WALL STREET: il Cot report sembra ben augurante

Scritto il alle 15:36 da Lukas


La situazione continua ad essere critica e molto probabilmente la guerra Ucraina continua a preoccupare. Però guardando i report, i derivati suggeriscono una situazione che potrebbe anche migliorare sensibilmente. Non ci resta che sperare in una rapida soluzione della crisi [Guest  post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, non v’è purtroppo stata alcuna novità di rilievo rispetto alla precedente ottava. Prosegue con straziante violenza la guerra tra Russia ed Ucraina. Ogni tentativo di mediazione e pacificazione è sinora fallito. Non bisogna tuttavia demordere.

Bisogna necessariamente trovare al più presto una soluzione, e far cessare il conflitto. Altrimenti la situazione peggiorerà, e non solo per i  belligeranti, bensì per tutti Noi. Già la pandemia aveva gravemente fiaccato le nostre società e le nostre economie. Il conflitto in corso ha aggiunto ulteriori difficoltà. Lo scenario macroeconomico globale, negli ultimi due anni, è profondamente mutato.

Basti pensare che i prezzi delle commodities, dopo alcuni lustri di down-trend, sono pressochè raddoppiati in termini reali. E dopo alcuni decenni è riapparsa inevitabilmente l’inflazione. L’ultimo dato del CPI Usa, pari al + 7,9 %, era del tutto inimmaginabile, solo due anni orsono. In che modo il sistema capitalistico globale affronterà ora questi nuovi ed evidenti squilibri ?

E’ questa, a mio avviso, la domanda cardine a cui ogni investitore accorto deve necessariamente tentare di dare una risposta. E per farlo dev’essere lucido e quanto più oggettivo possibile. E mettere sul tavolo i dati reali del problema. Innanzitutto bisogna chiedersi per quanto tempo ancora gli investitori continueranno a comprare bond con rendimenti risibili, intorno al 2 %, come nel caso del decennale Usa, mentre il loro capitale investito si svaluta dell’8 % circa all’anno ?

Non credo per molto tempo ancora, non sono mica masochisti. Dunque c’è da aspettarsi un ondata di vendite da parte loro. E chi comprerà i loro titoli obbligazionari ? Finora li hanno acquistati le Banche Centrali. Ma la FED, e la BCE, affermano adesso che nei prossimi mesi non li compreranno più, anzi ridurranno anch’esse l’acquisto di tali titoli.

E dunque, chi comprerà questi titoli ? Nessuno credo. Delle due l’una. O riusciranno a far scendere l’inflazione o i tassi deve necessariamente salire, e di molto, per renderli nuovamente appetibili. Ma per far scendere l’inflazione dovranno sedersi al tavolo delle trattative con chi controlla le commodities, ovvero con Putin, con gli Arabi, e con tutti gli altri attori dell’economia globale. Altro che deliberare sanzioni.

Lo faranno? Io lo spero. Altrimenti le conseguenze sarebbero disastrose, e la guerra in Ucraina, potrebbe essere solo l’inizio di un conflitto ben più ampio e disastroso. Lo ripeto, urge un cambio di paradigma, ed un nuovo sistema di governo dell’economia globale. Ed è l’Occidente che è chiamato a fare un salto di qualità.

Non serve, e non è utile, allargare ad Est la NATO. Serve invece coinvolgere altri attori nel governo dell’economia mondiale, ormai altamente interconnessa ed interdipendente. Non è più tempo di rivendicare primazie e superiorità ormai perdute, ed oggi del tutto inesistenti.

Dopo le sopra esposte considerazioni, alquanto realistiche, andiamo ad esaminare cosa ci indica, al momento, il sistema intermarket. Il dollar index continua a lievitare, + 0,48 %, e quota oggi 99,08. I prezzi delle commodities, invece, dopo l’esplosione delle scorse settimane, si prendono fortunatamente una pausa.

Evidenzio tuttavia che negli ultimi 2 anni le stesse sono rincarate di ben il 94 % in termini reali. Un disastro per l’Occidente, e per l’Italia in particolare. Maggiori effetti si registrano, invece, nel mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale Usa, lievita infatti ben 26 bps e raggiunge quota 2 %.

Analogo incremento si registra nel rendimento del bond a 2 anni, che sale sino a quota 1,75 %. Rimane, pertanto, stabile l’inclinazione della yield curve Usa, assolutamente risibile e pari a soli 25 bps, che fa temere un’ormai probabile futura recessione.

I mercati azionari, infine, pur non essendo attualmente l’epicentro dell’interesse,   soffrono anch’essi. In particolare, il nostro benchmark azionario mondiale, l’$&P 500, cede un ulteriore 2,88 %, e retrocede a quota 4.203,31.         .

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 24.565

Large Traders :  + 28.908

Small Traders : – 4.343

Si riconferma, pertanto, il nuovo assetto del Cot Report sui derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni nelle posizioni dei vari operatori sono state, davvero minime, pari a soli 1.302 contratti. In particolare, i Commercial Traders, le MANI FORTI di questo mercato, cedono 209 contratti long, e consolidano leggermente la consistenza della loro posizione di copertura, Net Short.

I Large Traders, cedono anch’essi 1.093 contratti long, ed attenuano la loro esposizione Net Long. Gli Small Traders, invece, acquistano l’intero lotto dei 1.302 contratti long, ma restano significativamente in posizione Net Short. Le impercettibili movimentazioni di quest’ultima ottava, confermano e disegnano un quadro più favorevole e più ottimistico di quanto è possibile, al momento, percepire ed intravvedere sui mercati primari.

Spero che tali investitori abbiano migliori notizie delle nostre. In genere le hanno. Dopotutto, come già detto in premessa, è assolutamente necessario, far cessare le ostilità, e sedersi intorno ad un tavolo e disegnare un nuova forma governo dell’economia mondiale. Non sarà però facile. Qualcuno dovrà rivedere le sue posizioni, e superare antichi pregiudizi e diffidenze.

Sarà comunque la forza dei fatti e delle evidenze a renderlo necessario. Servirà comunque del tempo. La guerra è, tuttavia, ancora in corso. E forse ci attende la sua fase più cruenta. Per tale motivo, non muto, per ora, la mia vision negativa sulle prospettive dei mercati azionari, soprattutto per quelli europei, ed italiani in particolare, che riconfermo anche per la prossima ottava. .

Mercato, dunque, ancora in down-trend, che cercherò comunque di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. Nel corso di quest’inizio d’anno, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, ha conseguito una perdita del 2,7 %.

Il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, invece, ha registrato nel contempo una perdita del 15,85 %. Conseguita pertanto, sinora, una sovra-performance del 13,15 %. Nei precedenti 9 anni, il mio trading system ha invece conseguito una sovra-performance media annua del 7,1 %, e presenta un’equity line in progresso del 175 %.

Questa settimana,  come già accennato, modifico un pò l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 35 al 30 % delle mie posizioni long, ed innalzo nel contempo dal 65 al 70 % delle mie posizioni short, assumendo una posizione operativa, Net Short, pari al 40 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire, e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può,se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

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