WALL STREET: correzione salutare prima delle elezioni USA

Scritto il alle 17:28 da Lukas


Siamo arrivati alle elezioni USA ed i mercati sembrano coprirsi, in attesa di una fase di maggiore volatilità. Ennesima analisi del COT Report sullo SP500. (Guest post)

Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno riflesso tutte le incertezze ed i dubbi di questo particolare, ed ormai storico periodo. Incertezze sull’esito delle ormai imminenti elezioni presidenziali Usa. E dubbi sull’evolversi della pandemia, che è ancora ben lungi dall’esser sconfitta e debellata. In particolare, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, ha vissuto una settimana molto pesante e travagliata, e le sue quotazioni hanno ceduto ben il 5,64 %. Uno storno, a mio parere, non del tutto imprevedibile, dato il contesto. Anzi oserei dire, con ragionevole certezza, che trattasi di uno storno addirittura salutare, al fine di conservare la vitalità di fondo del listino azionario Usa. E non ci poteva essere un’occasione migliore di questa per effettuarlo. Ma queste sono solo le mie personali ed opinabili considerazioni. Per gli incalliti ribassisti, invece, frustrati ormai da quasi 12 anni di rialzi pressochè ininterrotti, lo storno della passata settimana, riaccende le speranze per un imminente crollo delle quotazioni azionarie, invocato di continuo in quest’ultimo decennio, e come ben sapete, mai arrivato. Questi esimi signori, affermano inoltre, senza alcun pudore, che il fallimento incontestabile delle loro nefaste e nichilistiche previsioni è ascrivibile al fatto che i mercati sono, da oltre un decennio, palesemente manipolati da un SISTEMA di potere, ormai del tutto cinico e baro. Un SISTEMA che ha imposto anche una globalizzazione economica del tutto iniqua e non più sostenibile. Tesi quest’ultime che rappresentano, peraltro, anche le premesse basi del manifesto programmatico dei cosiddetti SOVRANISTI. Costoro rischiano martedì di veder cadere, per democratica scelta, anche il loro maggior esponente, ossia il presidente Usa Donald Trump. Se ciò accadesse assisteremo probabilmente alla loro definitiva Waterloo. Rimarrebbero infatti in piedi solo pochi altri esponenti, tra cui quelli nostrani, italici voglio dire, talmente improbabili ed ininfluenti che il SISTEMA né sorriderebbe, lasciandoli continuare ad abbaiare inutilmente alla luna. Ma non è detto che Trump martedì perda. L’esito delle elezioni Usa, a mio avviso, a dispetto dei sondaggi, non è affatto scontato. Se Trump verrà riconfermato presidente degli Stati Uniti d’America la battaglia, oggi cruciale, tra globalismo e sovranismo, proseguirà ulteriormente, ed il SISTEMA dovrà inventarsi qualcos’altro per continuare nel suo dominio. Ma è così certo che Trump voglia davvero un duro scontro? Io non ne sono così sicuro. Se rieletto cercherà credo di assicurare responsabilmente agli Usa, se non un ruolo di comando e di guida, come in passato, oggi non più proponibile, un ruolo quantomeno di prestigio e di assoluto rilievo nel nuovo ordine economico mondiale, ormai irreversibilmente in auge.

In attesa dell’esito delle elezioni Usa, andiamo ad esaminare cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, nell’ultima settimana, ha invertito la rotta, rimbalza infatti dell’1,37 %, e risale a quota 94,03. I prezzi delle commodities, invece, riprendono a stornare, in quest’ultima ottava cedono infatti lo  0,97 % in termini reali, e lasciano presagire una difficile ripresa economica. Segnali diversi e non coerenti continuano invece a giungere dal mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale americano risale infatti di altri 3 bps, e raggiunge quota 0,87 %. Il rendimento dei bond a 2 anni, invece lievita di 1 solo bp, e raggiunge quota 0,16 %. L’inclinazione della yield curve Usa, pertanto, si amplia sino a 71 bps, e ciò lascia sperare in una ripresa dell’economia Usa, più rapida di quanto lascia intravvedere il mercato delle commodities. Del mercato azionario, abbiamo già accennato. Ampi movimenti speculavi in attesa del responso elettorale negli Usa, ma nulla che lasci presagire un’inversione del trend secolare di quest’ultimo decennio.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 30.836

Large Traders :  + 27.590

Small Traders : + 3.246

Si riconferma, pertanto, la nuova incerta configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state pari a 10.562 contratti. In particolare, i Commercial traders, le MANI FORTI di questo mercato, proseguono nella strada imboccata in queste ultime settimane, cedono infatti altri 7.978 contratti long, e consolidano ancor più la loro recente posizione di copertura, Net Short. Gli Small traders cedono anch’essi 2.584 contratti long, e restano, seppur a fatica, ancora in posizione Net Long. I Large traders, invece, acquistano l’intero lotto dei 10.562 contratti long, e si posizionano, sempre più convintamente, Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana confermano pertanto la recente nuova configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Una configurazione che prefigura storicamente un futuro immediato alquanto volatile ed incerto sui mercati primari. Prepariamoci pertanto ad altre settimane alquanto movimentate. C’è tuttavia un elemento che mi fa guardare comunque con fiducia a tale periodo d’incertezza. Mi riferisco alla circostanza che anche in questo particolare e difficile periodo, gli Small traders non mostrino alcuna irrazionale esuberanza. Anzi, come detto in precedenza, questa settimana cedono contratti long ed a malapena riescono a restare in posizione Net Long. Ciò mi induce a pensare che la correzione oggi in corso sia una correzione del tutto fisiologica e naturale, forse addirittura salutare, e non l’inizio di una seria inversione. Insomma credo che i ribassisti, che anelano da anni a veder sprofondare le attuali quotazioni, debbono attendere, e rinviare ancora una volta i loro nefasti desideri. Riconfermo pertanto tutta la mia contingente prudenza, e la mia view di fondo che rimane anche oggi, dopo oltre un decennio, ancora moderatamente rialzista.

Mercato dunque in evoluzione, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questa primi 10 mesi dell’anno 2020, alquanto complicati e difficili, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno dello 0,86 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha subito una perdita del 23,57 %. Conseguita pertanto, sino ad ora, una sovra-performance del 24,43 %, che riconferma la bontà del mio approccio operativo. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha infatti conseguito una sovra-performance media annua dell’ 8,7 %, e presenta un’equity line in progresso del 150 %. Questa settimana, in coerenza con quanto sopra esposto, modifico, solo leggermente, l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 60 al 57,5 % le mie posizioni long, ed innalzo nel contempo dal 40 al 42,5 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione Net Long pari al solo 15 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
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