WALL STREET: pretesti per una semplice correzione

Scritto il alle 18:09 da Lukas


Diventa naturale aspettare una fase correttiva dopo una corsa infinita che sembra non finire mai Anche i Commercials sono di questo parere ma la sensazione è che sarà la solita presa di profitti di breve senza intaccare il trend di lungo termine (Guest Post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali sono stati impattati, ed hanno dovuto fare i conti con il preoccupante coronavirus cinese. In pratica ne sono stati anch’essi contagiati. Se la stessa infezione virale si fosse originata in un Paese meno importante economicamente, non avremo avuto credo, sui mercati, gli stessi effetti. Ma la Cina è ormai un Paese che ha un peso rilevante nell’economia mondiale. Da essa dipende infatti una quota importante della domanda globale, soprattutto di materie prime.

Non a caso gli effetti più forti si sono registrati sul mercato delle commodities. In particolare, il petrolio ha ceduto in un sola settimana il 6,9 %, il prezzo del gas il 5,8 %, il rame il 5,7 %. Il noto CRB index, che misura il valore globale di tutte le commodities segna, invece, un – 3,87 %. Segnalo, altresì, che Il Baltic Dry index, che misura l’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli, in quest’ultima ottava, è letteralmente crollato, cedendo ben il 26,13 %. Dati eloquenti che testimoniano il timore che il virus determini un forte rallentamento dell’economia cinese, e di conseguenza dell’intera economia mondiale. Non a caso anche i rendimenti dei bond, in quest’ultima settimana, sono pesantemente stornati. Il decennale americano ha infatti ceduto ben 14 basic points, ed oggi rende l’1,68 %. I bond Usa a 2 anni, invece, arretrano di 7 bps, ed offrono un rendimento dell’1,49 %. L’inclinazione della yield curve americana si riduce pertanto ulteriormente, a soli 19 bps. Insomma la preoccupazione c’è e si vede. Il mercato meno impattato è stato sinora quello azionario, a testimonianza, ancora una volta, della sua attuale forza. Il nostro benchmark azionario mondiale, ossia l’S&P 500, ha ceduto infatti solo l’1,03 %. Cedimento causato soprattutto dai pesanti storni dei titoli petroliferi e dei titoli bancari, im pattatti pesantemente dal crollo dei prezzi delle commodities, e dallo storno dei rendimenti obbligazionari.

Insomma il pretesto per il tanto agognato storno delle quotazioni azionarie è arrivato. Ma proprio gli eventi di quest’ultima settimana, avvalorano quanto da noi detto in precedenti post. Se non si verificano eventi rilevanti a monte dell’azionario, ossia nei mercati valutari, in quelli delle commodities, o in quello dei bond, è del tutto illusorio ed insensato preconizzare, come costantemente avvenuto negli ultimi anni, un crollo dei mercati dell’equity. E gli eventi di quest’ultima ottava devono essere considerati eventi rilevanti ? Solo se gli stessi avranno un seguito, ossia se continuerà lo storno di commodities e rendimenti. Se ciò avverrà, vorrà dire che siamo in presenza di un cedimento significativo della domanda globale, che non potrà non aver un impatto negativo anche sui conti delle singole imprese, e di conseguenza sulle loro quotazioni azionarie. Se, invece, come io credo ed auspico, il coronavirus cinese sarà presto arginato, e non ci sarà alcuna contrazione della domanda globale e dell’attività economica, non assisteremo ad alcuno storno significativo degli attuali valori azionari, ed il lieve cedimento in corso costituirà l’ennesima occasione d’acquisto.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati solo venerdì  dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 28.371

Large Traders :  + 22.051

Small Traders : + 6.320

A differenza del trambusto accaduto nei mercati primari, il mercato dei derivati azionari Usa, si conferma poco mosso ed alquanto stabile. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei diversi operatori, sono state, infatti, davvero esigue, pari a soli 1.600 contratti. In particolare, i Commercial Traders, gli operatori meglio informati, le MANI FORTI di questo mercato, non si lasciano affatto intimorire dal coronavirus asiatico, acquistano infatti l’intero lotto dei 1.600 contratti long, e riducono lievemente la loro già tenue posizione di copertura, Net Short. I Large Traders, invece, cedono solo 166 contratti long, e sostanzialmente confermano l’entità della loro attuale posizione Net Long. Gli Small Traders, infine, si dimostrano, come al solito, i più timorosi, ed i più suggestionabili dalle cattive notizie, cedono infatti 1.484 contratti long, e contraggono a livelli ancor più esigui la loro attuale e timida posizione Net Long. Le modiche movimentazioni di quest’ultima settimana, ci dicono che al momento il mercato dei derivati non intravvede, nel coronavirus cinese, nessun pericolo strutturale per l’economia globale. Le Mani Forti, infatti, riducono e non accrescono il loro livello di copertura, che si mantiene da molti mesi ormai, ben al di sotto della loro media storica. Gli Small Traders inoltre, non dimostrano alcuna pericolosa esuberanza, anzi tutt’altro. Dopo quasi 11 anni di rialzi pressocchè ininterrotti rimangono ancora molto timidi ed alquanto scettici. Il loro scetticismo è una garanzia per la continuazione dell’attuale trend rialzista. Insomma, movimenti e dati che rassicurano e che non lasciano intravvedere alcun mutamento significativo di trend. Riconfermo pertanto la mia moderata view rialzista ed il mio personale target di 3.500 punti per l’S&P 500 a fine anno.

Moderata view rialzista, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo inizio del 2020, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno del 5,8 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha conseguito un guadagno dell’ 1,9 %. Conseguita pertanto, sinora, un’apprezzabile sovra-performance del 3,9 %. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha conseguito una sovra-performance media annua dell’8,7 %, e presenta una equity line in progresso del 155 %. In coerenza con quanto sopra espresso, questa settimana non muto l’assetto del mio portafoglio, confermo cioè le mie posizioni long, pari all’80 %, e le mie posizioni short, pari al restante 20 %, ossia resto in una posizione rialzista per il 60 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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