WALL STREET: aspettando le elezioni USA

Scritto il alle 16:36 da Lukas


Cambia nuovamente la configurazione del COT Report sullo SP500. Sembra proprio che l’incertezza regnerà sovrana quantomeno fino alle elezioni di novembre.  (Guest post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, nonostante il crescente timore di una seconda ondata del covid-19, ormai sempre più tangibile, hanno registrato una sostanziale tenuta. A differenza della prima ondata della pandemia, del tutto inattesa ed imprevista, oggi i mercati contano sulle ingenti misure di sostegno, sia economiche che finanziarie, varate nel frattempo da tutti i governi e dalle maggiori banche centrali. Anzi, a dire il vero, è proprio grazie a queste ingenti misure, ed in particolare alle politiche fiscali iper–espansive oggi adottate, che si spera di riuscire finalmente a REFLAZIONARE IL SISTEMA, ed a superare definitivamente la spirale deflattiva che contraddistingue l’economia ormai da oltre un decennio. La terribile pandemia potrebbe pertanto rappresentare una sorta di chiave di volta per un radicale mutamento dello scenario economico preesistente, non proprio bello ed edificante. Sia ben chiaro, il mio più che una concreta certezza è al momento solo un augurio, non a caso ho usato il condizionale. Il compito infatti è alquanto arduo e difficile, e dall’esito niente affatto scontato. I mercati però sembrano crederci, altrimenti non si spiegherebbero e non si giustificherebbero le attuali quotazioni. Siamo infatti di fronte a contrazioni rilevanti del PIL nella gran parte dei Paesi. Nel mentre i mercati stabiliscono nuovi massimi storici. Una contraddizione all’apparenza ingiustificabile, e senza precedenti. Ma si sà , i mercati hanno la vista lunga e guardano avanti. Ed evidentemente intravvedono, nel prossimo anno, un superamento dell’attuale pandemia, ed una forte ripresa dell’economia. Intravvedono pure, credo, una ripresa economica su basi ben diverse da quelle del passato. Una ripresa trainata dalle nuove tecnologie, e non più gravata dalla strisciante deflazione. Intravvedono forse anche la fine dei sovranismi, ed un mercato globale che riprende ordinatamente il suo corso. Ed in tale ottica, vedono probabilmente anche la fine imminente della controversa era Trump. Ormai mancano poche settimane alle elezioni presidenziali Usa. A breve pertanto avremo un primo importante responso. Certo una visione molto ottimistica quella sopra descritta, ma è quella a cui hanno creduto i mercati negli ultimi 6 mesi. Sarebbe davvero un guaio serio se tale visione non trovasse, nel futuro più o meno prossimo, delle conferme concrete e puntuali. Auguriamoci pertanto, che anche questa volta i mercati, come quasi sempre accade, abbiano visto bene, e prezzato, nel contempo, equamente il valore dei propri asset.

Ciò detto, meglio comunque non precorrere troppo i tempi, e limitarsi ad esaminare cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, nell’ultima ottava, ha dato beneauguranti segnali di vitalità, rimbalza infatti dello 0,67 %, e risale a quota 93,70. I prezzi delle commodities, invece, continuano nel loro up-trend, che si spera non contingente, lievitano infatti di un ulteriore 0,85% in termini reali. Negli ultimi 6 mesi il rimbalzo e pari al 12 %, e ciò ci fa sperare in una più ravvicinata ripresa economica. Segnali meno incoraggianti giungono, invece dal mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale americano cede infatti 3 bps, e retrocede a quota 0,75 %, il rendimento dei bond a 2 anni cede 1 solo bps, e retrocede a quota 0,15 %. L’inclinazione della yield curve Usa, pertanto, si riduce a 60 bps, e non incoraggia soverchie aspettative su una rapida ripresa dell’economia Usa. Il mercato azionario, infine, appare al momento, abbastanza stabile e tranquillo. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, in quest’ultima ottava lievita infatti solo dello 0,19 %, e si mantiene in prossimità dei suoi massimi storici.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 14.764

Large Traders :  + 12.674

Small Traders : + 2.090

Cambia, dunque, ancora, la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state infatti pari a 14.703 contratti. In particolare, in quest’ultima ottava, i Commercial traders, ovvero le MANI FORTI di questo mercato, rompono gli indugi, e cedono l’intero lotto dei 14.703 contratti long, e dopo quasi 7 mesi tornano decisamente nella loro abituale  posizione di copertura, Net Short. I Large traders, al contrario, sembrano veder rosa, acquistano infatti ben 12.596 contratti long, e consolidano la loro nuova posizione, Net Long. Gli Small traders, infine, acquistano anch’essi i residui 2.107 contratti long, ed invertono nuovamente la loro posizione, che torna Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, disegnano un nuovo e più incerto scenario. Le MANI FORTI, dopo molti mesi tornano decisamente in posizione net Short. Non proprio un bel segnale per i mercati. Temono evidentemente l’esito delle elezioni presidenziali Usa, ed un cambio della guardia alla Casa Bianca. In questi anni sono stati infatti gli amici più fidati di Donald Trump. Anche gli Small traders invertono la loro posizione, ma non mostrano però alcuna irrazionale esuberanza da far temere, a breve, sconquassi sui mercati. Insomma si è ritornati ad una configurazione e ad un assetto che storicamente ha prefigurato periodi alquanto incerti e molto più volatili di quelli vissuti nei mesi scorsi. Visto il momento, mi sembra una configurazione del tutto normale, e del tutto coerente con l’incertezza politica che vivremo nelle prossime settimane. Ci sarà pertanto, credo, qualche turbolenza, ma non tale da minare seriamente gli attuali assetti dei mercati. Riconfermo, pertanto, la moderata view rialzista seguita sino ad ora.

Mercato dunque in ulteriore evoluzione, che cercherò comunque di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questa prima parte dell’anno 2020, alquanto complicata, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno del 2,87 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha subito una perdita del 17,33 %. Conseguita pertanto, sino ad ora, una sovra-performance del 20,2 %, che riconferma la bontà del mio approccio operativo. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha infatti conseguito una sovra-performance media annua dell’ 8,7 %, e presenta un’equity line in progresso del 150 %. Questa settimana, in coerenza con quanto sopra esposto, non modifico  l’assetto del mio portafoglio, riconfermo cioè il 70 % delle mie posizioni long, ed il 30 % % delle mie posizioni short, ossia una posizione Net Long pari al 40 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
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