WALL STREET: si prende posizione in vista delle elezioni

Scritto il alle 17:59 da Lukas


Anche se l’impostazione non è entusiasmante, possiamo vedere nel COT Report una presa di posizione interessante delle mani forti in vista delle elezioni di novembre.  (Guest post)

Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno riflesso la crescente incertezza esistente, in questo momento, nell’economia e, più in generale, nella società. Sono infatti ancora molti i fattori da chiarire ed i nodi da sciogliere. In primo luogo ci si interroga sull’evoluzione della pandemia virale. A tal proposito, ci si chiede se sarà presto trovato un efficace vaccino, o se invece, assisteremo ad una recrudescenza della stessa, come alcuni dati, soprattutto europei, sembrano purtroppo segnalare. Una seconda ondata del covid-19 inciderebbe, peraltro, in maniera molto negativa sulle speranze di una rapida ripresa dell’economia. E di ciò i mercati non possono non tenerne conto. Ai due fattori citati, epidemiologico ed economico, si aggiunge inoltre un terzo fattore d’incertezza, ossia quello politico. Manca infatti ormai poco più di un mese alla data delle elezioni presidenziali Usa. Elezioni che avvengono in un clima socio-politico alquanto surriscaldato ed incandescente, e dall’esito ancora estremamente incerto. Insomma, non mancano i motivi di preoccupazione, ed i mercati sembrano esserne il più fedele ed attendibile testimone. Anche in quest’ultima ottava Wall Street, non a caso, ha proseguito nel suo andamento correttivo. Correzione sinora del tutto ordinata e fisiologica, e per niente convulsa. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, dopo il lieve storno di quest’ultima settimana, ha raggiunto quello che personalmente reputo il suo attuale valore di equilibrio, ossia quota 3.300 punti. Credo che anche nel prossimo mese ci attesteremo intorno a questi livelli, in attesa di conoscere il nome del prossimo presidente Usa, e di avere notizie più attendibili sull’esito della pandemia, e di conseguenza sulla tanto auspicata ripresa dell’economia. Non mi attendo, pertanto, a breve, particolari disordini sui mercati, anche perché, come ben ribadisce il mio amico Danilo, sugli stessi è sempre ben salda e forte la tutela delle Banche Centrali. Insomma, viviamo un periodo transitorio, del tutto particolare, pieno d’incertezze, in attesa che alcuni importanti problemi trovino finalmente risposte e soluzioni. E’ d’obbligo pertanto, dal punto di vista operativo, temporeggiare ed esser cauti, ed attendere che i vari nodi oggi sul tappeto vengano progressivamente sciolti.

Ciò detto, andiamo ad esaminare cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, nell’ultima ottava, rimbalza con forza, + 1,85 %, e risale a quota 94,64. Rimbalzo che sembra smentire tutte le nefaste ipotesi sul suo conto, circolate nelle ultime settimane. Un buon segnale anche per gli altri mercati. Le commodities, invece, stornano, in termini reali, dell’1,27 %, e lanciano nuovamente molti dubbi su una rapida ripresa dell’economia. Segnali in tal senso giungono anche dal mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale americano arretra infatti di 4 bps, e retrocede a quota 0,66 %, il rendimento dei bond a 2 anni arretra invece di 1 solo bps, e torna a quota 0,13 %. La yield curve Usa si mantiene positiva ma la sua inclinazione resta alquanto modesta, ossia pari a soli 53 bps, e lascia presagire una lenta ripresa dell’economia Usa. Del mercato azionario abbiamo già accennato. Dopo mesi di forti rialzi, vive un’ordinata  fase correttiva, che a mio avviso sta assestando il mercato sui suoi attuali valori di equilibrio.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 24.294

Large Traders :  – 25.463

Small Traders : + 1.169

Si riconferma, ma con molta fatica, la nuova recente configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state pari a 11.262 contratti. In particolare, i Large traders continuano a vendere, cedono infatti altri 6.180 contratti long, ed accentuano la loro posizione, che diventa sempre più Net Short. Gli Small traders, dopo una sola settimana d’euforia, sembrano anch’essi ripensarci, cedono infatti ben 5.082 contratti long, ed a mala pena resistono nella loro nuova posizione Net Long. A fronte di queste vendite, i Commercial traders, ovvero le Mani Forti di questo mercato,  acquistano l’intero lotto degli 11.262 contratti long, e rinsaldano di molto la loro importante e significativa posizione, Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima ottava avvalorano alquanto quanto da noi detto in premessa. I molti fattori d’incertezza inducono alla cautela gli operatori più deboli, ma sui mercati è sempre forte e vigile, come dice il mio amico Danilo, la mano delle Banche Centrali e dei poteri forti. Poteri forti schierati con Trump che non vogliono di certo un crollo dei mercati prima delle elezioni del prossimo 3 novembre. Faranno credo di tutto per impedirlo, ma mi auguro che il loro impegno non basterà ad impedire un cambio della guardia alla Casa Bianca. In ogni caso credo che, in questo mese che ci separa dalle elezioni presidenziali Usa, anche sui mercati la lotta sarà dura e senza esclusione di colpi. Per questo motivo, pur mantenendo la mia moderata view rialzista, assumerò un atteggiamento operativo ancor più morigerato e cauto di quello tenuto sino a questo momento.

Mercato dunque in balia degli eventi, che cercherò comunque di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questa prima parte dell’anno 2020, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra una perdita dello 0,14 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha subito una perdita del 19,94 %. Conseguita pertanto, sino ad ora, una sovra-performance del 19,80 %, che riconferma la bontà del mio approccio operativo. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha infatti conseguito una sovra-performance media annua dell’ 8,7 %, e presenta un’equity line in progresso del 145 %. Questa settimana, in coerenza con quanto sopra esposto, modifico ulteriormente l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè da 65 al 55 % delle mie posizioni long, ed innalzo dal 35 al 45 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione Net Long pari al solo 10 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
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