di quest’inizio del 2021, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, ha conseguito un guadagno del 3,32 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha registrato un guadagno del 14,63 %. Conseguita pertanto, sinora, una sotto-performance dell’11,31 %, causata da una nostra eccessiva prudenza, nonché da un deficit di momentum, sul nostro listino, nei primi mesi dell’anno.

Negli ultimi 8 anni, il mio trading system ha invece conseguito una sovra-performance media annua del 9,9 %, e presenta un’equity line in progresso del 170 %. Questa settimana in coerenza con quanto sopra esposto, non muto l’assetto del mio portafoglio, confermo cioè il 70 % delle mie posizioni long, ed il 30 % delle mie posizioni short, ossia una posizione Net Long, pari al 40 % del mio portafoglio.

Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

6 commenti Commenta
pistarr
Scritto il 5 Luglio 2021 at 17:20

Lukas scrive : ” Qui se vengono meno i sostegni di carattere monetario e fiscale viene giù tutto…”
SONO D’ACCORDO….

poi Lukas scrive : ” E si badi bene, non mi riferisco affatto alle quotazioni di borsa, bensì alla situazione sociale, dei singoli individui e delle famiglie.. ” NON SONO AFFATTO D’ACCORDO…

L’ economia sarà pure globalizzata, e può subire molto meno l’effetto del “malessere” dei singoli individui e delle famiglie, effetto comunque che non può essere trascurato
Ma le quotazioni raggiunte dai mercati fanno si che qualsiasi cosa che non sia un continuo proseguimento del sostegno al sistema fanno si che le quotazioni siano esposte a forti pericoli

Le considerazioni che esponi a sostegno di ” le attuali quotazioni di borsa hanno basi d’acciaio, ed una solidità quasi disarmante.” sono teoricamente condivisibili, ma un mercato tanto timoroso del venir meno di questi enormi sostegni a cui si è assuefatto non può a mio modesto parere passare indenne da qualche guaio lasciando a pezzi solo i singoli individui e le famiglie.
Cosa mi ha indotto a modificare il mio atteggiamento? Come al solito un detonatore (almeno per la mia soggettiva opinione ) che ha me è sembrato importante….. La settimana scorsa Draghi, ad un congresso/simposio ha dichiarato più o meno questo: ” l’Italia. tuttora ha ancora bisogno di molti stimoli e supporti e questo si può ottenere facendo crescere ancora un pò il debito ”
Di recente ho avuto la fortuna di conversare e in parte “ispirare” il contenuto di una apprezzata newsletter settimanale di uno strategist che conosco molto bene e so bene quanto sbilanciamento esiste fra Attività Materiali ed Attività Immateriali che compongono le quotazioni azionarie…. ecco le ” Parole” (soprattutto per chi è famoso per una frase salvifica di 9 anni fa ) fanno parte di queste Attività Immateriali , ma stavolta penso giungano fuori tempo massimo per poter avere ancora effetti taumaturgici . perchè stavolta io (secondo il mio modesto parere) le ho interpretate cosi… ovvero avanti cosi a tutti i costi perchè il sentiero ormai è talmente stretto che non si può assolutamente dire altro
e te lo dice uno che fino a poco tempo fa , come ricorderai, ha spesso criticato il buon Danilo per i reiterati.. allarmi/inviti alla consapevolezza ( per le elevate vette raggiunte dai mercati)

Lukas
Scritto il 5 Luglio 2021 at 22:16

pistarr@finanza,

Ciao Pistarr, come stai ?….Spero bene.
Quanto al merito……ti dirò……io al momento non riesco proprio ad immaginare il quid che possa indurre, causare…. un crollo dei mercati.
Ciò detto, credo che la prossima crisi avrà un origine non Occidentale, bensì Asiatica……Cinese forse……ma lì è sempre molto difficile capire cosa succede.
Guarda cosa sta accadendo in questi mesi alla mia INTER……..

Scritto il 6 Luglio 2021 at 16:09

Avendo scoperto che Lukas è interista, annuncio l’immediata interruzione di qualsiasi rapporto di collaborazione con il sopra citato soggetto. 😂😂😂
Sopratutto di tipo economico (e quindi sotto questo aspetto siamo tranquilli) 😂😂
vabbè dai… te lo perdono… intanto però forza AZZURRI!

pistarr
Scritto il 6 Luglio 2021 at 17:06

Ciao Lukas, sto bene grazie e spero anche tu….
Io non penso ci sia un crollo, ma visto che poi il momento del tapering arriverà per forza di cose, allora una correzione del 15% – 20% è molto probabile…… noi la chiamiamo correzione, ma per chi si è abituato troppo bene negli ultimi 15 mesi a questo mercato unidirezionale sarà un pò più traumatico

Lukas
Scritto il 7 Luglio 2021 at 07:40

Danilo DT,

Caro Danilo, le improvvise ristrettezze finanziarie di SUNING ( che ci vende HAKIMI al PSG ), unite alle vicende di JACK MA……fanno un pò pensare sull’evoluzione dello strano capitalismo cinese…….i cui indici mi sembrano in questo periodo i più in difficoltà.

Lukas
Scritto il 7 Luglio 2021 at 07:49

pistarr@finanza,

Caro Pistarr, una correzione del 15-20 % stà nell’ordine delle cose……….ma i mercati azionari, da oltre un decennio ormai, sono un gioco a circolo chiuso. Come testimonia settimanalmente il Cot Report la gran parte dei titoli sono detenuti dalle MANI FORTI: Con gli enormi profitti conseguiti, tramite buyback, molte grandi imprese hanno infatti riacquistato i loro stessi titoli. Quindi chi fregano ? Mancano letteralmente i POLLI DA SPENNARE……..

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